Non molto tempo fa abbiamo fatto un sondaggio sulle intenzioni di voto dei nostri visitatori, e l’esito è stato quello di una schiacciante maggioranza per il centrosinistra, in particolare coi DS col vento in poppa e, nel centrodestra, AN alle stelle ma Forza Italia nella polvere, laddove un analogo sondaggio fatto un anno prima dava invece una situazione di equilibrio, col centrodestra leggermente avanti sul centrosinistra e i DS primo partito.
Noi facciamo ogni tanto questi sondaggi non per indovinare quali saranno i risultati delle elezioni, bensì per sapere quali sono le sensibilità anche politiche dei nostri visitatori, e tuttavia la loro attendibilità non deve essere così scadente, dato che è coerente con quella di un sondaggio di questi giorni, secondo cui i due terzi degli italiani sono scontenti del governo Berlusconi.
Del perché il governo della Casa delle Libertà, in questi oltre due anni e mezzo, si sia dimostrato una cocente delusione, se non un totale fallimento, abbiamo già ampiamente parlato: politica economica assolutamente sconclusionato, liberismo selvaggio che lascia i consumatori senza protezione dinanzi agli speculatori, si tratti di Tanzi o del commerciante che tramuta le mille lire in euro, riforme portate avanti con assoluto dilettantismo, troppe leggi infarcite di cultura del divieto, approccio sbagliato e parolaio ai problemi della giustizia, laddove alle azioni criminali di alcuni magistrati eversivi si risponde attaccando tutta l’istituzione magistratura e non facendo una mazza per migliorare realmente il sistema.
Ed è ancora una volta sulle tematiche della giustizia che Silvio Berlusconi, sabato 24 gennaio, in occasione della Convention di Forza Italia celebrativa del decennale del partito, ha detto cose allucinanti ai limiti del delirante, sia dando lettura di una farneticazione di tale Baget Bozzo, un prete sospeso a divinis buono per tutte le stagioni (compresa quella clericofascista di Tambroni) con cui si paragona in pratica l’intera magistratura al fascismo, giudicandola anche peggio di quel regime, sia riproponendo i soliti luoghi comuni, che si sperava fossero stati accantonati, che comunque configurano il fatale errore di far apparire la magistratura, per chi voglia sostenere Forza Italia e la Casa delle Libertà, come un avversario da abbattere, tanto che a questo punto c’è da chiedersi se Berlusconi non voglia davvero far acchiappare nottetempo dai Carabinieri tutti i magistrati e sbatterli a Ventotene, sostituendoli con yesmen di propria fiducia, come se i Tribunali e le Procure fossero redazioni locali del TG5.
Noi, lo sapete, non possiamo prendere lezioni da nessuno in punto di critica rigorosa, talora astiosa, e intransigente nei confronti degli eccessi e degli abusi di certa magistratura e di certi magistrati, e sappiamo tutti, comunque, che anche la magistratura associata non è esente da colpe, ponendosi costantemente in contrapposizione con la politica per motivi che sovente l’opinione pubblica non riesce a percepire, e che perciò, sobillata o meno da Berlusconi, interpreta come politici o relativi alla volontà di conservazione di arcaici privilegi.
Tuttavia, Berlusconi commette sempre quell’errore fatale, che fa si che egli non possa essere qualificato né uno statista, né una persona idonea a ricoprire un qualsiasi incarico pubblico: l’attacco frontale all’intera magistratura intesa come istituzione, magari mettendo nel mucchio anche la Corte Costituzionale e la Cassazione, indebolisce mortalmente non pochi PM o giudici scorretti, politicizzati, al limite delinquenti, bensì proprio l’istituzione magistratura, che è assolutamente fondamentale, intesa come indipendente dagli altri poteri, per il corretto funzionamento di una democrazia moderna basata su quella divisione dei poteri che Montesquieu ci insegnò: il messaggio è nefasto, poiché a molti magistrati verrà meno la voglia di lavorare a tutto vantaggio della criminalità, si rischierà di isolare non solo qualche PM che fa politica ma anche tantissimi magistrati di frontiera, che non compaiono mai sui giornali, ma che giorno dopo giorno si ammazzano di lavoro per sconfiggere Cosa Nostra, la camorra, la ‘ndrangheta, la sacra corona unita, la criminalità di origine extracomunitaria, il traffico di droga, i grandi imbroglioni e truffatori stile Parmalat, si dissuaderanno definitivamente i giovani laureati in legge più validi e motivati dall’entrare in magistratura a vantaggio di chi punta solo ad uno stipendio (peraltro ottimo), si darà a tutti i delinquenti il messaggio che potranno delinquere quanto vogliono, tanto c’è il governo che è contro la magistratura e la abbatterà.
