09 05 2004 - CENTRODESTRA, LA COERENZA STA A ZERO

Siamo ormai arrivati alla chiusura delle liste e all’inizio ufficiale della campagna elettorale, quella vera, quella senza esclusione di colpi, e ancora niente da fare quanto a quel guizzo di coerenza che ci attendevamo dal centrodestra quanto all’impegno concreto, non in termini di massimi sistemi bensì di situazioni concrete e incancrenite, sul problema della giustizia a Cagliari e in Sardegna, che negli ultimi anni, quanto a determinare gli indirizzi della politica e dell’informazione, ha avuto un impatto soverchiante e debordante.
Coerenza avrebbe imposto che uno come Nicola Grauso, il solo che ha avuto il coraggio di opporsi apertamente a una consorteria politico-giudiziario-giornalistica che ha voluto dettar legge a tutti i livelli a Cagliari, e che, da editore, è stato esposto a un procedimento giudiziario funzionale a portagli via giornali e televisioni assolutamente senza precedenti e con prove pregnanti di contaminazioni tra i magistrati che se ne sono occupati e l’ala più scopertamente affaristica dei DS, venisse difeso fino alla morte, allo stesso modo in cui Berlusconi difende Previti sul quale, peraltro, abbiamo seri dubbi.

Coerenza avrebbe imposto, soprattutto, che i parlamentari eletti per il centrodestra si impegnassero, senza requie, quanto a fare tutto quanto in loro potere se non per eliminare questa cancrena, quanto meno per sollecitare i dovuti controlli, e invece niente, in tutto l’arco della legislatura non una sola interrogazione da parte di un deputato o senatore sardo (eccetto da parte di Mariano Delogu, per quanto riguarda i “conflitti di interessi” dei PM palermitani Ingroia e Sava), non più una sola presa di posizione non ambigua da parte di un politico, i nostri rappresentanti che si comportano esattamente come gli eroi delle chiacchiere da bar, ossia in privato dicono peste e corna di questa magistratura e della sua politicizzazione, in pubblico se ne stanno accuratamente zitti.
Ci siamo chiesti, spesso, se questo atteggiamento non derivi solamente da pavidità, se questo atteggiamento sia ascrivibile a un carattere trasversale dello schieramento che a suo tempo si contrappose prima a Lombardini e poi a Grauso, non limitantesi a certi settori della sinistra ma contaminante ampiamente anche la destra, con un cemento comune che, oltre che dall’affarismo, ben può essere determinato dal tipico trasversalismo di certe affiliazioni a ben noti sodalizi.
La risposta rischia di dover essere positiva: non vediamo infatti alcun’altra plausibile risposta alla rinuncia in Sardegna, da parte del centrodestra, all’esercizio di quel potere-dovere di controllo, talora attuato in modo anche un po’ ritorsivo, che si è dispiegato nazionalmente nella creazione di commissioni parlamentari come quelle sul caso Telekom Serbia e sulla vicenda Mitrokhin, e non troviamo miglior riscontro nell’operato della Procura di Cagliari, che se ha colpito spietatamente Grauso è rimasta del tutto inerte nei confronti di tanti altri imprenditori e uomini di potere niente affatto puliti, salvo incappare come “incidente di percorso” in un’inchiesta come quella di Gabriella Ranno i cui schizzi di fango minacciano le carriere e le reputazioni di molti personaggi altolocati, compresi diversi consiglieri regionali uscenti del centrodestra.
Oggi come oggi, a centrodestra, nulla si smuove, nulla scuote forzitalioti e compagnia dal sonno profondo, non la ricandidatura a presidente di Mauro Pili, che pure ha un padre condannato dalla magistratura cagliaritana nel contesto di una Tangentopoli notoriamente a senso unico (dove erano le Cooperative rosse?), neppure quella di Massimo Cellino che parimenti ne sa qualcosa al riguardo, sembrano tutti ipnotizzati, forse in una ipnosi da ricatto perenne.
Ma a centrosinistra, fortunatamente, qualcosa si smuove, la candidatura di Renato Soru, uno che può permettersi di infischiarsene di magistratura, massoneria e denaro sporco di varia origine, ha prodotto l’emarginazione dell’ala più affaristica dei DS, tanto che un bel tipo come Andrea Raggio, il patron di quella fondazione frequentata tra gli altri dal procuratore Carlo Piana, è costretto a fare interventi da “dissenziente” nel sito dei DS cagliaritani.
Dal lato del “sol dell’avvenire”, per così dire, una crepa significativa si è aperta nel muro, mentre dove dovrebbero stare i liberali, quelli che sono per le libertà, il muro rimane solidamente in piedi, e Forza Italia continua a tradire il mandato elettorale su un punto assolutamente fondamentale dei propri programmi e che le ha portato tanti voti anche di gente che prima votava a sinistra: cambiare la situazione sulla giustizia.
Per questo, ne siamo convinti, tanti elettori che avevano cambiato bandiera perché indignati dalla tragica vicenda di Luigi Lombardini e dalla situazione vergognosa della giustizia a Cagliari, si riprenderanno la loro libertà. Per votare Soru. E mandare a casa tutti, proprio tutti, gli affaristi massonici del cavolo!