31 12 2001 - BUON ANNO A TUTTI DA MALAIUSTITIA

Siamo insieme ormai da quasi un anno e, approssimandosi la fine del 2001 che porterà sicuramente grandi novità (prima tra tutte l’introduzione dell’EURO) sentiamo il dovere di ringraziare tutti i nostri utenti per i lusinghieri risultati di frequentazione del sito raggiunti.
Il 2001 è stato, nonostante la pervicace censura delle notizie attuata dalla stampa locale (complici anche i rapporti TROPPO privilegiati di certi giornalisti con alcuni magistrati), un anno foriero di novità e speranze sul fronte della giustizia, con l’assoluzione di Maria Ausilia Piroddi dall’assai discutibile processo per MAFIA (manco fossimo a Corleone) intentatole contro, con l’arresto per traffico e detenzione di droga di parecchi pentiti e confidenti (fatto che dipende sicuramente dal fatto che ora anche le forze dell’ordine si sentono più libere), con l’ascesa al governo del Paese di Silvio Berlusconi che, senza voler con ciò esprimere una preferenza politica, è sicuramente un amico della legalità quanto ai temi che ci stanno a cuore, con le voci, che ci auguriamo di cuore possano essere confermate al più presto, di prossima fuoriuscita, da Cagliari o dalla magistratura, di alcuni PM la cui permanenza in sede è solo un male per la giustizia giusta.

Molto resta ancora da fare, le ispezioni straordinarie a suo tempo annunciate dal ministro Flick dopo il caso Lombardini rimangono inattuate a distanza di oltre tre anni, i vari processi a carico di Nichi Grauso e Antonangelo Liori rimangono ancora in piedi su basi più deduttive che probatorie, certi magistrati che dovevano essere puniti per le inenarrabili scorrettezze e viltà commesse nei confronti di colleghi e non solo sono ancora saldamente ai loro posti.
Ma noi di MALAIUSTITIA rimaniamo fiduciosi nel fatto che sia ancora possibile cambiare le cose, non perché si consumino vendette rispetto ai torti commessi da certi personaggi e subiti da tante persone oneste, ma semplicemente perché GIUSTIZIA SIA FATTA, ad ogni livello, senza che si guardi in faccia nessuno.
Da altre parti d’Italia le barriere sono cadute, e valga solo fare l’esempio di Messina, ove la pluridecennale cortina di silenzio calata sulle vicende cittadine da certa stampa e certa magistratura, sotto l’alibi che in quella città non c’era la mafia, sono ormai cadute, e si sono verificati fatti clamorosi come l’arresto dell’autorevole PM della Direzione Nazionale Antimafia Giovanni Lembo in relazione al noto caso Sparacio.
Di casi Sparacio, e di altri casi poco edificanti, ce ne sono tanti in Sardegna, e da parte nostra, non appena disporremo di elementi sufficienti – intendendo tener fede alla regola di correttezza di non dare notizia di fatti che non siano comprovati – ci ripromettiamo di denunciarli prontamente con severità e rigore.
Per il momento, come augurio per un buon 2002, ci ripromettiamo che finalmente cessino, quanto meno, le caccie alle streghe scatenate da certi personaggi il cui potere si fonda sulla villania e sulla paura, come quelle agli amici, collaboratori e confidenti di Luigi Lombardini (magistrato e uomo indimenticabile in cui in tantissimi a tutt’oggi si riconoscono, a tre anni e oltre dalla morte), ai presunti “massoni deviati” che in realtà, come l’avvocato Antonio Piras, sono persone limpide la cui qualifica di massoni del Grande Oriente è nota a tutti senza reticenze (e questa è una caccia alle streghe particolarmente vigliacca perché praticata, invece, da personaggi che a quanto pare sono anch’essi massoni, ma delle logge deviate), agli ex DC e PSI che ancora oggi rimangono gli unici inquisiti della Tangentopoli cagliaritana e carboniense (con strana impunità, come sempre, per i postcomunisti), agli imprenditori che hanno il torto, in una città che gronda di invidia per chi faccia qualcosa, appunto solo di fare qualcosa, come Nichi Grauso, ma anche Massimo Cellino e tanti altri meno noti, ai magistrati, ex magistrati o ancora in magistratura, che hanno avuto il coraggio di opporsi a certi assetti di potere (un nome per tutti: Francesco Pintus), ai detenuti che strameriterebbero di veder riconosciuta la loro innocenza o di accedere alle famose misure alternative al carcere e che sono stati “incastrati” per giustificare indagini inconcludenti o sabotati da veti e boicottaggi dall’alto, a quegli avvocati (e purtroppo sono ancora pochi) che, interpretando fedelmente il loro ufficio, lo esercitano fino in fondo senza piegarsi a fare gli scendiletto del potere (magari fruendo di strani trattamenti privilegiati), a tutti i semplici cittadini vittime di ingiustizie manifeste.
La Chiesa cattolica ha da tempo superato la fase dell’Inquisizione, e sarebbe il tempo che anche i signori della guerra che hanno tiranneggiato Cagliari negli ultimi anni si adeguassero, sapendo che, come a suo tempo dovette provare sulla sua pelle Benito Mussolini, al tempo della gloria segue quello della disgrazia, specie in una città come questa dove i tuoi amici durano quanto dura il tuo successo.
Ma non vogliamo essere vanamente rancorosi, e quindi concludiamo coi più fervidi auguri a (quasi) tutti di un BUON 2002, con l’augurio che ognuno possa realizzare i propri migliori e più nobili desideri, e che Iddio (o chi per lui per i non credenti) illumini coloro, e siamo sicuri che sono tanti, che sbagliano in buona fede, e che, se solo potessero distaccarsi da certi condizionamenti ambientali, opererebbero sicuramente validamente e per il meglio.
A tale riguardo non possiamo esimerci, sinceramente, dal rivolgere auguri di stima al Procuratore Carlo PIANA, che, per quanto non sia stato esente da critiche da parte nostra, assicura con la sua esperienza e la sua presenza un soddisfacente equilibrio nella gestione di una Procura presso la quale, in assenza di una simile presenza, siamo certi che la situazione sarebbe degenerata.