Argomento: ROBERTO CASTELLI
Articoli su questo argomento (54):
6. CONSIDERAZIONI FINALI
SURACE SOLLEVA IL “LEGITTIMO SOSPETTO” SULL’ITALIA
MAGISTRATI MAFIOSI? NO, MA POCO LIBERI SI …
DELITTO E CASTIGO: SAREBBE ORA, MINISTRO CASTELLI
BASTA CON GLI ABUSI DELLA CUSTODIA CAUTELARE!!!
BASTA CON LE CHIACCHIERE: TRASFERIRE D’UFFICIO I GIUDICI INCOMPATIBILI!!!
I CONTI DI CARLO PIANA, PROCURATORE IN SMOBILITAZIONE
CASTELLI DICE BASTA CON LE INCOMPATIBILITA’
INCOMPATIBILI RAUS!
CASTELLI APRE SULL’AMNISTIA
MA VE NE VOLETE ANDARE O NO?
SPUTTANATI!!!
INCOMPATIBILITA’, L’UNIONE SARDA TACE, LA PADANIA DA LA PAROLA A GRA [..]
INCOMPATIBILITA’, IN PRINCIPIO FU VIOLANTE
SCANDALOSA “UNIONE SARDA”, MEGLIO “LA PADANIA”
NON RIELEGGETE I PARLAMENTARI IGNAVI!
INCOMPATIBILITA’: LA PILATO NON SE NE LAVA LE MANI
IL NOSTRO SONDAGGIO SUL TERRORISMO: NO GLOBAL NELL’OCCHIO DEL CICLONE
E POI DICONO CHE LA CIRAMI SERVE SOLO A BERLUSCONI…
NON TOCCATE IL TRIBUNALE DI LANUSEI (E LA PILATO SI STUDI LA GEOGRAFIA)
TRAMONTANO AMNISTIA E INDULTO, MA QUALCOSA SI PUO’ ANCORA FARE
GLI ISPETTORI A CAGLIARI?
I PM INCOMPATIBILI DI PALERMO, DELOGU VUOLE VEDERCI CHIARO
INCOMPATIBILITA’, NON ABBASSIAMO LA GUARDIA: VOGLIAMO UNA MAGISTRATURA PIU [..]
NEL CUORE DI CAGLIARI UN PALAZZO ESTRANEO
IL NOSTRO SONDAGGIO CONFERMA: BASTA CON LE INCOMPATIBILITA’!
CAGLIARI, CITTA’ GOVERNATA DALLA MAGISTRATOCRAZIA
LO STALINISMO, MALATTIA SENILE DEI MAGISTRATI ROSSI
NON SARA’ UN GRANCHE’, MA E’ GIA’ QUALCOSA
CHI CONCEDE LA GRAZIA?
MD CAMBIA REGISTRO … ANCHE A CAGLIARI?
BERLUSCONI REGALA VOTI AL CENTROSINISTRA
CASO MELIS, LA VERITA’ SI AVVICINA
DI NUOVO TOGHE NERE AL RITO OTTOCENTESCO
BERLUSCONI E’ ALLA FRUTTA: MORIREMO COMUNISTI?
BERLUSCONI REGALA IL GOVERNO AL CENTROSINISTRA
APRILE 1997: LOMBARDINI NON DEVE PASSARE
FASCISTIZZATI NO, MA NEPPURE STALINISTI!
SEI INDIPENDENTE? NON FARE IL MAGISTRATO!
LA NOTTE DELLA GIUSTIZIA
IMPUNITA’ E MISTERI SARDO-LIBICI
E HANNO ANCORA IL CORAGGIO DI PREDICARE …
GIORNALISMO CORTIGIANO E POTERI OCCULTI
BOMBA A FRONGIA, CSM SOLITA TESTA DURA
PRIMA RICHIESTA DI RIMESSIONE DI GRAUSO NEL PROCESSO ALIQUO’
GLI STIPENDI DEI MAGISTRATI
MAGISTRATURA: L’ACCENTRAMENTO E’ UN RISCHIO
CSM: NEANCHE QUESTA VOLTA CI SIAMO!!!
MA LO VOLETE PROPRIO FAR MORIRE IN GALERA?
SE LA GIUSTIZIA E’ UN AFFARE DI FAMIGLIA …
6. CONSIDERAZIONI FINALI
Al termine della ricostruzione storica che abbiamo tentato di svolgere col massimo di precisione e meticolosità possibile, non possiamo che concludere che una micidiale sinergia tra quella magistratura (oggi dominante in città) di simpatie <<progressiste>> e gli interessi politici ed economici di comunisti e postcomunisti, difesi con le unghie e con i denti, esiste eccome, e si connota come vincolo associativo avente la potenza di una vera e propria macchina bellica, capace di annientare e distruggere chiunque si frapponga a questo assetto di potere: non si vede, altrimenti, come potrebbero essere interpretati avvertimenti come quello fatto nel 1999 a Nichi Grauso da Emanuele Sanna, allora segretario regionale del PDS, che prometteva a Grauso la fine dei suoi guai giudiziari se avesse venduto l’UNIONE SARDA, o ancora come quello dell’assessore regionale all’Industria Mario Pinna, nel 1997, sempre a Nichi Grauso: <<Chi tocca il PDS si spezza i denti>> con corollario per Grauso di noti guai giudiziari. (altro…)
SURACE SOLLEVA IL “LEGITTIMO SOSPETTO” SULL’ITALIA
Ricorderete, anche se noi non ne abbiamo parlato prima, il caso che interessò Stefano Surace, il giornalista di origine napoletana il quale, emigrato a Parigi fin dai primi anni Settanta, tornato recentemente in Italia si vide contestare, inaspettatamente, alcune condanne per diffamazione a mezzo stampa per un ammontare complessivo di ben due anni e mezzo di reclusione, appioppategli in contumacia senza che neanche fosse stato citato in giudizio e venne rinchiuso in carcere.
Al vergognoso caso che riguardò il giornalista, inizialmente seguito solamente dai Radicali, si interessarono pure la Federazione nazionale della stampa e vari esponenti politici “minori”, fin quando, riteniamo a mero titolo di compromesso, il competente giudice di sorveglianza concesse a Surace di scontare la condanna agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Napoli. (altro…)
MAGISTRATI MAFIOSI? NO, MA POCO LIBERI SI …
Una banda di mafiosi? Forse le opinioni prevalenti dei visitatori che rispondono al nostro sondaggio sui magistrati di Cagliari sono un po’ drastiche, visto che, sintetizzata all’estrema, la nozione dell’associazione mafiosa che fornisce il codice penale è quella di una congrega di individui che si approffittano, per commettere reati, del timore emanato dal loro vincolo associativo e dalla conseguente omertà.
Che tutti i magistrati cagliaritani, tra i quali abbondano persone intelligenti, serie, oneste e preparate, che lavorano nel silenzio senza dare interviste, mettersi in mostra, ordinare eclatanti blitz, siano parte, o complici, di un simile sodalizio non ci sentiremmo di sottoscriverlo: molti di essi, anzi, sono delle vittime, poiché oggi i magistrati non sono quelli dell’Ottocento, non sono i nobili o i proprietari terrieri di allora, perlopiù vivono del proprio stipendio e la bandiera che devono alzare, quando vi siano situazioni di rischio, è fatalmente quella italianissima del “tengo famiglia”. (altro…)
DELITTO E CASTIGO: SAREBBE ORA, MINISTRO CASTELLI
Ci fa piacere che il ministro della Giustizia, Castelli ingegner Roberto, dopo un avvio piuttosto incerto abbia finalmente tirato fuori le unghie e, dopo aver richiesto il trasferimento per “incompatibilità ambientale” del Procuratore di Perugia Nicola Miriano, un magistrato che pare avesse alquanto in simpatia gli amministratori locali “rossi” dell’Umbria post-terremoto e che aveva remore a procedere sulla vicenda delle intercettazioni taroccate della Boccassini ai danni di Squillante e Misiani per non dare un dispiacere al buon Gerardo D’Ambrosio, si è rifiutato di controfirmare la delibera del Consiglio Superiore della Magistratura con cui si intende nominare un certo magistrato, di cui ci sfugge il nome, a procuratore capo di Bergamo, nonostante una scandalosa incompatibilità parentale con un fratello, presidente di sezione del tribunale della città orobica.
Forse Castelli sta finalmente inaugurando il ripristino del principio per cui, anche per i magistrati, la legge è uguale per tutti, per cui le sanzioni di natura disciplinare, tendenzialmente dure e vessatorie ma applicando le quali il C.S.M. ha sempre fatto figli e figliastri, si applicano a tutti in modo eguale per comportamenti eguali, quindi ad esempio a Miriano come a Pintus (laddove peraltro gli addebiti, pretestuosi e perfino incostituzionali, mossi al secondo sono un niente rispetto a quanto il primo avrebbe combinato), e che le incompatibilità tra magistrati, e tra magistrati ed avvocati previste dagli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario non si “interpretano”, sono legge e si applicano e basta (temiamo che all’onesto presidente del Tribunale di Cagliari, il comunista Porcella, verrebbe un infarto dopo quanto ha fatto per salvare la faccia del “Palazzaccio” spostando tutti i magistrati incompatibili dal civile al penale, e viceversa, ma omettendo di fare ciò che avrebbe dovuto fare per rispettare la legge, ossia chiedere al C.S.M. di disporne il trasferimento d’ufficio). (altro…)
BASTA CON GLI ABUSI DELLA CUSTODIA CAUTELARE!!!
Napoli, 16 nov. – (Adnkronos) – ”Come liberale credo dell’indipendenza della magistratura, se adotta dei provvedimenti devo supporre abbia delle motivazioni”. Lo ha detto, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di una cerimonia militare a Napoli, il ministro della Difesa Antonio Martino commentando l’arresto di alcuni esponenti No global. ”Sono contrario, sempre come liberale -ha aggiunto Martino- alla custodia cautelare, se non in casi eccezionali. Sono contrario sia quando la cosa riguarda avversari, che quanto riguarda persone potenzialmente amiche perche’ la custodia cautelare -ha aggiunto il ministro- significa tenere in galera una persona che per la Costituzione e’ innocente fino a che non sara’ dimostrato il contrario”.
