20 06 2004 - BRAVO PANI, DA UOMINI COSI’ I DS POSSONO RIPARTIRE

E’ stata una piacevole sorpresa, stamattina, sfogliare LA NUOVA SARDEGNA e trovarvi un’intervista a Pietro Pani, già segretario cittadino dei DS (fatto fuori su richiesta di Andrea Raggio) e oggi responsabile culturale della federazione cagliaritana della Quercia, che ha mostrato, in pratica, di condividere tutte le nostre analisi sul perché del flop elettorale del partito di Fassino a Cagliari e in Sardegna e sulla situazione interna della formazione politica.
Pani, militante che viene da una durissima gavetta di dirigente della disciolta Federazione Giovanile Comunista Italiana e che ha il merito di aver messo in gioco a suo tempo la propria carriera pur di non sottostare ai diktat degli Andrea Raggio e degli Emanuele Sanna (che, in mancanza di meglio, grazie alla defunta giunta Masala piazza oggi nella dirigenza dell’aeroporto di Alghero, previa spartizione con AN, gente che con la città catalana non c’entra niente), ha stigmatizzato senza remore il fatto che la dirigenza del suo partito, a incominciare dal bollitissimo, impresentabile segretario regionale Renato Sanna-Raggio, ehm Renato Cugini, è apparsa remare contro Renato Soru, anziché sostenerlo entusiasticamente come ha invece fatto la maggioranza del popolo sardo e dello stesso elettorato cagliaritano, tradizionalmente di destra, e ha messo il dito sulla piaga ricordando ai cugini, ai fratelli e ai legacoop che Soru, con la lista di Progetto Sardegna, non ha sempliceente soffiato voti ai DS, ma ha portato alle urne gente di sinistra che altrimenti non ci sarebbe andata, che la Quercia non aveva le forze per mobilitare da sola, come un tempo quando i massimi dirigenti si chiamavano Luigi Cogodi, Benedetto Barranu, Gesuino Muledda, tutta gente coi controcoglioni, mica dei Cugini, dei Cherchi, dei Ciotti qualsiasi.

E’ ovvio che la vibrante critica-autocritica di Pani è stata pubblicata per intero e senza censure solo dal quotidiano sassarese, evidente impulso di un Giorgio Melis filoSoru al 10000 per cento e che risente delle recenti svolte del suo grande amico Federico Palomba, mentre delle opinioni dell’ex segretario cagliaritano dei DS è stato dato conto per sintesi, e con varie censure, dall’inqualificabile tra poco non più unico quotidiano cagliaritano posseduto da un immobiliarista in magnifici rapporti con la Legacoop di Silvio Cherchi ed Andrea Raggio.
Il tutto ci da comunque un’idea per constatare da quali uomini potrebbero partire i DS per cancellare il recente passato infame, quello che ha fatto del partito un pilastro del morente regime politico-giudiziario-editoriale cagliaritano, lo ha fatto diventare parte integrante di lobbies da colonna infame e forse anche da codice penale e lo ha allontanato sempre più dalla sua anima popolare e popolana, che è l’unica con cui può vincere a Cagliari: uomini come Pietro Pani, ma anche come Paolo Frau, altro esponente DS di limpido pensiero che si è “fatto da solo” contro gli apparati, possono ricostruire in città un partito che magari non riacquisterà mai i voti del vecchio PCI, di quel vecchio PCI che non vinceva mai ma in cui in molti si riconoscevano come baluardo ideale, ma, comunque, farà pensare a un qualcosa di molto più coerente con gli ideali di Gramsci, di Berlinguer e oggi del socialismo europeo alla Schroeder e alla Zapatero (non alla Blair, per intenderci) che non con gli interessi particolari di Zuncheddu, di Legacoop, della Massoneria di cui non pochi “compagni” fanno parte e di certa magistratura. Noi restiamo del nostro parere: i DS rimangono un ibrido che non aiuta a fare chiarezza politica, sospesi tra nostalgie comuniste, socialismo europeo, semplici tentazioni affaristiche, tendenze noglobal, sincera accettazione del metodo democratico e liberale e tentazioni staliniste di alcuni; ma ormai, come ha dimostrato ampiamente Renato Soru dando nuova vita a un centrosinistra in cui prima di lui non credeva più nessuno, spesso sono gli uomini che fanno i contenitori, e il partito della Quercia, con uomini adeguati che la smettano di contrastare infantilmente Renato Soru nel miserando tentativo di rallentare la fine di un odioso regime politico-giudiziario-editoriale di cui la gente ha decretato la morte, e che colgano il messaggio di cambiamento, trasparenza ed onestàche viene dalla sua vittoria, può riconquistarsi il posto che, per la sua storia, gli compete nella politica sarda e cagliaritana.
Buona fortuna, “compagni” dei DS, ma soprattutto buona fortuna Pietro Pani: prossimo segretario regionale della Quercia, speriamo, sulle ceneri dell’impresentabile Cugini.