Argomento: TRIBUNALE DI ORISTANO


Articoli su questo argomento (9):

L’AGENDA DEL NUOVO PROCURATORE CAPO DI CAGLIARI

Dicono che l’ora del cambio della guardia al vertice della Procura di Cagliari si avvicini, e in particolare che il dottor Carlo Piana, che suo malgrado passerà alla cronaca giudiziaria per i suoi silenzi su molte porcherie perpetrate da sostituti della sua Procura e per i suoi ingiustificati accanimenti contro Nicola Grauso e dintorni (pensate se la Legge Cirami ci fosse stata da molto prima …), abbia rinunciato a spiccare il “grande salto” verso Milano, sulla poltrona che tra meno di un mese non sarà più di Gerardo D’Ambrosio, e intenda concludere la sua ottima carriera a Cagliari, puntando alla poltrona di Procuratore Generale, anche se, tra il dire e il fare, c’è il problema della collocazione del dottor Vittorio Antonini, che a Cagliari non vuole rimanerci (riteniamo che sia una persona intelligente e abbia fiutato l’aria da subito) ma che ha difficoltà di collocazione in una posizione adeguata sia in Calabria, dove tutti i posti chiave sono occupati, sia a Roma, dove pare intenda concorrere per l’ambita poltrona di Procuratore Generale ma con una folta concorrenza.
Riteniamo però che il problema in qualche modo prima o poi si risolverà, e che Piana sarà un ottimo procuratore generale se continuerà ad ispirarsi alla filosofia per cui chi non fa niente non sbaglia mai, quella che Francesco Pintus non ha seguito, non accettando di far finta di non vedere errori e abusi dei sostituti della Procura presso il Tribunale, cacciandosi in un sacco di guai. (altro…)

QUANDO IL PENTITO LA SPARA GROSSA: LITTERA, VERNESONI E IL SEQUESTRO MELIS

La sua credibilitàè a rotoli, la Procura di Vicenza ne ha tempo addietro chiesto e ottenuto l’arresto per coinvolgimento in traffici di droga, e pare che altri dichiaranti si siano tirati indietro rispetto a dichiarazioni precedentemente rese forse solo per ottenere benefici e protezione da alcuni carabinieri “anomali”, dicono obbedienti a Luigi Lombardini, che stavano scoprendo i loro altarini.

Ma Paolo Littera insiste, e con lui insiste il PM Mario Marchetti, che continua a gestire davanti al Tribunale di Cagliari (non sappiamo quanti magistrati incompatibili compongano il collegio) il processo contro l’ex comandante del GOA di Cagliari, tenente colonnello Roberto Vernesoni, e altri due appartenenti alla Guardia di Finanza, accusati, grazie soprattutto alle parole del “pentito”, di essersi intascati 35 milioni di lire dalla rivendita di un quantitativo di droga distratta da quanto sequestrato in occasione di una brillante operazione. (altro…)

BACK TO THE FUTURE: MEGLIO TARDI CHE MAI

I magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia cagliaritana, nell’attesa delle motivazioni della sentenza della Corte d’Appello di Cagliari sul sequestro di Silvia Melis – che dovrebbero essere depositate fra tre settimane – e del loro improbabile impegno per riesumare le piste a suo tempo accantonate, per cui invero non avrebbero bisogno di attendere le motivazioni, hanno deciso di impegnarsi nella riapertura delle inchieste relative a sequestri di persona vecchi e stravecchi, tra cui addirittura quello di Cristina Berardi – per cui, se non ha acchiappato nessuno Luigi Lombardini, dubitiamo possa farlo qualcun altro – a quanto pare, come rivela l’informatissima LA NUOVA SARDEGNA, forti del contributo di un “pentito”, di un pregiudicato di mezza tacca che saprebbe, il condizionale è d’obbligo, parecchie cose su parecchi delitti con colpevoli individuati solo parzialmente o per niente del tutto.
Per ora, a quanto pare, di oggettivo vi sono solo le impronte digitali del desulese Carta, trovate sull’auto con cui nel 1992 fu prelevato Farouk Kassam e, a scoppio ritardato di oltre undici anni, scoperte appartenere a costui, mentre per quanto riguarda i pretesi legami tra la cosiddetta banda di Siurgus Donigala e i sequestratori della Melis, che passerebbero, secondo i teoremi della D.D.A., per l’ex poliziotto, oggi latitante, Daniele Brilla, siamo ancora alle vuote esercitazioni letterarie, da ultimo ad opera del capo della Mobile di Nuoro, che giustamente hanno fatto insorgere il senatore avvocato Mariano Delogu, che difende Brilla, il che vorrà pure dire qualcosa da parte di un legale che nei sequestri di persona ha sempre difeso le persone offese. (altro…)

