Argomento: SADDAM HUSSEIN
Articoli su questo argomento (20):
TERRORISMO: ORA SPUNTANO PURE GLI NTA
QUANDO VIENE L’ORA DI ANDARSENE
CAGLIARI, CITTA’ GOVERNATA DALLA MAGISTRATOCRAZIA
CAGLIARI E’ CAMBIATA … E NON GRAZIE AI COMUNISTI!
A ZUNCHEDDU GLI RODE …
MUSICA NUOVA IN CUCINA!
QUEL CONSERVATORE CHE NON VUOLE LA GUERRA
LA LIBERTA’ DEGLI IRACHENI E QUELLA NOSTRA
MA VERAMENTE HA VINTO LA LIBERTA’?
ALMENO GLI AMERICANI FANNO SEMPRE GIUSTIZIA
NUOVO ATTENTATO A DECIMOMANNU, NUOVA CAZZATA A ROMA
TERRORISTI FUORI DI TESTA …
IRAQ, COME PRIMA, PEGGIO DI PRIMA …
C’E’ DEL MARCIO IN LIBIA: CONTRO QUESTE COSE NON SCIOPERATE?
LA P2, USTICA, L’ELICOTTERO E ALTRE STORIE
GLADIO E VOLPE 132 …C’E’ ANCORA TANTO DA SCAVARE …
VOLPE 132 – LUCINA – ALGERIA: LA CINA E’ VICINA, PIU’ DI [..]
VOLPE 132: QUALCHE GREMBIULINO LA SA LUNGA …
NON NE VALE LA PENA!!! VIA DALL’IRAQ!!!
IL CINESE NEL COMPUTER
TERRORISMO: ORA SPUNTANO PURE GLI NTA
Adesso bisogna decisamente iniziare a preoccuparsi: nella galassia terrorismo, si è oggi fatta viva in Sardegna una sigla già nota, i Nuclei Territoriali Antimperialisti, operante soprattutto in Friuli avendo quale obiettivo privilegiato tutto ciò che riguarda la NATO, che ha inviato sia al quotidiano IL PICCOLO di Trieste, sia alla UNIONE SARDA, una lettera dai contenuti farneticanti piena di accuse e di minacce soprattutto contro il presidente USA George W. Bush.
Come decifrare quest’ennesimo segnale di vita del terrorismo, con una galassia di sigle disparate, più o meno attendibili, che risulta sempre più variegata, e con obiettivi e finalità sempre più indecifrabili, tanto sono estesi i target a 360 gradi? (altro…)
QUANDO VIENE L’ORA DI ANDARSENE
Che abbia ragione o no, e i precedenti non depongono certo a suo favore, Saddam Hussein sa bene che l’unica soluzione adeguata per evitare una seconda guerra del Golfo, da cui, nonostante ogni buona e umanitaria volontà statunitense, deriverebbe un nuovo bagno di sangue per il suo martoriato Paese – dato che la superiorità americana è schiacciante – è abbandonare il potere e andare volontariamente in esilio, magari protetto (e verosimilmente dorato), come ha proposto Marco Pannella, e senza strascichi davanti al Tribunale Penale Internazionale, di cui, specie poiché la procuratrice è una svizzera accanita seguace degli eroici PM di Mani Pulite, con permesso ci fidiamo poco.
Che abbia ragione o no, e i precedenti non depongono certo a suo favore, Carlo Piana, procuratore di Cagliari, sa bene che l’unica soluzione alle piaghe che hanno martoriato la credibilità della giustizia cagliaritana, facendole esercitare ruoli impropri quale addirittura quello di determinare l’assetto dell’informazione, sono le sue immediate dimissioni, magari col trasferimento in una sede prestigiosa, volendo anche Milano – dopo il pensionamento di D’Ambrosio la procura del capoluogo lombardo è ancora scoperta – ma dove non abbia più nulla a che fare, né in termini di influenza né in termini di gestione diretta, con gli affari giudiziari cagliaritani. (altro…)
CAGLIARI, CITTA’ GOVERNATA DALLA MAGISTRATOCRAZIA
Tante persone, che non parlano perché non vogliono peccare di protagonismo o perché tengono famiglia, serbano un ricordo molto nitido della chiarezza di visione che animava Luigi Lombardini quanto ai programmi da attuare, nella lotta al crimine, qualora fosse diventato procuratore capo; in particolare, Lombardini aveva individuato il punto debole nella lotta al crimine organizzato, presente anche in Sardegna nelle sue propaggini dedite al riciclaggio di denaro sporco e al reinvestimento nella droga, nell’assenza di una seria politica in tema di misure di prevenzione, laddove colpire i boss mafiosi e criminali nei loro patrimoni, quanto a imbalsamarne l’operatività, diviene più importante anche di sbatterli in galera.
