Argomento: SERGIO ZUNCHEDDU


Articoli su questo argomento (53):

5. I CASI LOMBARDINI E GRAUSO: PULIZIA ETNICA INTERNA ED ESTERNA

Si ebbe la definitiva prova del peso e della potenza delle sinergie politico-giudiziarie tra magistrati di sinistra e PDS allorquando, dopo la felice risoluzione del sequestro della giovane consulente del lavoro di Tortolì Silvia Melis, Luigi Lombardini – a quanto pare, anche in seguito a intercettazioni telefoniche non del tutto chiare disposte dal PM Paolo De Angelis – si ritrovò indagato per favoreggiamento in relazione ad attività compiute per far pagare il riscatto, unitamente a Nichi Grauso e all’avvocato Antonio Piras.
Grauso, in quel momento storico – novembre 1997 – aveva già iniziato la sua avventura politica con la fondazione del NUOVO MOVIMENTO, formazione politica creata in aperta contrapposizione all’inetta giunta regionale di centrosinistra presieduta dal magistrato Federico Palomba e col chiaro obiettivo di determinare un cambiamento della maggioranza e del modo di governare alla Regione; anche l’abile imprenditore proprietario dell’UNIONE SARDA e precursore del concetto di Internet per tutti divenne quindi un obiettivo da colpire, se necessario per via giudiziaria, il che era estremamente facile dati i mai interrotti legami di Federico Palomba coi suoi colleghi ancora in servizio, e data in particolare la sua fraterna amicizia di lunga data col neo procuratore capo Carlo Piana. (altro…)

C’ERA UNA VOLTA IL QUOTIDIANO DI CAGLIARI

Colui che da oltre tre anni è l’editore de L’UNIONE SARDA, l’esoterico Sergio Zuncheddu, in affari con le potenti Cooperative rosse di Reggio Emilia per il tramite della potentissima Cooperativa Cento di Monserrato, è un uomo che ha enormi debiti di riconoscenza nei confronti della magistratura, non tanto del non crediamo esoterico dottor Carlo Piana, che pure pare non abbia scatenato sulla nuova proprietà del quotidiano cagliaritano lo stesso ambaradan che scatenò sul gruppo Grauso nonostante l’adozione di (leciti) strumenti di organizzazione aziendale in gran parte simili (ad esempio la separazione della testata dal centro stampa), quanto di altri esoterici magistrati che avrebbero chiuso più di un occhio su certe cosette, forse istruendo la Polizia affinché non rispondesse, circa otto anni fa, a qualche domandina, non proprio alla Amadeus, del dottor Agostino Cordova, uno che sulla Massoneria ha fatto troppo baccano, ma qualche cosa losca la ha pure scoperta. (altro…)

CHI NON SBAGLIA MAI? CHI NON FA NIENTE … E IL DOTTOR PIANA LO SA!!!

Dopo le vicende de L’UNIONE SARDA, l’accanimento degno di miglior causa dispiegato insieme al PM ANTIGRAUSO Guido Pani per estromettere, appunto, Nicola Grauso, reo di essere un editore puro (e non troppo interessato alle palazzine, come Zuncheddu e i suoi amici delle Cooperative rosse) e non condizionabile, dal circuito dell’informazione regionale, l’ha imparato bene, il dottor Carlo Piana; sulla base delle denunce di Grauso, una giovane e irrispettosa PM, la dottoressa Marzia Sabella, l’aveva iscritto, insieme al PM ANTIGRAUSO Pani (che anche lui, da allora, ha pensato bene di tornarsi a occupare di falsi ideologici, rapinette e fesserie varie) e insieme al GIUDICE ANTIGRAUSO dottor Gian Giacomo Pisotti, un magistrato di preparazione paragonabile a quella di pochi che nella vicenda UNIONE SARDA, per accontentare i suoi amichetti del PDS, ha “sputtanato” in pochi mesi un’autorevolezza che si era conquistato in decenni di duro lavoro, nel temibile registro delle notizie di reato della Procura di Palermo, e magari i risultati saranno pure stati innocui (non ne siamo a conoscenza), ma non sta certo bene, perché immaginiamo la reazione che nelle chiacchiere da bar, col sarcasmo a volte sadico che li contraddistingue, avranno avuto i cagliaritani: <<mì, Piana esti indagau>>, con corollario di commenti non certo benevoli, visto che siamo in una città dove gli onesti sono ancora e saranno sempre orfani dell’indimenticabile Luigi Lombardini, di cui Piana è l’antitesi fatta persona, anche nel bene forse, non solo nel male.
Finito l’accanimento giudiziario contro Grauso, che in parte nasceva dall’inveterata antipatia che il Procuratore nutriva personalmente nei confronti dell’editore, in parte da precise opposizioni di una composita lobby spaziante dal PDS ad alcuni magistrati cagliaritani zeppi di scheletri negli armadi che Grauso rischiava di scoperchiare a certi spezzoni poco palesi e poco puliti della Massoneria, l’ha imparata bene la lezione, il dottor Piana: non sbaglia mai chi non fa niente, e così perfino la pallida Tangentopoli cagliaritana dei primi anni ’90, quando Paolo De Angelis, ossannato come il “Di Pietro sardo”, decapitò l’amministrazione comunale di Cagliari spianando la strada all’ascesa della buona amministrazione di Mariano Delogu (che sarà forse stata popolata di massoni, ma certo non di ladri e incapaci), ma si dimenticò di spiegare più zelo riguardo agli amministratori del PCI/PDS e alle Cooperative rosse, è diventata uno sbiadito ricordo. (altro…)

LA LIBERTA’ DI PENSIERO E I CAVOLI A MERENDA

Puntuali come un orologio svizzero, all’unisono, le rappresentanze sarde della FNSI e dell’Assostampa, che nei metodi assomigliano molto all’Associazione Nazionale Magistrati, si sono sollevate a difesa del brillante giornalista Mauro “James” Lissia (James, ovviamente, come Bond, James Bond), secondo loro oggetto di intollerabili prevaricazioni di quel fascistone dell’avvocato Gian Franco Anedda contro la libertà di stampa, addirittura contro la libertà di manifestazione del pensiero protetta dall’articolo 21 della Costituzione.
Scusate, ma quale cavolo di libertà di pensiero? Mauro “James” Lissia si è semplicemente rifiutato di rivelare le fonti da cui aveva appreso della presunta detenzione da parte di Nicola Grauso di apparecchiature atte a intercettare clandestinamente telefonate nella villetta attigua alla redazione de L’UNIONE SARDA, e per un motivo ben preciso, non certo attinente alla libertà di pensiero: che non rivelare le fonti, trincerandosi dietro un preteso segreto professionale che per i giornalisti – a differenza degli avvocati, dei religiosi eccetera – è molto, molto circoscritto, gli consentiva di non svelare che la notizia, in realtà, proveniva da reato, poiché la circostanza di cui sopra non poteva essere conoscibile che da parte di chi si era introdotto clandestinamente, ovviamente senza autorizzazione alcuna della magistratura, nella suddetta villetta; che si trattasse di servizi segreti, di polizia deviata o chissà chi non ci interessa, poiché sono solo delinquenti, ma ciò che è grave è che Mauro “James” Lissia, proteggendoli, rischia di sacramentare l’indegno principio per cui una “perquisizione” illegale può dare origine a un procedimento penale, visto che in questo caso la fonte della notizia di reato fu un articolo dello stesso Lissia del 3 settembre 1998, mentre il PM ANTIGRAUSO Guido Pani iscrisse nel registro modulo 21 molto più tardi. (altro…)

BASTA CON LE CHIACCHIERE: TRASFERIRE D’UFFICIO I GIUDICI INCOMPATIBILI!!!

