20 01 2004 - FORZA RENATO, SPAZZA VIA IL MARCIUME! (parziale)

Non sappiamo se voteremo per Renato Soru presidente della Regione, non tanto per diversità ideologiche (da liberali, in noi potete trovare tanta destra ma anche tanta sinistra insieme), quanto perché resta il dubbio che il centrodestra possa recuperare un po’ di raziocinio e candidare nuovamente Mauro Pili, per il quale nutriamo incondizionata stima.
Tuttavia, non può che rientrare negli auspici di ogni sincero democratico che abbia davvero a cuore il bene della Sardegna che un personaggio come lui, che dal profondo del Campidano, da quella Sanluri che in passato era oggetto delle barzellette dei vecchi cagliaritani dalla feroce ironia, ha diffuso Internet con un logo indelebilmente sardo in tutta Europa – ben coltivando un terreno già arato da Nichi Grauso – che da garanzia di saper fare le cose se solo gliele lasciano fare – garanzia che già ci da Mauro Pili – possa essere un probabile presidente di questa martoriata Regione Sardegna, oggi costretta dalle continue crisi di bottega ad affidarsi al volenteroso ma politicamente debolissimo “Nonno Libero” Masala, ma soprattutto l’uomo che farà uscire la sinistra regionale e cagliaritana dal limbo del puro affarismo e della preoccupante contiguità con la parte marcia della magistratura della Città del Sole e la proietterà finalmente verso un futuro di efficienza e di onestà, soprattutto di onestà.

Chi segue le cronache politiche, spesso stucchevoli e vomitevoli, ben sa che soprattutto all’interno dei DS, partito per il quale Renato Soru simpatizza, vi è una canea di voci sgraziate e stonate in opposizione alla sua candidatura, che, con l’interessato supporto esterno della Margherita, che vuole piazzare come candidato l’incolore Antonello Soro, fa capo soprattutto alla parte più vecchia e più deteriore del partito di D’Alema e Fassino, quella che si riconosce in personaggi come Emanuele Sanna e Andrea Raggio con tutto il codazzo di travicelli al loro servizio come il segretario regionale Renato Cugini (che un tempo stava con Cogodi … come si cambia!), quindi in coloro che rappresentano i garanti del sistema affaristico, metà di capitalismo rapace e metà sovietico, delle Cooperative rosse, nonché i protettori e insieme i protetti di quelli di piazza Repubblica, di quei magistrati sempre più degradati professionalmente e moralmente che ben conosciamo e che devono ancora iniziare a pagarla per le loro infinite malefatte.
Tutto marciume, che va solo spazzato via per il bene di Cagliari e della Sardegna, mentre, sempre nell’area DS, a sostenere la candidatura di Renato Soru vi sono, oltre a un ex socialista onesto e lungimirante come Antonello Cabras, persone di onestà adamantina, di grandi capacità politiche e di larghe vedute come l’ex assessore alla Programmazione Pier Sandro Scano, la validissima consigliera regionale nuorese Ivana Dettori, l’ex sindaco simbolo di Quartu Sant’Elena Graziano Milia: insomma, a parte il valore di Soru, è indubitabile che un governo di sinistra, se rappresentato da queste persone, sarebbe pienamente accettabile, perfino positivo, mentre piuttosto che farsi governare da quegli altri, meglio la peste!
E lo sanno bene, i rappresentanti dei peggiori DS, della peggiore sinistra, che non possono tirare troppo la corda, Renato Soru vuole assolutamente fare qualcosa per la sua terra, e, pur intendendo sottoporsi democraticamente a delle primarie (con cui però finirebbe in una trappola, dato che Emanuele Sanna controlla le sezioni), non ha escluso di scendere in campo con una propria lista qualora la sua proposta non risultasse gradita: bene, in casa DS sanno bene che ormai le minacce di espulsione non fanno più né caldo né freddo a chi vuole andare dove lo porta il cuore (vedasi Pier Sandro Scano e Graziano Milia rispetto alla creazione di Democratzia), che perfino il fondatore del PDS, Achille Occhetto, si è sfilato via appena ha visto che andazzo prendeva il partito, e che, continuando a contrapporsi a Soru, rischierebbero di trovarsi un partito dimezzato, privo delle migliori intelligente e ingolfato di infermieri del Brotzu, e comunque di far vincere le elezioni regionali, in carrozza, non solo a Mauro Pili, ma anche a Mariano Delogu o a chiunque altro il centrodestra deciderà di presentare, fosse anche l’ultimo dei presidenti di circoscrizione di Cagliari o di Quartu.
Dubitiamo che Emanuele Sanna, Andrea Raggio e soci abbiano il buon gusto di farsi da parte, ma è la sola cosa che possono fare per evitare la rovina completa della sinistra sarda, e sono i militanti DS, per primi, che, se hanno presente il valore della posta in gioco, dovrebbero cacciarli a calci nel sedere, sanno, Sanna, Raggio e soci, di essere alla canna del gas, tanto è vero che non sanno che fare, per infangare i loro avversari di cui non valgono un’unghia, che infangarli, si fa ovviamente per dire, col solito spauracchio di Grauso, indicato come amicone di Soru e di Graziano Milia, magari anche di Piersandro Scano, quando, casomai, questo è un punto d’onore e un certificato di coraggio, perché Grauso è uno dei personaggi più validi che la Sardegna abbia mai espresso, e l’accodarsi perennemente a chi gli da del mascalzone, con compunta conigliesca indignazione imposta da certa magistratura che sa di avere la coda di paglia, non qualifica certo chi agisce in questo modo come un vero uomo, bensì come un verm[..]