Argomento: VINCENZO PARISI


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E SE RIPRENDESSERO I SEQUESTRI?

Il “caso Orune”, col fatto inaudito di Carabinieri costretti da una folla inferocita e con l’anomala mediazione del sindaco comunista del paese a rimangiarsi l’arresto di due facinorosi che era stato già comunicato alla magistratura, fatto per cui, pare, lo zelante procuratore di Nuoro, il siciliano Roberto Saieva (anche lui, come Caselli, nominato al posto di un collega ben più anziano in nome delle solite squallide logiche politiche del CSM) procederà per omissione di atti di ufficio nei confronti degli stessi Carabinieri, costituisce solo l’ultima avvisaglia del gravissimo stato di malessere in cui le periferie per eccellenza di questa nostra isola, la Barbagia e l’Ogliastra, versano da diversi anni; stato di malessere di cui sono sintomatici: enorme incremento delle rapine alle banche e agli uffici postali, sequestri di persona non denunciati (si dice … ma anche Tito Melis l’aveva raccomandato), sequestri lampo, innumerevoli attentati incendiari e dinamitardi, anche sacrileghi come quello di domenica scorsa alla chiesetta del Monte Ortobene a Nuoro, truculenti e numerosi omicidi che non risparmiano neanche preti e disabili.
L’aveva detto, quel misterioso e ovviamente anonimo agente del Sisde che quasi quattro anni fa si era fatto intervistare dalla NUOVA SARDEGNA, l’aveva preannunciato che, morto Luigi Lombardini e venuta meno l’ipotetica struttura con cui era fissato Caselli che questi avrebbe costituito, gli stati maggiori della criminalità nuorese, che Lombardini e il suo “giro” in qualche modo tenevano a freno, si sarebbero scatenati. (altro…)

QUELLO CHE OSCAR IL GIROTONDINO NON DICE

E’ alquanto stucchevole vedere oggi l’ottantacinquenne Oscar Luigi Scalfaro riciclarsi come girotondino, elevare le solite invettive contro Berlusconi e inneggiare al pacifismo di chi lo è solo in odio all’America, su palchi di personaggi che vedono perfino i DS come pericolosi destrorsi, dopo essere transitato per un passato di campione della destra cattolica e di manganellate fatte dare dai celerini, quando era ministro dell’Interno, ai pacifisti che manifestavano a Comiso contro l’installazione dei cosiddetti “euromissili”.
Certo, ne è passata di acqua sotto i ponti, e il curiale Oscar è passato pure per il famoso “non ci sto” gridato, già da presidente della Repubblica, a chi gli chiedeva conto delle illazioni su certi soldini, pare cento milioni al mese, che il SISDE girava al ministro dell’Interno di turno, in ciò difeso a spada tratta dalla sinistra e da una procura di Roma molto politicizzata in quella direzione, e per il ribaltone di fine 1994 che pose fine dopo pochi mesi al primo governo Berlusconi, e nel 1996, alfine, ebbe la gioia di veder insediato al soglio di Pietro, pardon, a Palazzo Chigi (non si sa mai che i comunisti intendano mettere le mani anche sull’incarico di Sommo Pontefice) un governo cattocomunista, il che è garanzia di doppia falsità, capeggiato da un certo professor Prodi Romano, quello che su quanto aveva combinato da presidente dell’IRI non l’aveva mai contata giusta, quello che fu sottoposto a un terrificante interrogatorio da Antonio Di Pietro (guarda caso, un suo ministro come il suo avvocato di sempre, Giovanni Maria Flick), insomma un ricattabile che avrebbe sempre fatto quello che Scalfaro e i comunisti, tutti benedetti dalla magistratura faziosa di Milano e di Palermo, gli avrebbero ordinato. (altro…)

CHI E’ LUIGI LOMBARDINI

Chi è Luigi Lombardini

La carriera

Il procuratore della Repubblica presso la pretura di Cagliari, Luigi Lombardini, cagliaritano 62 anni, è il maggiore esperto di sequestri di persona in Sardegna. Per quasi 22 anni, dal 1 marzo ’68 al 10 ottobre ’89 ha svolto le funzioni di giudice istruttore presso il Tribunale di Cagliari occupandosi prevalentemente (e per lunghi periodi esclusivamente) di indagini e processi relativi ai sequestri di persona, interessandosi all’istruzione di 97 casi. Inchieste sui sequestri di persona consumati o tentati che, nell’80 per cento dei casi, hanno trovato la consacrazione nelle sentenze definitive. Sotto la sua gestione dell’Ufficio istruzione, negli anni dall’80 all’87 si sono costituiti 36 latitanti, tutti imputati di sequestro di persona o di omicidio. Oltre a tanti barbaricini, anche la moglie di Raffaele Cutolo, Immacolata Iacone, imputata di tentata strage.
Proprio in virtù delle sue qualità, Lombardini ha svolto dall’ottobre ’81 al settembre ’88 funzione di giudice istruttore supplente presso i tribunali di Oristano e Tempio oltre va ricevere gli elogi formali delle più alte cariche della magistratura e idoneità ai della nomina di magistrato di Cassazione. (altro…)