Non c’è peggior sordo di quello che non vuol sentire, e così sono nella pressoché totalità i magistrati cagliaritani sul problema delle incompatibilità parentali (e di quello, che però ha minor rilievo numerico, delle incompatibilità per permanenza ultradecennale in uno stesso ufficio), sia quelli direttamente e personalmente interessati (sono molti) che talora fanno semplicemente gli gnorri e talora hanno, come la dottoressa Corradini, la faccia tosta di difendersi attaccando e propiziando mozioni di censura nei confronti de L’UNIONE SARDA di Grauso e Liori quando parlava quotidianamente del problema, sia quelli che dal problema sarebbero estranei, ma per il solito sciagurato corporativismo tendono a difendere i colleghi solo in quanto colleghi; e certo non si concorre ad attenuare la loro sordità, se anche l’ordine degli avvocati si occupa del problema solo sporadicamente, magari per interessi individuali, e se LA NUOVA SARDEGNA, organo neanche troppo ufficioso della Procura (pare soprattutto di De Angelis per interposto Mauro Lissia), e l’UNIONE SARDA di oggi, quotidiano che affronta i problemi scottanti semplicemente non parlandone (quando ne parla è solo per “far fuori” gli avversari, come per il presidente Balletto e l’assessore Zirone, avversari di chi sta dietro il buon Zuncheddu), tengono sulla questione un silenzio di tomba.
E del resto, tutto ciò è umanamente comprensibile: credete forse che il dottor Carlo Piana, additato per la sua incompatibilità col figlio Paolo, che per qualche mese è stato addirittura suo sostituto, il dottor Guido Pani, anch’egli in una situazione poco opportuna quanto al suo rapporto con l’ex GIP e attuale presidente di sezione penale Michele Jacono (suo zio, o suo cugino come si è detto al Consiglio Superiore della Magistratura?), il dottor Vincenzo Amato, poco compatibile con la sorella Daniela già giudice di sezione penale e oggi GIP, e il dottor Ignazio Tamponi, cugino di altra giudice civile che non ricordiamo se fosse Maria Sechi (moglie del PM Alessandro Pili) o Donatella Satta, abbiano fatto il diavolo a quattro col famigerato art. 2409 del codice civile, per sfilare via a Nicola Grauso L’UNIONE SARDA rimanendo del tutto asettici rispetto alle brutte figure che il quotidiano allora diretto dal rimpianto Antonangelo Liori faceva fare loro per la storia delle incompatibilità? (altro…)

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PARLI DEL DIAVOLO E SPUNTANO I PIRATI (INFORMATICI)

La verità è rivoluzionaria, soleva dire un certo Mao Tze Tung, e a parte tutte le note magagne del comunismo cinese, dev’essere proprio vero, dato che il nostro sito, che per quasi due anni di fila ha parlato male di Carlo Piana e soci senza conseguenze, per la prima volta si vede sottoposto agli attacchi di poveri dilettanti aspiranti pirati informatici, in strana coincidenza temporale, assolutamente perfetta, col nostro annuncio di possedere una registrazione che smentisce la recisa smentita del senatore avvocato Mariano Delogu quanto ad aver seccamente smentito, avanti al PM di Palermo, di aver ricevuto da Piana la notizia informale per cui Nicola Grauso, versando 3-4 miliardi, avrebbe potuto salvare L’UNIONE SARDA dalla procedura ex art. 2409 del codice civile, laddove sul punto, come da dichiarazioni esposte nella nostra ULTIM’ORA del 3 dicembre ultimo scorso, emergono significative conferme dalle dichiarazioni di un avvocato e docente universitario di indubitabile autorevolezza come il professor Gabriele Racugno, uno che sa il fatto suo quale ordinario di diritto commerciale alla facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Cagliari.
Gli incauti e maldestri pirati, i quali, Dio solo sa perché, hanno agito utilizzando un accesso internet collegato al communication provider Level 2, avente sede a Omaha, Nebraska, U.S.A., forse cercavano quella registrazione, forse volevano ascoltarne il contenuto (potranno farlo comodamente tra poco, senza accessi illegali) per studiare le contromosse, magari inventandosi che la stessa è manipolata o, visto che si sa che questo sito è espressione dei servizi segreti deviati, che è stata carpita con una cimice piazzata nella stanza di Piana? (altro…)

LA SINISTRA E LOMBARDINI: UN’OCCASIONE PERDUTA

Incredibile, forse, ma vero: stando agli esiti parziali del nostro sondaggio interattivo, nelle intenzioni di voto dei nostri visitatori i DS sono ampiamente il partito di maggioranza relativa, seguiti a una certa distanza dai centristi della Casa della Libertà, e il centrodestra è solo di pochissimo il primo schieramento.
Come abbiamo già detto, la cosa ci fa molto piacere: evidentemente le nostre argomentazioni, sebbene sovente crude, sono almeno in certa misura condivise dalle persone di sinistra, almeno quelle, e crediamo e speriamo che siano tanti, che dinanzi al problema della Mala Iustitia Caralitana non hanno scelto di mettersi le fette di salame sugli occhi, bensì di rifletterci; e questo non ci stupisce perché, conoscendo abbastanza quel mondo politico, sappiamo che la base, nei DS e forse nell’intero centrosinistra, è migliore del vertice. (altro…)

BREVI APPUNTI PER LA DOTTORESSA SABELLA

In molti, forse, non hanno ancora colto appieno tutta la gravità della fosca vicenda del “controllo giudiziario” ex art. 2409 codice civile attuato su L’UNIONE SARDA coi risultati che si conoscono, con l’estromissione di Nicola Grauso dall’arengo dell’informazione regionale e con la promozione a massimo editore dell’Isola dello “immobiliarista” (evidente eufemismo per “palazzinaro”) Sergio Zuncheddu, che ha ridotto il quotidiano cagliaritano a un fogliaccio vergognoso che censura tutte le notizie degne di questo nome, con somma gioia di quella redazione che aveva combattuto Grauso e Liori per ritrovarsi il nulla.
Al di là delle mere problematiche economiche, che in questa vicenda sono state usate solo in modo strumentale coi conti virtuali con cui Gian Giacomo Pisotti, pieno di entrature nel “giro” de L’UNIONE SARDA per i motivi che lui ben conosce, e Vincenzo Amato, uno dei tanti magistrati “incompatibili” del Palazzaccio, si sono gingillati, con una spudoratezza alla quale neppure Carlo Piana e Guido Pani, che pure la procedura avevano promosso, si sono spinti, si è trattato, solamente, di un autentico attacco alla libertà di stampa che, non potendo essere attuato direttamente (la legge vieta nel modo più assoluto il sequestro dei giornali) è stato attuato con questi sordidi mezzi. (altro…)

IL SILENZIO DEI COLPEVOLI: C’ERA UNA VOLTA L’INFORMAZIONE IN SARDEGNA

E’ singolare, non trovate?, che ai cronisti di giudiziaria de L’UNIONE SARDA né quelli de LA NUOVA SARDEGNA, che tra i Luigi Almiento, le Maria Francesca Chiappe, i Mauro “James” Lissia e gli Umberto Aime, sono sveltissimi ad intonare continui peana ai peggiori magistrati, sia sfuggita la notizia della richiesta di archiviazione della PM Marzia Sabella di Palermo, relativa all’esposto di Nicola Grauso contro Carlo Piana, Guido Pani, Gian Giacomo Pisotti e altri relativamente al “caso Unione Sarda” e ad altre amenità.
Ricordiamo infatti che costoro erano molto lesti, anche mistificando la realtà e fabbricando sconce “veline” a dar conto di ogni notizia favorevole ai nostri eroi, come fece la Chiappe quando, nell’ottobre 2000, diede conto dell’archiviazione nei confronti di Mario Marchetti di un procedimento per “incompatibilità ambientale” relativo al “caso Furlanetto”, riferendo laconicamente che Marchetti aveva dimostrato di “aver agito secondo legge” (omettiamo un commento che ci procurerebbe una querela), e omettendo invece di riferire che, sulla stessa base, gli atti erano stati trasmessi ai titolari dell’azione disciplinare, che poi avvieranno nei confronti di Marchetti un procedimento disciplinare, purtroppo conclusosi con l’assoluzione. (altro…)

ZUNCHEDDU PADRE PUTATIVO DI SILVIA MELIS

E’ veramente squallida, vomitevole e squallida, l’azione di lobbying non richiesto che i signori de L’UNIONE SARDA, constatata l’infruttuosità delle sicure pressioni del signor Piana e della sua corte dei miracoli sulla Corte d’Appello perché confermasse il dogma di Santa Romana Chiesa per cui l’attendibilità di Silvietta Melis, la sequestrata libera e bella, non si discute, ora pongono in atto, a motivazioni della sentenza neppure scritte (giudice Onni, è meglio che non legga giornali sardi mentre le scriverà) affinché il dogma sia confermato.
Anche oggi infatti si è continuato con questa solita storia, col fatto che tutto sarebbe dipeso dalla inattendibilità di Anna Maria Rubatta, o dalla inutilizzabilità delle sue dichiarazioni; ma lasciateli scrivere ai giudici i motivi, nei termini assegnati loro dalla legge, e finitela di mistificare la realtà. Se conoscete gli atti, per quanto sappiamo bene che non li conosciate affatto e che scrivete solo sulle veline che vi passano i PM, dovreste averlo capito ormai che alla fine della fiera le dichiarazioni della Rubatta erano solo un elemento di contorno, e che il fondamento principale delle accuse dovevano essere i prodigiosi ricordi di Silvietta sul “buco nero”, sul fatto che sentiva dire “Zia Grà”, sull’aver sentito Lilli Gruber leggere il TG, sulle campane della chiesa di San Giuseppe che non erano aggiornate all’ora legale (Silvietta dapprima aveva detto di averlo controllato sull’orologio, che le avrebbero incredibilmente lasciato al posto, poi sull’orario del TG1 della sera: accidenti, Silvia Melis, ma vuoi metterti d’accordo con te stessa?), sull’orario di passaggio dei mezzi della nettezza urbana, che a Nuoro evidentemente erano puntuali al secondo come nemmeno in Svizzera. (altro…)

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TERRORISMO, DOPO LOMBARDINI IL CAOS

C’è qualcosa che non quadra nella logica complessiva delle bombe e delle intimidazioni che, da un tempo che è già decisamente eccessivo, colpiscono a 360 gradi, sotto le insegne e le rivendicazioni di varie e disparate sigle di stampo eversivo, in Sardegna, in questa nostra terra dove si pensava che il rischio terroristico fosse ormai definitivamente archiviato nella pattumiera della storia.
Qualcosa non quadra perché, a ben vedere, solamente le minacce ai sindacati CISL e UIL, sigle sindacali moderate che hanno il torto di non seguire in tutto e per tutto la CGIL nella sconsiderata politica movimentista sfasciatutto che, al fianco dei girotondini, quel sindacato ha intrapreso da quando il suo ex-leader Cofferati si è messo in testa di diventare un leader politico, rientrano nella logica tradizionale delle Brigate Rosse e gruppi affini, che come è noto, fin dai tempi del sequestro Moro e dell’assassinio del magistrato di sinistra Emilio Alessandrini, ha come obiettivi non tanto i rappresentanti della destra, quanto coloro che, nel centro e a sinistra, hanno il torto di perseguire politiche “moderate”, “riformiste”, sabotando così, nella visione veteromarxista di questi gruppi, quella corsa a far esplodere le “contraddizioni del sistema” che dovrebbe condurre alla rivoluzione. (altro…)

INCOMPATIBILI RAUS!

