Argomento: VITTORIO SGARBI
Articoli su questo argomento (6):
5. I CASI LOMBARDINI E GRAUSO: PULIZIA ETNICA INTERNA ED ESTERNA
Si ebbe la definitiva prova del peso e della potenza delle sinergie politico-giudiziarie tra magistrati di sinistra e PDS allorquando, dopo la felice risoluzione del sequestro della giovane consulente del lavoro di Tortolì Silvia Melis, Luigi Lombardini – a quanto pare, anche in seguito a intercettazioni telefoniche non del tutto chiare disposte dal PM Paolo De Angelis – si ritrovò indagato per favoreggiamento in relazione ad attività compiute per far pagare il riscatto, unitamente a Nichi Grauso e all’avvocato Antonio Piras.
Grauso, in quel momento storico – novembre 1997 – aveva già iniziato la sua avventura politica con la fondazione del NUOVO MOVIMENTO, formazione politica creata in aperta contrapposizione all’inetta giunta regionale di centrosinistra presieduta dal magistrato Federico Palomba e col chiaro obiettivo di determinare un cambiamento della maggioranza e del modo di governare alla Regione; anche l’abile imprenditore proprietario dell’UNIONE SARDA e precursore del concetto di Internet per tutti divenne quindi un obiettivo da colpire, se necessario per via giudiziaria, il che era estremamente facile dati i mai interrotti legami di Federico Palomba coi suoi colleghi ancora in servizio, e data in particolare la sua fraterna amicizia di lunga data col neo procuratore capo Carlo Piana. (altro…)
BASTA CON GLI ABUSI DELLA CUSTODIA CAUTELARE!!!
Napoli, 16 nov. – (Adnkronos) – ”Come liberale credo dell’indipendenza della magistratura, se adotta dei provvedimenti devo supporre abbia delle motivazioni”. Lo ha detto, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di una cerimonia militare a Napoli, il ministro della Difesa Antonio Martino commentando l’arresto di alcuni esponenti No global. ”Sono contrario, sempre come liberale -ha aggiunto Martino- alla custodia cautelare, se non in casi eccezionali. Sono contrario sia quando la cosa riguarda avversari, che quanto riguarda persone potenzialmente amiche perche’ la custodia cautelare -ha aggiunto il ministro- significa tenere in galera una persona che per la Costituzione e’ innocente fino a che non sara’ dimostrato il contrario”.
Le parole del ministro Martino, uno dei rari politici italiani, con Vittorio Sgarbi e pochi altri, a cui nessuna appartenenza di schieramento toglierà mai l’autonomia di giudizio, sono veramente da incorniciare, ed evidenziano, al di là di anticipazioni di giudizio sulle iniziative della Procura di Cosenza prima di conoscere appieno gli atti dell’inchiesta (sulla quale, comunque, le nostre perplessità sono enormi, specie per l’applicazione di norme di stampo fascista): l’abuso della custodia cautelare, vizio duro a morire della magistratura italiana.
Per quanto ci riguarda, quando leggiamo sul Televideo o sui vari organi di informazione di tutti questi eclatanti blitz, qualunque reato riguardino, con immancabile attuazione di raffiche di arresti contro decine di persone, ci viene il mal di stomaco, e il paragone che ci nasce spontaneo è quello con le indistinte retate dei nazisti quando acchiappavano masse di partigiani per attuare la rappresaglia di rigore, in proporzione di dieci a uno, ogni qualvolta qualche soldato o ufficiale tedesco veniva accoppato. (altro…)
INTERROGAZIONE DELL’ON. VITTORIO SGARBI SUL CASO LOMBARDINI
Camera dei Deputati On. Vittorio Sgarbi
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE – URGENTISSIMA
Al Presidente del Consiglio dei Ministri – Al Ministro di Stato per la Giustizia – Al Ministro di Stato per gli Interni – al Ministro di Stato per la Difesa.
Premesso il dovere di ogni membro del parlamento di rappresentare la Nazione ed esercitare le sue funzioni senza vincolo di mandato si chiede di sapere quali provvedimenti urgenti si intendano prendere in relazione alla terribile morte del Dottor Luigi LOMBARDINI, Procuratore della Procura presso la Pretura circondariale di CAGLIARI, provocato fino a prova contraria, dalle modalità terrorizzanti e persecutorie di un interrogatorio condotto da cinque funzionari dell’ufficio del Pubblico Ministero presso il tribunale di PALERMO, Gian Carlo CASELLI, Vittorio ALIQUO’, Giovanni DI LEO, Antonio INGROIA e Lia SAVA, per oltre sei ore e quindi dalla disposizione di perquisire l’ufficio del dottor LOMBARDINI all’interno Palazzo di Giustizio di Cagliari.
