Argomento: TRIBUNALE DI PALERMO
Articoli su questo argomento (25):
IL GUP DI PALERMO: DIFFAMATO IL GIUDICE RILLA. LIUZZI A GIUDIZIO
LA CARRIERA DI CASELLI, LO STRABISMO DEL CSM
QUANTO SCOTTA QUELLA “LETTERA LIBERATORIA”
L’INCONTRO DI ELMAS CINQUE ANNI DOPO: SOLO UN INUTILE CUMULO DI MACERIE
IL CARNEVALE FINISCE MALE (PER LA LOBBY GIUSTIZIALISTA)
CASO LOMBARDINI: SUICIDIO ANNUNCIATO A UN GIORNALISTA
LA FIGURACCIA DI GRASSO: CELESTI FA FUORI I PM DEL CASO LOMBARDINI
CASO UNIONE SARDA, IL GIP VUOLE VEDERCI CHIARO
Luigi GARAU
CHI E’ LUIGI LOMBARDINI
BOZZA DI ESPOSTO ALLA PROCURA DI CALTANISSETTA SUL CASO LOMBARDINI
Silvia MELIS
Tito MELIS
INTERROGAZIONE DELL’ON. VITTORIO SGARBI SUL CASO LOMBARDINI
PRIMA RICHIESTA DI RIMESSIONE DI GRAUSO NEL PROCESSO ALIQUO’
SECONDA RICHIESTA DI RIMESSIONE DI GRAUSO NEL PROCESSO ALIQUO’
ESPOSTO DI GRAUSO RELATIVAMENTE AL PROCEDIMENTO EX ART. 2409 C.C.
RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEL PM DI PALERMO DELL’ESPOSTO DI GRAUSO SULL [..]
L’ALLEGRA BRIGATA DEI FALLIMENTI E DELLE ESECUZIONI
Giancarlo CASELLI
IL GUP DI PALERMO: DIFFAMATO IL GIUDICE RILLA. LIUZZI A GIUDIZIO
Per la prima volta dall’esplosione del “caso Lombardini” la Procura di Palermo sembra aver preso le distanze da “La Nuova Sardegna”, uno dei giornali che maggiormente fiancheggiarono l’azione di Caselli e che promosse sistematiche campagne di stampa contro Luigi Lombardini e Nicola Grauso.
Stamattina, infatti, il GUP presso il Tribunale di Palermo, Fabio Licata, su richiesta del PM Laura Vaccaro (vistata anche dal Procuratore Aggiunto dottor Pignatone), ha rinviato a giudizio per diffamazione il direttore del quotidiano sassarese, Livio Liuzzi, su querela dell’ex magistrato di sorveglianza di Cagliari Alberto Rilla, noto per aver a suo tempo preso senza riserve le difese di Luigi Lombardini. Nel settembre 1998 Rilla querelò “La Nuova Sardegna” in relazione a un articolo anonimo, pubblicato il 22 agosto di quello stesso anno, in cui il giudice veniva messo alla berlina e, in particolare, veniva accusato (a quanto pare falsamente, se si deve dar credito al GUP) di aver consegnato a Nicola Grauso copia di un rapporto da lui redatto sui movimenti del detenuto di origine arzanese Mario Fortunato Piras, recluso nel carcere cagliaritano di Buoncammino e sospettato di aver funto da mediatore di Stato per la risoluzione dei sequestri Melis e Soffiantini. (altro…)
LA CARRIERA DI CASELLI, LO STRABISMO DEL CSM
Da un nostro appassionato lettore abbiamo ricevuto la segnalazione, che avremmo forse avuto prima se avessimo letto i quotidiani con maggiore attenzione, per cui i più prossimi congiunti in vita di Luigi Lombardini, ossia il fratello Carlo e la sorella Maria Teresa, prima che venisse formalizzata dal Consiglio Superiore della Magistratura, nella sua vecchia composizione insozzata e intasata di magistrati apertamente politicizzati, la nomina di Giancarlo Caselli a Procuratore Generale di Torino, avevano provveduto a segnalare sia al vice presidente del Consiglio sia al consigliere giuridico del Presidente della Repubblica la pendenza di un esposto che essi a suo tempo inviarono riguardo al comportamento del nostro eroe, all’epoca Procuratore della Repubblca presso il Tribunale di Palermo, in occasione del ben noto interrogatorio dell’11 agosto 1998 e successivi mai chiariti “atti conseguenti” che scaturirono nel tragico suicidio di Luigi Lombardini.