Il ministro Castelli, dopo un lungo periodo di apprendistato, sta forse finalmente inquadrando nella loro vera luce, spesso fosca, i problemi del pianeta giustizia, ed ha avuto modo di cozzare contro la resistenza corporativa del Consiglio Superiore della Magistratura in ordine al tentativo del suddetto organo di autosgoverno dei giudici e dei PM di designare alla carica di procuratore della repubblica di Bergamo il magistrato Galizzi, nonostante l’esistenza di una smaccata incompatibilità parentale di costui con un fratello, che è già presidente di sezione presso il tribunale orobico.
Castelli ha tentato di ricondurre la lettera degli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario, che regolano i casi di incompatibilità di magistrati prossimi congiunti all’interno di uno stesso ufficio giudiziario e di magistrati con avvocati che esercitino presso lo stesso foro, a ciò che essa realmente dice, al di là di interpretazioni arbitrariamente estensive: non conta se i magistrati, o magistrato e avvocato, tra loro imparentati, facciano penale o civile, il parametro di riferimento è il singolo ufficio giudiziario nella sua interezza, e deroghe non sono ammissibili se non in casi eccezionali. (altro…)

NON RIELEGGETE I PARLAMENTARI IGNAVI!

E’ davvero incredibile che Nicola Grauso, che fino a poco meno di quattro anni fa aveva una posizione dominante nell’informazione sarda col controllo de L’UNIONE SARDA, di VIDEOLINA e di TCS, media poi tutti ceduti a Sergio Zuncheddu per i motivi ben noti soprattutto a Carlo Piana, Guido Pani e Gian Giacomo Pisotti, oggi, per dire la sua su quello stesso argomento, le incompatibilità parentali dei magistrati, la cui trattazione aveva inciso non poco nell’atteggiamento vessatorio della magistratura nei suoi confronti, debba farsi ospitare da un quotidiano di partito, e di un partito regionale del Nord come la Lega, quale LA PADANIA, che in realtà, a dire il vero, già dal caso Lombardini ha seguito con molta attenzione e anche con una certa obiettività le vicende sarde.
Comprendiamo LA NUOVA SARDEGNA, il cui orientamento è arcinoto, ma non L’UNIONE SARDA, che benché passato dalle mani di un editore puro come Grauso a quelle di un “immobiliarista” (i cattivi direbbero “palazzinaro”) legato sia alla Massoneria che alle cooperative rosse come Sergio Zuncheddu, è pur sempre l’unico quotidiano di Cagliari e, poiché l’informazione prima di essere un diritto è un dovere per chi rivesta un ruolo così importante, dovrebbe, DEVE dare conto di certe vicende, come quella delle incompatibilità dei magistrati sollevata con clamore dal ministro Castelli, sulla quale invece non ha scritto una sola sillaba; e comprendiamo poco anche i politici sardi, i quali, al di là di alcune iniziative estemporanee di Gianfranco Anedda e di Giampaolo Nuvoli, si sono totalmente disinteressati delle problematiche che riguardano il modo in cui a Cagliari la giustizia funziona e viene amministrata, ci fa cadere le braccia che Grauso, per dire la sua, debba ricorrere a un quotidiano il cui “direttore politico” è Umberto Bossi, il Senatur, che come ministro e parlamentare certo rappresenta la nazione, ma è pur sempre nato a Cassano Magnago, Varese, e tendenzialmente qualunque parlamentare sardo dovrebbe occuparsi dei problemi della giustizia cagliaritana più di quanto se ne debba occupare lui. (altro…)

CAGLIARI, CITTA’ GOVERNATA DALLA MAGISTRATOCRAZIA

Tante persone, che non parlano perché non vogliono peccare di protagonismo o perché tengono famiglia, serbano un ricordo molto nitido della chiarezza di visione che animava Luigi Lombardini quanto ai programmi da attuare, nella lotta al crimine, qualora fosse diventato procuratore capo; in particolare, Lombardini aveva individuato il punto debole nella lotta al crimine organizzato, presente anche in Sardegna nelle sue propaggini dedite al riciclaggio di denaro sporco e al reinvestimento nella droga, nell’assenza di una seria politica in tema di misure di prevenzione, laddove colpire i boss mafiosi e criminali nei loro patrimoni, quanto a imbalsamarne l’operatività, diviene più importante anche di sbatterli in galera.
Prospettava quindi, Lombardini, di agire per l’applicazione a tappeto della legge Rognoni-La Torre per le verifiche sui patrimoni sospetti, con particolare riferimento a taluni imprenditori, e per attivare se del caso le opportune misure di prevenzione, soprattutto in termini di confisca di beni, se riscontrati provento del riciclaggio di denaro sporco. (altro…)

A CAGLIARI NON C’E’ LA MAFIA … MA PERCHE’ NON APPROFONDIRE?

Non vorremmo proprio essere nei panni di quei giudici di Palermo, da un lato il collegio di Tribunale presieduto dalla dottoressa Annamaria Abruzzese, titolare del ben noto Processone scaturito dal caso Melis-Lombardini, dall’altro il GIP destinatario della richiesta di archiviazione del PM Marzia Sabella relativa alla vicenda UNIONE SARDA: la responsabilità affidata loro è davvero improba.
Se Giancarlo Caselli, con tanto di libro agiografico di 900 pagine, ritenne a suo tempo di aver scritto “la vera storia d’Italia” con le sue indagini antimafia, e in parte forse è vero, oggi questi magistrati giudicanti, discreti e non protagonisti, si trovano in una posizione da cui sono in grado di scrivere la vera storia di Cagliari, e in gran parte della Sardegna, nel terribile trienno 1996-1999 in cui ne successero di tutti i colori, dalla mancata nomina a PG di Milano e quindi al pensionamento anticipato di Francesco Pintus, alla nomina a procuratore capo di Cagliari di un giudice che non aveva mai fatto alcuna indagine ma in compenso aveva le amicizie di partito giuste, al suicidio dell’uomo che poteva essere lui il procuratore di Cagliari in luogo di costui, se non addirittura il procuratore di Palermo, all’esproprio giudiziario di fatto di un editore che ha inventato la TV commerciale in Sardegna e che ha gettato le basi perché Cagliari diventasse la capitale europea di Internet. (altro…)

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NON LEGGETE PIU’ L’UNIONE E LA NUOVA!!!

I quotidiani sardi fanno veramente schifo!!!
Nonostante l’indubitabile rilevanza della notizia che diamo anche nella finestra “pop up” che si apre visualizzando questa pagina principale del nostro sito, che è stata regolarmente data dall’informazione regionale della RAI (TG3 regionale, Gazzettino Sardo) e veicolata dalla sede ADNKRONOS di Palermo fin dalle 22:33 di sabato, loro hanno taciuto domenica, e ciò sarebbe anche comprensibile perché a tutti può capitare un “buco” (anche se è molto strano che poi capiti a Casu e a Liuzzi insieme), e tacciono pervicacemente anche oggi, lunedì 24 febbraio.
Grazie a Dio, la RAI per una volta si è comportata da vero servizio pubblico, e sinceramente ci chiediamo se ciò sarebbe avvenuto sotto la gestione ulivista di Zaccaria, ma i quotidiani sardi continuano ad adempiere agli ordini di scuderia che, con tutta evidenza, vengono da piazza Repubblica e da via Emilia (sede dei DS sardi, n.d.r.): censura, censura, censura!!! (altro…)

A ZUNCHEDDU GLI RODE …

Dicono che il signor Zuncheddu Sergio, editore de L’UNIONE SARDA, sia incazzato con noi per quel che scriviamo sul suo conto, sul conto de L’UNIONE SARDA, sul conto di quell’ala della Massoneria a cui lui è sicuramente molto vicino, sul conto dei magistrati che lui gradisce.
Il signor Zuncheddu ha ben poco da incazzarsi: quello che scriviamo quasi quotidianamente è davanti agli occhi di tutti, e a tutt’oggi, nonostante le acrobazie dialettiche di certi consulenti tecnici, non si è riusciti a trovare uno straccio di prova provata che la società editrice de L’UNIONE SARDA dei tempi di Grauso fosse veramente gravata da una sola lira di quei ponderosi debiti che invece Pisotti, Amato e Tamponi hanno quantificato nella bellezza di lire 42 miliardi, con ordinanza redatta in tempi record tanto da far dubitare su una decisione “precotta” prima della camera di consiglio. (altro…)

MUSICA NUOVA IN CUCINA!