Le parole del ministro Martino, uno dei rari politici italiani, con Vittorio Sgarbi e pochi altri, a cui nessuna appartenenza di schieramento toglierà mai l’autonomia di giudizio, sono veramente da incorniciare, ed evidenziano, al di là di anticipazioni di giudizio sulle iniziative della Procura di Cosenza prima di conoscere appieno gli atti dell’inchiesta (sulla quale, comunque, le nostre perplessità sono enormi, specie per l’applicazione di norme di stampo fascista): l’abuso della custodia cautelare, vizio duro a morire della magistratura italiana.
Per quanto ci riguarda, quando leggiamo sul Televideo o sui vari organi di informazione di tutti questi eclatanti blitz, qualunque reato riguardino, con immancabile attuazione di raffiche di arresti contro decine di persone, ci viene il mal di stomaco, e il paragone che ci nasce spontaneo è quello con le indistinte retate dei nazisti quando acchiappavano masse di partigiani per attuare la rappresaglia di rigore, in proporzione di dieci a uno, ogni qualvolta qualche soldato o ufficiale tedesco veniva accoppato. (altro…)
BASTA CON LE CHIACCHIERE: TRASFERIRE D’UFFICIO I GIUDICI INCOMPATIBILI!!!
Non c’è peggior sordo di quello che non vuol sentire, e così sono nella pressoché totalità i magistrati cagliaritani sul problema delle incompatibilità parentali (e di quello, che però ha minor rilievo numerico, delle incompatibilità per permanenza ultradecennale in uno stesso ufficio), sia quelli direttamente e personalmente interessati (sono molti) che talora fanno semplicemente gli gnorri e talora hanno, come la dottoressa Corradini, la faccia tosta di difendersi attaccando e propiziando mozioni di censura nei confronti de L’UNIONE SARDA di Grauso e Liori quando parlava quotidianamente del problema, sia quelli che dal problema sarebbero estranei, ma per il solito sciagurato corporativismo tendono a difendere i colleghi solo in quanto colleghi; e certo non si concorre ad attenuare la loro sordità, se anche l’ordine degli avvocati si occupa del problema solo sporadicamente, magari per interessi individuali, e se LA NUOVA SARDEGNA, organo neanche troppo ufficioso della Procura (pare soprattutto di De Angelis per interposto Mauro Lissia), e l’UNIONE SARDA di oggi, quotidiano che affronta i problemi scottanti semplicemente non parlandone (quando ne parla è solo per “far fuori” gli avversari, come per il presidente Balletto e l’assessore Zirone, avversari di chi sta dietro il buon Zuncheddu), tengono sulla questione un silenzio di tomba.
E del resto, tutto ciò è umanamente comprensibile: credete forse che il dottor Carlo Piana, additato per la sua incompatibilità col figlio Paolo, che per qualche mese è stato addirittura suo sostituto, il dottor Guido Pani, anch’egli in una situazione poco opportuna quanto al suo rapporto con l’ex GIP e attuale presidente di sezione penale Michele Jacono (suo zio, o suo cugino come si è detto al Consiglio Superiore della Magistratura?), il dottor Vincenzo Amato, poco compatibile con la sorella Daniela già giudice di sezione penale e oggi GIP, e il dottor Ignazio Tamponi, cugino di altra giudice civile che non ricordiamo se fosse Maria Sechi (moglie del PM Alessandro Pili) o Donatella Satta, abbiano fatto il diavolo a quattro col famigerato art. 2409 del codice civile, per sfilare via a Nicola Grauso L’UNIONE SARDA rimanendo del tutto asettici rispetto alle brutte figure che il quotidiano allora diretto dal rimpianto Antonangelo Liori faceva fare loro per la storia delle incompatibilità? (altro…)
I CONTI DI CARLO PIANA, PROCURATORE IN SMOBILITAZIONE
Forse le sue responsabilità dirette sono ridotte all’osso nel totale fallimento delle indagini di Mura, Ganassi, Pagliei e altri sul caso Melis, sta di fatto che probabilmente la clamorosa sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Cagliari il 20 dicembre scorso incentiverà ancor di più il dottor Piana, procuratore distrettuale, nei suoi intendimenti, esternati da tempo nel “giro” degli addetti ai lavori, di abbandonare anzitempo la guida di questa turbolenta Procura distrettuale che, piena di pasticcioni e di gente avventata com’è, ha compromesso grandemente la sua immagine di magistrato di assoluta autorevolezza e di incondizionata unanime stima, per il solo fatto di guidarla, essendo riuscito forse, da ultimo, nell’evitare che i suoi sostituti facessero troppe fesserie, ma non riuscendo mai a controllare appieno la situazione.
Sfumata l’ipotesi Milano, di una candidatura alla locale Procura al posto del pensionato Gerardo D’Ambrosio, dato che il procuratore pare non abbia intenzione di spostarsi dalla Sardegna, rimane l’ipotesi primaria che Piana intenda salire, o meglio scendere, al secondo piano del Palazzaccio, sulla poltrona di Procuratore generale, e tuttavia ciò richiede che sia primariamente promosso l’attuale Procuratore generale Vittorio Antonini, che però ha proposto la propria candidatura alla Procura generale di Roma senza grosse chances di spuntarla, vedendosi sbarrata la strada da un candidato potente quale l’attuale procuratore capo della capitale Salvatore Vecchione. (altro…)
CASTELLI DICE BASTA CON LE INCOMPATIBILITA’
Basta con le incompatibilità parentali tra magistrati e tra magistrati e avvocati!!!
Il ministro della giustizia Roberto Castelli, dandosi finalmente una svegliata forse perché vi è un caso eclatante che coinvolge una città della “Padania”, Bergamo, ha finalmente ribadito con forza il principio che sconcezze come quelle di marito e moglie magistrati in uno stesso ufficio giudiziario, o avvocati figli di magistrati operanti in uno stesso foro, devono terminare.
Il guardasigilli è intervenuto, come evidenziato, su un caso relativo agli uffici giudiziari di Bergamo, precisamente sulla nomina a procuratore capo della città orobica di tale Galizzi, che il CSM propugna non arroganza e alla quale Castelli non ha dato il placet, a causa della smaccata incompatibilità del magistrato con un fratello presidente di sezione presso il locale Tribunale; Castelli ha ricordato che, negli intendimenti originari coevi alla costituzione del CSM, le deroghe agli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario, che contemplano i casi di incompatibilità, dovevano considerarsi “eccezionali”, e ha evidenziato che, sul problema delle incompatibilità, si attende collaborazione dal CSM, altrimenti dovrà procedere per via legislativa. (altro…)
INCOMPATIBILI RAUS!
Il ministro Castelli, dopo un lungo periodo di apprendistato, sta forse finalmente inquadrando nella loro vera luce, spesso fosca, i problemi del pianeta giustizia, ed ha avuto modo di cozzare contro la resistenza corporativa del Consiglio Superiore della Magistratura in ordine al tentativo del suddetto organo di autosgoverno dei giudici e dei PM di designare alla carica di procuratore della repubblica di Bergamo il magistrato Galizzi, nonostante l’esistenza di una smaccata incompatibilità parentale di costui con un fratello, che è già presidente di sezione presso il tribunale orobico.
Castelli ha tentato di ricondurre la lettera degli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario, che regolano i casi di incompatibilità di magistrati prossimi congiunti all’interno di uno stesso ufficio giudiziario e di magistrati con avvocati che esercitino presso lo stesso foro, a ciò che essa realmente dice, al di là di interpretazioni arbitrariamente estensive: non conta se i magistrati, o magistrato e avvocato, tra loro imparentati, facciano penale o civile, il parametro di riferimento è il singolo ufficio giudiziario nella sua interezza, e deroghe non sono ammissibili se non in casi eccezionali. (altro…)
CASTELLI APRE SULL’AMNISTIA
Forse il ministro Castelli, che pure ha ricevuto da noi non poche critiche, è un attento lettore di MALA IUSTITIA CARALITANA – saremmo curiosi di sapere chi si nasconde, potrebbe essere anche qualche uomo di governo, dietro il dominio proxy.rupa.it, appartenente alla Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione, con cui il nostro sito viene spesso visitato – forse è semplicemente il fatto che il leader della lega Umberto Bossi, consultando la sua situazione penale, ha constatato che tra una cosa e l’altra non ha molto da stare tranquillo, e perlopiù in relazione ai soliti reati di opinione elevati a reati di terrorismo ed eversione.
Sta di fatto che, dopo la netta e lodevole presa di posizione sul problema delle incompatibilità dei magistrati, il guardasigilli leghista, modificando precedenti opinioni nettamente contrarie, ha fatto sapere di essere favorevole, piuttosto che all’indulto, all’amnistia, raccogliendo il plauso delle opposizioni di sinistra, oltre che dei centristi della sua maggioranza. (altro…)
MA VE NE VOLETE ANDARE O NO?
Il quotidiano milanese IL GIORNALE, trattando oggi della problematica delle incompatibilità parentali tra magistrati e tra magistrati e avvocati, ha ritenuto naturale citare per primo, come esempio emblematico delle degenerazioni esistenti al riguardo, il caso di Cagliari, dove di casi analoghi a quelli dei fratelli Galizzi, l’uno presidente di sezione del Tribunale di Bergamo e l’altro designato dal Consiglio Superiore della Magistratura alla carica di procuratore capo di quella città, ce ne sono almeno una ventina, tutti irrisolti da quasi quattro anni, nonostante le puntuali denunce de L’UNIONE SARDA, quando era ancora un giornale e non l’odierna cartaccia da pacchi zuncheddiana, e di Nicola Grauso.
Il Palazzaccio di piazza Repubblica continua a fare scuola in senso negativo ben oltre i confini dell’isola, laddove il problema delle incompatibilità si rivela tanto odioso da smuovere perfino coscienze che si ritenevano sopite, come quelle di Magistratura Democratica, che ha preso una posizione molto netta contro il fenomeno, e dello stesso C.S.M., dove il consigliere Spangher ha evidenziato con chiarezza che sono imminenti verifiche a tappeto, e che il presente Consiglio superiore non intende addossarsi responsabilità non proprie, con ciò prendendo, neppur troppo velatamente, le distanze dalla scorsa, sciagurata consiliatura, nel corso della quale gli esposti sui magistrati cagliaritani incompatibili furono archiviati in modo vergognosamente sbrigativo. (altro…)
SPUTTANATI!!!