Caro amico, che dobbiamo dire? Ci ricordiamo tutti del fatto che la nomina di Luigi Lombardini a Procuratore presso il Tribunale di Cagliari fu intralciata, tra l’altro, grazie alle accuse del magistrato sassarese Gaetano Cau di pressioni nei suoi confronti per il dissequestro di un assegno internazionale, mentre quando si è trattato di discutere della nomina dell’eroe Caselli (ci sono tanti che lo reputano tale, parliamo sul serio) si passa tranquillamente sui cadaveri, dovendosi ricordare che su quanto è successo soprattutto tra l’interrogatorio e il suicidio di Lombardini non si è mai fatta chiarezza, non potendo certo bastare al riguardo la sbrigativa “assoluzione” decisa dal CSM nei confronti di Caselli, a cadavere caldo, a fine agosto 1998. (altro…)
QUANTO SCOTTA QUELLA “LETTERA LIBERATORIA”
Non è una nostra opinione, sebbene lo sospettiamo da sempre, bensì è il ritrattino di sé stesso che ha dipinto quando, ormai mesi fa, rese la sua testimonianza avanti al Tribunale di Palermo in occasione del “Processone” per il “Caso Lombardini”: Tito Melis è solo un gran bugiardo.
Rispondendo a una domanda dell’avvocato Bellavista, difensore di Nicola Grauso, che gli chiedeva conto di sue affermazioni, fatte in una conversazione intercettata con padre Pinuccio Solinas nel mese di lugio 1997, secondo cui il dottor Carlo Piana gli avrebbe dato assicurazioni che “non ci romperanno le scatole”, in pratica l’autorizzazione a pagare il riscatto, l’ingegner Melis ha detto infatti che si era trattato di “una sua bugia per incoraggiare padre Solinas”, il che fa ridere, poiché tutti sanno che un uomo come il francescano di Bonorva, che non esitò a consegnarsi come ostaggio al posto di Piera Demurtas, di tutto ha bisogno meno che di essere incoraggiato, poiché, a differenza dei tanti Don Abbondio, il coraggio, chi ce l’ha, se lo può dare. (altro…)
L’INCONTRO DI ELMAS CINQUE ANNI DOPO: SOLO UN INUTILE CUMULO DI MACERIE
Se l’orologio della storia tornasse indietro di cinque anni, questa notte, a Elmas, ci sarebbe stato l’ormai famoso incontro tra Luigi Lombardini, accompagnato da una donna rimasta ignota, e Tito Melis, accompagnato da quell’avvocato Luigi Garau a cui ha impartito, nella sua deposizione a Palermo, l’indulgenza plenaria.
Riguardo a questo famigerato incontro, la cui ricostruzione è affidata per intero alla memoria, alle percezioni e alle convinzioni di Tito Melis, nonché a qualche blanda smentita proveniente informalmente da familiari di Lombardini, e sul quale rimane fortemente dubbio se le minacce riferite da Tito Melis, con convinzione che non ci è sembrata fermissima (pur parlando di minacce di morte da parte di Lombardini, ha sempre riferito di non averle ritenute “credibili”) forse quale spia del disagio di dover dichiarare davanti all’autorità giudiziaria, pena il rischio dell’incriminazione per calunnia, circostanze non corrispondenti al vero, due aspetti sono passati alla storia: quello inerente alla cosiddetta “lettera liberatoria”, di cui abbiamo già trattato nell’editoriale del 1 ottobre, e quello inerente al preteso “piano” che Lombardini avrebbe imposto a Tito Melis di collaborare ad attuare, e che prevedeva la liberazione “differita” di Silvia rispetto al momento della reale liberazione ad uso e consumo di un asserito show mediatico, in cui Nicola Grauso avrebbe dovuto dichiarare di aver pagato personalmente il riscatto, e lo stesso Tito Melis di essere stato, come appunto attestato dalla lettera liberatoria, autorizzato a pagare dai PM Piana e Mura. (altro…)
IL CARNEVALE FINISCE MALE (PER LA LOBBY GIUSTIZIALISTA)
Oggi, 30 ottobre 2002, a distanza di una decina d’anni abbondante, la Suprema Corte di Cassazione, proprio quella Suprema Corte di Cassazione che fu colpita al cuore nella sua credibilità da questo caso (e ora la Boccassini ci ritenta), ha messo la parola fine alla tragicommedia penale che interessava il più valido e preparato magistrato d’Italia, il dottor Corrado Carnevale, oggi presidente di una sezione civile della Cassazione ma dieci anni fa, prima che si scatenasse contro di lui il linciaggio politico-giudiziario promosso dal duo Violante-Caselli, presidente della famosa Prima Sezione della Cassazione medesima, che dava fastidio alla magistratura giustizialista e ai suoi supporters politici perché annullava senza riguardi sentenze colme di illegalità e illogicità, che si pretendeva di far sanzionare dalla Suprema Corte in nome di Sua Maestà l’Antimafia e in spregio ai diritti civili.