Non c’è che dire, il signor Zuncheddu Sergio da Burcei il mestiere di censore di regime lo sa fare proprio bene, poiché, con L’UNIONE SARDA o meglio con ciò a cui ha ridotto il quotidiano di Cagliari, non ha avuto difficoltà, all’unisono con LA NUOVA SARDEGNA, a passare quasi sotto silenzio la sentenza, e le relative motivazioni, con cui la Corte d’Appello di Cagliari ha di fatto gettato nel cestino, con la fallimentare e scriteriata indagine della Procura distrettuale di Cagliari sui pretesi rapitori di Silvia Melis, anche il parallelo processo palermitano, gestito stancamente da una locale Procura che ha cose ben più importanti e fondate di cui occuparsi.
E’ quasi ovvio e scontato dire che, con questo scempio giudiziario favorito dalla disinvoltura di una sequestrata e di suo padre e dall’incredibile condotta degli inquirenti, magistrati e organi di polizia, si è di fatto cagionata la morte di un magistrato come Luigi Lombardini (si potrà poi disquisire tra omicidio volontario, preterintenzionale, colposo, istigazione o aiuto al suicidio o semplice mobbing, ma la sostanza è questa), si è demolita la credibilità di un imprenditore, Nicola Grauso, che era ammirato da tutti in Sardegna per quanto aveva saputo costruire dal nulla, mettendocisi di traverso alle sue iniziative politiche non proprio favorevoli alle nomenklature di sinistra ma anche di destra, si sono determinati tanti, indefiniti “effetti collaterali” in danno di magistrati, avvocati, semplici cittadini. (altro…)

LA LIBERTA’ DEGLI IRACHENI E QUELLA NOSTRA

La nostra opinione sulla guerra è nota e non ce ne pentiamo, ma a cose fatte occorre guardare soprattutto ai risultati, e ciò che emerge è che gli USA sono riusciti a portare a termine le operazioni militari riducendo al massimo il numero di vittime civili, che un regime odioso è caduto e che tutti abbiamo visto le commoventi scene degli iracheni pieni di gioia per aver riacquistato una libertà pur difficile da gestire.
Questo è ciò che alla fine conta, la libertà; sarebbe stato infinitamente meglio se gli iracheni, come i serbi, fossero stati messi in grado di effettuare il ricambio con gli strumenti della democrazia, e che quindi avessero potuto cacciare Saddam Hussein sconfiggendolo alle elezioni come i serbi hanno sconfitto Milosevic. Ma, come diceva Rousseau, l’uomo nasce libero e dappertutto è in catene, è nella natura dell’uomo il poter fare ciò che vuole, il poter dire tutto ciò che pensa, e se non condividiamo i mezzi adoperati dagli americani è sommamente condivisibile il fine perseguito, anche se bisognerà stare attenti a certe tentazioni affaristiche. (altro…)

LE BOMBE DEGLI ANARCHICI, LA CATTIVA COSCIENZA DI QUALCUNO

Non vorremmo certo essere nei panni dei gestori di distributori di carburante, che paiono essere diventati – magari per motivi analoghi a quelli per cui taluni pacifisti durante la guerra in Iraq esortavano a boicottare la Esso – il target preferito di questi misteriosi terroristi che si trincerano dietro sigle anarchiche, e al contempo traiamo ancor maggiore motivo di preoccupazione dal fatto che questi anarchici o pseudo tali, decisisi a colpire degli uomini politici, si siano accaniti contro Ignazio Manunza e Mario Diana, due politici che non hanno mai particolarmente brillato ma neppure hanno mai commesso nefandezze, contro i quali nessuno dovrebbe avercela tanto a morte da destinare loro le bombe.
Purtroppo, la pazienza ha un limite per tutti, e questo vale anche per chi ha una visione del mondo improntata a valori di onestà, di giustizia, di solidarietà e di equità, che, magari dopo una vita o svariati anni di impegno nei movimenti studenteschi, nei partiti politici democratici, nei sindacati, per cercare di cambiare o quanto meno migliorare gli aspetti più schifosi di questa società, in particolare per come essi si presentano a Cagliari, non si piega al disincanto del “tanto non cambia niente” e magari mette in conto anche l’opzione di ricorrere a misure estreme, l’opzione terroristica appunto. (altro…)

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IL TRAGICO DECLINO DELL’UNIONE SARDA

Da SardiNews, il mensile (presente anche su Internet) diretto da Giacomo Mameli e finanziato dalla famiglia Grilletti ed altri grossi nomi dell’imprenditoria cagliaritana, certo non morbido nei confronti di Grauso e amici, si apprende che la redazione de “L’UNIONE SARDA” è sempre più in subbuglio per la condotta dell’editore-palazzinaro Sergio Zuncheddu e del direttore forestiero Claudio Mori, dato l’indirizzo censorio impresso alla linea informativa del giornale e l’affidamento dei commenti sulle grandi tematiche di politica interna ed estera ad editorialisti esterni, relegando il grosso dei giornalisti del quotidiano di Viale Regina Elena al mero ruolo di scopiazzatori e assemblatori di notizie di agenzia.
Noi ve l’avevamo detto, cari redattori de “L’UNIONE SARDA”, dissentivate da Grauso, e va bene, avrete pure avuto le vostre ragioni (anche se più d’uno in mala fede c’era), ma credevate, forse, che il nemico che calpesta la libertà di stampa e la dignità professionale dei giornalisti fosse lui, o credevate che Zuncheddu acquistasse “L’UNIONE SARDA” giusto per vantarsi in giro di esserne l’editore, con tutte le cambiali politiche, e non solo politiche, che ha da pagare? (altro…)

QUEL CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON VEDE

La Corte Costituzionale, abbastanza inaspettatamente, ha dichiarato l’incostituzionalità della cosiddetta legge “Lodo Schifani” che prevedeva la sospensione dei dibattimenti penali nei confronti delle persone che rivestissero le cinque più alte cariche dello Stato, affermando che detto provvedimento avrebbe violato il principio di eguaglianza.
Sta bene, anche se, senza scandalo, in molti Paesi europei nostri dirimpettai, primo tra tutti la Francia, una disposizione simile è prevista da tempo (anche Chirac era indagato), e al di là delle ipocrisie, vi sarebbe da chiedere ai soloni che compongono la Corte, in maggioranza di nomina politica (c’è ad esempio l’ex ministro della giustizia del governo di “Mortadella” Prodi, Giovanni Maria Flick, quello che doveva far ispezionare gli uffici giudiziari di Cagliari e non lo ha fatto), se si debba continuare, sanzionando formali violazioni del principio di eguaglianza quale quella da essi ravvisata, a tollerare le continuative e sostanziali violazioni di detto sacro principio che si verificano, nella pratica, quotidianamente nell’azione della magistratura, in particolare con la consuetudine di accelerare certe indagini a seconda che l’interessato sia scomodo, politicamente o per altri motivi, e di far finta di non vedere illeciti spesso mostruosi quando siano addebitabili agli “amici”. (altro…)

CASO UNIONE SARDA, IL GIP VUOLE VEDERCI CHIARO

Dagli ambienti giudiziari di Palermo trapela la notizia che il GIP presso il Tribunale di Palermo, Gioacchino Scaduto, non avrebbe accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal PM Marzia Sabella in ordine al procedimento relativo alle vicissitudini politico-giudiziarie che portarono via a Nicola Grauso il controllo de L’UNIONE SARDA, scaturito da una ponderosa e documentata denuncia dell’ex editore, e avrebbe invece fissato a breve scadenza un’udienza per sentire le ragioni delle parti.
Parrebbe quindi evidente, quanto meno, che il GIP ha ritenuto le allegazioni di Nicola Grauso meritevoli di approfondimento, cosa che, peraltro, abbiamo segnalato da tempo. (altro…)

ADDIO, EMANUELE!

Ultimamente le buone notizie sono davvero numerose, talmente numerose che ci verrebbe da aspettarcene qualcuna di davvero fragorosa, come ad esempio che si sappia finalmente la verità sul caso Melis, che tutto venga dichiarato davanti ai giudici e non rimanga nelle veline del SISDE.
Ma ora non facciamo voli pindarici, la notizia che prendeva corpo già da tempo, e che in parte è direttamente conseguenziale all’irresistibile ascesa di Renato Soru, è quella secondo cui Emanuele Sanna, il tetro segretario regionale del PDS del tempo dell’assalto della magistratura a Grauso, da alcuni chiamato “Il Panda” per le sue fattezze fisiche non proprio da Adone, da altri invece appellato “Il Mandarino” per il suo modo di esercitare il potere nel partito e nelle istituzioni, dopo 25 anni di presenza quasi ininterrotta (non fu eletto solo nella legislatura 1994-1999) non sarà ricandidato al Consiglio Regionale. (altro…)

MAGISTRATURA E POLITICA: E’ ORA DI FARE CHIAREZZA!