Questa volta si sono accorti di averla fatta proprio grossa, con la loro inerzia, il loro silenzio, la loro arroganza su una situazione di illegalità sistematica e diffusa in ordine alla quale era prima o poi prevedibile che si abbattesse la scure di un ministro della giustizia con un minimo di scrupolo e obiettività, certo non del compagno Diliberto la cui cassaforte finanziaria Cooperativa Cento era sotto la scure delle indagini del dottor De Angelis, né del compagno Fassino che ha sempre l’aria di uno che non sa dove diavolo si trova e perché diavolo ci si trova.
Sulla questione delle infinite e innumerevoli incompatibilità parentali, per coniugio o parentela tra loro o con avvocati dello stesso foro, i magistrati cagliaritani sono stati, stavolta, definitivamente sputtanati, senza possibilità alcuna di una ritirata onorevole, che avrebbero potuto attuare ben prima, e poco conta che le denunce, che si collocano nell’ambito di quella “caccia agli incompatibili” che il caso Galizzi e le prese di posizione del ministro Castelli e di taluni esponenti del C.S.M. hanno ormai scatenato in tutta Italia, siano state pubblicate da IL GIORNALE, che però è pur sempre il quarto quotidiano nazionale per numero di lettori, e da LA PADANIA, organo di partito certo non letto in Sardegna, e non certo sul foglio di censura zuncheddiana UNIONE SARDA, tanto meno sullo House Organ della Procura di Cagliari LA NUOVA SARDEGNA. (altro…)
INCOMPATIBILITA’, L’UNIONE SARDA TACE, LA PADANIA DA LA PAROLA A GRAUSO
Dopo che tanti personaggi autorevoli, tra cui da ultimo l’ex ministro della giustizia Filippo Mancuso e il consigliere laico del C.S.M. Giorgio Spangher, hanno preso posizioni favorevoli alle iniziative del ministro della giustizia Roberto Castelli sul tema delle incompatibilità parentali dei magistrati, e tra magistrati ed avvocati, “LA PADANIA”, il quotidiano della Lega Nord, partito del ministro, ospita oggi nelle sue colonne un intervento di Nicola Grauso sul tema delle incompatibilità negli uffici giudiziari di Cagliari, già trattato ieri alla pagina 3 del quotidiano milanese “IL GIORNALE”.
Nel suo breve intervento, Grauso rievoca lo sfortunato esito delle sue iniziative di quasi quattro anni fa, quando inoltrò al C.S.M. un corposo esposto inerente alle situazioni di incompatibilità, oltre venti, esistenti a Cagliari, che fu rigettato in blocco con motivazioni pretestuose, ricorda la proditoria iniziativa della dottoressa Corradini intesa a ottenere dal C.S.M. la “censura” de L’UNIONE SARDA nell’epoca in cui la stessa sollevava la questione delle incompatibilità e si sofferma diffusamente sull’argomento. (altro…)
INCOMPATIBILITA’, IN PRINCIPIO FU VIOLANTE
Il ministro della giustizia Roberto Castelli, al quale l’essere un ingegnere ha stavolta giovato ispirandogli precisione e rigore di argomenti, ha decisamente colto nel segno, traendo spunto dallo scontro istituzionale che lo ha contrapposto al Consiglio Superiore della Magistratura sulla nomina a procuratore di Bergamo dell'”incompatibile” dottor Galizzi, ed evidenziando che, dietro quella che si voleva dipingere come una contrapposizione di natura politica, si celava invece la doverosa opposizione dello stesso ministro al tentativo di nomina di quel magistrato nonostante la smaccata incompatibilità parentale col fratello, presidente di sezione presso il Tribunale di Bergamo; come è noto, Castelli ha puntualizzato che conta ben poco che dei due fratelli uno svolga funzioni civili e l’altro sia destinato a funzioni penali, poiché deve essere rispettata la lettera della legge, che fa riferimento, quanto all’incompatibilità a sedi e uffici giudiziari nel loro complesso, senza distinzioni, poiché le interferenze tra civile e penale sono, in realtà sistematiche.
Consensi sono giunti a Castelli, spiace constatarlo, solo da esponenti della Casa delle Libertà da Gaetano Pecorella e Luigi Bobbio, rispettivamente di Forza Italia e di AN e rispettivamente presidenti della commissione giustizia alla Camera e al Senato, e da Nicola Buccico, consigliere “laico” del Consiglio Superiore della Magistratura in quota AN, già destinato alla presidenza del parlamentino dei magistrati poi “bruciato” dall’inciucio trasversale tra i “togati”, compresi quelli di Magistratura Indipendente, e i laici del centrosinistra per eleggere Virginio Rognoni. (altro…)
SCANDALOSA “UNIONE SARDA”, MEGLIO “LA PADANIA”
La dottoressa Marzia Sabella, PM di Palermo che allo stato ha chiesto l’archiviazione delle denunce di Nicola Grauso a carico di Carlo Piana, Guido Pani e Gian Giacomo Pisotti sul “caso UNIONE SARDA”, e soprattutto il GIP di Palermo che dovrà decidere al riguardo, potranno trarre utilissimi elementi di valutazione osservando il comportamento che in questi giorni, in cui il Ministro Castelli, ripreso da numerosi quotidiani nazionali, ha sollevato con clamore il problema delle incompatibilità parentali tra magistrati e tra magistrati ed avvocati, ha tenuto il foglio zuncheddiano di censura L’UNIONE SARDA, che pure, sotto la ben diversa gestione di Grauso e Liori, aveva dedicato ampio spazio al problema.
Essendo costoro ormai i lacché della magistratura cagliaritana, hanno osservato la consueta linea, ossia censura totale, manco una parola, mentre IL GIORNALE e LA PADANIA riempivano pagine intere con lo sterminato elenco dei magistrati incompatibili di casa nostra e stigmatizzavano i casi più scandalosi, come quello di Piana padre e Piana figlio, ma evidentemente a Cagliari, secondo i nostri eroi de L’UNIONE SARDA che credono di essere ancora un giornale perché quattro imbecilli di terroristi li degnano di qualche (criminale) attenzione, è del tutto normale che babbo e figlio lavorino nello stesso Palazzo di giustizia, ringraziando Dio che nel frattempo i “vecchi” della dinastia Massidda siano andati in pensione lasciando solo i giovani; accidenti, ma perfino presso le Poste, dove ci sono molte meno responsabilità, e conseguenti doveri di immagine, che in magistratura, la deteriore prassi della cessione dei posti ai figli quanto meno presupponeva che il babbo, prima dell’assunzione del figlio, se ne andasse in pensione! (altro…)
NON RIELEGGETE I PARLAMENTARI IGNAVI!
E’ davvero incredibile che Nicola Grauso, che fino a poco meno di quattro anni fa aveva una posizione dominante nell’informazione sarda col controllo de L’UNIONE SARDA, di VIDEOLINA e di TCS, media poi tutti ceduti a Sergio Zuncheddu per i motivi ben noti soprattutto a Carlo Piana, Guido Pani e Gian Giacomo Pisotti, oggi, per dire la sua su quello stesso argomento, le incompatibilità parentali dei magistrati, la cui trattazione aveva inciso non poco nell’atteggiamento vessatorio della magistratura nei suoi confronti, debba farsi ospitare da un quotidiano di partito, e di un partito regionale del Nord come la Lega, quale LA PADANIA, che in realtà, a dire il vero, già dal caso Lombardini ha seguito con molta attenzione e anche con una certa obiettività le vicende sarde.
Comprendiamo LA NUOVA SARDEGNA, il cui orientamento è arcinoto, ma non L’UNIONE SARDA, che benché passato dalle mani di un editore puro come Grauso a quelle di un “immobiliarista” (i cattivi direbbero “palazzinaro”) legato sia alla Massoneria che alle cooperative rosse come Sergio Zuncheddu, è pur sempre l’unico quotidiano di Cagliari e, poiché l’informazione prima di essere un diritto è un dovere per chi rivesta un ruolo così importante, dovrebbe, DEVE dare conto di certe vicende, come quella delle incompatibilità dei magistrati sollevata con clamore dal ministro Castelli, sulla quale invece non ha scritto una sola sillaba; e comprendiamo poco anche i politici sardi, i quali, al di là di alcune iniziative estemporanee di Gianfranco Anedda e di Giampaolo Nuvoli, si sono totalmente disinteressati delle problematiche che riguardano il modo in cui a Cagliari la giustizia funziona e viene amministrata, ci fa cadere le braccia che Grauso, per dire la sua, debba ricorrere a un quotidiano il cui “direttore politico” è Umberto Bossi, il Senatur, che come ministro e parlamentare certo rappresenta la nazione, ma è pur sempre nato a Cassano Magnago, Varese, e tendenzialmente qualunque parlamentare sardo dovrebbe occuparsi dei problemi della giustizia cagliaritana più di quanto se ne debba occupare lui. (altro…)
INCOMPATIBILITA’: LA PILATO NON SE NE LAVA LE MANI
Sarebbe commovente, se non risultasse in realtà vomitevole, l’accanita ostinazione di Fiorella Pilato, la demolitrice di Baia delle Ginestre (indebitamente, come ha sancito la Suprema Corte) nel negare l’evidenza, nel ribadire – sulla base degli stantii criteri che il ministro Castelli ha ribadito dover essere superati – che i casi di incompatibilità parentale dei magistrati a Cagliari sarebbero risolti, nel mettere la mano sul fuoco quanto a escludere ogni interferenza reciproca tra colleghi che svolgono diverse funzioni nel Tribunale o in Procura.
La signora Pilato, comunista della più bell’acqua di fede granitica quanto quella di Kim Jong Il, si è rifatta agli attacchi che, secondo lei, sarebbero stati arrecati alla magistratura cagliaritana da IL GIORNALE e da LA PADANIA, laddove dei numerosi articoli dedicati dal quotidiano leghista alla schifosa situazione cagliaritana non si sarebbe forse saputo niente, dato che il suddetto giornale non è distribuito in Sardegna, se non per i richiami contenuti nel nostro sito; ma pensiamo che un attacco anche a noi fosse implicito, perché sappiamo bene quanto ci odiano tanti pseudomagistrati. (altro…)
IL NOSTRO SONDAGGIO SUL TERRORISMO: NO GLOBAL NELL’OCCHIO DEL CICLONE
Concluso il nostro sondaggio sul terrorismo, che è già stato online per un po’ di tempo, e che sconta, nel numero limitato delle risposte, la tradizionale ritrosia della gente a rispondere su questo argomento.