Annullamento senza rinvio, ha sentenziato la Cassazione. Sentenza d’appello (che aveva capovolto quella di primo grado del Tribunale di Palermo, che aveva mandato assolto Carnevale) da gettare nella spazzatura, e spiate dei giudici ex colleghi di Carnevale che rivelavano le segrete cose che accadevano in Camera di Consiglio illegali, violazione del segreto d’ufficio, quindi forse più reati che testimonianze, e l’eccesso di zelo gioca davvero brutti scherzi a certi giudici giustizialisti. Anche lo zelo di instancabili zeloti come l’attuale Presidente del Tribunale di Lanusei, Claudio Lo Curto (che dicono sia un uomo di quel Gianni De Gennaro accusato da Lombardini di aver organizzato la messinscena della autoliberazione di Silvia Melis) si è rivelato del tutto inutile, degno di miglior causa. Non fateci perdere altro tempo trastullandovi con le vostre corbellerie, ha detto la Cassazione, niente nuovi processi: Carnevale assolto, e basta!!! (altro…)
CASO LOMBARDINI: SUICIDIO ANNUNCIATO A UN GIORNALISTA
Una novità clamorosa sul caso Lombardini, che abbiamo potuto apprendere solo a distanza di un bel po’ di tempo, è giunta, il 22 ottobre 1998, dall’interrogatorio avanti al Tribunale di Palermo, nel contesto del “Processone” a carico di Nicola Grauso e altri, del giornalista de LA REPUBBLICA Daniele Mastrogiacomo, il quale, si ricorderà, il 21 novembre 1997, assieme alla collega de IL MESSAGGERO Antonella Stocco, registrò una lunga conversazione con Lombardini, ove questi rivelava alcuni retroscena su come la risoluzione del sequestro di Silvia Melis era realmente avvenuta; successivamente, Mastrogiacomo mantenne con Lombardini un rapporto fatto di telefonate e di brevi occasionali incontri a Roma, dove il magistrato suicida si recava ogni tanto per servizio, ed è in questo contesto che è maturato l’evento clamoroso di cui vi vogliamo parlare, per evidenziare il quale diamo direttamente la parola a Daniele Mastrogiacomo, come da verbale d’udienza: (altro…)
LA FIGURACCIA DI GRASSO: CELESTI FA FUORI I PM DEL CASO LOMBARDINI
Si è appreso oggi che il Procuratore Generale di Palermo, dottor Salvatore Celesti, ha disposto la sostituzione con un magistrato del suo ufficio dei tre PM della Procura presso il Tribunale di Palermo, Antonio Ingroia, Giovanni Di Leo e Lia Sava, i quali, orfani di Giancarlo Caselli, per anni girovago e oggi procuratore generale di Torino, e di Vittorio Aliquò, da tempo trasferitosi presso la stessa procura generale di Palermo, hanno fin qui sostenuto l’accusa contro Nicola Grauso, Antonangelo Liori, Luigi Garau e Salvatore Carboni (nonché, nel rito abbreviato, contro Antonio Piras) nel noto “processone” relativo alle pretese estorsioni in danno di Tito Melis e alle pretese calunnie nei confronti di Carlo Piana e Mauro Mura, scaturito dal procedimento in cui fu implicato anche Luigi Lombardini, suicidatosi a Cagliari l’11 agosto 1998 proprio dopo aver subito l’interrogatorio dei suddetti magistrati palermitani.
La decisione del dottor Celesti scaturirebbe dalla circostanza che Ingroia, Di Leo e Sava, dopo aver ottenuto un risarcimento del danno di 50 mila euro per un preteso fatto di diffamazione, sarebbero ora tecnicamente “creditori” di Antonangelo Liori, sicché, ai sensi del combinato disposto dell’art. 36 lett. a) e dell’art. 53 comma 2 del codice di procedura penale, scatta in tal caso l’obbligo per il procuratore capo di provvedere alla sostituzione del sostituto procuratore. (altro…)
CASO UNIONE SARDA, IL GIP VUOLE VEDERCI CHIARO
Dagli ambienti giudiziari di Palermo trapela la notizia che il GIP presso il Tribunale di Palermo, Gioacchino Scaduto, non avrebbe accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal PM Marzia Sabella in ordine al procedimento relativo alle vicissitudini politico-giudiziarie che portarono via a Nicola Grauso il controllo de L’UNIONE SARDA, scaturito da una ponderosa e documentata denuncia dell’ex editore, e avrebbe invece fissato a breve scadenza un’udienza per sentire le ragioni delle parti.