Non ci sorprende che, ora che abbiamo ricominciato con rinnovata intensità a disvelare certe censurabili magagne della magistratura cagliaritana, qualcuno perda il proprio ritegno e lasci sul nostro guestbook messaggi pieni di insulti, ma su certe cose non si può, non si deve, assolutamente tacere.
E’ davvero singolare sapere che il procuratore della repubblica Carlo Piana, mentre da un lato si fa con foga promotore del famigerato procedimento ex art. 2409 Cod. Civ. che di fatto ha determinato l’estromissione di Nicola Grauso da tutte le sue attività editoriali (tralasciando ben più importanti indagini, come quella su Volpe 132 o vere indagini sul sequestro Melis), dall’altro lato collabora più o meno attivamente, quale membro del “Comitato Scientifico”, con un sodalizio quale la “Fondazione Luca Raggio”, indiscutibilmente di carattere politico, dominato dalla testa ai piedi dall’onorevole Andrea Raggio e dai suoi congiunti, nonché da altri dirigenti DS; ciò quando, chi non è abbastanza distratto dovrebbe saperlo, l’onorevole Raggio, oggi vicepresidente della Fondazione Banco di Sardegna, è tra i dirigenti del partito di Piero Fassino quello più legato al giro delle Cooperative rosse e, in termini di alleanze interne, a Emanuele Sanna, colui che svolse (ne abbiamo già ampiamente parlato) un ruolo tanto improprio quanto attivo nel caso Unione Sarda per il suo partito e in evidente sinergia con parte della magistratura, e il cui massimo referente nazionale è proprio quel Massimo D’Alema, tetro e baffuto ex premier, che a quanto pare non esitò a recepire entusiasticamente la “candidatura” di Piana a procuratore capo sostenuta, in contrasto con quella di Lombardini, dai vertici regionali del PDS e a “girarla” direttamente a Magistratura Democratica e a un politicizzato CSM. (altro…)

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GIORNALISMO CORTIGIANO E POTERI OCCULTI

Poco più di una settimana fa, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha confermato la decisione, adottata circa due anni fa dall’Ordine di Palermo e in prima istanza annullata per vizi di procedura, di radiare dall’albo dei giornalisti professionisti Antonangelo Liori, direttore de L’UNIONE SARDA negli anni caldi 1996-1999, oggi direttore del quotidiano “Sardigna.com” e recentemente ammesso all’affidamento in prova ai servizi sociali.
Tale determinazione nei confronti di Liori, gratificato, oltre che da qualche processo per reati comuni, da oltre 110 procedimenti per diffamazione su querele di magistrati, politici e colleghi giornalisti, è stata principalmente cagionata dalle decine di sinceri e polemici editoriali che egli dovette redigere, in quel periodo, per controbattere con l’unica arma di cui si disponeva, la libera manifestazione del pensiero, a un vero e proprio superpotere di politici (perlopiù di sinistra) intriganti, clientelari e spesso corrotti, magistrati poco omologati ai sacri precetti costituzionali di indipendenza e imparzialità e giornalisti – concorrenti, ma soprattutto della stessa UNIONE SARDA – in servizio permanente effettivo quali fiancheggiatori dei suddetti politici e magistrati e, talora, quali confidenti di polizia e Procura, il cui fine non sembrava quello di fare con onestà e correttezza, al meglio, il proprio mestiere, quanto quello di schiacciare chiunque dissentisse, chiunque minasse questi assetti di potere, laddove, oltre a pochi magistrati coraggiosi e davvero indipendenti, nell’occhio del ciclone stava ovviamente Nicola Grauso, e con lui Liori che ne dirigeva il quotidiano. (altro…)

UNIONE SARDA: IL CDR HA LA CODA DI PAGLIA

Dopo anni nel corso dei quali la terribile lobby politica, giudiziaria e giornalistica che ammorba la città ha colpito indisturbata a destra e a manca, i soloni del Comitato di Redazione dell’UNIONE SARDA, che tanto hanno contribuito con la loro guerra santa contro Grauso e Liori e con la loro cortigianeria nei confronti dei magistrati a creare questo vomitevole assetto di potere, ci fanno finalmente conoscere, anche a suon di scioperi, la loro realtà rivelata: quel Zuncheddu non è affatto buono, anzi è un fascista, un nemico della libertà di stampa, ci svaluta professionalmente affidando tutti gli editoriali di rilievo a gente che col giornale non ci azzecca e ci riduce a scopiazzare agenzie di stampa o a raccogliere in giro chiacchiere da bar.
Zuncheddu non è affatto un fascista, almeno sul piano economico, se è vero che ha cooperato a lungo e fattivamente con le Cooperative rosse di Andrea Raggio, e comunque i capataz del Cdr dell’UNIONE, dal taccuino della Procura Maria Francesca Chiappe alla pasionaria comunista Maria Paola Masala, ben sapevano che Zuncheddu, se non era massone, era comunque molto vicino alla Massoneria, e che aveva interessi e affetti a destra, vedansi la realizzazione di quella Città Mercato di Santa Gilla il cui staff fu per intero mobilitato a fare campagna per Forza Italia e la compartecipazione a IL FOGLIO insieme alla moglie di Berlusconi. (altro…)

RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEL PM DI PALERMO DELL’ESPOSTO DI GRAUSO SULL’ART. 2409 C.C.

PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI PALERMO
N. 14596/00 R.G.N.R.
RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE
Al Giudice per le indagini preliminari
presso il Tribunale
di Palermo

IL PUBBLICO MINISTERO

Visti gli atti del procedimento suindicato nei confronti di:
1. PIANA Carlo, nato a La Maddalena il 18.07.1934;
2. PISOTTI Gian Giacomo, nato a Sassari il 18.01.1943;
3. PANI Guido, nato a Cagliari il 14.05.1960;
4. MELONI Ricardo, nato a Padria (SS) il 3.04.1937;
5. FARRIS Luigi, nato a Calasetta il 28.11.1948;
6. DESSI’ Giancarlo, nato a Cagliari l’8.02.1962;
7. ZUNCHEDDU Sergio , nato a Brucei (CA) il 4.06.1952;
8. IGNOTI;
9. GRAUSO Nicola, nato a Cagliari il 23.04.1949;
10. TAORMINA Carlo, nato a Roma il 16.12.1940.

sottoposti ad indagini (altro…)

OPPOSIZIONE DI GRAUSO ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEL PM DI PALERMO DELL’ESPOSTO EX ART. 2409 C.C.

TRIBUNALE PENALE DI PALERMO
Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari
Proc.n.14596/00 RGNR

ATTO DI OPPOSIZIONE
AVVERSO RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE
Il sottoscritto:
 Nicola GRAUSO, nato a Cagliari il 23 aprile 1949,
propone opposizione
avverso la richiesta notificata il 29 novembre 2002 con la quale il pubblico ministero presso Codesto Tribunale sollecita l’archiviazione della notizia di reato di cui all’intestato procedimento.
Motivi dell’opposizione.
II A) Gli antefatti.
Con riferimento a quelli che la richiesta di archiviazione qualifica come antefatti, non si comprende quale sia l’atteggiamento del pubblico ministero se, cioè, siano ritenuti infondati o altro. La richiesta di archiviazione, infatti, dopo aver minimizzato tali antefatti ed averli ritenuti conclusivamente neutri è costretta ad ammettere che non solo non si possa escludere ma che appaia anche probabile che il Nuovo Movimento abbia potuto preoccupare gli avversari politici ed ancora che non possa escludersi che le interviste rilasciate dal GRAUSO contro i magistrati in occasione del sequestro di Silvia MELIS e del connesso suicidio del Giudice LOMBARDINI, abbiano potuto irritare i destinatari di quegli attacchi. I soggetti a cui tale stato psicologico si dee riferire sono anche i magistrati di Cagliari. In ogni caso si deve rilevare che: (altro…)

IL CASO UNIONE SARDA

Tra l’agosto e l’ottobre del 1998, nel periodo immediatamente successivo all’esplosione del <<caso Lombardini>>, vi era all’interno dell’UNIONE SARDA, di cui era editore Nichi Grauso, un già notevole livello di tensione tra il direttore, Antonangelo Liori, e una cospicua parte della redazione, in particolare i giornalisti impegnati nel Comitato di Redazione, tutti vicini al PDS; tale livello di tensione, derivante da profondi e continui contrasti tra il direttore e detti giornalisti circa la linea politico-editoriale del quotidiano, divenne infuocato quando partì dalla redazione un improvvido comunicato di solidarietà col Procuratore di Palermo, Giancarlo Caselli, proprio dopo il suicidio di Luigi Lombardini – circa il quale Grauso stigmatizzò asserite responsabilità dei magistrati palermitani con parole di fuoco-, e quando Antonangelo Liori, contro il parere del <<soviet>> insinuato nella redazione del quotidiano, si trasformò in un vero e proprio tribuno contro gli abusi, oltre che della classe politica regionale, della magistratura cagliaritana e palermitana. (altro…)