La maggioranza dei votanti ritiene che dietro i recenti gravi fenomeni di stampo eversivo vi siano gruppi legati all’area degli anarchici e dei No Global, mentre una percentuale inferiore ritiene che si tratti delle Brigate Rosse o di gruppi ad esse legati; non è trascurabile neppure la percentuale di chi ritiene che si tratti di una provocazione dei “servizi segreti deviati” finalizzata ad instaurare la strategia della tensione, ed è questa, evidentemente, una risposta di sinistra, anzi di estrema sinistra, propria di chi paventa che il nuovo antiterrorismo sia un pretesto per avviare iniziative repressive nei confronti delle sinistre extraparlamentari (come si diceva un tempo) tra cui i protagonisti principali sono, oggi, proprio i No Global. (altro…)
E POI DICONO CHE LA CIRAMI SERVE SOLO A BERLUSCONI…

Da ieri ha grande risonanza su tutti gli organi di informazione l’annuncio del ministro della giustizia Roberto Castelli che il suo ufficio ha avviato numerose azioni disciplinari nei confronti di magistrati di cui è stata ritenuta comprovata la politicizzazione; noi diciamo che fa bene, anche se per quanto ci riguarda non ci scandalizza affatto che un PM si faccia vedere a un corteo dei No Global, al massimo se occorrerà ne chiederemo l’astensione o attiveremo la Legge Cirami, fin che ovviamente non strumentalizzi le proprie delicate funzioni al servizio delle proprie idee, il che vale, ovviamente, anche se fossero idee di centro o di destra, posto che le ideologie e la politica devono rimanere fuori dall’esercizio della giurisdizione.
Ci scandalizza molto di più, invece, che sempre più PM, lungi dall’essere organi impersonali di giustizia, e divenendo scandalosamente “parti” molto più degli avvocati privati, ossia con una totale immedesimazione con gli obiettivi della causa – gli avvocati, almeno quelli più professionali, tendono invece a creare un certo distacco tra il loro compito di difesa tecnica e le immediate esigenze del cliente – tendano a personalizzare il loro coinvolgimento in causa fino al punto dal voler mantenere i processi, costi quel che costi, anche quando sussistono evidenti ragioni di incompatibilità o di inopportunità. (altro…)
NON TOCCATE IL TRIBUNALE DI LANUSEI (E LA PILATO SI STUDI LA GEOGRAFIA)
Sorvoliamo pure sulla difesa d’ufficio fatta da L’UNIONE SARDA del procuratore capo di Palermo, Piero Grasso, in relazione alla questione dell’incompatibilità dei PM Ingroia, Di Leo e Sava nel Processone contro Nicola Grauso, Antonangelo Liori e Luigi Garau per il “caso Lombardini”, ricordandoci solo che Grasso, se fosse stato così solerte come gabellano i cronisti di giudiziaria del quotidiano zuncheddiano, avrebbe potuto disporre in prima persona la sostituzione dei suddetti PM, senza attendere il provvedimento coattivo del procuratore generale Salvatore Celesti.
Quello che ci interessa, in questa sede, è la questione inerente alla ventilata soppressione del Tribunale di Lanusei, un presidio giudiziario da ultimo ingombrato da una mole di procedimenti “pesanti”, dal sequestro di Silvia Melis al caso Piroddi ai fatti di droga noti come “Operazione Aurora”, e che bisogna dirlo, a prescindersi dal giudizio sul modo in cui i processi sono stati decisi – talora con l’applicazione di collegi esterni, come ad esempio dal Tribunale di Nuoro per il caso Piroddi – ha veramente fatto miracoli, andando ciò a merito non tanto della Procura locale, cronicamente impossibilitata a funzionare per mancanza di PM – ieri era da solo il procuratore Tragnone, oggi è da solo il procuratore Alfonsi – quanto del Tribunale, in ordine al cui funzionamento il presidente Claudio Lo Curto, ancora a prescindersi da giudizi di merito sulle sentenze, ha fatto il possibile e l’impossibile, dimostrando, forse, di meritarsi i galloni per dirigere sedi giudiziarie ben più prestigiose. (altro…)
TRAMONTANO AMNISTIA E INDULTO, MA QUALCOSA SI PUO’ ANCORA FARE
E’ definitivamente naufragata alla commissione giustizia della Camera l’ipotesi di concessione sia dell’amnistia sia dell’indulto.
Quando si stava profilando l’eventualità di un’anomala alleanza trasversale tra Forza Italia e DS sulla concessione di entrambi i provvedimenti di clemenza, la contrarietà della Lega Nord, che quanto meno è coerente ma la cui posizione sul punto non condividiamo, e di AN, con Fini che ha parlato di libertà di coscienza ma con due forche con condannato penzolante che gli luccicavano negli occhi, l’ipotesi è saltata perché creava spaccature nella maggioranza, con probabile delusione di Berlusconi ma con sollievo di Fini che potrà così placare il suo elettorato di carabinieri e poliziotti, accantonando definitivamente l’ala “garantista” degli avvocati pur presente al suo interno. (altro…)
GLI ISPETTORI A CAGLIARI?
In queste giornate poco allegre dominate dalla notizia della morte di Gianni Agnelli, giungono ogni giorno a tamburo battente, veicolate soprattutto da giornali vicini alla maggioranza di governo – come IL GIORNALE del fratello del premier – e in particolare al ministro Castelli – come LA PADANIA, giornale appunto “padano” al quale per assurdo il sardo-napoletano Nichi Grauso deve rivolgersi per render note le proprie opinioni – voci e notizie circa l’intrapresa, da parte del ministro della giustizia, di sempre più numerose azioni disciplinari contro magistrati di vari distretti e circondari, responsabili dei più variegati comportamenti antidoverosi, dalle aperte interferenze in funzione favorevole alle sinistre, come nel caso del procuratore di Perugia Nicola Miriano, all’incuria nella trattazione dei processi, come, pare, per il sostituto procuratore di Varese Abate.
Ben vengano questi controlli più stringenti sull’operosità e sul rispetto delle più elementari regole deontologiche da parte dei magistrati, che fino a poco tempo fa, data la sinergia tra vertici giudiziari tutti amici delle sinistre, ministri della giustizia di sinistra che non facevano il proprio dovere e un Consiglio Superiore della Magistratura (quello dove un consigliere, il dottor Claudio Viazzi, si vantava apertamente di essere “del partito del ministro” che allora era il comunista all’amatriciana Diliberto) il più politicizzato (ovviamente a sinistra) della sua storia, erano del tutto omessi o erano mera finzione, tipo le iniziative avviate a suo tempo dal ministro Flick contro il PM combattente di Milano Francesco Greco, che aveva detto che il governo Prodi era peggio di quelli di Craxi, giusto per non far pensare che i signori del governo erano tutti babbei e poi naturalmente finite nel nulla. (altro…)
I PM INCOMPATIBILI DI PALERMO, DELOGU VUOLE VEDERCI CHIARO
Il senatore Mariano Delogu, alfine, si è occupato anche lui delle vicende giudiziarie riguardanti Nicola Grauso, specificatamente del Processone di Palermo, e ha rivolto un’interrogazione al Ministro della Giustizia, Roberto Castelli, in ordine alle scorrettezze deontologiche che sarebbero attribuibili ai PM palermitani Antonio Ingroia, Giovanni Di Leo e Lia Sava, per aver continuato ad esercitare l’accusa nel processo nonostante la pendenza, contro Grauso e Liori, di una causa di risarcimento danni relativamente a pretesi fatti di diffamazione.
Delogu, che conosce la vicenda da vicino per essere stato legale di Liori e de L’UNIONE SARDA, puntualizza come si sia dovuto attendere l’atto di estromissione del Procuratore Generale di Palermo, Salvatore Celesti, perché i tre PM cessassero dalle loro incompatibili funzioni.
Che dire … senatore Delogu, ben tornato tra quelli che non fanno finta di niente di fronte a certe cose vergognose. Non dubitavamo di lei sinceramente, ma sarebbe bene che ora lei facesse appieno la sua parte anche nel procedimento contro Piana, Pani e Pisotti per il caso UNIONE SARDA. (altro…)
INCOMPATIBILITA’, NON ABBASSIAMO LA GUARDIA: VOGLIAMO UNA MAGISTRATURA PIU’ CREDIBILE!
In Italia vi è l’eterna tendenza, alimentata dalle esigenze di marketing dei giornali, per cui di determinati problemi, pur gravi e scottanti, ma che non sarebbero naturalmente all’ordine del giorno come i venti di guerra in Iraq, si tende a parlare per qualche giorno, e poi si accantona l’informazione al riguardo, lasciando la memoria dei fiumi d’inchiostro scritti agli archivi.
Non vorremmo accadesse così anche per il problema delle innumerevoli e incancrenite incompatibilità parentali esistenti nel Palazzaccio di piazza Repubblica, che la capintesta della A.N.M. sarda e dei magistrati comunisti di Magistratura Democratica, Fiorella Pilato, ha asserito, con un discorso arrogante ai limiti del patetico, non sussistere o non creare problemi, ma che un giornale come LA PADANIA, che pure non ha lettori in Sardegna, ha ritenuto talmente grave da soffermarcisi sopra per un’intera settimana, scoprendo che la situazione giustizia in Sardegna è talmente degenerata dal sentirsi in dovere di dare la parola, come editorialista esterno, a uno come Nicola Grauso, non sospettabile di simpatie bossiane ma che da tempo in Sardegna, dopo essere stato editore quasi monopolista di giornali e televisioni, non riesce più ad avere voce grazie alle note imprese in suo danno, e prima ancora in danno della libertà di informazione, del mitico trio Piana-Pani-Pisotti, sul quale pende ancora a Palermo un procedimento penale che ci auguriamo vivamente non venga archiviato sulla sola base della reticenza di tanti Don Abbondio fifoni. (altro…)
NEL CUORE DI CAGLIARI UN PALAZZO ESTRANEO
Cagliari, lo sappiamo bene, è sempre stata una città politicamente di centro o di centro-destra, il cui faro illuminante è stata la Democrazia Cristiana, spesso in alleanza coi liberali (quando questi stavano parecchio a destra), e che al massimo ha tollerato, forse anche apprezzato, sindaci socialisti, e che oggi ha sostituito la defunta DC con Forza Italia e con Alleanza Nazionale, partito quest’ultimo che ha direttamente appoggiato il miglior sindaco che la città abbia mai avuto, l’attuale senatore Mariano Delogu, al quale, al di là delle schermaglie per le sue dichiarazioni ai PM di Palermo, nessuno potrà mai disconoscere questo titolo.
