Si sono rifatti vivi subito, raccogliendo appieno la provocazione, chissà quanto disinteressata, del signor Lissia Mauro, che su LA NUOVA SARDEGNA, strumentalizzando le parole del procuratore generale Antonini, si è azzardato ad asserire che il terrorismo, in Sardegna, non esiste e che coloro che azzardano ipotesi sullo stesso sono dei venditori di fumo.
Nuovo ordigno esplosivo a Nuoro, ancora presso la sede della locale Confindustria, che poteva uccidere, dato che nell’edificio vi erano dei ragazzi che stavano effettuando un corso di informatica cogestito da Confindustria e dai sindacati.
Nuova sfida col sapore di beffa, dato che in contemporanea all’esplosione della bomba vi era in visita in Sardegna il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Bellini.
Contemporaneo, e falso, allarme bomba presso i tre principali palazzi di giustizia della Sardegna, a Nuoro, appunto, ma anche a Cagliari e a Sassari.
Il terrorismo esiste eccome, caro Lissia, e si è rifatto vivo, non a caso, scegliendo obiettivi di grande simbolismo: il comandante dei Carabinieri, a mostrare che i sovversivi non hanno paura a compiere i loro misfatti neppure sotto gli occhi dei massimi rappresentanti dello Stato, e, per fortuna solo coi falsi allarmi, i luoghi ove si amministra (o si dovrebbe amministrare) giustizia, con evidente correlazione, forse, sia con le indagini condotte dal PM Mario Marchetti, sia alla brutale “minimizzazione” del procuratore generale.
Comprendiamo perfettamente come certa sinistra, di cui purtroppo sono sempre più parte integrante anche i DS alla canna del gas e minacciati dai vari Nanni Moretti e Sergio Cofferati, abbia interesse a esprimere un’opinione simile a quella di Lissia e di Antonini, a minimizzare, a negare l’esistenza del terrorismo, ancora un po’ a degradarne le manifestazioni ad atti di teppismo comune: devono mobilitare la santa alleanza per combattere Silvio Berlusconi, contro il quale non servono più le armate della magistratura politicizzata i cui generali peraltro sono in disarmo – è rimasto solo Caselli, ma svolge una funzione che gli da ben poco potere reale – e per questo hanno bisogno di tutto, compresi soggetti politici ben poco controllabili come anarchici e No Global, che anche noi difendiamo dagli assalti liberticidi di certa magistratura fin quando si limitano ad esprimere delle opinioni, ma che oggettivamente forniscono molto humus all’elaborazione di risposte eversive ad istanze, legittime seppur non condivisibili, di cambiamento della società.
Tutti, a iniziare dagli eredi del PCI, dovrebbero ricordarsi degli anni Settanta, quando le BR colpivano indiscriminatamente, e quando il partito che era allora del sassarese Berlinguer assunse una posizione ferma e intransigente contro il terrorismo, benché questo gli abbia fatto poi perdere una carrettata di voti; ma le sinistre di oggi non hanno lo stesso senso di responsabilità, il loro motto è sfasciare Berlusconi costi quel che costi, e temiamo fortemente che, dinanzi al loro furore ideologico e odio verso l’uomo di Arcore, anche l’esigenza di combattere il terrorismo passi in secondo piano.
Il signor Lissia lo sa che molti dei lettori del suo giornale la pensano così, e si adegua, forse per essere concorrenziale rispetto a L’UNIONE SARDA, che invece al fenomeno terroristico dedica ampio spazio ponendosi, per una volta, i dovuti interrogativi.
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