Prospettava quindi, Lombardini, di agire per l’applicazione a tappeto della legge Rognoni-La Torre per le verifiche sui patrimoni sospetti, con particolare riferimento a taluni imprenditori, e per attivare se del caso le opportune misure di prevenzione, soprattutto in termini di confisca di beni, se riscontrati provento del riciclaggio di denaro sporco. (altro…)
CAGLIARI E’ CAMBIATA … E NON GRAZIE AI COMUNISTI!
Per chiunque è palpabile come negli ultimi anni la nostra Cagliari, che chi ha memoria storica ricorda come una città estremamente provinciale dal centro storico degradato, coi cumuli di spazzatura per le strade, con periferie squallide da fare invidia al famigerato Bronx, sia sempre più diventata una città bella e moderna, tanto da reggere il confronto, nel suo piccolo, con la metropoli mediterranea che più le è simile, la grande sorella catalana Barcellona, modernissima e al contempo così carica di storia e di bellezze.
Per questa trasformazione, tale da non far riconoscere più (e con piacere) l’aspetto della città, non potremo mai finire di ringraziare la grande amministrazione del senatore avvocato Mariano Delogu, così come non possiamo fare a meno di notare il ruolo positivo svolto dalle attuali amministrazioni, quella comunale del dottor Emilio Floris, e quella provinciale del dottor Sandro Balletto. (altro…)
A ZUNCHEDDU GLI RODE …
Dicono che il signor Zuncheddu Sergio, editore de L’UNIONE SARDA, sia incazzato con noi per quel che scriviamo sul suo conto, sul conto de L’UNIONE SARDA, sul conto di quell’ala della Massoneria a cui lui è sicuramente molto vicino, sul conto dei magistrati che lui gradisce.
Il signor Zuncheddu ha ben poco da incazzarsi: quello che scriviamo quasi quotidianamente è davanti agli occhi di tutti, e a tutt’oggi, nonostante le acrobazie dialettiche di certi consulenti tecnici, non si è riusciti a trovare uno straccio di prova provata che la società editrice de L’UNIONE SARDA dei tempi di Grauso fosse veramente gravata da una sola lira di quei ponderosi debiti che invece Pisotti, Amato e Tamponi hanno quantificato nella bellezza di lire 42 miliardi, con ordinanza redatta in tempi record tanto da far dubitare su una decisione “precotta” prima della camera di consiglio. (altro…)
MUSICA NUOVA IN CUCINA!
Non c’è che dire, il signor Zuncheddu Sergio da Burcei il mestiere di censore di regime lo sa fare proprio bene, poiché, con L’UNIONE SARDA o meglio con ciò a cui ha ridotto il quotidiano di Cagliari, non ha avuto difficoltà, all’unisono con LA NUOVA SARDEGNA, a passare quasi sotto silenzio la sentenza, e le relative motivazioni, con cui la Corte d’Appello di Cagliari ha di fatto gettato nel cestino, con la fallimentare e scriteriata indagine della Procura distrettuale di Cagliari sui pretesi rapitori di Silvia Melis, anche il parallelo processo palermitano, gestito stancamente da una locale Procura che ha cose ben più importanti e fondate di cui occuparsi.
E’ quasi ovvio e scontato dire che, con questo scempio giudiziario favorito dalla disinvoltura di una sequestrata e di suo padre e dall’incredibile condotta degli inquirenti, magistrati e organi di polizia, si è di fatto cagionata la morte di un magistrato come Luigi Lombardini (si potrà poi disquisire tra omicidio volontario, preterintenzionale, colposo, istigazione o aiuto al suicidio o semplice mobbing, ma la sostanza è questa), si è demolita la credibilità di un imprenditore, Nicola Grauso, che era ammirato da tutti in Sardegna per quanto aveva saputo costruire dal nulla, mettendocisi di traverso alle sue iniziative politiche non proprio favorevoli alle nomenklature di sinistra ma anche di destra, si sono determinati tanti, indefiniti “effetti collaterali” in danno di magistrati, avvocati, semplici cittadini. (altro…)
QUEL CONSERVATORE CHE NON VUOLE LA GUERRA
Ci capita spesso, ultimamente, di andare “off topic”, fuori tema, come si dice nel gergo dei Newsgroups, ma lo stato delle problematiche relative alla giustizia in Sardegna e a Cagliari è talmente deplorevole, con certa magistratura e tutti coloro che le tengono bordone (in particolare la stampa) che rappresenta un vero muro di gomma dinanzi a ogni accusa, pur documentata, e ad ogni spinta al cambiamento.
