Argomento: UNIONE EDITORIALE
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IL TRAGICO DECLINO DELL’UNIONE SARDA
Da SardiNews, il mensile (presente anche su Internet) diretto da Giacomo Mameli e finanziato dalla famiglia Grilletti ed altri grossi nomi dell’imprenditoria cagliaritana, certo non morbido nei confronti di Grauso e amici, si apprende che la redazione de “L’UNIONE SARDA” è sempre più in subbuglio per la condotta dell’editore-palazzinaro Sergio Zuncheddu e del direttore forestiero Claudio Mori, dato l’indirizzo censorio impresso alla linea informativa del giornale e l’affidamento dei commenti sulle grandi tematiche di politica interna ed estera ad editorialisti esterni, relegando il grosso dei giornalisti del quotidiano di Viale Regina Elena al mero ruolo di scopiazzatori e assemblatori di notizie di agenzia.
Noi ve l’avevamo detto, cari redattori de “L’UNIONE SARDA”, dissentivate da Grauso, e va bene, avrete pure avuto le vostre ragioni (anche se più d’uno in mala fede c’era), ma credevate, forse, che il nemico che calpesta la libertà di stampa e la dignità professionale dei giornalisti fosse lui, o credevate che Zuncheddu acquistasse “L’UNIONE SARDA” giusto per vantarsi in giro di esserne l’editore, con tutte le cambiali politiche, e non solo politiche, che ha da pagare? (altro…)
LA SPORCA GUERRA MEDIATICA CONTRO SORU
Il gruppo UNIONE EDITORIALE, santuario del potere massmediatico sardo a fatica contrastato da LA NUOVA SARDEGNA e da SARDEGNA UNO, ben affiancato da una certa lobby trasversale in giornalisti maestri nel farsi servi del padrone di turno, ha deciso inderogabilmente: Mauro Pili (nella foto), benché capo di una coalizione che ha già fatto rissa sulle spartizioni dei posti prima di tirar fuori alcuna idea, benché irredimibilmente vassallo di un Berlusconi autore di imprese neroniane a Villa Certosa, deve assolutamente vincere queste elezioni regionali, e pazienza se, come appare probabile in tal caso, rimedieremmo un’altra legislatura squallida di inazione, di ricatti e di nullafacenza come quella appena spirata.
E deve vincere, Mauro Pili, proprio perché ormai abbiamo imparato a conoscerlo, il ragazzo parlerà pure bene, esternerà pure buoni propositi, ma è assolutamente inadatto a far navigare su mari rassicuranti una barca quale quella della Regione Sardegna affollata di marpioni e di gente che pensa solo a spartirsi il potere, che nell’esistenza di una presidenza che non governi, all’insegna del laissez faire, vede proprio la condicio sine qua non per cui certi potentati, tra cui quello editoriale-edilizio-commerciale di Zuncheddu, ma anche quello non certo meno potente e meno ammanicato delle Cooperative Rosse, continuino a fare i loro porci comodi. (altro…)
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Domani esce IL GIORNALE DI SARDEGNA, che finalmente sancisce, dopo cinque anni e oltre di forzosa assenza, il ritorno di Nicola Grauso nell’arengo dell’editoria regionale. Il nuovo quotidiano, con un formato tipo tabloid a quanto pare ispirato a quello dello spagnolo EL PAIS anziché al nostrano LA REPUBBLICA, recupera un’antichissima testata ottocentesca, preesistente alla stessa UNIONE SARDA, e si preannuncia molto interessante, non solo perché verrà a colmare il “buco” determinato dall’orientamento pianacentrico e diessecentrico di questi anni de LA NUOVA SARDEGNA e, con un bel po’ di occhiate a destra, de L’UNIONE SARDA, non solo perché sarà sicuramente un prodotto di qualità- al riguardo il nome di Grauso è una garanzia – ma anche per il nome del direttore, Antonio Cipriani, preparatissimo giornalista d’inchiesta di estrazione comunista (si è formato ne L’UNITA’ insieme al fratello, Gianni Cipriani, autore di innumerevoli saggi su P2, criminalità organizzata, servizi segreti deviati e dintorni), un personaggio che certo non si chiama a dirigere un giornale se si ha intenzione di fare un quotidiano “seduto”, come è stata in questi anni L’UNIONE SARDA. (altro…)