IL SEQUESTRO DI FAROUK KASSAM

Farouk Kassam 8 anni, figlio di Fateh Kassam, albergatore franco-egiziano titolare dell’hotel <<Luci di la muntagna>> in Costa Smeralda, viene rapito agli inizi del 1992 nel giardino della villa di famiglia, probabilmente al posto del padre, vittima inizialmente prescelta, che sfugge ai rapitori facendosi passare per il giardiniere.
La famiglia Kassam, pur non molto provvista di liquidità, è fornita, secondo i <<si dice>>, di conoscenze molto importanti in Francia e nel mondo arabo, tanto è vero che ben presto si parla di un intervento dei servizi segreti francesi e che quando il sequestro prenderà una brutta piega, con la grave recrudescenza rappresentata dal recapito ai familiari di un lembo di un orecchio del bimbo, interverranno, per cercare di favorire la salvezza e il ritorno a casa di Farouk, le massime autorità dello Stato, dall’allora Capo della Polizia Vincenzo Parisi, al SISDE, all’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga; ciò nell’inconcludenza delle indagini, condotte dal sostituto procuratore della DDA di Cagliari Mauro Mura e, a livello strettamente investigativo, dal Capo della Squadra Mobile della Questura di Sassari Antonello Pagliei, futuro capo della Criminalpol Sardegna, con la cura di emarginare tutti gli investigatori considerati legati a Luigi Lombardini – come l’allora capo della Criminalpol ed ex agente del SISDE Silla Lissia, proditoriamente trasferito alla Polizia Ferroviaria – privandosi così di un inestimabile patrimonio di conoscenze e capacità professionale. (altro…)

IL MEMORIALE PUBBLICO DI LOMBARDINI

Dichiarazione

Sino ad oggi non ho mai voluto rilasciare un’intervista né rispondere alle domande dei giornalisti che, tante volte, mi hanno sollecitato a fare delle dichiarazioni. Al punto in cui si è arrivati non è più possibile mantenere il silenzio cui, sempre, mi sono attenuto, perché il protrarsi di tale silenzio, da parte mia, può apparire acquiescenza e conferma degli attacchi rispetto a ciò che ho di più prezioso da difendere: la mia attività professionale condotta per tanti anni e la mia integrità personale.
Per 22 anni, da giudice istruttore, mi sono occupato in Sardegna di circa un centinaio di sequestri di persona, esperienza che non ha mai avuto nessun altro magistrato. Le statistiche e i risultati dei processi conclusisi con sentenze definitive, non le mie parole, attestano i risultati raggiunti: la scoperta degli autori di parecchie decine di sequestri di persona, arresto e successiva condanna di sequestratori, recupero di una parte dei riscatti pagata – cosa mai avvenuta in Sardegna – , le costituzione di 37 latitanti. Ciò, anche per effetto di una gestione estremamente efficace. Poche persone hanno collaborato – cosa anche questa mai avvenuta prima, né dopo, in Sardegna – e le loro dichiarazioni sono state sottoposte al vaglio di una serie minuziosa di riscontri, sulla base delle quali è stato possibile accertare le confessioni di tali pentiti e le loro chiamate in correità, avevano certo e sicuro fondamento, come dimostrato dalle condanno definitive che le persone arrestate hanno subito in base alle confessioni da parte dei “pentiti”.
È stato così possibile debellare intere bande di sequestratori ed assicurare alla giustizia i colpevoli di tanti sequestri, non solo, ma in qualche caso, come, per esempio, nel caso di un imputato, del tentato sequestro delle due ragazze di Olbia Pintus Vittoria e Cuneo Patrizia, le dichiarazioni del pentito Contini consentirono di accertare l’innocenza del medesimo che era stato, precedentemente, ingiustamente condannato per tale reato e che venne, così, conseguentemente assolto dal fatto per cui era stato condannato a una ventina di anni di galera, pur essendo lo stesso completamente estraneo al fatto. (altro…)

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Luigi LOMBARDINI

Classe 1935, originario di Villacidro, entra giovanissimo in Magistratura e, dopo un periodo di <<apprendistato>> in Preture di provincia, passa ben presto all’Ufficio Istruzione del Tribunale di Cagliari, dapprima come semplice Giudice Istruttore, quindi come Capo, dove si occupa pressoché esclusivamente di sequestri di persona con mirabolanti risultati: svolgerà quasi cento istruttorie, perlopiù conclusesi con l’individuazione e la cattura dei colpevoli dei sequestri, e riuscirà ad assicurare alla giustizia ben 37 latitanti, ottenendo il plauso e collaborando strettamente con vari uomini politici e di Governo, quali il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il Ministro dell’Interno Vincenzo Scotti, il Capo della Polizia Vincenzo Parisi e, verosimilmente, i vertici dei Servizi Segreti.
Una tegola sulla sua carriera è il noto <<Caso Manuella>>, ossia il giallo della scomparsa del giovane penalista cagliaritano Gian Franco Manuella, nel 1981, che vedrà un’istruttoria [condotta dal Giudice Istruttore Fernando Bova, pubblico ministero Enrico Altieri] che porterà all’ingiusta carcerazione di quattro stimati avvocati, tutti assolti in dibattimento. Lombardini era il capo dell’ufficio istruzione e sarà appena sfiorato dallo scandalo, ma magistrati e avvocati di sinistra ne approfitteranno comunque per cercare di sminuirne il ruolo, chiedendo e ottenendo la cessazione della sua applicazione, per seguire i sequestri di persona, ai Tribunali di Oristano e Tempio. (altro…)