29 06 2005 - DROGA, SUPERBANDA IN CATENE. E SI CONFERMANO ANTICHI SOSPETTI …

Oltre trenta arresti, tutti di gente semisconosciuta alla grande cronaca giudiziaria, ma che aveva animato il giro di traffico di stupefacenti più notevole della Sardegna dai tempi cupi della “Banda di Is Mirrionis”, come si evince anche dal quantitativo di cocaina sequestrata, novanta chili; tutti scoperti, secondo le dichiarazioni degli inquirenti, con un faticoso e paziente lavoro di intelligence, senza l’impiego di “pentiti” (o “collaboratori di giustizia”), sulla linea che da tempo Pierluigi Vigna sollecita di seguire.
Congratulazioni, davvero sentite, al sostituto procuratore dottor Paolo De Angelis, che abbiamo più volte criticato in questo sito, ma delle cui capacità professionali non abbiamo davvero mai dubitato; De Angelis, pur molto lontano per formazione dal cliché del PM poliziotto, ha ottenuto risultati straordinari in un lavoro prettamente di intelligence e senza atteggiamenti sbirreschi, senza ricorrere ai soliti “pentiti”, il che dimostra che, nella lotta alla criminalità ci sono altri metodi.

Ma quello che conta è che il “giro” che teneva insieme questa insidiosa rete di narcotraffico, arrivata a lambire anche i paesi della Barbagia, come Desulo, che sembravano maggiormente alieni dal triste fenomeno delle tossicodipendenze (da quelle parti i cagliaritani erano chiamati “conk’e droga” per la straordinaria diffusione del fenomeno nel capoluogo) conferma antichi sospetti, dato che la base dell’organizzazione stava a Oristano, una sua forte ramificazione, quella di origine desulese, stava a Guspini e sono stati accertati contatti, oltre che con la solita Stidda di Gela, con la ‘ndrangheta calabrese, che ormai controlla il traffico di cocaina in Europa.
Si tratta della stessa filiera che da tempo era stata individuata dal tenente colonnello della Guardia di Finanza Roberto Vernesoni, pochi giorni fa condannato tra le polemiche a più di otto anni di reclusione per una surreale storia di sottrazione di droga in sequestro fomentata, ovviamente, da “pentiti” in realtà poco pentiti di delinquere, e deve rammentarsi che Oristano è la città dove da tempo è stata individuata la pericolosa presenza della ‘ndrangheta in funzione di riciclaggio di denaro sporco in immobili, dove trasporti misteriosi e apparentemente notati da nessuno, simili a quello che avveniva dall’altra parte della costa la notte in cui fu abbattuto l’elicottero della Guardia di Finanza “Volpe 132”, sarebbero passati, forse provenienti dalla Spagna che è roccaforte di molti latitanti di Cosa Nostra e della ‘Ndrangheta, per il locale sonnacchioso porto, da dove presero le mosse le più insidiose attività di depistaggio proprio delle indagini sulla scomparsa di “Volpe 132”.
Non può escludersi, ma ciò è ancora tutto da appurare, che l’ombra dello scambio armi-droga, con la Sardegna crocevia e pattumiera di ogni traffico illecito, si stagli dietro l’operare di queste bande criminali, giacché proprio in Spagna, Barcellona è punto di passaggio quasi obbligato della maggior parte del volume di traffico di cocaina gestito dalla ‘ndrangheta, in particolare dal pericoloso gruppo dei calabresi insediati a Milano, e in linea di mare questa dista abbastanza poco da Oristano, mentre dall’altro lato, sulla base delle congetture che si possono fare sulla vicenda “Volpe 132”, vi era, e forse vi è ancora, altrettanto flusso di trasporto clandestino di armi e scorie nucleari, le prime in parte destinate in Calabria, le seconde in Africa per essere gestite dalle ecomafie, che impone la collaborazione della malavita sarda così come di quella siciliana.
Insomma, se vi sono possibilità di approfondimenti investigativi, potremmo vederne davvero delle belle.