Carlo PIANA

Classe 1934, originario della Maddalena, da una famiglia di ricchi proprietari terrieri, entra giovanissimo in Magistratura ed esordisce come pretore a Iglesias.
Passa quindi al Tribunale di Cagliari, svolgendo varie funzioni nel settore penale, in particolare, per diversi anni, quella di Presidente della Corte d’Assise.
Nel giugno 1997, con l’appoggio della sinistra politica e della magistratura associata [Magistratura Democratica], viene nominato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari; la sua candidatura è preferita a quella di Luigi Lombardini, e intorno alla sua preferenza vi è un forte sospetto che siano prevalsi criteri politici.

Il nuovo incarico importa a Piana di doversi occupare in prima persona, unitamente al sostituto procuratore Mauro Mura, del sequestro di Silvia Melis; all’esito della liberazione della giovane madre di Tortolì, l’11 novembre 1997, la Procura di Cagliari metterà sotto indagine per favoreggiamento tanto Nicola Grauso, che aveva pubblicamente confessato di aver pagato il riscatto, quanto Luigi Lombardini, inizialmente indagato solo per omessa informativa ai sensi dell’articolo 3 della legge 82/91; l’inchiesta, stante la qualità di magistrato in servizio a Cagliari di Lombardini, verrà trasferita a Palermo, coi ben noti tragici esiti [vedi scheda].
Sotto la direzione di Carlo Piana, la Procura di Cagliari intraprenderà una serie sterminata di azioni giudiziarie nei confronti di Nicola Grauso, sotto le più svariate imputazioni [dalle false fatturazioni alle intercettazioni abusive] e, soprattutto, chiederà e otterrà al Tribunale il <<commissariamento>> dell’UNIONE SARDA ai sensi dell’art. 2409 del Codice civile, iniziativa che preluderà alla necessità di un’onerosa ricapitalizzazione [42 miliardi] della società editrice del quotidiano, il che, di lì a poco, costringerà Grauso alla totale cessione dello stesso all’imprenditore Sergio Zuncheddu; Nicola Grauso ha contestato detta iniziativa giudiziaria come frutto di un vero e proprio complotto politico-giudiziario sulla base di vari elementi a sua disposizione.
E’ padre di Paolo Piana, anch’egli a lungo magistrato presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, solo recentemente trasferito presso il Tribunale dei minori, rispetto al quale sorgerà uno dei più clamorosi casi di incompatibilità per parentela all’interno del Palazzo di Giustizia di Cagliari, denunciati dall’UNIONE SARDA e da Nicola Grauso in prima persona con esposti al Consiglio Superiore della Magistratura [vedi scheda].
Risulterebbe essere ottimo amico di Emanuele Sanna, al punto da conoscerne bene i familiari.
Ultimamente il procuratore Piana sembra aver conosciuto solo amarezze: dalla perdurante indagine a suo carico a Palermo per il presunto complotto inteso a sottrargli L’UNIONE SARDA denunciato in modo molto documentato da Nicola Grauso, alla clamorosa sentenza della Corte d’Appello di Cagliari del 20 dicembre 2002 che, sebbene poi annullata con rinvio dalla Cassazione per meri motivi di legittimità, mandò clamorosamente assolti i quattro imputati condannati a Lanusei per il sequestro Melis, al recente inasprirsi delle polemiche sulla incompatibilità parentale rispetto al figlio Paolo (stigmatizzato duramente da IL GIORNALE), alla escalation in provincia di Cagliari di iniziative di stampo terroristico su cui le indagini finora non hanno fatto luce; corre voce che Piana vorrebbe trasferirsi al più presto sullo scranno del Procuratore Generale per concludere in gloria la sua buona carriera e sfilarsi da un ufficio turbolento, ma l’insuccesso del procuratore generale Antonini nel conseguire un trasferimento in altra sede allo stato lo impedisce.