Parrebbe quindi evidente, quanto meno, che il GIP ha ritenuto le allegazioni di Nicola Grauso meritevoli di approfondimento, cosa che, peraltro, abbiamo segnalato da tempo. (altro…)
Luigi GARAU
Settantenne, ogliastrino, gentiluomo inappuntabile, Luigi Garau è, suo malgrado, diventato oggetto d’attenzione per la Procura di Palermo, che l’ha indagato e fatto rinviare a giudizio per favoreggiamento e calunnia nell’ambito del procedimento noto come <<caso Melis-Lombardini>>; Garau, infatti, è stato il legale di Tito Melis ed era a conoscenza di tutti i dettagli delle trattative per la liberazione della ragazza, tra cui il ruolo di Luigi Lombardini e quello dell’avvocato Antonio Piras.
Garau, ingenuamente, aveva annotato tutti questi delicati particolari in alcune sue agende, che gli furono sequestrate nel luglio 1998 nel corso di una teatrale perquisizione del suo studio, attuata dalla Procura di Palermo con lo stile che le è consueto, bloccando l’intera via Alghero di Cagliari. (altro…)
CHI E’ LUIGI LOMBARDINI
Chi è Luigi Lombardini
La carriera
Il procuratore della Repubblica presso la pretura di Cagliari, Luigi Lombardini, cagliaritano 62 anni, è il maggiore esperto di sequestri di persona in Sardegna. Per quasi 22 anni, dal 1 marzo ’68 al 10 ottobre ’89 ha svolto le funzioni di giudice istruttore presso il Tribunale di Cagliari occupandosi prevalentemente (e per lunghi periodi esclusivamente) di indagini e processi relativi ai sequestri di persona, interessandosi all’istruzione di 97 casi. Inchieste sui sequestri di persona consumati o tentati che, nell’80 per cento dei casi, hanno trovato la consacrazione nelle sentenze definitive. Sotto la sua gestione dell’Ufficio istruzione, negli anni dall’80 all’87 si sono costituiti 36 latitanti, tutti imputati di sequestro di persona o di omicidio. Oltre a tanti barbaricini, anche la moglie di Raffaele Cutolo, Immacolata Iacone, imputata di tentata strage.
Proprio in virtù delle sue qualità, Lombardini ha svolto dall’ottobre ’81 al settembre ’88 funzione di giudice istruttore supplente presso i tribunali di Oristano e Tempio oltre va ricevere gli elogi formali delle più alte cariche della magistratura e idoneità ai della nomina di magistrato di Cassazione. (altro…)
BOZZA DI ESPOSTO ALLA PROCURA DI CALTANISSETTA SUL CASO LOMBARDINI
ILL.MO SIG. PROCURATORE
DELLA REPUBBLICA
C/O IL TRIBUNALE
CALTANISETTA
Il sottoscritto ……………………….. nato a ……………………… Il ………………….. e res.te a …………in Via ……………. espone:
premesso che
In data 11/8/98, come è risaputo per l’ampia diffusione data alla notizia dagli organi di informazione, subito dopo l’interrogatorio svolto dai PM presso il tribunale di Palermo Dott. Caselli, Dott. ……………., Dott. …………….. Dott……………….. e Dott. ……………… nell’ambito del procedimento penale in corso contro lo stesso, il Dott. Nicola Grauso e l’Avv. Antonio Piras per la vicenda relativa al sequestro di Silvia Melis, il Dott. Luigi Lombardi si suicidava nei propri uffici.
La morte del detto magistrato colpiva profondamente l’opinione pubblica soprattutto per le modalità che l’avevano caratterizzata.
Dal 12/8 e sino ad oggi, l’opinione pubblica è stata fortemente colpita dal violento contrasto, che gli organi di informazione hanno ampliato a
dismisura, insorto tra i magistrati di Palermo e di Cagliari, il difensore del Dott. Lombardini, gli altri coimputati e le forze politiche di ogni schieramento in ordine alla reale modalità di svolgimento del fatto alle ragioni che lo avevano provocato e alle conseguenti responsabilità.
Infatti, per il cittadino, che poco conosce dei fatti a monte della vicenda e di quelli che la precedettero, e assai difficile interpretare tale gesto, che ha indotto e induce tutti in approfondite riflessioni. (altro…)
Silvia MELIS
Classe 1968, di Tortolì, figlia dell’ingegnere Tito Melis, sposata e separata, ha un figlio oggi di 7 anni, Luca, ed è stata a lungo presidente e dirigente della squadra di volley <<Airone>> di Tortolì.
La sera del 20 febbraio 1997 viene sequestrata in circostanze misteriose, e il suo sequestro darà luogo a un movimento di opinione senza precedenti per la sua liberazione e contro il fenomeno dei sequestri di persona.