Ma se si entra a palazzo di giustizia, anche questo lo sappiamo bene, si disvela una palpabile autonomia, poiché a livello di simpatie politico-associative dei giudici e dei PM che popolano il Palazzaccio, la maggioranza assoluta di essi è schierata con Magistratura “Democratica”, corrente che non si identifica banalmente coi DS, bensì al limite con la sua ala sinistra (detta il “correntone”), coi girotondini, coi no global, coi comunisti puri e duri e con tutto quanto sta a sinistra di ciò, esclusi, lo speriamo, i brigatisti, con una minima presenza dei “rincalzi” di Unità Per la Costituzione, anch’essi comunisti e postcomunisti appena più moderati di Magistratura “Democratica”, e dei cosiddetti “Verdi”, in realtà anch’essi dei rossi con un’accentuata tendenza movimentista; mentre rimane notevolmente minoritaria la corrente di centro-destra, Magistratura Indipendente, che in realtà comprende anche magistrati che non amano Berlusconi e Fini. (altro…)
IL NOSTRO SONDAGGIO CONFERMA: BASTA CON LE INCOMPATIBILITA’!
I nostri visitatori, nel rispondere al nostro sondaggio circa il problema delle incompatibilità parentali dei magistrati e tra magistrati e avvocati, hanno mostrato di condividere i nostri convincimenti, cosa non scontata dato che il sondaggio sulle intenzioni di voto aveva dato i DS, partito certo non amato da chi anima questo sito, come partito di maggioranza relativa.
L’opinione prevalente (16 voti, pari al 40%) è quella di chi ritiene che in nessun caso magistrati imparentati tra loro, o magistrati e avvocati imparentati, debbano lavorare nella stessa città; più o meno la tesi del Ministro Castelli, nonché la nostra; ma anche un numero inaspettato di votanti, 10 pari al 25%, hanno optato per una risposta decisamente più drastica, ritenendo che i magistrati debbano, in ogni caso, prestare servizio in una città diversa da quella di provenienza, e forse, in un ambiente provinciale come il nostro, potrebbe essere un toccasana. (altro…)
CAGLIARI, CITTA’ GOVERNATA DALLA MAGISTRATOCRAZIA
Tante persone, che non parlano perché non vogliono peccare di protagonismo o perché tengono famiglia, serbano un ricordo molto nitido della chiarezza di visione che animava Luigi Lombardini quanto ai programmi da attuare, nella lotta al crimine, qualora fosse diventato procuratore capo; in particolare, Lombardini aveva individuato il punto debole nella lotta al crimine organizzato, presente anche in Sardegna nelle sue propaggini dedite al riciclaggio di denaro sporco e al reinvestimento nella droga, nell’assenza di una seria politica in tema di misure di prevenzione, laddove colpire i boss mafiosi e criminali nei loro patrimoni, quanto a imbalsamarne l’operatività, diviene più importante anche di sbatterli in galera.
Prospettava quindi, Lombardini, di agire per l’applicazione a tappeto della legge Rognoni-La Torre per le verifiche sui patrimoni sospetti, con particolare riferimento a taluni imprenditori, e per attivare se del caso le opportune misure di prevenzione, soprattutto in termini di confisca di beni, se riscontrati provento del riciclaggio di denaro sporco. (altro…)
LO STALINISMO, MALATTIA SENILE DEI MAGISTRATI ROSSI
La storia del comunismo, e in particolare la storia settantennale della terribile dittatura sovietica, paradigma dei regimi totalitari di stampo marxista che negano la stessa dignità di esistere all’avversario politico e non conoscono altro metodo per combatterlo che eliminarlo (fisicamente, come ai tempi di Stalin, o utilizzando la psichiatria collusa, come ai tempi di Breznev, metodo questo gradito anche al nostro Consiglio Superiore della Magistratura) dimostra come questa ideologia, forse giusta nelle premesse, visionaria e sballata nelle previsioni, violenta e antipacifista nei metodi, finisca, inevitabilmente e fatalmente, qualunque forma-partito assuma, per trasformarsi in qualcosa di molto simile alla giustificazione di sodalizi di tipo mafioso, dove pochi boss dettano legge, la massa dei “picciotti” esegue i loro voleri, il popolo è intimidito e chi osa ribellarsi dovrà pentirsene amaramente.
La storia della magistratura italiana ci insegna che un gruppo di magistrati comunisti, apparso negli anni ’60 e datosi la sigla di Magistratura Democratica (perché, un tempo, i comunisti si credevano i monopolisti della parola democratico), dapprima minoritari, sono riusciti, sfruttando il legittimo malcontento della massa della magistratura per i metodi disinvolti dei vertici nell’insabbiare inchieste scottanti e nel propugnare una giustizia forte coi deboli e debole coi forti, e non secondariamente facendo reclutare le nuove leve attraverso percorsi di formazione universitari e post-universitari controllati dal PCI e dintorni, a guadagnarsi una posizione assolutamente dominante, in termini di consensi numerici e soprattutto di attivismo, nella Associazione Nazionale Magistrati e nel C.S.M.. (altro…)
NON SARA’ UN GRANCHE’, MA E’ GIA’ QUALCOSA

Non abbiamo una simile presunzione, ma questa volta, tra noi e la Casa delle Libertà, sembra esserci stata telepatia: il ministro Castelli ha finalmente dato un colpo di reni e, nel ddl del Governo sulla riforma della giustizia, è stato introdotto un maxiemendamento che, se non introduce la separazione delle carriere, quanto meno rende attuale la distinzione delle funzioni tra giudici e PM, peraltro facendo proprie molte delle soluzioni a suo tempo contenute in un ddl del ministro ulivista Flick, e introduce altre importanti norme.
Tra queste quella maggiormente aborrita dalla corporazione dei magistrati, che reintroduce il principio della necessità di un concorso vero e proprio, in luogo delle attuali selezioni per titoli che promuovono sempre tutti salvo boicottare i magistrati scomodi e dissenzienti, per passare di volta in volta a qualifiche superiori. (altro…)
CHI CONCEDE LA GRAZIA?
Il potere di concedere la grazia e commutare le pene, nel nostro ordinamento, ha solide radici nella tradizione monarchica: era il Re, dal quale, secondo lo Statuto albertino, la giustizia “emanava”, a potere a sua discrezione, proprio in quanto vertice e personificazione dello Stato anche per quanto attiene alla giustizia, emanare detti atti di benevolenza ad personam nei confronti di singoli detenuti.
Oggi che la Repubblica, nel bene e nel male, ha rimpiazzato la monarchia, il potere dovrebbe spettare a chi rappresenta il Popolo, in nome del quale, ai sensi della nostra Costituzione, la giustizia è, o almeno dovrebbe, essere amministrata, e tuttavia, nel rispetto del principio della separazione dei poteri, non può spettare né agli stessi organi giudiziari, a cui è attribuita la potestà di restituire i detenuti alla società civile con altri mezzi (misure alternative alla detenzione), né direttamente all’esecutivo o al legislativo, che sono espressione di poteri che non dovrebbero mai poter travalicare la competenza naturale del giudiziario. (altro…)
MD CAMBIA REGISTRO … ANCHE A CAGLIARI?
Pare che Magistratura Democratica, la corrente di ispirazione comunista della magistratura associata che in questi anni è stata rea soprattutto di aver tradito le proprie radici sposando, in nome della lotta alla mafia e alla corruzione ma forse più in nome delle carriere e degli encomi solenni a poliziotti amici (vedasi il signor De Gennaro), il più bieco giustizialismo che un tempo era monopolio della destra e di quella di ispirazione fascista in particolare, stia facendo decisamente marcia indietro nel tornare a quella che era la propria ispirazione più tradizionale, ossia lotta per l’affermazione di una magistratura attenta ai diritti civili e, per altro verso, per la salvaguardia dell’integrità e della non contaminazione della magistratura medesima.
MD, i cui più autorevoli rappresentanti sono oggi Claudio Castelli e Giovanni Salvi – ed è un grosso passo avanti rispetto al tempo recente dei Gilardi e dei Viazzi – avrebbe infatti ispirato la recente circolare del Consiglio Superiore della Magistratura, che ha procurato non pochi mal di pancia a molti altri esponenti della magistratura associata, che prescrive che i pubblici ministeri che siano tramutati a funzioni giudicanti nella stessa sede incomincino dal settore civile, al fine di evitare intuibili ragioni di inopportunità, leggasi il fatto che un Pm che, fino all’altro ieri, faceva parte dell’ufficio inquirente si trovi poi poco dopo, da giudice, a giudicare l’operato di un ufficio da cui è appena uscito, o peggio, specie nei tribunali medio-piccoli, che paralizzi l’operatività dell’ufficio giudiziario dovendosi continuamente astenere sui processi scaturiti da inchieste da lui varate. (altro…)
BERLUSCONI REGALA VOTI AL CENTROSINISTRA
La maggioranza di centro-destra che governa da due anni e mezzo il Paese e che, dicono molti sondaggi, se si votasse oggi tornerebbe a casa lasciando il campo a un ritorno del centro-sinistra, si è caratterizzata finora per una iperproduzione legislativa che ha ben poco a che vedere coi proclami elettorali fatti per conquistarsi il voto degli italiani, vedasi la stessa contraddizione tra la sigla di “Casa delle Libertà” che questa coalizione si è data e le numerose leggi liberticide, basate su una cultura dei divieti, che sono state varate, da una legge antifumo priva di buonsenso e venata di pericolose menate da salutismo integralista, alla famigerata “patente a punti” del ministro Solardi o Lunardi, alla legge antidroga di cui si annuncia il varo, e con cui il fascista non pentito Gianfranco Fini (nonostante le insincere affermazioni di questi giorni sulla Shoah e su Mussolini) vorrebbe proporre il carcere anche per i semplici consumatori di marijuana, non rendendosi conto di quanto queste norme accresceranno il potere e i profitti di quella criminalità organizzata, che sembra che una certa lobby giudiziaria e poliziesca trasversale tra destra e sinistra (ricordate gli inciuci a sfondo storiografico tra il fascista Fini e il comunista giustizialista Violante?) vogliano assolutamente tenere in piedi per consentire a magistrati e poliziotti d’assalto di continuare a guadagnarsi encomi solenni e titoloni sui giornali con le solite brillanti operazioni basate sulla violazione dei più elementari diritti civili. (altro…)
CASO MELIS, LA VERITA’ SI AVVICINA
Fervono sempre più intense le consuete ritualità di un Natale sempre meno cristiano e sempre più pagano, sempre meno celebrativo della nascita di Nostro Signore e sempre più consumistico e di abbuffate alla faccia dei tanti poveri del mondo, a chiudere un anno abbastanza disgraziato fatto di una cifra di tutto rispetto di 34 omicidi in Sardegna, perlopiù senza colpevoli, dell’imperversare di spettacolari rapine, della solita pletora di truffe di vario genere, a cominciare da quella legata al nome di una donna bellissima, Gabriella Ranno, che vedrebbe coinvolto il figlio di un’importantissimo personaggio cagliaritano, senza parlare del fatto che in una recente inchiesta per traffico di droga sarebbe rimasto indagato il figlio di un giudice.
