12 08 2005 - CUGUSI NON CI STA E RICORRE ALLA CORTE EUROPEA

Claudio Cugusi, a lungo giornalista di “giudiziaria” e “nera” de L’Unione Sarda, oggi capo redattore della cronaca de “Il Giornale di Sardegna”, ha reagito duramente al verdetto della Corte di Cassazione che, nonostante la richiesta di assoluzione formulata dalla Procura Generale, ne ha confermato la condanna a 12 mesi di reclusione, con la condizionale, relativamente a una vecchia vicenda di pretese intercettazioni clandestine a mezzo scanner per cui è stato condannato in primo grado anche Nicola Grauso.
Cugusi ha reso noto che ricorrerà contro la sentenza alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, evidenziando di ritenersi innocente perché, se è stato condannato lui, dovrebbero essere condannati anche tutti gli altri cronisti che, negli anni, hanno usato lo scanner per carpire le conversazioni delle forze dell’ordine; il giornalista ha soggiunto di ritenere che si tratti dell’ennesimo capitolo della lotta giudiziaria contro il gruppo Grauso.

Il procedimento ebbe un avvio anomalo, sulla base della denuncia di un giornalista de “La Nuova Sardegna”, Mauro Lissia, che non solo fu in grado di anticipare di cinque giorni l’iscrizione di Cugusi nel registro delle notizie di reato ma inoltre in sede dibattimentale, complice una discutibile interpretazione del diritto del giornalista di non rivelare le proprie fonti (laddove per fatti analoghi, nei liberali Stati Uniti, si può anche essere arrestati), si rifiutò di rivelare chi gli disse dello scanner asseritamente usato da Grauso e Cugusi, non potendosi trattare, presumibilmente, che di delinquenti o di personaggi deviati delle forze dell’ordine che entrarono abusivamente nel sito ove detta apparecchiatura era ubicata. dell?epoca, ma vogliono che la verità sia accertata a 360 gradi: fanno benissimo!!!