Non nascondiamo che anche noi ci stiamo un po’ stufando e preferiamo attendere gli eventi, che non potranno essere arginati per l’eternità, sicché pensiamo sia comprensibile che in questo cruciale momento storico ci venga spontaneo soffermarci su altri gravi problemi, quali la situazione irachena e i rischi, sempre più gravi nonostante gli appelli del Papa alla pace, di una replica della Guerra del Golfo. (altro…)
LA LIBERTA’ DEGLI IRACHENI E QUELLA NOSTRA
La nostra opinione sulla guerra è nota e non ce ne pentiamo, ma a cose fatte occorre guardare soprattutto ai risultati, e ciò che emerge è che gli USA sono riusciti a portare a termine le operazioni militari riducendo al massimo il numero di vittime civili, che un regime odioso è caduto e che tutti abbiamo visto le commoventi scene degli iracheni pieni di gioia per aver riacquistato una libertà pur difficile da gestire.
Questo è ciò che alla fine conta, la libertà; sarebbe stato infinitamente meglio se gli iracheni, come i serbi, fossero stati messi in grado di effettuare il ricambio con gli strumenti della democrazia, e che quindi avessero potuto cacciare Saddam Hussein sconfiggendolo alle elezioni come i serbi hanno sconfitto Milosevic. Ma, come diceva Rousseau, l’uomo nasce libero e dappertutto è in catene, è nella natura dell’uomo il poter fare ciò che vuole, il poter dire tutto ciò che pensa, e se non condividiamo i mezzi adoperati dagli americani è sommamente condivisibile il fine perseguito, anche se bisognerà stare attenti a certe tentazioni affaristiche. (altro…)
MA VERAMENTE HA VINTO LA LIBERTA’?
Gli Abrams americani sono entrati ieri nel centro di Baghdad trovando la città completamente vuota da qualsiasi rappresentante del regime di Saddam Hussein, dal Rais in persona all’ultimo degli impiegatucci pubblici, e in compenso piena dei soliti “cuor di leone” che hanno il coraggio di imprecare contro il dittatore, e di demolirne le statue, solo quando non è più pericoloso farlo, per giunta, a differenza delle pagine gloriose della caduta del comunismo nell’Europa orientale, dovendo ricorrere all’aiuto dei carri armati stranieri; le scene di ieri, tanto enfatizzate dai pennivendoli in cerca di facili emozioni da vendere al pubblico, non ricordavano certo la caduta del Muro di Berlino, propiziata proprio da colui che reggeva l’Impero (Gorbaciov) e riconosceva il suo superamento, ricordavano tremendamente, invece, il pecorume riversatosi sulle strade italiane all’alba del 25 luglio 1943, quando il Re, non loro, cacciò il Duce, e i coraggiosi che avevano avversato Mussolini quando “le masse” erano tutte a belare e a fare “Eia Eia Alalà” per lui erano in esilio, o al confino, o erano stati assassinati.
Non c’è regime totalitario, che dir si voglia, che possa resistere alla collera popolare, e se dev’essere un invasore straniero, per quanto democratico come l’America di Bush o la Gran Bretagna di Blair, a portare la libertà, fuori da un mandato ONU, oltre che dinanzi a una palese violazione della legalità internazionale (atteso che su quello che era il casus belli, ossia il preteso possesso iracheno di armi di distruzione di massa, non è stato fornito uno straccio di prova genuina), la situazione dà adito a sollevare ben più di un dubbio. (altro…)
ALMENO GLI AMERICANI FANNO SEMPRE GIUSTIZIA
Giusta o sbagliata, legale o illegale che sia stata, sul piano del diritto internazionale e dell’opportunità, l’invasione dell’Iraq da parte delle forze angloamericane, ieri la partita con Saddam Hussein, non certo il peggior tiranno della storia, ma comunque un governante abietto e sanguinario, è stata chiusa, e in modo finalmente conforme a quella che è la missione storica, di giustizia e libertà, della grande nazione americana; l’ex rais è stato acchiappato senza colpo ferire nel suo ultimo rifugio, una topaia della sua città natale, Tikrit, e a quanto pare non verrà giustiziato sommariamente, come accadde a Nicolae Ceausescu in Romania e a tanti altri tiranni della stessa risma, bensì subirà un regolare processo, verosimilmente ad opera di un tribunale iracheno o di una corte internazionale da costituirsi ad hoc, visto che gli USA non riconoscono il Tribunale Penale Internazionale.
