L’imprenditore Ilvano Bertucci, già sotto inchiesta per traffico di droga, si è visto appioppare dal Tribunale di Cagliari una condanna a due anni e otto mesi di reclusione per calunnia nei confronti del suo ex difensore, avvocato Antonello Podda.
La notizia, riportata da L’UNIONE SARDA con la consueta vocazione alla censura, si riferisce agli strascichi di una denuncia per infedele patrocinio proposta tempo addietro da Bertucci nei confronti dell’avvocato Podda; nell’occasione, Bertucci aveva anche denunciato per abuso d’ufficio il sostituto procuratore Mario Marchetti (di cui, cari pseudogiornalisti dell’UNIONE, era perfettamente inutile tacere il nome, tanto hanno capito tutti), titolare delle indagini (che si astenne e lo denunciò alla Procura di Palermo per calunnia), che fu prosciolto da ogni addebito, e al quale Bertucci rivolse, tra l’altro, l’accusa di aver consumato cocaina nel corso di un interrogatorio in carcere e di aver invitato il Bertucci a consumarne a sua volta (l’episodio è riportato in un memoriale di Luigi Lombardini, ma Bertucci aveva platealmente accusato Marchetti, presente in aula, durante un processo).
Non sappiamo di quali condotte scorrette Bertucci abbia accusato l’avvocato Podda, ma va ricordato che costui era legale di Paolo Santona, il detenuto ex collaboratore di giustizia recentemente “suicidatosi” nel carcere di Buoncammino del cui caso vi abbiamo ampiamente parlato, il quale, proprio mentre era difeso dall’avvocato Podda, dopo aver fornito a Nicola Grauso le sue confessioni videoregistrate circa le asserite pretese di Marchetti che egli, Santona, compisse atti intesi a “incastrare” calunniosamente lo stesso Grauso per fatti di droga, inspiegabilmente ritrattò, essendovi fortissimi dubbi, a quanto sappiamo noi e stando a quanto Santona rivelò poi al giornalista Gian Marco Chiocci de IL GIORNALE, circa la genuinità di questa ritrattazione, della cui non spontaneità fu testimone il PM Danilo Tronci che la ricevette.
Singolarmente, Santona si decise a rivelare a Chiocci le sue scomode verità, corrispondenti appieno a quanto aveva rivelato a Grauso e per nulla alla ritrattazione, dopo aver cambiato legale, designando l’avvocato Gianni Faa, persona non sospetta di “inciuci” con la magistratura, mentre l’avvocato Podda continuò a difendere tra gli altri personaggi come A.C., ex trafficante di droga vicinissimo al dottor Marchetti, tanto da vantarsi in giro di esserne “il figlioccio”.
Ciò ci desta qualche dubbio sulla colpevolezza del signor Bertucci, sia perché già in occasione dei primi vagiti del “caso Santona” il comportamento dell’avvocato Podda fu ambiguo, sia perché delle sentenze del Tribunale di Cagliari, zeppo di magistrati “incompatibili” e politicizzati, da un pezzo abbiamo smesso di fidarci.
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