15 11 2002 - DIETRO IL BLITZ DI COSENZA IL GOVERNO DI UNITA’ NAZIONALE DELLA FORCA?

Non siamo particolarmente vicini, nelle idee politiche e nei metodi, ai No Global, ma il nostro DNA ci suggerisce che la libertà, come valore assoluto, va difeso sempre e comunque e senza discriminazioni, e che quindi si deve evidenziare senza reticenza alcuna come l’iniziativa della Procura di Cosenza, che avrebbe ben altro da fare tra ‘ndrangheta e omicidi, di impacchettare 20 appartenenti ai movimenti No Global sotto le accuse di associazione sovversiva ed altri titoli di reato previsti dalla parte più genuinamente fascista del Codice Rocco (che nessuno, compreso Bossi che ne ha ripetutamente chiesto l’abrogazione, ha mai toccato confidando nel buon senso della magistratura, evidentemente sbagliando), sia un’evidente bufala.
A nostro modesto avviso, non c’è neppure bisogno di vedere gli atti, che del resto saranno costituiti in massima parte da teoremi polizieschi alla De Gennaro, che “Radio No Global” indica come il vero ispiratore del blitz, per comprendere come l’accusa sia del tutto campata per aria e strumentale: quei ragazzi, turbolenti si, ma che hanno dimostrato ampiamente di avere delle idee e di non perseguire solo lo scontro fine a sé stesso, agiscono del tutto alla luce del sole, e se ci sono stati scontri di piazza, rientrano nei rischi connessi all’esercizio del diritto di manifestare, non certo in preordinati piani terroristici o di aggressione alla polizia. Ma vogliamo scherzare? Il terrorismo è quello delle Brigate Rosse, quello di Bin Laden, non certo quello dei No Global!!!

E quanto, poi, agli scontri di piazza, i fatti di Napoli, per cui come è noto la Procura ha a suo tempo impacchettato un bel po’ di poliziotti facinorosi e violenti, messi fuori dal Tribunale della Libertà solo perché non vi erano esigenze cautelari, e di Genova, dove pure la Procura diretta dal cagliaritano Franco Meloni sta svolgendo le sue indagini senza trascurare il versante dei manifestanti anti-G8, contrapposti al pacifico e proficuo svolgimento del Social Forum di Firenze mirabilmente garantito sia dall’atteggiamento democratico del Governo, sia dalla responsabilità dei manifestanti, dimostrano, in modo ASSOLUTAMENTE INEQUIVOCABILE, che, se vi era qualcuno che fomentava gli scontri di piazza, questi erano i poliziotti, non tutti certamente, ma comunque numerosi elementi facinorosi e violenti della polizia, che menano tanto per menare e che stranamente, da quando la Polizia di Stato è diretta dal signor De Gennaro, hanno inteso tornare ai vecchi metodi che, in altri tempi, si sarebbero detti “fascisti”, ma che evidentemente, prima governando la sinistra, successivamente comunque dirigendo la Polizia un uomo di sinistra, diventano miracolosamente corretti.
Ci auguriamo di sbagliare ma, in definitiva, ci pare che quella della Procura di Cosenza sia una gravissima e liberticida cantonata, per la quale è facile prevedere per i magistrati responsabili strascichi avanti al Consiglio Superiore della Magistratura, e non solo; gli esponenti del centrodestra hanno ragione di lamentarsi per l’irritante atteggiamento bifronte nei confronti della magistratura degli esponenti del centrosinistra (che peraltro sanno bene che i No Global sono lontani un miglio da loro, salvo forse che dai Verdi e da Rifondazione, quanto a idee e valori), ma ciò non deve portare a commettere l’errore di chiudere gli occhi su quello che ci pare l’ennesimo abuso di certa magistratura, che, specialmente in tema di terrorismo, ha combinato di tutto di più, dagli arresti infondati come quello del giovane informatico di Roma Alessandro Geri per il caso d’Antona alla formulazione di accuse manifestamente infondate, tanto da attirarsi addosso gli strali perfino del Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti, che ha dovuto rilevare la superficialità e la frettolosità dei magistrati italiani nel sussumere fatti che non c’entrano nulla sotto fattispecie di reati di terrorismo, a ricordare la banale regola che la lotta al terrorismo non si deve solo fare, ma si deve fare bene.
E bisogna mettere in chiaro che la giusta difesa del ruolo dei tutori dell’ordine, spesso mandati a rischiare la vita per quattro soldi, non può certo giustificare anche la copertura delle escrescenze di certa polizia deviata e di certa magistratura, di cui veramente non sappiamo comprendere il comportamento se non in chiave di attuazione di una nuova “strategia della tensione”, evidentemente strumentale a porre in cattiva luce il governo Berlusconi e ad attirare sullo stesso le reazioni, ci auguriamo controllabili, dei No Global, magari per finire con l’imporre un qualche governo di unità nazionale dove magari presiederà ancora Berlusconi, ma senza contare più nulla, e invece comanderà Fini in sinergia con Violante, e naturalmente, of course, con De Gennaro, l’uomo che, su una piattaforma giustizialista e forcaiola che piacerebbe senz’altro a una cospicua fetta della magistratura italiana che vota per la sinistra e ai carabinieri e poliziotti che votano Alleanza Nazionale, metterebbe d’accordo tutti, e finirebbe per essere il vero capo del Governo, un Governo il cui compito sarebbe cancellare le libertà degli italiani.
Ci stanno preparando una bella sorpresa, signori: il 1994 rischia di ripetersi. Pensateci, specialmente voi amici di Forza Italia, se veramente credete che il fatto che la vostra “Casa” politica sia “delle libertà” non era e non è solo uno slogan elettorale.