La guerriglia ancora impazza in Iraq, ma il risultato dell’azione americana nella zona è comunque, anche solo per questo fatto, pienamente positiva, e noi, che abbiamo a suo tempo aspramente criticato la legittimità dell’invasione dell’Iraq, non possiamo che esprimere apprezzamento per il modo in cui è stato posto mano alla problematica irachena, con minimo numero di morti civili e militari, senza alcun abbandonarsi a vendette tanto per vendicarsi – come invece spesso fanno israeliani e palestinesi reciprocamente – nel pieno rispetto dei principi di civiltà e di umanità per quanto ciò sia possibile in occasione di una guerra. (altro…)
NUOVO ATTENTATO A DECIMOMANNU, NUOVA CAZZATA A ROMA
Ieri c’è stato l’ennesimo attentato, rivendicato dai soliti anarchici, a un distributore di benzina di Decimomannu, di proprietà di Pietro Melis, già vittima di analogo attentato a un altro distributore di sua proprietà ad Assemini.
Nella sua follia, la strategia di questi attentati sembra chiara: si colpisce la distribuzione di benzina, e quindi dei derivati del petrolio, in chiave di attacco contro chi, secondo le tesi di certi pacifisti, avrebbe voluto la guerra in Iraq esclusivamente per il petrolio, per mettere le mani sulle enormi risorse petrolifere del paese già tiranneggiato da Saddam Hussein; un filone motivazionale che rimanda, quindi, a problematiche internazionali piuttosto che interne, sul solco dell’asse portante delle rivendicazioni dei No Global, nei quali da tempo molti analisti e un largo settore dell’opinione pubblica individuano il brodo di coltura del nuovo terrorismo. (altro…)
TERRORISTI FUORI DI TESTA …
Singolari questi terroristi iracheni, che liberassero Stefio, Cupertino e Agliana senza fare inutili ricatti, che il popolo italiano è contro la guerra si sa, che Berlusconi debba mantenere un rapporto stretto con Bush per mancanza di alleati in Europa (a parte, paradossalmente, uno come Blair che dovrebbe essere più vicino ai DS) è un altro problema; casomai, che gruppi islamici che erano i primi a dover essere liberati dal tiranno anticlericale Saddam Hussein siano così ostili all’occidente deve far riflettere.
Ascoltando le cronache dall’Iraq di Franco Di Mare, pensiamo che di giornalisti come lui, che non prendono parte per nessuno ma non fanno sconti a nessuno, ce ne vorrebbero molti di più: un raro pezzo di BBC (per giunta senza l’aplomb spesso fastidioso degli inglesi) dentro una Rai dove è combattimento tra galli tra presidente e direttore generale. (altro…)
IRAQ, COME PRIMA, PEGGIO DI PRIMA …
Dopo le agghiaccianti denunce sulle torture praticate da personale militare americano e inglese su prigionieri iracheni, circa le quali Bush e Blair, cascando dal pero, hanno preso le distanze con compunta ipocrisia, è ora la commissione ONU sulle detenzioni illegittime a sollevare seri dubbi sul fatto che l’amministrazione americana in Iraq non rispetti il patto ONU, non consentendo a prigionieri iracheni, spesso prelevati direttamente nelle loro case, di poter comparire davanti a un tribunale per scaricarsi delle accuse.
Insomma, starebbero violando il più essenziale dei diritti, lo habeas corpus, ciò che gli anglosassoni secolarmente hanno inteso voler insegnare a noi “latini” spesso più inclini alle dittatore per poi smentirsi clamorosamente. (altro…)
C’E’ DEL MARCIO IN LIBIA: CONTRO QUESTE COSE NON SCIOPERATE?
Molte delle ragioni dello sciopero dei magistrati di ieri erano pienamente condivisibili: enormi carenze strutturali, e un disegno di riforma dell’ordinamento giudiziario che, anziché affrontare il vero nocciolo dei problemi, ossia l’inesistenza di veri controlli sull’operato dei singoli, vuole gerarchizzare e burocratizzare tutto riportandoci all’Ottocento.