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Claudio CUGUSI

Classe 1969, già attivo militante della Gioventù liberale, laureatosi brillantemente in giurisprudenza a 22 anni, Claudio Cugusi ha esercitato fin da giovanissimo la professione giornalistica,esordiendo come cronista sportivo della NUOVA SARDEGNA e approdando quindi all’UNIONE SARDA, dove si è occupato di cronaca giudiziaria e politica.
Imparentato alla lontana con Nichi Grauso e a lui molto vicino, Cugusi è stato incriminato nel 1998 per pretese intercettazioni clandestine in concorso con Grauso, sulla base, tra l’altro, di una deposizione al PM Pani del giornalista della NUOVA SARDEGNA Mauro Lissia. (altro…)

Nicola GRAUSO

Classe 1949, laureato in giurisprudenza, subito dopo la laurea, con pochi soldi datigli dal padre, intraprende l’avventura nel settore massmediatico fondando, nel 1976, <<Radiolina>>, la primissima radio libera della Sardegna, a cui farà seguito, di lì a poco, la fondazione anche di <<Videolina>>, la prima televisione libera, iniziando l’avventura nell’etere libero ancor prima di Silvio Berlusconi.
Il grande successo di pubblico, e di raccolta pubblicitaria, delle due emittenti consentirà a Nicola Grauso, detto Nichi, di raggiungere ben presto una solidissima posizione economica e finanziaria, tale da collocarlo tra i maggiori imprenditori sardi, quindi l’espansione del suo gruppo nel settore dei media verrà coronata alla fine degli anni ’80 con l’acquisizione dell’unico quotidiano di Cagliari, L’UNIONE SARDA, precedentemente appartenente al Gruppo Rovelli. (altro…)

Sergio ZUNCHEDDU

Immobiliarista ed editore, nato a Burcei, ma da tempo residente a Milano, è nato imprenditorialmente quale collaboratore di Armandino Corona, ex gran maestro della Massoneria.
Nel settore edilizio, ha collaborato intensamente con le Cooperative Rosse, in particolare per taluni insediamenti a Capoterra. (altro…)

Carlo PIANA

Classe 1934, originario della Maddalena, da una famiglia di ricchi proprietari terrieri, entra giovanissimo in Magistratura ed esordisce come pretore a Iglesias.
Passa quindi al Tribunale di Cagliari, svolgendo varie funzioni nel settore penale, in particolare, per diversi anni, quella di Presidente della Corte d’Assise.
Nel giugno 1997, con l’appoggio della sinistra politica e della magistratura associata [Magistratura Democratica], viene nominato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari; la sua candidatura è preferita a quella di Luigi Lombardini, e intorno alla sua preferenza vi è un forte sospetto che siano prevalsi criteri politici. (altro…)

LO SCUDETTO DEL MILAN

Il campionato di serie A è finito, il Milan è matematicamente campione d’Italia battendo una brutta Roma; stringiamo ancora i denti per qualche domenica, speriamo poche, per rivedere il magico Cagliari in serie A, rivolgiamo un sentito saluto ai grandi ragazzi degli Sconvolts 87 e facciamo i migliori auguri a Massimo Cellino, per tutti, davvero tutti, i fini che egli persegue.
Intanto gli attacchi a Renato Soru proseguono, quel che stupisce piuttosto che da destra da parte di persone che dovrebbero stare a sinistra, perlopiù giornalisti: bene, abbiamo sempre più l’impressione che non perdonino a Renato quella storiaccia dei giornalisti a precariato delle news di Tiscali, e che quindi sia una vendetta corporativa di pennivendoli, ma se certa classe giornalistica non ha più amici, né tra le persone oneste né tra quelle disoneste (vedasi che sta accadendo a quelli del CdR de L’UNIONE SARDA che non vedevano l’ora di disfarsi di Grauso e ora vogliono buttare giù dalla torre anche Zuncheddu) un motivo ci sarà. (altro…)

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STAVOLTA NIENTE CAMPAGNA ELETTORALE PER I MAGISTRATI

Carlo Piana

In occasione delle elezioni regionali del 1999, la magistratura fece una pesantissima campagna elettorale indiretta per far capire come la pensava: la fece contro Nicola Grauso, soprattutto col procedimento ai sensi dell’art. 2409 del Codice civile inteso a portargli via L’UNIONE SARDA (il che accadde dopo le elezioni, con la formale cessione a Sergio Zuncheddu) e con un’infinità di procedimenti penali, molti perdutisi nei gorghi di un Palazzaccio afflitto da montagne di arretrati, che sicuramente nocquero alle fortune elettorali di Grauso.
Avevano ben capito che in quelle elezioni Grauso era l’ago della bilancia, sapevano che la militanza attiva del Nuovo Movimento era rimpolpata da molti ex validi quadri del vecchio PCI (spesso dell’ala più a sinistra, del vecchio “fronte del no” di Pietro Ingrao) che conoscevano quell’area come le loro tasche e ben sapevano come muoversi, paventavano che Grauso, magari più in odio al centrosinistra di Palomba ed Emanuele Sanna che per amore per Berlusconi, avrebbe potuto portare quelle intelligenze e i relativi voti dalla parte del centrodestra sardo. (altro…)

LA SPORCA GUERRA MEDIATICA CONTRO SORU

Il gruppo UNIONE EDITORIALE, santuario del potere massmediatico sardo a fatica contrastato da LA NUOVA SARDEGNA e da SARDEGNA UNO, ben affiancato da una certa lobby trasversale in giornalisti maestri nel farsi servi del padrone di turno, ha deciso inderogabilmente: Mauro Pili (nella foto), benché capo di una coalizione che ha già fatto rissa sulle spartizioni dei posti prima di tirar fuori alcuna idea, benché irredimibilmente vassallo di un Berlusconi autore di imprese neroniane a Villa Certosa, deve assolutamente vincere queste elezioni regionali, e pazienza se, come appare probabile in tal caso, rimedieremmo un’altra legislatura squallida di inazione, di ricatti e di nullafacenza come quella appena spirata.
E deve vincere, Mauro Pili, proprio perché ormai abbiamo imparato a conoscerlo, il ragazzo parlerà pure bene, esternerà pure buoni propositi, ma è assolutamente inadatto a far navigare su mari rassicuranti una barca quale quella della Regione Sardegna affollata di marpioni e di gente che pensa solo a spartirsi il potere, che nell’esistenza di una presidenza che non governi, all’insegna del laissez faire, vede proprio la condicio sine qua non per cui certi potentati, tra cui quello editoriale-edilizio-commerciale di Zuncheddu, ma anche quello non certo meno potente e meno ammanicato delle Cooperative Rosse, continuino a fare i loro porci comodi. (altro…)

RIGURGITI DI FASCISMO IN CAMPAGNA ELETTORALE

Quando mai è successo che in campagna elettorale un editore di testate giornalistiche, televisive o della carta stampata, e dei giornalisti si mettessero a querelare un candidato alle elezioni, dimostrando, ad onta di tutti i diritti che spesso i giornalisti e gli editori si arrogano, di non sapere cosa sia il diritto di critica, e oltre tutto di fatto violando la par condicio e appalesando indebitamente una discesa in campo, che peraltro era già abbastanza chiara, a favore di un altro candidato?

Bene, Zuncheddu e i solerti giornalisti di Videolina, che si sono espressi ieri per bocca del direttore Bepi Anziani, sono arrivati anche a questo, annunciando per giunta la replica del duello tra Mauro Pili e Renato Soru a “Bucce di Banana” per dimostrare la loro pretesa correttezza e, quindi, sputtanare ancor di più il leader di Progetto Sardegna. (altro…)

ZUNCHEDDU, LA FINE SI AVVICINA? SPERIAMO!

