16 06 2004 - CONSIGLIO REGIONALE: RINNOVAMENTO E “TROMBATI” ECCELLENTI

E’ un Consiglio Regionale profondamente rinnovato quello che scaturisce dalla tornata elettorale del 12 e 13 giugno scorso, con 46 volti nuovi su 85, quindi con una robusta ventata di rinnovamento, effetto del vento di Renato Soru, e con moltissimi “trombati” eccellenti.
Non hanno convinto gli elettori GIAN MARIO SELIS e FEDERICO PALOMBA, le colonne della triste legislatura 1994-1999, ambedue divenuti forti sostenitori di Soru, ma evidentemente fuori tempo massimo: Selis, clamorosamente, non è stato rieletto, mentre Palomba, che ha tentato di riaffacciarsi in Consiglio dopo 5 anni di assenza, è stato sorpassato dall’ex sindaco comunista di Settimo San Pietro, Adriano Salis.
Di contro, in Forza Italia e in Alleanza Nazionale, è un’autentica falcidie: massacrata l’ala massonica, con GIORGIO CORONA che non viene rieletto ed è sorpassato dal giovane Carlo Sanjust, uomo di Emilio Floris, e restando fuori anche GIORGIO BALLETTO, AN perde per strada un fedelissimo di Anedda, EDOARDO USAI, già vicesindaco di Cagliari e discusso gestore dei “grandi eventi”.

Nelle file dei DS, non ricandidatosi, evidentemente fiutando il vento, EMANUELE SANNA, alla fine ce l’ha fatta SILVIO CHERCHI, presidente di Legacoop e uomo di fiducia di Andrea Raggio, nel mezzo di un massacro elettorale per il suo partito che ha lasciato per strada altri esponenti della stessa corrente come la ex presidente della “Fondazione Luca Raggio” MARIAROSA CARDIA.
Non ce l’ha fatta MASSIMO CELLINO, la cui elezione era legata alla vittoria come candidato presidente di Mauro Pili: il presidente del Cagliari, peraltro, in una intervista post elezioni a L’UNIONE SARDA, ha rimarcato un concetto che noi abbiamo sempre evidenziato, ossia che Pili era stato lasciato solo dagli apparati della CdL e di Forza Italia in particolare, ha ribadito la sua stima per Renato Soru e ha espresso soddisfazione per la “trombatura” di esponenti come Giorgio Corona.
Quanto alle donne, se non fosse stato per il listino di Soru che ne schierava sette, ne sarebbe rientrata una sola in Consiglio Regionale: CLAUDIA LOMBARDO, figlia d’arte (il padre, Salvatore Lombardo, è stato influente esponente socialista) che, acidella, ha asserito che le donne candidate da Soru si siano lasciate usare, affermazione seccamente smentita dalle dirette interessate, tra le quali l’ex direttrice della Caritas diocesana di Cagliari MARIUCCIA COCCO, che già aveva tentato con vari ostracismi di candidarsi a sindaco di Cagliari per Nicola Grauso.
Quanto al Nuovo Movimento, ciò che ne restava in Consiglio Regionale, ossia l’ondivago consigliere di Porto Torres BENIAMINO SCARPA, è riuscito a farsi rieleggere trionfalmente nel PSdAZ, lasciando a terra il segretario del partito GIACOMO SANNA, che paga la sua politica di ambigua terzietà tra i poli.
Tra i leaders regionali di partito, a parte Pili, l’unico che riesce ad essere rieletto è RENATO CUGINI, anche lui avversario di Soru, che conferma il seggio in Gallura, mentre resta a terra il segretario di Rifondazione Comunista SANDRO VALENTINI, che ha pagato a caro prezzo la scelta di escludere Luigi Cogodi, il cui uomo nella lista provinciale di Cagliari, LUCIANO URAS, è stato eletto trionfalmente; torna in Consiglio anche MARIOLINO FLORIS, che però ottiene un risultato deludente con la sua aggregazione centrista (tra i cui candidati anche CESARE CORDA, che resta parimenti a terra), cifre da prefisso telefonico per IRS di Gavino Sale, mentre ottiene un notevole successo la lista AP-UDEUR soprattutto con SERGIO MARRACINI, oggetto di dure campagne di contrasto da parte dei fedelissimi di Mauro Pili.
Completa il tutto lo straordinario successo della lista di Renato Soru, Progetto Sardegna, che sfiora l’8 per cento dei consensi a livello globale di regione, è primo partito del centrosinistra nella città di Cagliari – dove spopola con GIANLUIGI GESSA – e primo partito in assoluto a Nuoro, dove succhia metà dell’elettorato a dei DS scornati e sconfitti nella loro roccaforte.