E’ l’organo al quale, secondo la Costituzione, competono tutti i provvedimenti in materia di assunzioni, promozioni, trasferimenti e provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati.
Dopo le recenti riforme, si compone di 27 componenti: il Presidente della Repubblica, il Primo Presidente e il Procuratore Generale della Corte di Cassazione di diritto; elettivamente, 16 componenti designati dai magistrati e 8 componenti designati dal Parlamento.
Di fatto, l’esistenza di divisioni per correnti politiche tra i magistrati ha fatto si che il CSM, da organo di alta amministrazione che doveva essere, sia divenuto un organo politico, quasi una <<terza camera>>, con prese di posizione rappresentanti ingerenze nella sfera del potere legislativo e con l’invalere di considerazioni politiche, anziché inerenti ai parametri strettamente professionali, nel valutare questo o quel magistrato: emblematiche sono al riguardo, oltre alle formalistiche archiviazioni degli esposti di Nichi Grauso sulla sterminata serie di incompatibilità parentali nel palazzo di giustizia di Cagliari [VEDI SCHEDA], l’inaudita risoluzione del luglio 1999 con cui si è espressa solidarietà ai giudici cagliaritani per i pretesi attacchi dell’UNIONE SARDA
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