Stando alle indiscrezioni pubblicate su SASSARI SERA, il massone Sergio Zuncheddu, costruttore di varie robe ed editore de L’UNIONE SARDA e di VIDEOLINA avrebbe una paura davvero fottuta del ritorno in campo di Nicola Grauso, annunciato per settembre, col suo nuovo quotidiano, IL GIORNALE DI SARDEGNA, che, fatto bene come sarà da una persona che conosce il suo mestiere come Grauso, rischierà di diventare una minaccia mortale per L’UNIONE SARDA, i cui cali di vendite assomigliano sempre più al ridimensionamento di certe bistecche agli estrogeni in padella, e i cui buchi i conti rischiano di diventare voragini.
La strizza del massone Zuncheddu, secondo Pino Careddu, ha peraltro un nome, che non è solo quello di Grauso, ma soprattutto quello di Renato Soru: stando al salace direttore del periodico sassarese, vi sarebbero precise sinergie politico-editoriali tra Grauso e Soru, ex dipendente del primo, e la vittima naturale di una micidiale alleanza tra la potenza ieri imprenditoriale e domani anche politica di Soru e l’immenso know how di cui Grauso dispone per tutto ciò che riguarda i media, dalla carta stampata a internet, sarebbe proprio il massone di Burcei. (altro…)

FACCIAMOCI DEL BENE E MANDIAMO RENATO A VILLA DEVOTO

Con questo articolo entriamo anche noi in “silenzio elettorale” dato che da sabato pomeriggio si vota e quest’anno la tradizionale “pausa di riflessione” sarà domani, venerdì.
Non è il caso che ci ripetiamo molto, abbiamo spiegato più volte perché voteremo Renato Soru e Progetto Sardegna e perché riteniamo opportuno che anche quelli di voi che condividono le nostre maotivazioni esprimano un voto analogo.
Renato Soru è un treno che non possiamo perdere, è l’ultima chance per ridimensionare drasticamente la vecchia classe politica, sia di destra che di sinistra, e portare al centro della sfera di governo della Regione un programma valido, moderno e fattivo che veda al centro l’interesse dei sardi, con la garanzia di venire attuato da una persona capace che sa quel che vuole e sa come realizzarlo. (altro…)

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AND THE WINNER IS …

.. RENATO SORU, naturalmente!!!
Come ci si aspettava ampiamente e nonostante la scaramanzia, i sardi a grande maggioranza hanno consacrato Renato Soru quale primo governatore della Sardegna, non vi è alcun dubbio perché, per quanto gli exit poll possano essere opinabili, la forbice tra Renato e Mauro Pili si mantiene sempre nell’amplissimo margine di dieci punti.
E’ stata una batosta annunciata per il centrodestra, che si è proposto, dietro il volto apparentemente rassicurante di un Mauro Pili che in realtà non conta niente, in tutte le sue fattezze di accrocchio di logge massoniche, di comitati d’affari federati, di smania lottizzatrice della pelle dell’orso non ancora accoppato, ma è stata soprattutto una grande vittoria dei sardi, che finalmente hanno trovato un leader capace di parlare direttamente con loro, al di lādegli schieramenti e dei riti della vecchia politica, e gli hanno dato fiducia. (altro…)

GRANDE VITTORIA DI SORU, BRUCIANTE BATOSTA PER I DS (E CI VOLEVA…)

Esaminando più analiticamente i dati di queste elezioni regionali, per quanto consentono i risultati dello spoglio che giungono con lentezza indiana, emerge un dato chiaro, ossia che Renato Soru, col suo netto 50 per cento di preferenze quale governatore, vale cinque punti in più della coalizione di centrosinistra, ferma al 45 per cento, mentre Mauro Pili, bloccato sul 40 per cento, vale quattro punti in meno del centrodestra, attestato al 44 per cento.
Significa, forse, che molti elettori, facendo uso della facoltà del “voto disgiunto”, pur esprimendo un voto di centrodestra hanno inteso premiare Soru in quanto ritenuto più capace di Pili? Noi non crediamo, una simile valutazione sarebbe ingiuriosa per il valore politico e umano di Mauro che è uno che vale molto di più della sua coalizione, anche se è possibile che quella parte dell’elettorato di centrodestra più sensibile a quelle istanze di cambiamento più trasversali e avvertite da tutti abbia inteso premiare Soru presidente ad onta dell’evidente conservatorismo del centrodestra rispetto a una vicenda governativa, quella della legislatura appena morta, tutt’altro che encomiabile. (altro…)

LA CADUTA DEGLI DEI: DS COME IL PSI DI 20 ANNI FA

Coi tempi che corrono, il bollito segretario regionale dei DS Renato Cugini (nella foto), uomo di Emanuele Sanna e avversario non troppo occulto di Renato Soru, può già ringraziare di essere, dinanzi alla caduta di tanti vip a destra e a sinistra, riuscito a conservare il suo seggio in Gallura: i tempi del grande PCI degli anni Ottanta sono davvero lontani e, pur considerando il notevole successo di una Rifondazione Comunista dove la componente vicina a Luigi Cogodi si è confermata la più forte, i DS sono scesi oggi a una percentuale davvero infima, 13 per cento, più o meno come il PSI craxiano degli anni d’oro, per il quale però tale percentuale era miracolosa, mentre per i diessini, che si piccano di rappresentare il PSE in Italia e quindi anche in Sardegna, è da bancarotta.
E il dato è ancora più interessante se si considera la situazione del collegio di Cagliari, quello che a noi maggiormente interessa, quello elettoralmente più significativo, dove è vero che ce la fa Silvio Cherchi, presidente di Legacoop e uomo di Andrea Raggio (e se non ce fa faceva lui, con la campagna capillare che ha fatto …), ma gli altri due eletti sono un uomo di Democratzia, e quindi molto vicino a Renato Soru, come Nazzareno Pacifico, e un esponente della società civile quale l’avvocato sindaco di Sarroch Tore Mattana. (altro…)

LA CADUTA DEL REGIME: ZUNCHEDDU E PIANA SEMPRE PIU’ SOLI

La grande, magica vittoria di Renato Soru alle elezioni regionali assomiglia davvero all’inizio di quel cambio di regime che tutti ci attendevamo, a quell’impiego su vasta scala di una ramazza, richiesta, azionata e utilizzata dagli elettori, che fino a ieri si poteva immaginare solo in mano a Fisietto, l’eroe dell’omonimo simpaticissimo fumetto cagliaritano (i cui autori, è facile capirlo, sono filoSoru al 1000 per cento) e che oggi, invece, è una realtà.
Sparisce metà dell’indecente Consiglio regionale uscente, in molti torneranno mesti a fare i lavoretti qualsiasi che facevano prima di darsi alla politica, altri finalmente andranno davvero in pensione, certe componenti politiche deleterie a destra e a sinistra sono letteralmente sparite: dissoltasi in Forza Italia l’ala più vicina alla Massoneria (eccetto, forse, Claudia Lombardo, il cui padre è massone apparso nei famosi elenchi de LA NUOVA SARDEGNA del 1993), bruciati in AN Edoardo Usai ed Emilio Pani, esponenti della combriccola maggiormente fautrice di buon vicinato con certi potentati, nei DS i consiglieri rappresentativi del gruppo Sanna-Raggio assommano appena a due, il bollitissimo segretario Renato Cugini, riempito di merda da Renato Soru che tanto disprezzava, e il presidente di Legacoop Silvio Cherchi, sul quale malignano che la federazione cagliaritana dei DS l’abbia fatta apposta a predisporre una lista oscena, tra l’altro prendendo in giro valide militanti donne piazzandole capilista del nulla e riproponendoci per l’ennesima volta personaggi invisi al popolo e alla base del partito come Carlo Ciotti, per favorirne, evidentemente in base ai diktat di Raggio, l’elezione a tutti i costi. (altro…)

BRAVO PANI, DA UOMINI COSI’ I DS POSSONO RIPARTIRE

E’ stata una piacevole sorpresa, stamattina, sfogliare LA NUOVA SARDEGNA e trovarvi un’intervista a Pietro Pani, già segretario cittadino dei DS (fatto fuori su richiesta di Andrea Raggio) e oggi responsabile culturale della federazione cagliaritana della Quercia, che ha mostrato, in pratica, di condividere tutte le nostre analisi sul perché del flop elettorale del partito di Fassino a Cagliari e in Sardegna e sulla situazione interna della formazione politica.
Pani, militante che viene da una durissima gavetta di dirigente della disciolta Federazione Giovanile Comunista Italiana e che ha il merito di aver messo in gioco a suo tempo la propria carriera pur di non sottostare ai diktat degli Andrea Raggio e degli Emanuele Sanna (che, in mancanza di meglio, grazie alla defunta giunta Masala piazza oggi nella dirigenza dell’aeroporto di Alghero, previa spartizione con AN, gente che con la città catalana non c’entra niente), ha stigmatizzato senza remore il fatto che la dirigenza del suo partito, a incominciare dal bollitissimo, impresentabile segretario regionale Renato Sanna-Raggio, ehm Renato Cugini, è apparsa remare contro Renato Soru, anziché sostenerlo entusiasticamente come ha invece fatto la maggioranza del popolo sardo e dello stesso elettorato cagliaritano, tradizionalmente di destra, e ha messo il dito sulla piaga ricordando ai cugini, ai fratelli e ai legacoop che Soru, con la lista di Progetto Sardegna, non ha sempliceente soffiato voti ai DS, ma ha portato alle urne gente di sinistra che altrimenti non ci sarebbe andata, che la Quercia non aveva le forze per mobilitare da sola, come un tempo quando i massimi dirigenti si chiamavano Luigi Cogodi, Benedetto Barranu, Gesuino Muledda, tutta gente coi controcoglioni, mica dei Cugini, dei Cherchi, dei Ciotti qualsiasi. (altro…)

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ORA BASTA: PIANA SE NE VADA!!!