Nel settembre 1997, dopo un lungo silenzio, il padre Tito denuncerà che la Criminalpol, il procuratore di Cagliari Carlo Piana e il sostituto Mauro Mura gli avevano impedito, nel luglio precedente, di pagare il riscatto, facendo <<saltare>> un appuntamento tra i suoi emissari e quelli dei banditi. (altro…)
Tito MELIS
Ingegnere libero professionista, originario di Quartu S. Elena ma da tempo residente e operante a Tortolì, massone, discreto possidente [gli si conosce il possesso di terreni per svariati miliardi e di uno yacht 17 metri], rimane persona sconosciuta alle cronache fin quando, il 20 febbraio 1997, non viene sequestrata sua figlia, Silvia Melis.
Nel corso del sequestro, mantiene un contegno di dignitoso e prudente silenzio fino al settembre 1997, quando accuserà la Criminalpol e la Procura di Cagliari di aver ostacolato la liberazione di Silvia, e minaccerà di fare rivelazioni relative al sequestro Farouk Kassam e relativo pagamento del riscatto con denaro dello Stato. (altro…)
INTERROGAZIONE DELL’ON. VITTORIO SGARBI SUL CASO LOMBARDINI
Camera dei Deputati On. Vittorio Sgarbi
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE – URGENTISSIMA
Al Presidente del Consiglio dei Ministri – Al Ministro di Stato per la Giustizia – Al Ministro di Stato per gli Interni – al Ministro di Stato per la Difesa.
Premesso il dovere di ogni membro del parlamento di rappresentare la Nazione ed esercitare le sue funzioni senza vincolo di mandato si chiede di sapere quali provvedimenti urgenti si intendano prendere in relazione alla terribile morte del Dottor Luigi LOMBARDINI, Procuratore della Procura presso la Pretura circondariale di CAGLIARI, provocato fino a prova contraria, dalle modalità terrorizzanti e persecutorie di un interrogatorio condotto da cinque funzionari dell’ufficio del Pubblico Ministero presso il tribunale di PALERMO, Gian Carlo CASELLI, Vittorio ALIQUO’, Giovanni DI LEO, Antonio INGROIA e Lia SAVA, per oltre sei ore e quindi dalla disposizione di perquisire l’ufficio del dottor LOMBARDINI all’interno Palazzo di Giustizio di Cagliari.
In particolare si chiede di sapere: (altro…)
PRIMA RICHIESTA DI RIMESSIONE DI GRAUSO NEL PROCESSO ALIQUO’
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Sezioni Penali
RICHIESTA DI RIMESSIONE
Il sottoscritto,
• Nicola GRAUSO, nato a Cagliari, il 23 aprile 1942, ed ivi residente alla Via Regina Elena, n. 20, difeso dall’avv. prof. Carlo Taormina con studio in Roma alla Via Federico Cesi, n. 21, qui nominato suo difensore di fiducia ed incaricato di depositare il presente atto, imputato nel processo penale n. 2317/98 RG NR – 60/99 RG GIP pendente dinanzi al Tribunale di Cagliari, nel quale è coimputato anche:
• Antonangelo LIORI, nato a Desulo, il 1 aprile 1964 e domiciliato presso L’Unione Sarda in Cagliari alla Via Regina Elena, n. 14, e nel quale è persona offesa il:
• dott. Vittorio ALIQUÒ, residente in Palermo alla Via U.Giordano n. 234 ed el. dom. c/o avv. Francesco CRESCIMANNO con studio in Palermo alla Via Dante 69,
propone la seguente richiesta di rimessione.
1. Lo scrivente è da alcuni anni fatto oggetto di una morbosa attenzione da parte della magistratura cagliaritana che ha recentemente su di lui scaricato una pioggia di iniziative giudiziarie la cui inusitata severità sembra essere il segno di quella mancanza di libertà di determinazione che il legislatore pone a fondamento della rimessione del processo per legittima suspicione.
