07 04 2004 - E HANNO ANCORA IL CORAGGIO DI PREDICARE …

Questa magistratura sta diventando davvero una cosa sconcertante: molti politicanti, qualche autentico criminale, un bel po’ di pazzi da catena che ne combinano di tutti i colori, lasciano prescrivere i reati, commettono errori giudiziari obbrobbriosi, sbattono in galera degli innocenti gettando via la chiave, scarcerano i mafiosi per decorrenza dei termini, a volte intascano mazzette o fanno incetta di beni delle vendite giudiziarie … e poi continuano a pretendere di farci la predica! Ma a quale luna ululate voialtri? Quella di questo sistema solare, o quella di chissà quale altro sistema solare, dato che per certi vostri modi di pensare c’è perfino da dubitare che molti di voi non siano degli alieni? Ma come potere pretendere che il popolo sovrano si fidi di voi, che subisca supinamente la vostra pseudo-giustizia?
L’Italia non ha mandato via il Re per trovarsi diecimila reucci che pretendono di regnare e imperare non rispondendo a nessuno delle proprie azioni, ricordatevelo!

Perdonate il tono, ma più passa il tempo e più si apprendono notizie sconcertanti, come questa: un magistrato, sulla cui onestà pensavamo davvero di poter mettere la mano sul fuoco, ex militante di estrema sinistra, avrebbe ripetuto il “vizietto” già rimproverato a Salvatore Fundoni, con l’aggravante che questi godeva del vantaggio del dubbio quanto a non conoscere le generalità della moglie del cancelliere che acquistò beni provenienti da esecuzione immobiliare (ed effettivamente il dottor Fundoni fu assolto dalla Corte di Appello di Palermo), mentre il magistrato di cui parliamo, il cui nome sarà familiare a chi abita dalle parti di Uras (Oristano), pare abbia acquistato in prima persona, o per interposti prossimi congiunti, una villa dal valore miliardario (in vecchie lire) dalle parti di Villasimius, beninteso a prezzi da liquidazione.
Pare che sulla vicenda sia già stato proposto un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura, e non è improbabile che parta la consueta inchiesta giudiziaria per abuso di ufficio e qualcos’altro, per cui peraltro ora sarà competente il “porto delle nebbie” di Roma, ma sinceramente non riponiamo nessuna fiducia che la verità possa essere compiutamente accertata, che questo giudice, se ha veramente perpetrato qualche misfatto, sia severamente punito: troppi precedenti cospirano in senso negativo, troppe inchieste su magistrati sardi, naturalmente comunisti, non sappiamo che fine abbiano fatto o con quale cavolo di pretesto siano state insabbiate (sul C.S.M. chi pensasse anche solo di poter contare è meglio che vada dal babbo a farsi rispiegare alcune cosette).
Ma la cosa che sdegna maggiormente è, appunto, che questo magistrato, di cui ora capiamo come possa essersi reso corresponsabile di recenti atti indegni di cui abbiamo avuto notizia, e per i quali, pure, è già partita o sta per partire una documentata denuncia, lo conoscevamo come rigoroso colpevolista, come personaggio troppo attento alle esigenze della Procura, come responsabile di almeno un gravissimo errore giudiziario, ma mai e poi mai ce lo saremmo immaginato coinvolto in simili pastette, e per di più per trarne un lucro personale.
Il nome? No, non ce lo chiedete, contrariamente a quanto potrebbe apparire MALA IUSTITIA CARALITANA non è un sito nato e cresciuto per sputtanare le persone, ma per stigmatizzare delle porcherie, per evidenziare dei problemi, e il problema, a questo punto, non è questa persona, ma un sistema marcio dalle fondamenta fino al soffitto che, nell’assenza di validi controlli, non solo sulla legalità degli atti compiuti dai magistrati e della loro vita personale in generale, ma anche della loro idoneità psicofisica a svolgere i delicati incarichi, consegna una incredibile licenza di mandare delinquenti a piede libero, di sbattere in galera gli innocenti, di commettere abusi e falsi, di rubare, talora perfino di uccidere a individui sui quali non siamo chiamati a votare, ma che si autoriproducono mediante concorsi spesso truccati (il “trucco” vale specialmente per certi mediocri figli di magistrati che, da soli, non riuscirebbero ad ottenere la sufficienza neppure al tema di italiano delle medie) e vanno avanti, come ha recentemente ammesso il presidente (naturalmente) comunista della Associazione Nazionale Magistrati, senza alcun controllo sulla professionalità, perché il CSM non guarda neppure le carte.
Il popolo italiano, questa licenza, non la ha data a nessuno, è già bastata quella accordata ormai quasi 62 anni fa a un signore paffutello e con pochi capelli che veniva dalla Romagna, e come è noto è andata non così male finché è durata, ma è poi finita con la barbarie delle leggi antisemite e con la folle partecipazione alla guerra hitleriana.
Berlusconi e Castelli, se davvero vogliono dimostrare che propugnano una concezione della giustizia che ne faccia davvero un qualcosa amministrato in nome del popolo, un popolo che vuole i delinquenti in galera ma gli innocenti liberi e non tollera magistrati pazzi o criminali, e non solamente una politica fatta di leggine ad personam, vadano avanti, sia in sede legislativa, sia con gli strumenti concessi in via ordinaria dall’ordinamento; non si stanchi mai, ministro Castelli, di promuovere le azioni disciplinari, di volerci veder chiaro su certe cose, perché altrimenti, alla lunga, la parola d’ordine che rischia di passare, a tutto vantaggio della criminalità vera, è quella degli anarchici: “nessun permesso, nessun processo”, appunto, sperando che gli slogan non continuino ogni tanto ad essere conditi da qualche bomba.
Comunque, conclusivamente, BUONA PASQUA A TUTTI! Anche MALA IUSTITIA CARALITANA si prende un po’ di vacanza, specie dopo questa recente, faticosa ristrutturazione del sito, ci si rileggerà, per le vecchie cose, sempre, per le nuove, forse, dal mercoledì dopo Pasqua se vi sarà qualcosa da dire.