La grande vittoria di Renato Soru, alla faccia di quanti lo detestano più a sinistra che a destra, e il crollo della vecchia classe politica che ha coinciso con questo evento epocale per la storia della Sardegna democratica, non deve far dimenticare ai cagliaritani e ai sardi l’esigenza di continuare a lavorare perché, assieme al ramo politico, crollino definitivamente gli altri rami della lobby che negli ultimi cinque anni almeno, ma anche prima, ha paralizzato lo sviluppo civile, economico e sociale della città, ossia il ramo editoriale e quello giudiziario.
Quanto al ramo editoriale, lo abbiamo già detto, esso è rappresentato principalmente da Sergio Zuncheddu, la cui posizione preminente è comunque destinata a durare ben poco, e la cui attuale linea, forse già mutata, di sostegno incondizionato alla lobby dovrà ora fare i conti, specie dopo la batosta elettorale, coi bilanci, essendo destinata inevitabilmente a mutare. (altro…)

SUPERRENATO AVANTI TUTTA: E QUALCUNO CI RESTO DI M….

SuperRenato ha fatto capire con solare chiarezza, alla faccia di chi, dalle colonne dell’ancor per poco unico quotidiano di Cagliari, invocava il suo “indietro tutta”, che col cavolo si fa retromarcia: avanti tutta, invece, sono stato eletto per disturbare “qualcuno” (leggansi le lobby di potere contro cui questo sito, tra l’altro, è intitolato) e lo farò, quello che è accaduto sullo e-government ne è la dimostrazione, ed è solo l’inizio.
Ci riferiamo, ovviamente, alla gazzarra scatenata soprattutto dall’ala Sanna-Raggio dei DS e dal giornale di Zuncheddu, quando occorre sempre pronto fiancheggiatore dei soliti noti, all’esito della decisione di Renato Soru di avocare alla Presidenza della Giunta le competenze sull’informatizzazione dell’amministrazione pubblica in Sardegna, sottraendole all’Assessorato agli Affari Generali, guidato da Massimo Dadea, politico di lungo corso, sicuramente onesto, ma pur sempre legato a un certo Emanuele Sanna … per cui no si sciri mai. (altro…)

1999-2004: DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Il 1 ottobre, stando ai manifesti che campeggiano in tutta Cagliari, i sardi troveranno finalmente in edicola una grossa novità: IL GIORNALE DI SARDEGNA, che segna il ritorno all’editoria dopo cinque lunghissimi anni di Nicola Grauso, con una testata di sapore antico abbinata a un progetto grafico ed editoriale modernissimo, quale solo chi ha portato Internet nelle case di tutti gli italiani poteva realizzare.
Il nuovo quotidiano finalmente verrà a colmare il vuoto, profondo come la Fossa delle Marianne, che ha lasciato ciò che era L’UNIONE SARDA allorquando Grauso fu costretto a cederla a Zuncheddu: un giornale che colpiva a 360 gradi, tendenzialmente più benevolo con la destra che con la sinistra (ma si ricorderà come Antonangelo Liori non risparmiasse invettive anche a certi esponenti di Forza Italia) e implacabilmente critico nei confronti della magistratura politicizzata e organica a certe lobbies di potere, dalla parte del cittadino vessato dai potenti e assolutamente libero. (altro…)

DOMANI TUTTI IN EDICOLA …

… ma non a comprare come al solito L’Unione Sarda o, come ogni tanto, La Nuova Sardegna!!!
Domani esce IL GIORNALE DI SARDEGNA, che finalmente sancisce, dopo cinque anni e oltre di forzosa assenza, il ritorno di Nicola Grauso nell’arengo dell’editoria regionale. Il nuovo quotidiano, con un formato tipo tabloid a quanto pare ispirato a quello dello spagnolo EL PAIS anziché al nostrano LA REPUBBLICA, recupera un’antichissima testata ottocentesca, preesistente alla stessa UNIONE SARDA, e si preannuncia molto interessante, non solo perché verrà a colmare il “buco” determinato dall’orientamento pianacentrico e diessecentrico di questi anni de LA NUOVA SARDEGNA e, con un bel po’ di occhiate a destra, de L’UNIONE SARDA, non solo perché sarà sicuramente un prodotto di qualità- al riguardo il nome di Grauso è una garanzia – ma anche per il nome del direttore, Antonio Cipriani, preparatissimo giornalista d’inchiesta di estrazione comunista (si è formato ne L’UNITA’ insieme al fratello, Gianni Cipriani, autore di innumerevoli saggi su P2, criminalità organizzata, servizi segreti deviati e dintorni), un personaggio che certo non si chiama a dirigere un giornale se si ha intenzione di fare un quotidiano “seduto”, come è stata in questi anni L’UNIONE SARDA. (altro…)

MAGISTRATI AMMALATI DI “CORSITE” … MAGARI E’ TUTTO IN REGOLA, MA CONTROLLAR NON NUOCE …

Era solo un problema momentaneo, oppure una ristrutturazione: ieri mattina avevamo segnalato che il sito ABCLex non era più raggiungibile online, e sembrava una vera e propria cancellazione, poiché perfino il dominio sembrava essere stato posto in vendita da Energit, che lo ha registrato; oggi il sito è regolarmente ricomparso con tutto il suo contenuto originario compreso quello, un po’ imbarazzante forse, contenente l’elenco dei docenti al corso di preparazione all’esame di avvocato (tariffa: 900 euro in aula, 600 euro online), laddove, a fianco di illustri avvocati, alcuni dei quali notoriamente massoni (come del resto il professor Bruno Troisi, anni fa “denunciato” da LA NUOVA SARDEGNA come massone “in sonno” della loggia “Sardegna”, la stessa di Giorgio Corona e di altri docenti universitari), apparivano come docenti, destinati quindi a stare gomito a gomito con detti legali e quindi a poi ritrovarseli nel lavoro di tutti i giorni, cinque magistrati cagliaritani: Gian Giacomo Pisotti, presidente della sezione civile del Tribunale; Vincenzo Amato, attuale giudice fallimentare; Giovanni La Rocca, giudice civile della neo istituita sezione “obbligazioni e contratti”; Paolo De Angelis e Mario Marchetti, sostituti procuratori, il primo della DDA e altresì impegnato sul fronte dell’antiterrorismo.
Il file con l’elenco dei docenti è sempre reperibile QUI. (altro…)

mostra i 3 titoli successivi

SORU BLOCCA LA “CITTADELLA”: BRAVO!

La giunta regionale presieduta da Renato Soru, coerentemente ai propri orientamenti contrari ai “mostri” edilizi e commerciali, è andata dritta per la sua strada e ha sospeso il parere favorevole già emesso all’edificazione della “Cittadella della Moda”, un mastodontico centro commerciale, forse tra i più grandi d’Europa nelle previsioni, che doveva sorgere (ed è in gran parte già sorto come strutture) alla periferia nord di Sestu, ai margini del vecchio percorso della “Carlo Felice”.
La mossa di Soru è stata accolta quasi con un’ovazione dai commercianti, che ovviamente avversavano la nuova struttura per le pesanti ricadute negative che avrebbe causato alle botteghe “tradizionali”, già in gran parte costrette alla chiusura o a lavorare in perdita. (altro…)

RENATO SCUOTE CAGLIARI: TORNA LA LEGALITA’!!!

Imperterrito, con la forza tranquilla di chi sa di avere ragione e di avere i sardi onesti dalla sua parte, Renato Soru va avanti come un bulldozer sulla strada della salvaguardia del rispetto della legge tutela del territorio, della salvaguardia degli assetti commerciali, della lotta ai “mostri” edilizi e commerciali.
Dopo aver intimato lo stop alla “Cittadella della moda” di Sestu, Soru ha chiesto a Gualtiero Cualbu, rappresentante di quella Coimpresa che intende realizzare, mai fermata dall’ignavia delle passate amministrazioni regionali, provinciali e comunali zeppe di massoni, un megaquartiere di lusso proprio sopra la necropoli punica di Tuvixeddu e i resti della città giudicale di Santa Igia, la rinuncia alla costruzione della mostruosa sopraelevata che dovrebbe portare al nuovo quartiere. (altro…)

E ANCHE A DESTRA QUALCOSA SI MUOVE …

Se nel centrosinistra qualcuno ha il coraggio di ribellarsi alla logica dei candidati scelti dall’alto, come Gianni Loy e Tonino Serra, anche a destra c’è qualcuno che non scherza per niente, nonostante qualcuno ancora non lo prenda sul serio.
Si tratta di Giandomenico Sabiu, consigliere comunale di AN, giovane avvocato cresciuto nell’organizzazione giovanile del vecchio MSI che ha scelto, da esponente della destra sociale, di dare un taglio alla difficile convivenza con certi personaggi del suo partito organici al 100 per cento a certo deteriore sistema di potere cagliaritano e, soprattutto, all’acquiescenza nei confronti della linea politico-amministrativa della giunta comunale guidata dal sindaco Emilio Floris. (altro…)