Tuttavia, la magistratura, per quanto ci riguarda quella cagliaritana, difficilmente potrà conquistarsi piena legittimazione agli occhi dell’opinione pubblica, nell’attuare queste forme di protesta definite “eversive” da qualche esponente della maggioranza, se non facendosi un serio esame di coscienza quanto alle condotte antidoverose che avvengono al proprio interno. (altro…)
LA P2, USTICA, L’ELICOTTERO E ALTRE STORIE
Nelle indagini sulla strage di Ustica, che hanno impegnato la procura di Roma e in particolare il giudice Rosario Priore per quasi un quarto di secolo tra infiniti depistaggi, una delle tesi formulate fin dall’inizio, e che si rivelerà poi la più congruente ad una verosimile ricostruzione dei fatti, fu quella per cui dietro la caduta del DC9, che si tentò di far passare per cedimento strutturale e che emerse poi doversi verosimilmente all’essere stato l’aereo colpito da un missile, vi sarebbero stati intrighi internazionali, giocati nel nostro Paese, coinvolgenti interessi libici.
Al riguardo, l’ex magistrato Carlo Palermo, in un suo libello molto documentato, formulò la tesi per cui il DC9 dell’Itavia abbattuto sarebbe servito, come lo squalo col pesce pilota, per occultare il volo di un aereo fantasma, probabilmente del SISMI, che stava trasportando dalla Svizzera verso la Libia il noto terrorista palestinese Abu Abbas, già mandante del sequestro della Achille Lauro, a lungo foraggiato da Gheddafi e quindi da Saddam Hussein, tanto è vero che dopo l’invasione americana dell’Iraq verrà arrestato a Baghdad, ulteriormente scortato da due MIG libici; il DC9, e con esso uno dei MIG che fu poi trovato sui monti della Sila, secondo Palermo sarebbe stato verosimilmente abbattuto da forze alleate, americane o francesi, che sapevano che sull’aereo fantasma si sarebbe trovato quel terrorista. (altro…)
GLADIO E VOLPE 132 …C’E’ ANCORA TANTO DA SCAVARE …
Sembra che i nostri articoli sul caso “Volpe 132”, che poi non contengono chissà quali clamorose rivelazioni, ma solo un tentativo di lettura ragionata, per quanto inquietante, di cose che si sanno già stia suscitando un morboso interesse da parte di utenti imperscrutabili statunitensi e israeliani, forse riconducibili a qualche servizio di intelligence interessato a capire se vi fosse coincidenza tra gli assassini che tirarono giù l’elicottero con a bordo i piloti della GdF Gianfranco Deriu e Fabrizio Sedda e quelli, spesso dipinti come “patrioti”, che massacrano coi mezzi più subdoli tanti innocenti figli di David; analogo interesse pare ci sia da parte di qualche investigatore cagliaritano, ma poiché nel nostro sito quasi tutte le utenze pubbliche sono “bannate” (eccetto la Rai e poche altre), dovranno soddisfare la loro curiosità collegandosi da casa.
Forse occorre suggerire a chi vuole approfondire come si deve la vicenda di sondare adeguatamente i possibili collegamenti tra la stessa e le schegge impazzite dell’organizzazione Stay Behind, meglio nota come Gladio, in Sardegna (dove, non dimentichiamolo, vi era la base di addestramento segreta di Capo Marrargiu), laddove detta struttura, fortemente compenetrata com’era dalla P2 e dalla massoneria deviata in generale (tra i motivi della scissione della “Gran Loggia Regolare” vi fu l’intendimento di Giuliano Di Bernardo di espellere dal Grande Oriente i numerosi “gladiatori” che vi risultavano iscritti), per un verso non si era rassegnata alla smobilitazione ingenerata dalla sgradevole scoperta delle “carte” di Aldo Moro nel covo BR di via Monte Nevoso, a Milano, e imposta da Giulio Andreotti in contrasto con l’allora presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, e col direttore del Sismi ammiraglio Martini, per altro verso conservava un inestimabile patrimonio di legami internazionali che non si limitavano ad ambienti militari e di intelligence stranieri rientranti tra i nostri alleati (come quelli degli Stati Uniti), ma che spaziavano molto pericolosamente, e in armonia con la linea filoaraba del Sismi, nel Medio Oriente, presso entità terroristiche quali quelle palestinesi che, secondo l’apprezzamento molto soggettivo di taluni, sarebbero quasi patriottiche. (altro…)
VOLPE 132 – LUCINA – ALGERIA: LA CINA E’ VICINA, PIU’ DI QUANTO SI POSSA CREDERE
I rapporti di cooperazione tra l’Algeria, resasi indipendente dalla Francia negli anni ’60, e la Repubblica Popolare Cinese sono molto più antichi e organici di quanto la distanza culturale tra questi due mondi potrebbe far pensare.
