09 10 2004 - GLADIO E VOLPE 132 …C’E’ ANCORA TANTO DA SCAVARE …

Sembra che i nostri articoli sul caso “Volpe 132”, che poi non contengono chissà quali clamorose rivelazioni, ma solo un tentativo di lettura ragionata, per quanto inquietante, di cose che si sanno già stia suscitando un morboso interesse da parte di utenti imperscrutabili statunitensi e israeliani, forse riconducibili a qualche servizio di intelligence interessato a capire se vi fosse coincidenza tra gli assassini che tirarono giù l’elicottero con a bordo i piloti della GdF Gianfranco Deriu e Fabrizio Sedda e quelli, spesso dipinti come “patrioti”, che massacrano coi mezzi più subdoli tanti innocenti figli di David; analogo interesse pare ci sia da parte di qualche investigatore cagliaritano, ma poiché nel nostro sito quasi tutte le utenze pubbliche sono “bannate” (eccetto la Rai e poche altre), dovranno soddisfare la loro curiosità collegandosi da casa.
Forse occorre suggerire a chi vuole approfondire come si deve la vicenda di sondare adeguatamente i possibili collegamenti tra la stessa e le schegge impazzite dell’organizzazione Stay Behind, meglio nota come Gladio, in Sardegna (dove, non dimentichiamolo, vi era la base di addestramento segreta di Capo Marrargiu), laddove detta struttura, fortemente compenetrata com’era dalla P2 e dalla massoneria deviata in generale (tra i motivi della scissione della “Gran Loggia Regolare” vi fu l’intendimento di Giuliano Di Bernardo di espellere dal Grande Oriente i numerosi “gladiatori” che vi risultavano iscritti), per un verso non si era rassegnata alla smobilitazione ingenerata dalla sgradevole scoperta delle “carte” di Aldo Moro nel covo BR di via Monte Nevoso, a Milano, e imposta da Giulio Andreotti in contrasto con l’allora presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, e col direttore del Sismi ammiraglio Martini, per altro verso conservava un inestimabile patrimonio di legami internazionali che non si limitavano ad ambienti militari e di intelligence stranieri rientranti tra i nostri alleati (come quelli degli Stati Uniti), ma che spaziavano molto pericolosamente, e in armonia con la linea filoaraba del Sismi, nel Medio Oriente, presso entità terroristiche quali quelle palestinesi che, secondo l’apprezzamento molto soggettivo di taluni, sarebbero quasi patriottiche.

In questo contesto si collocano i misteri, apparentemente inestricabili, della base NATO di Perdasdefogu e del Poligono interforze di Quirra, dove agenti libici e iracheni, quindi emissari di due reggitori di “stati-canaglia” quali Muammar Al Gheddafi e Saddam Hussein sui quali gravano oltre tutto notevoli sospetti di affiliazione massonica, andavano e venivano liberamente nel trattare acquisti di armi, e laddove forse, nonostante la decisione dell’amministrazione di George Bush senior di sanzionare la Libia per la vicenda Lockerbie, qualcuno non si era rassegnato alla linea ufficiale del governo statunitense, forte di appoggi presso un settore della CIA lontano dalle vedute generalmente filoisraeliane della intelligence americana.
Sulla disinvoltura con cui l’organizzazione Stay Behind, totalmente dismesso l’originario ruolo di “ultima spiaggia” dell’Occidente in caso di invasione comunista, esercitava ogni tipo di azione spregiudicata in Italia e all’estero, sono del resto illuminanti gli inquietanti racconti, recepiti perlopiù da pubblicistica di estrema sinistra, fatti da un gladiatore oristanese, Stefano Arconte, sui quali potrete trovare dettagliati resoconti su un link al sito Tiberiade.it raggiungibile cliccando QUI, nonché sul sito personale che lo stesso Arconte ha realizzato su Geocities, reperibile cliccando QUI. La coincidenza inquietante fu che Arconte, i cui racconti sono stati giudicati molto attendibili negli Stati Uniti, dove si presero decisamente le distanze rispetto alle deviazioni italiane, ma singolarmente in Italia solo dall’estrema sinistra e da certa destra radicale, fu al centro di un’incredibile e kafkiana vicenda giudiziaria che lo vide accusato, sulla base di prove quanto meno raffazzonate, di cessione di sostanze stupefacenti, accusa dalla quale l’ex “gladiatore” fu alfine prosciolto ottenendo numerose sentenze a suo favore anche da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, anche in relazione a reiterate denunce per calunnia sporte nei suoi confronti da magistrati di Cagliari e Oristano relativamente alle accuse di Arconte secondo il quale il tutto era stato ordito per “incastrarlo” e punirlo delle sue rivelazioni.
Ora, stiamo molto attenti ai nomi dei personaggi coinvolti in questa vicenda, perché qui vi è uno snodo fondamentale: attraverso uno di questi personaggi, ricostruendo intricati rapporti di parentela e affinità si giunge alla persona di un soggetto che potrebbe aver svolto un ruolo assolutamente determinante nel depistare, a caldo, ogni utile indagine sulla possibile causale dell’abbattimento di Volpe 132, con riferimento ai motivi per cui l’Agusta A 109 pilotato da Deriu e Sedda stava seguendo dal cielo la motonave che, secondo il “pentito” Zirottu, portava armi in Libia – verosimilmente destinate, almeno in parte, al terrorismo palestinese – in violazione dell’embargo internazionale caldeggiato e fatto energicamente rispettare dagli Stati Uniti, soggetto del quale peraltro potrebbero utilmente ricostruirsi ulteriori legami che portano a chi a Cagliari ha sempre tutelato gli interessi, anche economici, di Gheddafi e compagnia cantante, con tutte le singolari connessioni venute a galla in varie inchieste con gli ambienti piduisti e dell’eversione nera, solo apparentemente in contraddizione con l’origine di sinistra di taluni dei soggetti coinvolti (occorre ricordarsi che sull’antisemitismo, ragione ultima di tutti i terrorismi arabi e mediorientali, esiste un solido collante tra quella sinistra europea da sempre incondizionatamente favorevole ai palestinesi e l’estrema destra puramente e semplicemente antisemita).
Nomi? Ci dispiace, al momento non possiamo farne, chiunque avrà modo di esercitare la propria fantasia. Ad ogni modo siamo in grado di promettervi che, salvo sconvolgimenti, la verità verrà a galla di qui a pochi mesi.