Si approssima quindi la fine di un altro anno porco, un altro dei troppi anni porci che abbiamo vissuto ultimamente, all’inizio del quale avevamo tentato di auspicare che questo 2003 fosse finalmente l’anno della verità sul caso Melis, e almeno su questo fronte la recente sentenza della Corte d’Appello di Palermo, che ha assolto l’avvocato Antonio Piras dalla fantasiosa, strampalata accusa di estorsione formulata ai suoi danni, ha finalmente contribuito a ricostruire grandi frammenti di verità. (altro…)
DI NUOVO TOGHE NERE AL RITO OTTOCENTESCO
La cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario, salvo sprazzi di vivacità negli anni ’80 quando era resa incandescente dai vivaci interventi del drappello di radicali allora molto attivi a Cagliari, è sempre stata una mera formalità dal sapore muffo e stantio, una di quelle cose appartenenti a un passato autoritario e anche un po’ fascista (come anche, peraltro, l’inaugurazione degli anni accademici in università corrotte, zeppe di raccomandati e che lasciano scappare i nostri migliori cervelli negli Stati Uniti), a cui si pensava che i moti del ’68 e del ’77 avessero dato un colpo definitivo, ma che sono state protervamente richiamate in vita dal neocorporativismo dell’ordine giudiziario (come anche dei baroni accademici).
Ogni anno si varia più o meno intorno al solito copione, con tutti i giudici della Corte d’Appello vestiti da buffoni ad ascoltare un Procuratore generale, anch’egli vestito da buffone (mirabile fu Francesco Pintus nel confessare che la sua toga rossa era bordata non di ermellino, ma di coniglio) pronunciare la consueta giaculatoria con cui si dice sempre che la giustizia va male, che gli arretrati sono enormi, che i processi durano un’eternità, salvo enfatizzare i pochi, occasionali successi dovuti all’impegno sopra la media di qualche bravo magistrato; a seguire, i soliti interventi, ancor più rituali e muffi, del rappresentante dell’ordine forense, di quello del Consiglio Superiore della Magistratura (che a Cagliari è sempre un comunista di Magistratura Democratica, quest’anno si è trattato di Giovanni Salvi) e di quello del Ministero della Giustizia, quindi dibattito zero, salva l’immancabile richiesta di soldi da parte dei giudici di pace. (altro…)
BERLUSCONI E’ ALLA FRUTTA: MORIREMO COMUNISTI?
Non molto tempo fa abbiamo fatto un sondaggio sulle intenzioni di voto dei nostri visitatori, e l’esito è stato quello di una schiacciante maggioranza per il centrosinistra, in particolare coi DS col vento in poppa e, nel centrodestra, AN alle stelle ma Forza Italia nella polvere, laddove un analogo sondaggio fatto un anno prima dava invece una situazione di equilibrio, col centrodestra leggermente avanti sul centrosinistra e i DS primo partito.
Noi facciamo ogni tanto questi sondaggi non per indovinare quali saranno i risultati delle elezioni, bensì per sapere quali sono le sensibilità anche politiche dei nostri visitatori, e tuttavia la loro attendibilità non deve essere così scadente, dato che è coerente con quella di un sondaggio di questi giorni, secondo cui i due terzi degli italiani sono scontenti del governo Berlusconi. (altro…)
BERLUSCONI REGALA IL GOVERNO AL CENTROSINISTRA
Silvio Berlusconi dovrebbe sapere bene, visto che ne ha almeno due eletti al Parlamento nelle file di Forza Italia (Francesco Nitto Palma e Roberto Centaro, quest’ultimo, peraltro, accanito giustizialista) che la magistratura è una cosa ben diversa e composita da quella che lui, forse mal consigliato da certi cattivi consiglieri, spesso dipinge, non è esclusivamente un’accozzaglia di comunisti intenti a perseguire, in sinergia con la sinistra politica, l’eliminazione per via giudiziaria degli avversari moderati e conservatori.
Una intera corrente della magistratura associata, Magistratura Indipendente, è composta prevalentemente da magistrati le cui simpatie politiche, se ne hanno, vanno al centrodestra (non a caso era la corrente di Luigi Lombardini), e un’altra corrente ancora, Unicost, benché folta di moderati di sinistra (alla Carlo Piana, per intenderci), annovera persone autenticamente di centro e moderate; è vero, esistono anche correnti fortemente politicizzate a sinistra, come quelle di Magistratura Democratica e dei Verdi, dove allignano con maggior frequenza coloro che strumentalizzano le funzioni giudiziarie per scopi politici, ma così come è sacrosanto esigere che non vi sia alcun dominio comunista sulla magistratura, neppure si può pretendere che le intelligenze di sinistra ne rimangano escluse, come d’altra parte che un magistrato abbia un convincimento politico non è in sé cosa grave, è cosa grave solo se piega l’esercizio delle proprie funzioni alla vittoria della propria dottrina politica. (altro…)
APRILE 1997: LOMBARDINI NON DEVE PASSARE
Un uccellino, tempo addietro, ci ha soffiato nell’orecchio che nella primavera del 1997, precisamente ad aprile, si tenne presso la sede regionale dei DS sardi, a Cagliari, nel quartiere di San Michele (detto “Il Bronx” dai bempensanti della Città del Sole) una riunione strana, molto riservata, riguardo alla quale un’occhiuta sorveglianza faceva si che non vi penetrassero persone estranee, anche se appartenenti al partito di D’Alema, e che meno persone possibili ne sapessero.
Alla riunione presero parte, per quel che si sa, l’avvocato ed ex senatore Francesco Macis, già potentissimo responsabile giustizia del PCI, amico di molti magistrati affiliati a Magistratura Democratica, in primis Enrico Dessì e Antonio Porcella, che diverrà poi, chissà perché, consigliere politico di due ministri della giustizia, uno comunista dichiarato, Diliberto, e l’altro postcomunista, Fassino, e un altro avvocato senatore, in carica, ossia Guido Calvi, tra le massime teste pensanti dei DS nella materia della giustizia e, soprattutto, diretto rappresentante di Massimo D’Alema in quanto suo difensore di fiducia; non mancava, certamente, Emanuele Sanna, il tetro Emanuele Sanna, che all’epoca era segretario regionale dei DS e che, per ammissione di dirigenti diessini anche autorevoli (ad esempio I.A.), era il manovratore di tutte le cose di giustizia con influenza diretta anche presso il Consiglio Superiore della Magistratura, e non è esclusa la partecipazione di alcuni di quei magistrati “rossi” amiconi di Macis. (altro…)
FASCISTIZZATI NO, MA NEPPURE STALINISTI!
Il dottor Carlo Fucci, quel magistrato campano un po’ tetro che appartiene all’area moderata della magistratura associata (Unicost) e che ha fatto la sparata, al congresso veneziano dell’A.N.M., sui pretesi tentativi della politica di “fascistizzare” la magistratura, ha solo un torto, che è quello di aver detto con franchezza, sicuramente eccessivo, quello che la stragrande maggioranza dei magistrati pensano di questa riforma; Edmondo Bruti Liberati, il presidente comunista della A.N.M., nel dissociarsi dalle sue dichiarazioni ha peccato di ipocrisia, perché se c’è qualcuno che ha sempre dato il fuoco alle micce di queste pericolose polemiche sono proprio i suoi compagni di Magistratura Bolscevica, detta “democratica”.
Intendiamoci, la preoccupazione dei magistrati che ha armato la lingua tagliente del dottor Fucci sono condivise anche da noi, e riguardano soprattutto un aspetto della riforma, ossia il ripristino delle gerarchie nell’ambito dell’ordinamento giudiziario, soprattutto delle procure, che rischia di svuotare il CSM e di mortificare l’indipendenza e l’autonomia dei singoli magistrati, non certo risolvendo, ma anzi esacerbando, un problema, quello del corporativismo di giudici e PM, che pure è stato sempre denunciato con forza dal centrodestra. (altro…)
SEI INDIPENDENTE? NON FARE IL MAGISTRATO!
Mani Pulite avrà sicuramente avuto i suoi difetti, ma quanto meno, dal 1992, stuoli di giovani laureati in legge, preparati e pieni di coscienza civile, si affollarono ad affrontare il difficile concorso in magistratura, pensando che quella professione, per tradizione di potere, fosse qualcosa con cui diveniva finalmente possibile dare concretezza a ideali di giustizia.
Oggigiorno, il numero dei partecipanti ai concorsi è nettamente diminuito, e del resto non c’è niente da stupirsi: esso è tentato solo da giovani, soprattutto del profondo Sud, che i concorsi li tentano tutti sperando di non morire disoccupati, non immaginando di dover fare i conti con una realtà “antropologicamente diversa” come ha detto Silvio Berlusconi, e, quanto ai pochi che tentano quel concorso con una vocazione, si tratta ormai quasi solo di carrieristi figli di altri magistrati, di personaggi che bramano apertamente il potere per il potere, quando non di giovani rampanti che il regime rosso – duro a morire nonostante da due anni e mezzo governi Berlusconi – prepara appositamente per infoltire le schiere delle toghe rosse. (altro…)
LA NOTTE DELLA GIUSTIZIA
Quello presente non è certo, per la Procura di Palermo, un momento di suprema credibilità come ufficio giudiziario, dato che vi sono ancora gli strascichi degli innumerevoli processi politici, tanto grossi quanto fallimentari, scatenati a suo tempo da Giancarlo Caselli e il suo pool contro Andreotti, Mannino eccetera, su Guido Lo Forte, nel contesto dell’inchiesta sui fiancheggiatori “illustri” di Bernardo Provenzano, tornano a correre brutte voci, il più fidato collaboratore di un altro pasdaran caselliano, quell’Antonio Ingroia che non si era astenuto dal Processone contro Grauso nonostante una evidente incompatibilità, è stato arrestato perché pare facesse la spia per Provenzano, e infine va ricordato che i tre PM che seguivano il Processone, oltre a Ingroia Giovanni Di Leo e Lia Sava, non sono stati tempestivamente sostituiti dal procuratore capo Piero Grasso, bensì cacciati d’imperio con provvedimento del PG Salvatore Celesti.