Le ragioni di tale atteggiamento non sono immediatamente individuabili ed il sottoscritto, a tale riguardo, non può far altro che limitarsi a formulare alcune ipotesi ricostruttive che, comunque, appaiono le più verosimili sulla base dei fatti obiettivi che verranno qui spiegati e che comunque, al di là della eziologia, sono dimostrativi del fatto che la “giustizia” nei di lui confronti non sia la stessa che si applica per i comuni cittadini. Il sottoscritto, infatti, si vede destinatario di provvedimenti esemplari che hanno coinciso con l’esercizio, da parte sua, dei diritti di libertà politica e di manifestazione del pensiero questi ultimi esercitati attraverso l’attività editoriale, soprattutto quale socio di riferimento del quotidiano L’Unione Sarda. (altro…)
SECONDA RICHIESTA DI RIMESSIONE DI GRAUSO NEL PROCESSO ALIQUO’
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Sezioni Penali
RICHIESTA DI RIMESSIONE
Il sottoscritto,
- Nicola GRAUSO, nato a Cagliari il 23 aprile 1949 ed ivi residente alla via Regina Elena n° 20, difeso dall’avv. prof. Carlo Taormina, con studio in Roma alla via Federico Cesi n° 21, qui nominato suo difensore di fiducia, imputato nel processo penale n° 2219/98 RGNR + 2317/98 RGNR – 59/99 + 60/99 RG GIP, attualmente pendente dinanzi alla Corte d’Appello di Cagliari (dinanzi alla quale è stata impugnata la sentenza n° 326 pronunziata in data 26/6/96 dal Tribunale di Cagliari – II sezione Penale),
nel quale è coimputato anche:
- , nato a Desulo il 1 aprile 1964 e domiciliato presso l’Unione Sarda in Cagliari alla via Regina Elena n° 14
e nel quale è persona offesa il:
- dott. Vittorio ALIQUO’, residente in Palermo alla via U. Giordano n° 234, ed elettivamente domiciliato c/o avv. Francesco CRESCIMANNO con studio in Palermo alla via Dante 69,
propone la seguente richiesta di rimessione.
1. Il sottoscritto è attualmente imputato dinanzi alla Corte d’Appello di Cagliari, davanti alla quale ha impugnato la sentenza con la quale è stato condannato alla pena di anni uno e mesi otto di reclusione e lire 1.500.000 di multa per il delitto di cui agli artt. 99, 110, 61 n° 10, 596 commi 1, 3 e 4 cod. pen. in relazione all’art. 13 L. 8 febbraio 1948 n°47.
Tale condanna si riferisce ad alcune dichiarazioni che il sottoscritto aveva rilasciato nel corso di una conferenza stampa e riprese da alcuni quotidiani il 12 agosto 1998. In particolare, la frase ritenuta diffamatoria è la seguente: <<si, complimenti veramente a questi … al dottor Caselli, al dottor di Leo soprattutto, straordinaria persona. Complimenti anche al dottor Mura e al dottor Piana. A questi assassini, che son riusciti nell’intento che avevano dopo nove mesi>>
Si precisa, per quanto dovrebbe essere superfluo, che mentre il dottor Caselli ed il dottor Di Leo sono magistrati presso il Tribunale di Palermo, il dottor Mura e il dottor Piana sono rispettivamente Sostituto e Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari..
2. La celebrazione del processo presso l’autorità giudiziaria di Cagliari si appalesa del tutto inopportuna in quanto, a cagione della grave situazione locale, sono esposte a grave rischio la genuinità dell’assunzione delle prove e la loro valutazione.
L’Autorità cagliaritana, infatti, per una serie di situazioni di carattere ambientale, che qui si descrivono, si presenta come sede fortemente condizionata e non in grado di garantire la serenità di giudizio e l’esplicazione dei fondamentali diritti processuali quali presupposti indispensabili ed indefettibili di ogni giusto processo.
3. Mette subito conto di osservare come anzitutto vi sia alla base della presente richiesta di rimessione quella stessa esigenza che è sottesa al disposto dell’art. 11 coc. proc. pen.:nemo judex in causa propria! (altro…)
ESPOSTO DI GRAUSO RELATIVAMENTE AL PROCEDIMENTO EX ART. 2409 C.C.
TRIBUNALE PENALE DI PALERMO
Procura della Repubblica – pm. dott. PIGNATONE
M E M O R I A
Il sottoscritto,
Nicola GRAUSO, nato a Cagliari, il 23 aprile 1942, ed ivi residente alla Via Regina Elena, n.20, difeso dall’avv. prof. Carlo Taormina, con studio in Roma alla Via Federico Cesi, n.21 qui nominato suo difensore di fiducia ed incaricato di depositare il presente atto,
espone quanto segue.
1. Lo scrivente è da alcuni anni fatto oggetto di attenzione da parte della magistratura cagliaritana e degli organismi politici locali che hanno recentemente su di lui scaricato una pioggia di iniziative giudiziarie la cui inusitata severità deve essere valutata da Codesta A.G. per accertare se nei fatti esposti siano ravvisabili gli estremi di reato.
Le ragioni di tale subdolo atteggiamento non sono immediatamente individuabili ed il sottoscritto, a tale riguardo, non può far altro che limitarsi a formulare alcune ipotesi ricostruttive che, comunque, appaiono le più verosimili sulla base dei fatti obiettivi che verranno qui spiegati e che hanno coinciso con l’esercizio, da parte sua, dei diritti di libertà politica, di manifestazione del pensiero questi ultimi esercitati attraverso la attività editoriale de L’Unione Sarda nonché dei diritti di libera iniziativa economica.
