28 04 2004 - BOMBA A FRONGIA, CSM SOLITA TESTA DURA

Ennesima bomba, stavolta non anarchica ma dei NPC, contro l’assessore regionale Roberto Frongia, a Iglesias: pare che gli pseudoterroristi siano contrari al cemento in Costa Smeralda, ma se non cerchiamo almeno di sfruttare il turismo, l’ultima risorsa che ci è rimasta, abbiamo poche alternative al ritorno dell’emigrazione di massa.
Il CSM non ritorna mai indietro sulle proprie decisioni, anche le più sbagliate, costi quel che costi, ma dovrebbe rendersi conto che questa cieca ostinazione, anziché rafforzare la sua autorevolezza, la indebolisce facendo fare agli autorevoli consiglieri la figura di bambini capricciosi, come sta accadendo per il caso Cordova, magistrato di cui tutti conoscono e lodano il valore (compresi esponenti di Forza Italia, partito col quale non fu tanto delicato) salvo il CSM e un po’ di fannulloni e politicizzati PM napoletani. Su Lombardini, purtroppo, non possono più tornarci indietro e, salvo adeguati provvedimenti, dovremo tenerci Piana, anche affiliato alla Fondazione Luca Raggio, addirittura fino al 2009!

Intanto, quelli del CSM gridano al golpe contro il ministro Castelli, che da qualche tempo (l’avesse fatto da prima!)
controlla con una certa attenzione le delibere prima di firmarle: i consiglieri di Palazzo dei Marescialli dimostrano tutta la loro asineria corporativa, perché il Consiglio di Stato afferma che il ministro della giustizia ha il controllo di legittimità sulle delibere del CSM, e quindi tutto il diritto di non assumere responsabilità, specie in nome del popolo di cui è indiretta espressione, per gli atti illegali che a camionate vengono sfornati dall’organo di autogoverno dei magistrati. Ma c’è nel diritto amministrativo anche la revoca successiva degli atti illegittimi in sede di cosiddetta autotutela, e non sarebbe male se Castelli spulciasse attentamente tutti gli atti del CSM compiuti dal 1996 ad oggi relativamente alla magistratura cagliaritana.