09 10 2004 - GIU’ IL CAPPUCCIO …. QUESTA VOLTA TREMANO PER DAVVERO!!!

Siamo finalmente giunti al punto più basso, al punto di non ritorno per la massoneria cagliaritana che, scampata alla bufera Cordova grazie all’atteggiamento omissivo della magistratura e delle forze dell’ordine cittadine (parliamo del periodo 1992-1994, quando non c’erano né Piana né Arangino), stavolta rischia davvero grosso sul terreno che più le preme, non tanto quello delle indagini giudiziarie, che pure hanno lambito numerosi suoi esponenti, quanto quello del potere e dell’influenza.
In principio fu Renato Soru, uomo di solide radici cattoliche e, coerentemente con tale impostazione, profondamente antimassonico, che, malvisto dagli Emanuele Sanna e dagli Andrea Raggio, che, dicono, qualche rapporto con l’esoterismo l’avrebbero avuto, è stato accolto come il Messia dalle masse cattolico-democratiche, socialiste e comuniste sarde che non ne potevano più dello strapotere dei grembiulini ad ogni livello; a parte il valore oggettivo del personaggio Soru, in questo sta e cade il dieci per cento che ha inflitto a Mauro Pili (che non è massone, almeno non risulta, ma capeggiava liste stracolme di grembiulini).

All’interno di Forza Italia segni ancor più evidenti della svolta, coi massoni noti e dichiarati o trombati (come Giorgio Corona) o costretti all’emigrazione verso il sopravvalutato polo centrista di Mariolino Floris (come Andrea Pirastu), simultaneamente all’ascesa di uomini più diretta espressione degli ambienti cattolici, da Giorgio La Spisa, di estrazione “ciellina”, a Carlo Sanjust, rampollo di una nobile famiglia di solidissime tradizioni cattoliche (che, avendo dovuto vendere proprio alla Massoneria lo storico palazzo di piazza Indipendenza, impose il cambio del nome).
Ci sarebbe poi da parlare della magistratura: al Palazzaccio, ad onta delle disposizioni del CSM che vieterebbero l’adesione dei magistrati alle logge (contestate però dalla Corte di Bruxelles), i “grembiulini” sono parecchi, ma sempre più sulla difensiva, facendosi segnalare per le cose meno commendevoli, uno invischiato mani e piedi, nonostante le smentite degli ambienti della Procura (e sono già due!) nella vicenda Ranno, un altro impegnato in uno stupido tentativo di arginare la ricerca della verità su vicende scabrose come quella di Volpe 132 in cui la “rete” di Lombardini fu coinvolta mani e piedi e su cui, pare, Lombardini volesse vuotare il sacco a Caselli, e un altro ancora che ha fatto tante di quelle svolte politiche e associative da aver perso ormai ogni credibilità.
Il procuratore Carlo Piana, che non è uno stupido, se ne lava le mani, e intanto, sancendo un’inversione di tendenza, richiede l’archiviazione dell’inchiesta sui “voti comprati” in Consiglio Regionale laddove, sulla base di testimonianze non necessariamente disinteressate e di costruzioni poliziesche viziate da salti logici ai limiti della schizofrenia, si voleva coinvolgere Nichi Grauso anche in quella storiaccia.
Forse il dottor Piana si metterà definitivamente in carreggiata se riuscirà a ripristinare quel pieno controllo sull’operato dei propri sostituti che gli è impedito dalle circolari del CSM, che lasciano le briglie troppo larghe ai sostituti consentendo, in pratica, al procuratore di intervenire sulle loro inchieste solo quando diano letteralmente di matto, chiedano l’arresto del Papa o l’incriminazione di George Bush per crimini di guerra. Un procuratore abile, comunque, può fare qualcosa nonostante il regime “assembleare” delle Procure oggi modellato dalle disposizioni del CSM, che è nefasto perché fa di ogni sostituto un centro di potere incontrollabile che può tendenzialmente trasformarsi in scheggia impazzita o in strumento di poteri occulti (e non ci riferiamo solamente alla Massoneria …), e che giustamente la riforma proposta da Castelli tenta di correggere.
Oddio, qualche colpo di coda i “grembiulini” lo danno: sulle vicende del Poetto, Balletto si è esibito in autodifese assolutamente esilaranti, e al Palazzaccio certi personaggi organici al Grande Oriente, figli o nipoti di fascisti convinti e fascisti (magari occulti) anch’essi, sperimentano qualche colpo di coda, che finirà per stordirli come un pesantissimo macigno sulla testa. Ma siamo sulla buona strada, e il Popolo Sardo ormai ha gli occhi aperti: Renato Soru ci dimostra che governare la Sardegna senza e contro i “grembiulini” si può e si deve, e che questo è un imperativo morale, almeno fin quando non saremo definitivamente rassicurati, anche a garanzia dei tanti massoni onesti e integri che spesso hanno motivo di vergognarsi di appartenere alle logge (constatando anche come, alla faccia del principio di solidarietà massonica, vengono “mollati” nel momento del bisogno, ne sa qualcosa l’avvocato Piras), sul fatto che la Massoneria sia ricondotta ai suoi ideali originali, che tanto beneficio hanno portato all’evoluzione dell’umanità e della stessa Chiesa, e la pianti di occuparsi di affari, magari neppure puliti, e di questioni di puro potere.