22 09 2005 - GIANNI LOY: UN SINDACO PER LA RINASCITA?

Spiazzando sul tempo tutti i possibili competitors interni, Gianni Loy, docente di diritto del lavoro all’università di Cagliari da tempo politicamente impegnato a sinistra, ha annunciato la propria candidatura a sindaco di Cagliari per le elezioni che si svolgeranno nel 2006, alle quali il sindaco uscente di Forza Italia, Emilio Floris, riproporrà quasi certamente la propria candidatura.
Personaggio poco incline ai compromessi, il professor Loy, nel corso della conferenza stampa in cui ha annunciato e motivato la sua candidatura, non ha risparmiato fendenti all’attuale opposizione di centrosinistra, accusata, invero, di aver più volte assicurato alla maggioranza di centrodestra, spesso incapace di compattezza, i numeri per tenere le sedute del consiglio comunale e governare.

La situazione denunciata da Loy non è certo nuova, e anche i motivi sono, forse, facilmente intuibili, data la presenza a Cagliari di due sinistre distinte e distanti: quella che ascolta i movimenti e la società civile, che sicuramente può identificarsi maggiormente nel professor Loy di quanto possa fare nel suo rettore Mistretta, e quella che agisce nella logica della “prima repubblica”, certo non sgradita neppure alla maggior parte dei consiglieri del centrodestra, mirando soprattutto a ritagliarsi fette di potere.
Quest’ultima “sinistra”, siano le sue tendenze comuniste o socialdemocratiche, ha ampiamente stufato il “popolo”, che infatti non la vota, come si è visto anche alle regionali, che hanno relegato i DS (in città storicamente sotto l’ala degli Emanuele Sanna e degli Andrea Raggio) sotto il 10% dei voti (PCI e PSI insieme, negli anni ’80, avevano il 30%), a vantaggio dei partiti neocomunisti, forti come non mai, e di Progetto Sardegna.
E’ ora che si faccia da parte, e che ceda il passo a chi, moderato o estremista, è maggiormente in grado di interpretare i profondi bisogni della gente, soprattutto il bisogno di imparziale pulizia contro ogni affarismo e ogni compromesso coi soliti “potenti”.
Non sappiamo se quella di Gianni Loy rimarrà, come nelle elezioni del 2001, una candidatura di sinistra “minoritaria”, in ogni caso è un grosso stimolo per una sinistra che ha bisogno di grossi esami di coscienza e che, a un passo dalla conquista del comune di Cagliari (stando ai dati delle ultime regionali e provinciali il centrosinistra è più o meno alla pari o, addirittura, sopravanza il centrodestra), non inciampi nella consueta libidine di voler far parte di un certo “salotto buono” che per la città è foriero solo di danni.