A noi cagliaritani, che abbiamo davanti agli occhi la tragedia di Luigi Lombardini suicida nel proprio ufficio, la Procura della capitale siciliana evoca sinistre e terribili ombre, ma anche in situazioni riguardate “a freddo”, come quella relativa alle vicende de L’UNIONE SARDA, laddove sono trascorsi ormai cinque anni dai fatti, l’impressione che si ricava dall’azione congiunta della Procura stessa e dei GIP, nel caso di specie del GIP Gioacchino Scaduto già titolare di molti processi antimafia caselliani, è quella della somma ingiustizia. (altro…)
IMPUNITA’ E MISTERI SARDO-LIBICI
La legge è uguale per tutti, recitano le lapidi collocate nelle aule dei tribunali, e non è vero, perché abbiamo ben visto come ad alcuni cittadini casualmente aventi la qualità di magistrati i loro colleghi di Palermo, fortunatamente divenuti non più competenti a giudicare degli affaracci di casa nostra, concedono la più smaccata impunità, nel senso di evitare loro ogni verifica dibattimentale nonostante di dubbi da dissipare, in ordine a certe loro condotte, ve ne fossero a tonnellate, mentre ad altri cittadini casualmente aventi il difetto di essersi sempre opposti alla protervia di certa magistratura militante (naturalmente a sinistra) e ipercorporativa, si nega perfino il diritto di ottenere giustizia, ritenendo a sproposito configurabili nei loro confronti, per il solo fatto di essersi difesi esponendo, magari in modo anche energico, i loro dubbi e le loro critiche, che essi siano imputabili di calunnia e diffamazione.
La giustizia è amministrata in nome del popolo, recita la Costituzione e un’altra lapide recentemente fatta aggiungere alla prima dal ministro Castelli, e anche questo non è vero, perché il popolo non ha affatto il diritto di rimuovere o sanzionare energicamente quei magistrati che delinquono o sbagliano in modo imperdonabile, tutto è affidato a un organo, il Consiglio Superiore della Magistratura, in cui i magistrati fanno maggioranza e respingono ogni tentativo di moralizzazione, salvo stangare i dissidenti come Francesco Pintus e Agostino Cordova. (altro…)
E HANNO ANCORA IL CORAGGIO DI PREDICARE …
Questa magistratura sta diventando davvero una cosa sconcertante: molti politicanti, qualche autentico criminale, un bel po’ di pazzi da catena che ne combinano di tutti i colori, lasciano prescrivere i reati, commettono errori giudiziari obbrobbriosi, sbattono in galera degli innocenti gettando via la chiave, scarcerano i mafiosi per decorrenza dei termini, a volte intascano mazzette o fanno incetta di beni delle vendite giudiziarie … e poi continuano a pretendere di farci la predica! Ma a quale luna ululate voialtri? Quella di questo sistema solare, o quella di chissà quale altro sistema solare, dato che per certi vostri modi di pensare c’è perfino da dubitare che molti di voi non siano degli alieni? Ma come potere pretendere che il popolo sovrano si fidi di voi, che subisca supinamente la vostra pseudo-giustizia?
L’Italia non ha mandato via il Re per trovarsi diecimila reucci che pretendono di regnare e imperare non rispondendo a nessuno delle proprie azioni, ricordatevelo! (altro…)
GIORNALISMO CORTIGIANO E POTERI OCCULTI
Poco più di una settimana fa, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha confermato la decisione, adottata circa due anni fa dall’Ordine di Palermo e in prima istanza annullata per vizi di procedura, di radiare dall’albo dei giornalisti professionisti Antonangelo Liori, direttore de L’UNIONE SARDA negli anni caldi 1996-1999, oggi direttore del quotidiano “Sardigna.com” e recentemente ammesso all’affidamento in prova ai servizi sociali.
Tale determinazione nei confronti di Liori, gratificato, oltre che da qualche processo per reati comuni, da oltre 110 procedimenti per diffamazione su querele di magistrati, politici e colleghi giornalisti, è stata principalmente cagionata dalle decine di sinceri e polemici editoriali che egli dovette redigere, in quel periodo, per controbattere con l’unica arma di cui si disponeva, la libera manifestazione del pensiero, a un vero e proprio superpotere di politici (perlopiù di sinistra) intriganti, clientelari e spesso corrotti, magistrati poco omologati ai sacri precetti costituzionali di indipendenza e imparzialità e giornalisti – concorrenti, ma soprattutto della stessa UNIONE SARDA – in servizio permanente effettivo quali fiancheggiatori dei suddetti politici e magistrati e, talora, quali confidenti di polizia e Procura, il cui fine non sembrava quello di fare con onestà e correttezza, al meglio, il proprio mestiere, quanto quello di schiacciare chiunque dissentisse, chiunque minasse questi assetti di potere, laddove, oltre a pochi magistrati coraggiosi e davvero indipendenti, nell’occhio del ciclone stava ovviamente Nicola Grauso, e con lui Liori che ne dirigeva il quotidiano. (altro…)
BOMBA A FRONGIA, CSM SOLITA TESTA DURA
Ennesima bomba, stavolta non anarchica ma dei NPC, contro l’assessore regionale Roberto Frongia, a Iglesias: pare che gli pseudoterroristi siano contrari al cemento in Costa Smeralda, ma se non cerchiamo almeno di sfruttare il turismo, l’ultima risorsa che ci è rimasta, abbiamo poche alternative al ritorno dell’emigrazione di massa.
Il CSM non ritorna mai indietro sulle proprie decisioni, anche le più sbagliate, costi quel che costi, ma dovrebbe rendersi conto che questa cieca ostinazione, anziché rafforzare la sua autorevolezza, la indebolisce facendo fare agli autorevoli consiglieri la figura di bambini capricciosi, come sta accadendo per il caso Cordova, magistrato di cui tutti conoscono e lodano il valore (compresi esponenti di Forza Italia, partito col quale non fu tanto delicato) salvo il CSM e un po’ di fannulloni e politicizzati PM napoletani. Su Lombardini, purtroppo, non possono più tornarci indietro e, salvo adeguati provvedimenti, dovremo tenerci Piana, anche affiliato alla Fondazione Luca Raggio, addirittura fino al 2009! (altro…)
PRIMA RICHIESTA DI RIMESSIONE DI GRAUSO NEL PROCESSO ALIQUO’
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Sezioni Penali
RICHIESTA DI RIMESSIONE
Il sottoscritto,
• Nicola GRAUSO, nato a Cagliari, il 23 aprile 1942, ed ivi residente alla Via Regina Elena, n. 20, difeso dall’avv. prof. Carlo Taormina con studio in Roma alla Via Federico Cesi, n. 21, qui nominato suo difensore di fiducia ed incaricato di depositare il presente atto, imputato nel processo penale n. 2317/98 RG NR – 60/99 RG GIP pendente dinanzi al Tribunale di Cagliari, nel quale è coimputato anche:
• Antonangelo LIORI, nato a Desulo, il 1 aprile 1964 e domiciliato presso L’Unione Sarda in Cagliari alla Via Regina Elena, n. 14, e nel quale è persona offesa il:
• dott. Vittorio ALIQUÒ, residente in Palermo alla Via U.Giordano n. 234 ed el. dom. c/o avv. Francesco CRESCIMANNO con studio in Palermo alla Via Dante 69,
propone la seguente richiesta di rimessione.
1. Lo scrivente è da alcuni anni fatto oggetto di una morbosa attenzione da parte della magistratura cagliaritana che ha recentemente su di lui scaricato una pioggia di iniziative giudiziarie la cui inusitata severità sembra essere il segno di quella mancanza di libertà di determinazione che il legislatore pone a fondamento della rimessione del processo per legittima suspicione.
Le ragioni di tale atteggiamento non sono immediatamente individuabili ed il sottoscritto, a tale riguardo, non può far altro che limitarsi a formulare alcune ipotesi ricostruttive che, comunque, appaiono le più verosimili sulla base dei fatti obiettivi che verranno qui spiegati e che comunque, al di là della eziologia, sono dimostrativi del fatto che la “giustizia” nei di lui confronti non sia la stessa che si applica per i comuni cittadini. Il sottoscritto, infatti, si vede destinatario di provvedimenti esemplari che hanno coinciso con l’esercizio, da parte sua, dei diritti di libertà politica e di manifestazione del pensiero questi ultimi esercitati attraverso l’attività editoriale, soprattutto quale socio di riferimento del quotidiano L’Unione Sarda. (altro…)
GLI STIPENDI DEI MAGISTRATI
Abbiamo notato che in molti giungono su questo sito dopo aver fatto una ricerca, perlopiù su Google, per saperne di più sugli stipendi dei magistrati.
Per quel che ne sappiamo, e con beneficio d’inventario (magari si collegherà qualche magistrato che potrà smentirci), dovrebbero essere più o meno così: per gli uditori giudiziari, il primissimo gradino della carriera, stipendio iniziale tra i 1600 e i 1700 euro mensili, per i magistrati di tribunale, dopo circa tre-quattro anni di servizio, intorno ai 3000 euro mensili, per i massimi gradi della magistratura, ossia i presidenti di sezione della Cassazione, e per presidenti di Corte di Appello, presidenti di Tribunale, procuratori della Repubblica, purché di notevole anzianità, lo stipendio è equiparato a quello dei parlamentari, vale a dire intorno ai 7000-8000 euro mensili. (altro…)
MAGISTRATURA: L’ACCENTRAMENTO E’ UN RISCHIO
Tra i punti cardine della riforma dell’ordinamento giudiziario promossa dal ministro Castelli, tra la contrarietà estrema dell’opposizione e le nuove minacce di sciopero dei magistrati, vi è anche un vero e proprio ritorno a passato, ossia il ritorno nelle Procure del principio di gerarchia, sicché a differenza del sistema attuale, ove i singoli sostituti procuratori che seguono le varie inchieste godono, di massima, di ampia autonomia, non si muoverà foglia che non voglia il procuratore capo, che assumerà piena rappresentanza e responsabilità dell’ufficio di Procura.