IL SEQUESTRO DI GIUSEPPE VINCI

Giuseppe Vinci, appartenente a una nota famiglia di titolari di supermarket alimentari di Macomer, veniva sequestrato nel 1994, nei dintorni di Borore, e liberato solamente nel 1995, dopo una prigionia durata quasi un anno, dietro pagamento di un ingente riscatto, il cui ammontare non è stato rivelato, ma che si aggirerebbe sui quattro miliardi e mezzo di lire.
Il ritorno a casa di Vinci fu reso possibile dall’autorizzazione, richiesta dal sostituto procuratore Mauro Mura e accordata dal GIP del Tribunale di Cagliari, al pagamento <<controllato>> del riscatto, concessa poiché vi era la certezza, da parte degli inquirenti, di potersi pervenire, tramite il pagamento, all’individuazione e alla cattura dei responsabili del sequestro. (altro…)

Giuseppe VINCI

Giovane imprenditore di Macomer, appartenente a una famiglia titolare di una notissima catena di market alimentari diffusi in tutta la Sardegna, nel 1994 viene sequestrato all’altezza di Borore, per venir liberato solamente nel 1995 dopo quasi un anno di prigionia, e col pagamento di un riscatto di ammontare mai divulgato, ma pare tra i quattro e i cinque miliardi.
La liberazione di Giuseppe Vinci fu resa possibile dall’autorizzazione al pagamento controllato del riscatto, accordata dal GIP presso il Tribunale di Cagliari su richiesta del PM Mauro Mura, che permise di superare il blocco dei beni, e immediatamente dopo il pagamento del riscatto, furono arrestate quattro persone, tutte orgolesi [Nicolò Cossu, noto <<Cioccolato>>, Antonio Crissantu, Nicolò Liberato Succu, Nicola Dettori, ritenuti facenti parte della banda che perpetrò il sequestro, ma la cui posizione non fu mai completamente chiarita, rimanendo a cavallo tra quella dei <<banditi>> e quella degli emissari. (altro…)

mostra i 4 titoli successivi

Nicolò COSSU (Cioccolato)

Allevatore orgolese, conosciuto col soprannome di <<Cioccolato>>, Nicolò Cossu è sempre stato soprattutto un mediatore <<di professione>> nei sequestri di persona, in virtù dei suoi ottimi rapporti con l’avvocato Antonio Piras, mediati dal fratello Totoni Cossu, parroco a Gavoi.
Nel 1995 è stato tratto in arresto poiché accusato di far parte della banda che aveva sequestrato Giuseppe Vinci, e successivamente accusato anche di aver partecipato al sequestro Checchi. (altro…)

VERBALE PLENUM CSM 18 MAGGIO 2005 (CASO ZAGARDO)

CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA SEDUTA ANTIMERIDIANA DELL?ASSEMBLEA PLENARIA DEL 18 MAGGIO 2005 Sono intervenuti alla seduta: VICE PRESIDENTE Prof. Avv. Virginio ROGNONI COMPONENTI DI DIRITTO Dott. Nicola MARVULLI Dott. Francesco FAVARA COMPONENTI ELETTI DAI MAGISTRATI E DAL PARLAMENTO Prof. Giuseppe DI FEDERICO Prof. Luigi BERLINGUER Avv. Mariella VENTURA SARNO Avv. Emilio Nicola BUCCICO Dott. Paolo ARBASINO Dott. Wladimiro DE NUNZIO Dott. Giuseppe SALME? Prof. Giorgio SPANGHER Dott. Carmine STABILE Avv. Antonio MAROTTA Dott. Giovanni MAMMONE Avv. Gian Franco SCHIETROMA Dott. Giovanni SALVI Dott. Leonida PRIMICERIO Dott. Luigi MARINI Dott. Ernesto AGHINA Dott. Luigi RIELLO Dott. Francesco MENDITTO Dott.ssa Maria Giuliana CIVININI Dott. Giuseppe MELIADO? Dott. Giuseppe FICI Dott. Francesco LO VOI Dott. Lanfranco Maria TENAGLIA S E G R E T A R I O Dott. Giuseppe FUOCHI TINARELLI L?anno duemilacinque, il giorno 18 del mese di maggio alle ore 10,50 in Roma, Piazza Indipendenza n. 6, si è riunito il Consiglio Superiore della Magistratura. Assume la Presidenza il Vice Presidente prof. Virginio ROGNONI. Svolge le funzioni di Segretario il dott. Giuseppe FUOCHI TINARELLI. [OMISSIS] Il Consiglio procede quindi all?esame delle pratiche della QUINTA COMMISSIONE, iniziando dalla seguente: Copertura di un posto di Presidente di sezione della Corte di appello di Cagliari pubblicato con telefax n.10320 del 23 maggio 2003. La Commissione, sottopone al plenum le seguenti proposte: Proposta di maggioranza ? dott. BIDDAU ? Relatore: dott. MENDITTO La Commissione, esaminate le domande presentate per la copertura di un posto di Presidente di sezione della Corte di appello di Cagliari pubblicato con telefax n.10320 del 23 maggio 2003, di cui all?allegato parametro (All. n. 2); rilevato che hanno presentato domanda i dottori Paolo CANEPA, Paolo ZAGARDO, Mario BIDDAU e Grazia CORRADINI; (altro…)

OLTRE TREDICI ANNI DI FALLIMENTI

Oltre tredici anni fa, entrò in vigore una legge, a suo tempo osteggiata dai comunisti, che istituiva la “Direzione Distrettuale Antimafia”, e per la sua prima composizione l’allora procuratore capo di Cagliari, Franco Melis, procedette burocraticamente mettendoci dentro i più anziani per servizio, ossia Mauro Mura e Mario Marchetti (ai quali si aggiunse, più tardi, Valerio Cicalò).
Niente da dire su Marchetti, pur con molti dubbi sui “pentiti” e sulla loro gestione, il suo onesto lavoro nel settore della lotta alla droga lo ha fatto, con risultati lusinghieri, ma quanto al dottor Mura, ci sarebbe da stendere un velo pietoso, ma non lo stendiamo, perché è giusto che il popolo sappia da chi viene amministrata in suo nome la giustizia. (altro…)

GADDONE E MELIS: DUE INNOCENTI?

Tra le tante storie non concluse di cui Luigi Lombardini, prima dei tragici eventi di quel maledetto 11 agosto 1998, si stava occupando, c’è quella relativa a due giovani allevatori della provincia di Nuoro, Giovanni Gaddone da Loculi e Pietro Paolo Melis da Mamoiada, sepolti in galera da separate sentenze di condanna a 30 anni di reclusione per il sequestro e l’omicidio di Vanna Licheri.
Anonimi allevatori, proprio come quell’Agostino Mallocci la cui causa viene tanto energicamente perorata da Giampaolo Cassitta nel libro “La zona grigia”, e che però non condividono con questi la sorte di essere stato, peraltro secondo le vedute del Cassitta di cui egli risponde, accusato ingiustamente in base a un “romanzo” o un “teorema” di Lombardini: ebbero invece la sorte di essere accusati e condannati, forse ingiustamente, da giudici ed inquirenti che di Lombardini erano nemici, e di avere avuto proprio Lombardini quale massimo peroratore, sia pure coi suoi metodi, della loro innocenza. (altro…)