Basta con le incompatibilità parentali tra magistrati e tra magistrati e avvocati!!!
Il ministro della giustizia Roberto Castelli, dandosi finalmente una svegliata forse perché vi è un caso eclatante che coinvolge una città della “Padania”, Bergamo, ha finalmente ribadito con forza il principio che sconcezze come quelle di marito e moglie magistrati in uno stesso ufficio giudiziario, o avvocati figli di magistrati operanti in uno stesso foro, devono terminare.
Il guardasigilli è intervenuto, come evidenziato, su un caso relativo agli uffici giudiziari di Bergamo, precisamente sulla nomina a procuratore capo della città orobica di tale Galizzi, che il CSM propugna non arroganza e alla quale Castelli non ha dato il placet, a causa della smaccata incompatibilità del magistrato con un fratello presidente di sezione presso il locale Tribunale; Castelli ha ricordato che, negli intendimenti originari coevi alla costituzione del CSM, le deroghe agli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario, che contemplano i casi di incompatibilità, dovevano considerarsi “eccezionali”, e ha evidenziato che, sul problema delle incompatibilità, si attende collaborazione dal CSM, altrimenti dovrà procedere per via legislativa.
Plaudiamo al ministro Castelli, e ci auguriamo che la collaborazione del CSM, che nella scorsa consiliatura non ha fatto altro che archiviare gli esposti e le denunce, riguardi ben presto la situazione degli uffici giudiziari di Cagliari, interessati come è noto da tali e tante incompatibilità da essere prossimi a una pratica impossibilità di funzionamento. Per leggere il testo integrale dell’intervista al ministro Castelli, disponibile sul sito web del quotidiano leghista “LA PADANIA”, cliccate QUI.
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