2. La fondazione di ‘Nuovo Movimento’
In particolare, il sottoscritto intende rappresentare che i fenomeni che si accinge a descrivere si sono verificati in concomitanza con due accadimenti. Anzitutto, con l’iniziativa di creare un nuovo movimento politico con il quale partecipare alle competizioni politiche e, soprattutto, con la sua decisione di candidarsi alle elezioni regionali del 1999 in contrapposizione con gli schieramenti di sinistra fino a quel momento al governo della Sardegna. (altro…)
RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEL PM DI PALERMO DELL’ESPOSTO DI GRAUSO SULL’ART. 2409 C.C.
PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI PALERMO
N. 14596/00 R.G.N.R.
RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE
Al Giudice per le indagini preliminari
presso il Tribunale
di Palermo
IL PUBBLICO MINISTERO
Visti gli atti del procedimento suindicato nei confronti di:
1. PIANA Carlo, nato a La Maddalena il 18.07.1934;
2. PISOTTI Gian Giacomo, nato a Sassari il 18.01.1943;
3. PANI Guido, nato a Cagliari il 14.05.1960;
4. MELONI Ricardo, nato a Padria (SS) il 3.04.1937;
5. FARRIS Luigi, nato a Calasetta il 28.11.1948;
6. DESSI’ Giancarlo, nato a Cagliari l’8.02.1962;
7. ZUNCHEDDU Sergio , nato a Brucei (CA) il 4.06.1952;
8. IGNOTI;
9. GRAUSO Nicola, nato a Cagliari il 23.04.1949;
10. TAORMINA Carlo, nato a Roma il 16.12.1940.
sottoposti ad indagini (altro…)
L’ALLEGRA BRIGATA DEI FALLIMENTI E DELLE ESECUZIONI
Per quanto riguarda, nell’ambito del Tribunale di Cagliari, il settore dei fallimenti e delle esecuzioni immobiliari, diffusi chiacchiericci insinuano che la gestione non sia proprio improntata a criteri di cristallina onestà, ma in questa sede vogliamo attenerci alla regola che si applica in giudizio secondo cui non rilevano le <<voci correnti nel pubblico>>, e trattare solamente di alcuni casi, certi e talora pubblici, di gestione degli affari giudiziari in modo non certo commendevole, ridondante nell’abuso d’ufficio.
Il caso più celebre, ripreso ampiamente dalla stampa, attenne all’operato del giudice Salvatore Fundoni, oggi consigliere di Corte d’Appello, ma un tempo giudice delle esecuzioni, il quale nel remoto 1989, nell’ambito di un procedimento di esecuzione immobiliare, si occupò della vendita di un appartamento appartenente al piccolo imprenditore Carlo Piludu, di Monserrato, che si era visto travolto finanziariamente dal fallimento della società dell’imprenditore Marcello Pisano, a favore del quale aveva prestato fideiussione: la casa di Piludu fu alienata dal giudice Fundoni alla moglie del proprio cancelliere Francesco Locci, Carmen Senes, con evidente aggiramento della disposizione dell’articolo 1471 del Codice civile, che vieta che siano compratori <<gli ufficiali pubblici, rispetto ai beni che sono venduti per loro ministero>>. (altro…)
Giancarlo CASELLI
65 anni, nativo di Pinerolo vicino Torino, è sempre stato un magistrato in prima linea, dapprima nell’antiterrorismo – presso l’Ufficio Istruzione di Torino, istruì la maggior parte dei processi relativi alle BR degli anni ’70 e dei primi anni ’80 e gestì il pentimento del primo collaboratore di giustizia, Patrizio Peci – quindi, dopo una parentesi quale componente del Consiglio Superiore della Magistratura e presso il Ministero, nell’antimafia, dato che nel 1992 venne nominato procuratore di Palermo al posto di Pietro Giammanco, dimessosi dopo i <<veleni>> seguiti all’assassinio di Giovanni Falcone.
Tra i candidati alla poltrona di capo della procura palermitana vi era anche Luigi Lombardini, ma la sua domanda fu ritenuta non accoglibile sulla base di valutazioni meramente formali; rimane forte il dubbio che – come denunciato anche da Lombardini – la nomina fosse stata fatta su pressione di Luciano Violante e allo scopo di imbastire i processi politici alla Democrazia Cristiana. (altro…)
Luigi LOMBARDINI
Classe 1935, originario di Villacidro, entra giovanissimo in Magistratura e, dopo un periodo di <<apprendistato>> in Preture di provincia, passa ben presto all’Ufficio Istruzione del Tribunale di Cagliari, dapprima come semplice Giudice Istruttore, quindi come Capo, dove si occupa pressoché esclusivamente di sequestri di persona con mirabolanti risultati: svolgerà quasi cento istruttorie, perlopiù conclusesi con l’individuazione e la cattura dei colpevoli dei sequestri, e riuscirà ad assicurare alla giustizia ben 37 latitanti, ottenendo il plauso e collaborando strettamente con vari uomini politici e di Governo, quali il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il Ministro dell’Interno Vincenzo Scotti, il Capo della Polizia Vincenzo Parisi e, verosimilmente, i vertici dei Servizi Segreti.
