Federico PALOMBA

Magistrato considerato di area cattolica, per anni stimato presidente del Tribunale dei Minori, Federico Palomba era un tempo ritenuto di area democristiana, tant’è che nel 1992 l’eventualità – poi sfumata – di una sua candidatura col PDS destò non poco stupore in casa DC.
Probabile che, nella decisione di Palomba di scendere in politica con la sinistra, abbia pesato il rapporto con Carlo Piana, suo amico e a sua volta molto amico di Emanuele Sanna.
Nel 1994 si candida senza successo al Senato nel collegio di Cagliari per i Progressisti, ma ottiene poi un notevole successo quale candidato presidente della Regione per lo stesso cartello [al ballottaggio ottiene il 43% dei voti].

Eletto Presidente della Regione, capeggerà ben sei giunte contraddistintesi per assoluta inconcludenza, politiche clientelari [in particolare coi lavori socialmente utili], rissosità scatenantisi soprattutto al momento delle nomine negli enti; l’inconcludenza e la dannosità delle giunte Palomba è puntualmente rimarcata, con editoriali al curaro dalla satira feroce, dal direttore dell’Unione Sarda, Antonangelo Liori.
Dal luglio 1997 entra in dura contrapposizione con Nichi Grauso, a causa del fallimento della società di gestione della Cartiera di Arbatax, laddove Grauso accuserà Palomba e la sua giunta di aver disatteso gli impegni precedentemente presi sul rilancio della cartiera e di aver <<ucciso le speranze dei sardi>>. Di fatto, Grauso ha sempre ritenuto che all’origine dei suoi guai soprattutto giudiziari stia la feroce opposizione dell’allora suo giornale alla giunta Palomba, dati i collegamenti organici tra questi e la magistratura cagliaritana da cui proviene.
Non ricandidato alle regionali del 1999, è candidato senza successo alle elezioni europee dello stesso anno; ma, poiché un cavalierato non si nega a nessuno, su indicazione del Governo è stato recentemente nominato consigliere del Credito Industriale Sardo. Pare, inoltre, che abbia iniziato a esercitare la professione di avvocato.