Argomento: TELEVIDEO RAI
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LOMBARDINI ESTORTORE? TITO MELIS SMENTI’!
Dalla notte dei tempi abbiamo ripescato la presente notizia, che fu a suo tempo ripresa dalla versione Internet del Televideo RAI che era, come è tuttora, salvo la veste grafica identico quanto a contenuti alla versione televisiva. La data, ovviamente, è quella del 24 luglio 1998, diciotto giorni prima del suicidio di Luigi Lombardini.
E’ stata un’autentica impresa recuperare questo documento perché i dati dopo tanto tempo sono stati cancellati dall’archivio del sito del Televideo. Noi comunque ci siamo riusciti, non chiedeteci come …..
127 TELEVIDEO Ve 24 Lug 23:06:57
CASO MELIS: PROTAGONISTI
A DIFESA GIUDICE LOMBARDINI
“Luigi Lombardini? Mai sentito nomima-
re”. Silvia Melis nega di aver mai in-
contrato il giudice, indagato assieme
a Nicola Grauso e all’avvocato Piras
con l’accusa di estorsione. Il suo le-
gale peraltro precisa che l’imputazio-
ne, trattandosi di un pubblico ufficia-
le, dovrebbe essere di “concussione”. (altro…)
INGEGNER MELIS, NON HA NIENTE DA DIRE?
Saremmo stati favorevolmente impressionati da un cenno di risposta o di spiegazione dell’ingegnere Tito Melis quanto ai gravi e preoccupanti dubbi che ci ha fatto venire il “ripescaggio” delle dichiarazioni da lui rilasciate al Televideo Rai il 24 luglio 1998, con cui egli escluse categoricamente (parole sue) che Luigi Lombardini gli avesse estorto alcunché. Invece niente di niente!
Forse l’ingegner Melis non naviga su Internet, anche se siamo sicuri che lo faccia qualcuna delle figlie, o Silvia o Gemma, che sono ragazze moderne e sveglie.
Forse l’ingegnere naviga su Internet ma, anche se ne dubitiamo, potrebbe non essere informato dell’esistenza del nostro sito, data la censura che al riguardo viene attuata da tutti, a cominciare dall’inqualificabile quotidiano cagliaritano per il quale il concetto di fare informazione è divenuto da tempo filosofico in armonia con l’esigenza di non disturbare il manovratore di piazza Repubblica. (altro…)
E SE LIBERALIZZASSIMO LA DROGA?
Non passa giorno, quasi non passa ora, senza che ascoltiamo i vari TG, leggiamo i vari giornali, apriamo il Televideo RAI o quelli di Mediaset o altre TV, che non compaiono le solite notizie, che annunciano i soliti brillanti blitz di questa o quella forza dell’ordine, brillantemente coordinati da questo o quel magistrato di questa o quella D.D.A., con cui alcuni, o diverse decine di trafficanti di droghe, di quelle pesanti come cocaina ed eroina, di quelle “da discoteca” come l’ecstasy o addirittura della vecchia marijuana che in Olanda gli studenti coltivano sui balconi di casa, vengono “assicurati alla giustizia”, con corollario di titoloni sulla stampa per i magistrati e di promessi “encomi solenni” per carabinieri, poliziotti, finanzieri.
Ma quello del narcotraffico è un pozzo senza fondo: a giudicare dal numero e dalla frequenza delle operazioni, e dalla facilità con cui, sgominata un’organizzazione di trafficanti, ad essa se ne sostituisce un’altra più o meno legata alla criminalità organizzata, alla mafia, alla camorra, alla ‘ndrangheta (che, quando non gestiscono direttamente i traffici, comunque controllano le fonti di approvvigionamento), il mercato della droga non è una banale escrescenza criminale della società civile, ma è un vero e proprio circuito di economia parallela, che spesso fornisce un “lavoro” a disoccupati e disperati delle varie periferie urbane degradate che non avrebbero alcuna speranza di trovarne uno legale, che continua a prosperare perché viene alimentato da una solida “domanda”, ormai alimentata non solo dall’area della disperazione e del disagio che sfociava tipicamente nel consumo di eroina, o da quella dello “sballo” che si rifugia nella marijuana o nell’ecstasy, ma anche da una sempre più diffusa area di consumatori formata da persone benestanti, altolocate, senza alcun disagio sociale, che tuttavia sentono il bisogno di “farsi” di cocaina così come spesso gli studentelli delle superiori, magari per moda e per non sfigurare rispetto ai compagni, hanno la necessità di farsi ogni tanto una “canna”. (altro…)
A PROPOSITO DI VIOLANTE E DINTORNI …
Negli scorsi giorni, ha di nuovo tenuto banco la polemica sul ruolo del signor Luciano Violante, anima nera di certa magistratura politicizzata, sul quale si sono abbattute le accuse, o meglio i sospetti, di Giulio Andreotti che, dopo essere stato assolto dalla Cassazione per il delitto Pecorelli, ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa, anzi qualche macigno.
Noi nutriamo enorme stima per Andreotti e, per converso, enorme disistima per Violante, ma non vogliamo occuparci qui delle vicende per cui costui è noto, dal teorema inventato negli anni ’70 contro quel galantuomo di Edgardo Sogno, colpevole di essere un mitico capo partigiano ma al contempo un coerente liberale monarchico antifascista e anticomunista con la stessa intensità, alle chiare ed evidenti sinergie con Giancarlo Caselli proprio in relazione ai processi per cui Andreotti ha dovuto patire le pene dell’inferio per dieci anni e passa: per queste vicende crediamo che Violante sarà inappellabilmente condannato dal tribunale della storia, e dovrebbe vergognarsi a ricoprire senza pudore ancora un alto incarico, come quello di capogruppo dei DS, un partito che pretende di essere rispettabile e poi contraddice continuamente nei fatti le buone intenzioni. (altro…)
Tito MELIS
Ingegnere libero professionista, originario di Quartu S. Elena ma da tempo residente e operante a Tortolì, massone, discreto possidente [gli si conosce il possesso di terreni per svariati miliardi e di uno yacht 17 metri], rimane persona sconosciuta alle cronache fin quando, il 20 febbraio 1997, non viene sequestrata sua figlia, Silvia Melis.
Nel corso del sequestro, mantiene un contegno di dignitoso e prudente silenzio fino al settembre 1997, quando accuserà la Criminalpol e la Procura di Cagliari di aver ostacolato la liberazione di Silvia, e minaccerà di fare rivelazioni relative al sequestro Farouk Kassam e relativo pagamento del riscatto con denaro dello Stato. (altro…)
FINI FOR PRESIDENT
Non è un’esortazione a votare AN alle europee o alle regionali, rispetto alle posizioni di Gianfranco Fini, in ogni caso un uomo politico sicuramente onesto, abbiamo molte divergenze (su droga, ordine pubblico, clandestini e altro), ma stavolta il vicepremier ha fatto davvero un intervento da 10 e lode sulla crisi Alitalia, problema che, se tocca l’Italia intera, tocca intuibilmente ancor più la Sardegna.
Come si legge sul Televideo Rai, Fini, riferendosi alle voci sgraziate e stonate della maggioranza che hanno inneggiato al commissariamento o addirittura alla liquidazione di Alitalia, ha ricordato molto pertinentemente che la compagnia di bandiera è in difficoltà, ma non è fallita, e che quanto meno, trattandosi di società quotata in borsa, si devono rispettare le normali regole del diritto societario. (altro…)