Sappiamo quali sono le preoccupazioni, peraltro non assenti neppure in una parte della magistratura e talora nello stesso CSM, che hanno indotto Castelli a propugnare questa vera e propria controriforma: troppi sostituti procuratori, spesso inesperti, più spesso vogliosi di protagonismo, in passato, hanno spadroneggiato incontrollati nella conduzione di inchieste “pesanti” con enorme impatto sulla politica, sull’economia, sulla società civile e sull’opinione pubblica, che non di rado si sono rivelate manifestamente infondate o condotte con metodi discutibili, a volte ai limiti della legalità. Concentrando le responsabilità nella persona del “capo”, si pensa, ognuno sarà richiamato a un maggior senso di ponderazione oltre a trarre tesoro da consigli e insegnamenti di chi ha più esperienza. (altro…)
CSM: NEANCHE QUESTA VOLTA CI SIAMO!!!
Pare che il Consiglio Superiore della Magistratura stia perdendo, per l’ennesima volta, una buona occasione per metter mano al problema annoso e incancrenito delle incompatibilità parentali tra magistrati e tra magistrati ed avvocati a Cagliari.
Secondo indiscrezioni, la prima commissione dell’organo di autogoverno dei magistrati, presieduta dall’esponente di Magistratura Democratica Giovanni Salvi, si appresterebbe ad archiviare l’ennesimo esposto proposto al riguardo, inoltrato da un cittadino imputato in un procedimento presso il Tribunale di Cagliari nei confronti del sostituto procuratore Paolo De Angelis, con cui si denunciava, tra l’altro, la vicenda, già nota da tempo, inerente all’operatività nello stesso Foro di Cagliari dell’avvocato Luca De Angelis, fratello di quel pubblico ministero, nonostante l’incompatibilità sancita dall’articolo 19 dell’ordinamento giudiziario. (altro…)
MA LO VOLETE PROPRIO FAR MORIRE IN GALERA?
E’ stata incredibilmente respinta la domanda di grazia che Graziano Mesina, facendo violenza al suo orgoglio ancor più grande di quello di Adriano Sofri, si era determinato a presentare, in un clima, peraltro, di misteri, dato che, a quanto risulta, la decisione negativa era stata già adottata quando invece un portavoce del Ministero della Giustizia aveva affermato che la pratica era ancora in corso di istruttoria.
Grazianeddu è oggi, probabilmente, l’unico detenuto italiano ad aver complessivamente scontato oltre trenta anni di reclusione, a trovarsi a scontare l’ergastolo, vale a dire la condanna a morte – inutile nascondersi dietro un dito – per l’applicazione ferrea di un meccanismo di stampo fascista chiamato “cumulo delle pene”, il tutto con un peso spropositato, piuttosto che delle vicissitudini dei tempi in cui era la primula rossa del Supramonte e delle innumerevoli evasioni, dell’ultima vicenda che lo vide coinvolto, quella del misterioso ritrovamento di armi nel casolare dell’Astigiano ove viveva in regime di libertà condizionale, stranamente quando Mesina si era ben determinato a non starsi zitto sulle porcherie del sequestro Kassam e di affermare chiaramente, accusando il PM Mauro Mura – ma sbagliando bersaglio, perché se una tale decisione ci fu, sicuramente fu presa a livelli ben più alti di quello rappresentato dal rosso procuratore aggiunto di Cagliari – di aver fatto pagare il riscatto coi soldi dello Stato. (altro…)
SE LA GIUSTIZIA E’ UN AFFARE DI FAMIGLIA …
Alla fine della settimana scorsa, sono stati diffusi i dati della verifica promossa dal Consiglio Superiore della Magistratura per verificare il rispetto delle disposizioni degli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario, che regolano le incompatibilità parentali tra magistrati e tra magistrati e avvocati, e il risultato è assolutamente raccapricciante: 3000 CASI DI INCOMPATIBILITÀ, pari a un terzo dei magistrati in servizio, dato che, pur depurato delle inevitabili incompatibilità incrociate per entrambe le cause (per intenderci, come a Cagliari per Paolo De Angelis, che è sposato col giudice Maria Teresa Spanu e ha i fratelli, Luca e Antonietta De Angelis, che fanno gli avvocati a Cagliari) è comunque rabbrividevole, scandaloso, al di là di ogni più fervida innovazione nostra, de L’UNIONE SARDA dei tempi di Liori, del ministro Castelli che, a dire il vero, sul tema molto ha parlato e poco ha fatto.
Sicuramente la montagna partorirà il topolino, perché i casi di incompatibilità sono poi valutati “in concreto” dal CSM per stabilire, ma sempre in termini molto formalistici, se vi sia interferenza tra le funzioni dei due magistrati parenti, o del magistrato e dell’avvocato parenti, il che si risolve, in genere, nel disconoscere la sussistenza dell’incompatibilità se uno dei soggetti si occupa di penale e l’altro di civile, o viceversa. (altro…)
QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DER CASO RANNO
Sono molti gli interrogativi che chiunque può porsi sulla vicenda che, come ha detto la stessa Gabriella Ranno, dovrebbe meglio chiamarsi “Vicenda Fideuram”, ma che nel bene e nel male è nota soprattutto col nome di questa donna, molto bella, energica e con una speciale abilità a quanto pare, a intrufolarsi negli ambienti che contano.
Quello più angosciante riguarda, allo stato, se sia vero che nel “pasticciaccio brutto” sia coinvolto un magistrato, in servizio negli uffici giudiziari di Cagliari (come le indiscrezioni sporadicamente apparse su “La Nuova Sardegna”, giornale da qualche tempo non più affiatato come una volta con la Procura cagliaritana, lascerebbero intuire), ovvero se ci si debba fidare dell’annoiata smentita della Procura, non si sa se proveniente dal PM che procede, Giangiacomo Pilia, o dal “capo”, Piana in persona, secondo cui “allo stato” non risulta il coinvolgimento di magistrati. Le indiscrezioni che pervengono a noi farebbero propendere per la prima ipotesi, anche perché il giornalista che avrebbe raccolto l’indiscrezione, per quanto da noi spesso criticato, è persona che il suo mestiere lo sa fare molto bene e che non ha dimestichezza con la censura preventiva delle notizie. (altro…)
GIU’ IL CAPPUCCIO …. QUESTA VOLTA TREMANO PER DAVVERO!!!
Siamo finalmente giunti al punto più basso, al punto di non ritorno per la massoneria cagliaritana che, scampata alla bufera Cordova grazie all’atteggiamento omissivo della magistratura e delle forze dell’ordine cittadine (parliamo del periodo 1992-1994, quando non c’erano né Piana né Arangino), stavolta rischia davvero grosso sul terreno che più le preme, non tanto quello delle indagini giudiziarie, che pure hanno lambito numerosi suoi esponenti, quanto quello del potere e dell’influenza.
In principio fu Renato Soru, uomo di solide radici cattoliche e, coerentemente con tale impostazione, profondamente antimassonico, che, malvisto dagli Emanuele Sanna e dagli Andrea Raggio, che, dicono, qualche rapporto con l’esoterismo l’avrebbero avuto, è stato accolto come il Messia dalle masse cattolico-democratiche, socialiste e comuniste sarde che non ne potevano più dello strapotere dei grembiulini ad ogni livello; a parte il valore oggettivo del personaggio Soru, in questo sta e cade il dieci per cento che ha inflitto a Mauro Pili (che non è massone, almeno non risulta, ma capeggiava liste stracolme di grembiulini). (altro…)
GRAZIANO GRAZIATO: UNA VITTORIA ANCHE NOSTRA!!!
Oggi chi si rechi a Orgosolo troverà non solo i murales, non solo la consueta ospitalità barbaricina, non solo il Supramonte con la sua bellezza misteriosa, ma anche … Graziano Mesina, ma non come emblema vivente di certo banditismo, ma finalmente come uomo libero, come uomo che ha ampiamente pagato e strapagato i propri debiti con la giustizia e che il presidente Ciampi ha finalmente graziato, forse facendo violenza agli umori del ministro Castelli non sempre favorevoli ai provvedimenti di clemenza, compiendo un atto veramente nobile.
Da tempo questo gesto veniva sollecitato e, i nostri più attenti visitatori ricorderanno, anche noi a suo tempo, nell’autunno del 2004, avevamo avviato una campagna per l’invio al presidente Ciampi di lettere ed email con cui sommessamente si sollecitasse il Capo dello Stato a concedere la grazia a Grazianeddu, per i motivi che son fin troppo noti: ha abbondantemente pagato il proprio debito con la giustizia, come nessun altro in Italia. (altro…)
MINISTRO CASTELLI: URGONO ISPETTORI A CAGLIARI!
La vicenda Zagardo, fortunatamente risolta dal CSM per il meglio, di cui vi abbiamo parlato nel post precedente, è solo la spia, la punta dell’iceberg, di una situazione di gravità inaudita quanto alla gestione delle cose giudiziarie a Cagliari, di vera e propria sospensione dei diritti sanciti dalla Costituzione a favore dei magistrati che si riverbera, fatalmente, sui cittadini che da essi devono essere giudicati, e che è dovere di chi deve mantenere l’ordine nella Repubblica rimuovere con ogni mezzo, anche straordinario.
A un Consiglio Giudiziario manifestamente fazioso, che va “a simpatie” per dirla col consigliere del CSM Francesco Lo Voi, è stato consentito, al di fuori di ogni controllo di tipo democratico, di umiliare il profilo professionale del dottor Zagardo addebitandogli persino qualche litigio col personale di cancelleria, oppure qualche udienza che ha avuto termine in ora non sufficientemente tarda, comunque contestando a un magistrato che da anni e anni, di fatto, presiedeva i collegi della Corte di Appello vari profili di “inidoneità” basati su quisquilie, perfino sulle lamentele di qualche avvocato di cui lorsignori, solitamente inclini all’inciucio coi PM, in genere, se ne infischiano. (altro…)