Il risultato sarebbe non avere più, nella pratica, un reale potere giudiziario, averne esclusivamente un simulacro, e a questo punto ci viene il legittimo sospetto che non sia casuale che Berlusconi abbia riservato questo becero messaggio alla platea dei suoi fedelissimi, tra i quali, è inutile nasconderselo, allignano abbondantemente massoni deviati, imbroglioni, gente che ha più di un conto in sospeso con la giustizia e, a quanto pare, anche personaggi in odor di mafia e ‘ndrangheta, tutti soggetti per cui il principio democratico dell’indipendenza della magistratura e della necessità di proteggerla come istituzione non conta proprio nulla, anzi!
Il governo avrebbe dovuto perseguire quella che è la strada maestra, in una democrazia liberale, per correggere le anomalie, ossia rafforzare i sistemi dei controlli, promuovere, accanto alla separazione delle carriere, l’istituzione di un nuovo sistema di controlli disciplinari sull’operato dei magistrati che consenta di sanzionare gli errori dei singoli; questo non sarebbe stato un attacco alla magistratura, anzi, col Consiglio Superiore della Magistratura in carica, che si è finora mostrato molto ragionevole, si sarebbe potuti certamente arrivare a un qualche accordo.
Berlusconi a questo orecchio ci sente poco, va per la sua strada convinto che la panacea siano queste intemerate e quella porcheria di riforma dell’ordinamento giudiziario buttata giù da Castelli e tra l’altro scalcinata anche tecnicamente, nelle modalità di redazione, qualsiasi studente liceale avrebbe scritto meglio, e ci dispiace, Cavaliere: noi esecriamo la magistratura corporativa, la magistratura arrogante, la magistratura politicizzata, la magistratura delinquente, ma ammiriamo e sosteniamo la magistratura che ogni giorno combatte perché resista in Italia quel minimo di legalità che anche Lei, praticamente depenalizzando il falso in bilancio, ha concorso ad incrementare, e in questo caso stiamo coi magistrati, incondizionatamente, senza riserve, anche se ci sentiremmo di rivolgere a loro l’invito a provvedere in autonomia a isolare i colleghi politicizzati, scorretti, delinquenti, per guadagnarci in credibilità.
Bene, secondo noi lo stesso ragionamento lo stanno facendo tantissimi italiani, che come noi non ignorano che la magistratura è piena di difetti, ma che come istituzione essa rappresenta un irrinunciabile presidio di legalità e ha dato e continua a dare grandissime prove nella lotta alla criminalità: Berlusconi è ormai alla frutta, alle prossime elezioni europee la Casa delle Libertà, nel suo complesso, prenderà una batosta memorabile, il governo Prodi bis è sempre più vicino.
Berlusconi cambierà certi suoi deprecabili consiglieri politici per tempo per cambiare rotta e invertire il trend negativo?
Non sappiamo dire. Nel frattempo, ci chiediamo, un po’ preoccupati, se dovremo morire comunisti, dato che anche i DS sono ben lontani dall’aver fatto revisione di certi errori del passato, come ad esempio quello, uguale e contrario a quello di Berlusconi, di sostenere acriticamente certi magistrati militanti e scorretti, o se invece qualcosa si muova, se il mutato atteggiamento su diverse problematiche di Francesco Rutelli apra la strada a nuove aggregazioni politiche di centro, che della sinistra comprendano i veri socialisti ma non i comunisti, che della destra comprendano i veri liberali e i conservatori seri ma non i fascisti ripuliti. Speriamo bene!
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