Una tegola sulla sua carriera è il noto <<Caso Manuella>>, ossia il giallo della scomparsa del giovane penalista cagliaritano Gian Franco Manuella, nel 1981, che vedrà un’istruttoria [condotta dal Giudice Istruttore Fernando Bova, pubblico ministero Enrico Altieri] che porterà all’ingiusta carcerazione di quattro stimati avvocati, tutti assolti in dibattimento. Lombardini era il capo dell’ufficio istruzione e sarà appena sfiorato dallo scandalo, ma magistrati e avvocati di sinistra ne approfitteranno comunque per cercare di sminuirne il ruolo, chiedendo e ottenendo la cessazione della sua applicazione, per seguire i sequestri di persona, ai Tribunali di Oristano e Tempio. (altro…)
Franco MELIS
Ormai ottantenne, di origine nuorese, è stato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari dal 1990 al 1996; politicamente orientato a destra, ha tuttavia mostrato, da procuratore capo, una certa propensione a favorire i politici di sinistra al governo della Regione, in particolare – secondo quanto ricostruito da Luigi Lombardini in uno dei suoi memoriali – omettendo di svolgere adeguate istruttorie in relazione alle possibili irregolarità relative alle nomine dei managers delle Aziende Sanitarie Locali; il tutto con grosso favoritismo nei confronti della giunta di sinistra e in particolare del suo collega presidente Federico Palomba, che infatti manovrò, non riuscendoci, per far ottenere a Melis, una volta pensionato, l’incarico di Difensore Civico presso la Regione. (altro…)
Francesco PINTUS
72 anni, sassarese, magistrato vecchio stampo ma dal carattere sanguigno, Francesco Pintus, dopo l’apprendistato come sostituto procuratore a Varese – città ove tuttora risiede – ha percorso la parte più significativa della propria prestigiosa carriera presso la Corte di Cassazione, ove ha lavorato a lungo nella Prima Sezione Penale quando questa era presieduta da Corrado Carnevale [poi notoriamente diffamato dalla sinistra militante come il <<giudice ammazzasentenze>> e alfine assolto dal Tribunale di Palermo da ogni accusa].
Dopo la giubilazione di Carnevale a seguito della campagna di linciaggio intrapresa nei suoi confronti dai comunisti, Pintus – che si vanta di essere uno dei pochi giudici arrivati in Cassazione dopo aver superato gli esami – sceglie di tornare nella natia Sardegna, e viene nominato Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Cagliari. (altro…)
ORA BASTA: PIANA SE NE VADA!!!
La grande vittoria di Renato Soru, alla faccia di quanti lo detestano più a sinistra che a destra, e il crollo della vecchia classe politica che ha coinciso con questo evento epocale per la storia della Sardegna democratica, non deve far dimenticare ai cagliaritani e ai sardi l’esigenza di continuare a lavorare perché, assieme al ramo politico, crollino definitivamente gli altri rami della lobby che negli ultimi cinque anni almeno, ma anche prima, ha paralizzato lo sviluppo civile, economico e sociale della città, ossia il ramo editoriale e quello giudiziario.
Quanto al ramo editoriale, lo abbiamo già detto, esso è rappresentato principalmente da Sergio Zuncheddu, la cui posizione preminente è comunque destinata a durare ben poco, e la cui attuale linea, forse già mutata, di sostegno incondizionato alla lobby dovrà ora fare i conti, specie dopo la batosta elettorale, coi bilanci, essendo destinata inevitabilmente a mutare. (altro…)
IL DURO LAVORO, IL DURO CORAGGIO DI ESSERE “CONTRO”
Come avrete visto, il sito torna a pieno titolo online dopo mesi e mesi di standby, e una pausa di riflessione lunga, la più lunga che ci siamo concessi da quando Mala Iustitia Caralitana è nata, come non accadde neppure ai tempi della guerra irachena.
Saprete pure, almeno voi che usate, più che altro per rassegnazione, leggere la stampa locale e informarvi su ciò che bolle in pentola nel Palazzaccio di piazza Repubblica, che “loro” hanno creduto, su querela dell’unico che abbia osato farla, il commercialista Ciotti sul quale preferiamo non fare altri commenti, di identificare il “gestore” (che poi tecnicamente non vuol dire nulla) di questo sito in una persona ben determinata, in una persona piuttosto nota a Cagliari e soprattutto negli ambienti giudiziari. (altro…)