
Si legge oggi su L’UNIONE SARDA che la compagna del misterioso Matteo Boe, Laura Manfredi, avrebbe apertamente accusato la sindachessa di Lula, Maddalena Calia di Forza Italia, di aver concorso all’assassinio della figlia Luisa, in uno scenario quanto meno inopportuno come una festa di studenti alla presenza di alcuni giornalisti di una emittente televisiva olandese.
La Calia, non nuova ad essere bersaglio di accuse e contumelie da parte della Manfredi, ha annunciato che stavolta “andrà fino in fondo”, e di aver già sporto contro la compagna di Boe, per la gravissima accusa rivoltale, querela per diffamazione.
Ma perché mai la sindachessa Calia avrebbe dovuto fare ciò di cui Laura Manfredi la accusa? Quest’ultima, a differenza del compagno, non risulta aver mai perso i diritti civili, e se per caso la disputa è a sfondo politico – ciò si è inteso tra le righe, con riferimento alla candidatura della Calia alle europee – ben poteva candidarsi, capeggiare uno schieramento avverso, specie considerando che le tradizioni politiche di Lula sono, casomai, più a sinistra che a destra, come nella maggior parte del Nuorese.
A meno che, ma questa è solo una ipotesi, la realtà non fosse che la famiglia Boe, anche col capofamiglia detenuto in Continente e deciso a tenersi per sé i segreti del sequestro Kassam (o forse proprio per questo), nel decennale periodo di commissariamento di Lula esercitasse nel paese un potere di fatto, conosciuto ma tollerato per motivi di forza maggiore dall’autorità, sgradito alla maggioranza della popolazione, che non ha atteso altro che trovare una donna coraggiosa disposta a candidarsi alla guida del Comune per liberarsi di vincoli di questa sorta.
E qualcuno, sentitosi affrancato, potrebbe avere ben pensato di rendere più chiaro il messaggio, facendo fuori Luisa, e così facendo capire ai Boe-Manfredi che nessuno è intoccabile, neppure loro; senza contare il fatto che, stranamente, il delitto è avvenuto in coincidenza con certi movimenti di personale nella Polizia, che hanno interessato anche personaggi che materialmente maneggiarono il denaro del sequestro Farouk.
Ripetiamo, sono solo ipotesi, ma questo è il solo motivo per cui Laura Manfredi potrebbe accusare razionalmente Maddalena Calia di ciò di cui la ha accusata, per aver forse concorso, involontariamente e indirettamente, a creare terreno fertile; in ogni caso, la Calia sicuramente non c’entra nulla con l’omicidio, è una persona onesta, anche se un tantino esibizionista, e di Matteo Boe e della sua corte dei miracoli, crediamo che sia Lula sia la Sardegna intera comincino ad averne le scatole piene.
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