Fin dalle origini e dal regime di Ben Bella rapidamente sostituito da quello di Houarì Boumedien, la Cina si è contraddistinta, con Cuba e l’Unione Sovietica, per l’offerta al “popolo algerino” di materia prima alimentare, in particolare grano e zucchero, a prezzi “politici”, in ausilio a una “rivoluzione” che tutti questi Paesi comunisti intendevano incoraggiare, non senza un atteggiamento molto sornione della Francia di De Gaulle che praticava una politica estera molto articolata e proprio in quegli anni usciva dalla NATO. (altro…)
VOLPE 132: QUALCHE GREMBIULINO LA SA LUNGA …
Il tenore di certe reazioni, a metà tra l’indignato e il protettivo nei confronti di certi magistrati che le stanno tentando di tutte per nascondere la verità (ribadiamo che non ci riferiamo al dottor Guido Pani, che in mezzo a mille depistaggi ha fatto quel che ha potuto), provenienti puntualmente e univocamente dagli ambienti della Massoneria cagliaritana, anche da quelli che credevamo più “puliti” e meno coinvolti in certi “giri”, ci fanno comprendere che, sulla ricostruzione delle premesse che portarono alla tragedia di Volpe 132, la stiamo azzeccando in pieno, e forse dello stesso parere, ahiloro, sono anche gli utenti cinesi (di Stato) e algerini che hanno frequentato copiosi questo sito negli ultimi giorni.
Ci sono pochi dubbi, ormai, sia sul fatto che fosse il “Lucina” la nave vista da testimoni oculari nei pressi di Capo Ferrato (non di Capo Carbonara come i depistatori del SISMI, aiutati da qualche magistrato, hanno inizialmente tentato di dare a bere) pochi istanti prima che l’elicottero Agusta A 109 “Volpe 132”, con a bordo gli elicotteristi della Guardia di Finanza Gianfranco Deriu e Fabrizio Sedda, esplodesse incredibilmente in cielo, e che tale nave, come suggerito (in relazione alla tragedia del luglio 1994, che ne vide l’intero equipaggio sgozzato nei pressi di Algeri) da una fonte informativa legata ai servizi segreti britannici, fosse impegnata in un ingente trasporto d’armi, destinate a settori del potere pubblico algerino, venendo perciò assalita dagli integralisti islamici. (altro…)
NON NE VALE LA PENA!!! VIA DALL’IRAQ!!!
La tragedia di Londra, che mai era stata colpita al cuore così gravemente dai tempi della Seconda guerra mondiale, e le risposte dei politici, per primo il premier britannico Blair, che insistono sulla “fermezza” senza dare rassicurazioni che non vi saranno più perdite di vite umane, militari e civili, pongono ormai l’imperativo categorico di una immediata riconsiderazione dell’opportunità della presenza occidentale in Iraq.
E’ inutile girarci intorno, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna sono giunti in armi in Iraq senza l’avallo di risoluzioni dell’ONU, né della NATO, con la contrarietà risoluta di ben tre membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – Francia, Russia e Cina – in buona sostanza come una forza di occupazione, e si ha un bel dire che il fine giustificava i mezzi, che vi era da abbattere l’odiosa tirannide di Saddam Hussein, giacché, ragionando su questo terreno, si fa esattamente il gioco di Al Qaeda, per la quale il fine giustifica i mezzi nel contrastare con questo infame terrorismo le forze occidentali che ritiene solamente “crociate”, e che si sente in diritto di alzare il tiro “giustiziando” perfino l’ambasciatore di un paese arabo moderato come l’Egitto, colpevole di dialogare con l’Occidente. (altro…)
IL CINESE NEL COMPUTER
Da qualche giorno il nostro sito è interessato dalle visite di utenti il cui interesse primario non è certo sapere cosa ne pensiamo del sequestro Melis, o del procuratore Carlo Piana, o di qualsiasi altra quisquilia inerente l’amministrazione della giustizia in Sardegna.
Ci riferiamo alla frequente presenza di visitatori cinesi, che utilizzano utenze riconducibili ad entità statali o, da ultimo, perfino a visitatori provenienti dal Sudan, da quel paese in cui vi è da tempo un distaccamento dell’esercito cinese che attira rifornimenti di armi da capogiro. (altro…)