Ha preso un partito che, malgovernato dalla cricca dei Cugini, degli Emanuele Sanna e degli Andrea Raggio, era giunto ai minimi storici, molti diffidavano di lui per la giovane etàe per la duratura lontananza dalla Sardegna, ma alle provinciali ha decisamente dimostrato quanto valga il suo lavoro e il suo impegno, riportando i DS ad essere un partito presentabile ed elettoralmente forte.
Giulio Calvisi, 39 anni, nato a Bitti e cresciuto a Olbia, ha vinto un po’ a sorpresa l’ultimo congresso regionale dei DS, umiliando un candidato che appariva ben più forte ed esperto, Tore Cherchi, il sindaco di Carbonia ed ex deputato che, partito dal “correntone” di Giovanni Berlinguer e da buoni propositi, si era trovato in pessima compagnia, quella di Emanuele Sanna ed Andrea Raggio, gli artefici e i padri di tutte le sconfitte e le umiliazioni diessine, in una poco incoraggiante saldatura di tutti i conservatorismi di destra e di sinistra.
Questo giovane uomo politico avrebbe già meriti immensi per aver liberato i DS, un partito che merita miglior sorte, dalla tutela di questi personaggi legati a un passato non certo encomiabile, ma con la sua formazione, fatta prima nel lavoro nella Sinistra Giovanile e poi nell’impegno sull’immigrazione, garantisce un approccio insieme idealista quanto basta e concreto quanto basta ai problemi, e consentiràa tanti di tornare a guardare a quello che fu il partito di Enrico Berlinguer con molta più simpatia e molta più fiducia; magari anche non votandolo, ma perché è interesse di tutti i democratici sinceri che il massimo della trasparenza si raggiunga in tutti i partiti di tutti gli schieramenti.
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