Argomento: PROCURA DI CALTANISSETTA
Articoli su questo argomento (4):
5. I CASI LOMBARDINI E GRAUSO: PULIZIA ETNICA INTERNA ED ESTERNA
Si ebbe la definitiva prova del peso e della potenza delle sinergie politico-giudiziarie tra magistrati di sinistra e PDS allorquando, dopo la felice risoluzione del sequestro della giovane consulente del lavoro di Tortolì Silvia Melis, Luigi Lombardini – a quanto pare, anche in seguito a intercettazioni telefoniche non del tutto chiare disposte dal PM Paolo De Angelis – si ritrovò indagato per favoreggiamento in relazione ad attività compiute per far pagare il riscatto, unitamente a Nichi Grauso e all’avvocato Antonio Piras.
Grauso, in quel momento storico – novembre 1997 – aveva già iniziato la sua avventura politica con la fondazione del NUOVO MOVIMENTO, formazione politica creata in aperta contrapposizione all’inetta giunta regionale di centrosinistra presieduta dal magistrato Federico Palomba e col chiaro obiettivo di determinare un cambiamento della maggioranza e del modo di governare alla Regione; anche l’abile imprenditore proprietario dell’UNIONE SARDA e precursore del concetto di Internet per tutti divenne quindi un obiettivo da colpire, se necessario per via giudiziaria, il che era estremamente facile dati i mai interrotti legami di Federico Palomba coi suoi colleghi ancora in servizio, e data in particolare la sua fraterna amicizia di lunga data col neo procuratore capo Carlo Piana. (altro…)
ALLA PROCURA DI PALERMO: OGNI MISURA E’ COLMA!!!
Arrivando stavolta un po’ in ritardo rispetto a noi, qualche giorno fa IL GIORNALE ha pubblicato un articolo contenente le ultimissime sullo strano caso di Paolo Santona, il detenuto ex collaboratore di giustizia che, dopo essersi rifiutato di assecondare le illecite richieste di un magistrato di “incastrare” qualcuno simulando a suo carico le tracce del reato di detenzione di stupefacenti (tecnicamente si chiama calunnia reale), patì una serie di vicissitudini che lo portarono alla revoca del programma di protezione e, alfine, a finire nel carcere di Buoncammino, dove fu spedito, non si sa se incoscientemente o dolosamente, nonostante vi fossero recluse molte persone che lui aveva fatto arrestare, e dove fu trovato apparentemente suicida.
Citiamo l’articolo del bravo giornalista Gian Marco Chiocci non per il contenuto, dato che rispetto a quanto già riferito da noi non vi è quasi nulla di nuovo, ma per la definizione di “coraggioso” che il giornalista ha dato del PM Danilo Tronci, sicuramente un giovane magistrato serio, onesto e per giunta non “incompatibile”, insomma una perla rara nel Palazzaccio di piazza Repubblica, per avere questi allertato con urgenza il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, peraltro senza ottenere provvedimenti o risposta alcuna, affinché Santona fosse spostato da quel carcere, che era per lui pericoloso. (altro…)
BOZZA DI ESPOSTO ALLA PROCURA DI CALTANISSETTA SUL CASO LOMBARDINI
ILL.MO SIG. PROCURATORE
DELLA REPUBBLICA
C/O IL TRIBUNALE
CALTANISETTA
Il sottoscritto ……………………….. nato a ……………………… