12 10 2004 - CAGLIARI E IL SUO FEUDALESIMO: L’ORA DELLA SVOLTA?

Non sappiamo se essere maggiormente preoccupati o lusingati dalla qualità(la quantità è comunque notevole) degli accessi al nostro sito di questi giorni, laddove, unitamente all’intuibile interesse della Guardia di Finanza, appaiono parecchi IP strani, del GTRN, dell’Istituto di Fisica Nucleare, del CNR e di improbabili communication provider cinesi o sperdute università del profondo Sud degli Stati Uniti … a meno che dietro questi ultimi IP non ci sia chi possiamo, e chi potete, ben immaginare.
Ci riferiamo alla vicenda Volpe 132, sulla quale, insieme ad alcuni “amici” di cui non possiamo dirvi, stiamo conducendo una approfondita inchiesta che, entro dicembre, potrebbe giungere a significativi risultati, e squarciare definitivamente il velo di una certa realtà che in molti hanno fatto finta di non vedere, o semplicemente non volevano vedere conoscendone lo squallore, percependola al massimo in termini molto filtrati in qualcuno dei tanti interessanti romanzi di Massimo Carlotto, che come vittima di certa magistratura massonica, reazionaria e fascista sa il fatto suo.

Ammansiti dal bel mare (oggi devastato dal ripascimento) che ci ritroviamo, dal bel clima, dal buon mangiare, un po’ come i cubani che così riescono a mandar giù 45 anni di dittatura, abbiamo dimenticato che, al di là di certe facili esaltazioni “progressiste” per successi effimeri e non destinati a creare, per la sinistra, un reale radicamento popolare, Cagliari è una città che per decenni è stata governata, in modo assolutamente trasversale alla destra e alla sinistra “ufficiali”, da un terrificante manipolo di fascisti e reazionari, che un tempo si adunavano anche all’ombra di una Chiesa da tempo non più “di destra” ma ai quali oggi sono rimaste le logge massoniche e i paludati ambienti rotariani, che hanno sempre piegato ogni istanza dell’amministrazione, anche giudiziaria, ai loro porci comodi, spesso, anzi sistematicamente, sconfinanti nell’illegalità.
Non ce ne siamo accorti, perché mentre credevamo che i “compagni” avrebbero definitivamente sconfitto e cacciato nella fogna i fascisti, questi ultimi, trasformisti abilissimi come nessuno, si riciclavano abilmente sotto spoglie “democratiche”, perfino all’interno dei partiti di sinistra, dove dirigenti collusi e irresponsabili facevano ingoiare al popolo massoni e fascisti come dei “compagni” da stimare, sostenere e votare.
A parte qualche parvenu, qualche nuovo ricco venuto dal Continente o fattosi da solo spesso meritoriamente, più spesso in circostanze misteriose, le famiglie che fanno e disfano a Cagliari, da quegli anni Venti in cui sardisti e massoni imperniarono la struttura di base del fascismo cittadino, sono sempre le stesse, e il loro potere risiede nella soggezione che, con decenni e talora secoli di nobiltà e di notabilato alle spalle, riescono a incutere anche nei populares dalle migliori intenzioni, dai tanti democristiani di origine contadina ai tanti comunisti di origine operaia e borgatara.
Oggi la città è in subbuglio: nella poltrona numero uno della Regione siede un uomo, Renato Soru, le cui origini cattoliche doc (secondo alcuni sarebbe addirittura vicino all’Opus Dei) ne fanno un antimassonico a prova di bomba, e che ha dimostrato che vuol fare sul serio, molto sul serio, mentre le poltrone a disposizione di lorsignori del Grembiulino scricchiolano pericolosamente; per giunta, ora, è tornato Grauso, è tornato a fare l’editore, e i contenuti del suo giornale parlano chiaro contro le voci denigratorie che volevano anche lui affiliato alla Massoneria, e pensiamo che, anche all’interno della parte più avveduta della magistratura, qualcuno si stia avvedendo, o si avvedrà che non sono i comunisti che hanno da temere da Grauso o da Soru, ma solo i disonesti e i fascisti.
I “grembiulini”, non quei pochi che non avendo nulla da nascondere escono allo scoperto, ma quei tanti che avendo tutto da nascondere si riparano all’ombra delle logge “coperte” o di quelle inglesi e svizzere – come un ex sindaco di Cagliari e un attuale deputato – o nei paludati ambienti rotariani dove anche alcuni magistrati, non potendo rivelare le loro tendenze esoteriche per timore del CSM, stanno comodamente al riparo, hanno stufato tutti, e la gente incomincia finalmente a capire, e a darsi l’energia per sbarazzarsi di queste bande del malaffare.
Ma occorre stare attenti, perché non sempre possiamo trovarli dietro le scontate facce del faccendiere dalle mille maniglie, del massone un po’ coperto e un po’ deviato, dell’ex repubblichino o del figlio o del nipote dell’ex repubblichino ancora molto nostalgico: questi qui possono essere dovunque, e capaci delle alleanze più impensabili e spregiudicate, come quella col signore qui effigiato che tanti beoti di sinistra hanno lodato mentre forniva i soldi a massoni, fascisti e piduisti per dare alle stampe a Cagliari il giornale più reazionario che sia mai esistito.