In particolare si chiede di sapere: (altro…)
Luigi LOMBARDINI
Classe 1935, originario di Villacidro, entra giovanissimo in Magistratura e, dopo un periodo di <<apprendistato>> in Preture di provincia, passa ben presto all’Ufficio Istruzione del Tribunale di Cagliari, dapprima come semplice Giudice Istruttore, quindi come Capo, dove si occupa pressoché esclusivamente di sequestri di persona con mirabolanti risultati: svolgerà quasi cento istruttorie, perlopiù conclusesi con l’individuazione e la cattura dei colpevoli dei sequestri, e riuscirà ad assicurare alla giustizia ben 37 latitanti, ottenendo il plauso e collaborando strettamente con vari uomini politici e di Governo, quali il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il Ministro dell’Interno Vincenzo Scotti, il Capo della Polizia Vincenzo Parisi e, verosimilmente, i vertici dei Servizi Segreti.
Una tegola sulla sua carriera è il noto <<Caso Manuella>>, ossia il giallo della scomparsa del giovane penalista cagliaritano Gian Franco Manuella, nel 1981, che vedrà un’istruttoria [condotta dal Giudice Istruttore Fernando Bova, pubblico ministero Enrico Altieri] che porterà all’ingiusta carcerazione di quattro stimati avvocati, tutti assolti in dibattimento. Lombardini era il capo dell’ufficio istruzione e sarà appena sfiorato dallo scandalo, ma magistrati e avvocati di sinistra ne approfitteranno comunque per cercare di sminuirne il ruolo, chiedendo e ottenendo la cessazione della sua applicazione, per seguire i sequestri di persona, ai Tribunali di Oristano e Tempio. (altro…)
FESTA DEL NON LAVORO, MA NON AD AUCHAN
Oggi festa del lavoro, picchettaggio alla Fiat di Melfi, scioperi a gatto selvaggio all’Alitalia, centri commerciali
aperti per la festa del nuovo schiavismo, disoccupazione sempre alle stelle: dove andremo a finire? Certamente chi credeva di risolvere tutti i problemi con la legge Biagi o semplicemente affidandosi alla “mano invisibile” di Adam Smith dimostra di non aver capito niente, e perfino nelle fine della Confindustria c’è chi lo sta capendo, lo capirà ancora di più con un presidente illuminato come Luca Cordero di Montezemolo.
Ripensiamo a quel tragico 11 agosto 1998 e alle reazioni abbastanza veementi di un po’ di esponenti del centrodestra, da Maurizio Gasparri a Ignazio La Russa a Vittorio Sgarbi, oggi del caso Lombardini parla ancora solo Lino Jannuzzi, coerente libertario, e ci viene da pensare: non è che al centrodestra, liquidata la “pratica Caselli” con l’allontanamento dello scomodo magistrato torinese (che ha commesso gravi errori, ma che ha pure enormi meriti storici nella lotta alla mafia) dei nostri dolori non gliene frega più una mazza? Ci mediteremo sopra in occasione delle elezioni. (altro…)
E SE LO STATO NON CI DA I SOLDI? INDIPENDENTZIA?
Si rischia come sempre, alle volte, di fare la solita figura dei pocos, locos y mal unidos, ma il governatore Renato Soru si sta battendo come un leone, come nessun altro presidente di regione ha mai fatto prima, perché la Sardegna veda rispettate la sua autonomia e la sua identità da una Repubblica Italiana spesso matrigna, che si dimentica di noi quando c’è da sostenere l’apparato produttivo o da garantire la continuità territoriale, ma si ricorda sempre di questa povera isola quando si tratta di appioppare tasse e imporre odiose servitù militari.
E la questione dei soldi, alla fin fine, è secondaria, anche se lo Stato italiano tenta per l’ennesima volta di trattarci come pezza da piede: in discussione è la dignità di quella che prima ancora che una regione italiana è una vera e propria Nazione, e che come tale, nel 1847, scelse volontariamente di fondersi nel regno dei Savoia per partecipare convintamente all’unità d’Italia. (altro…)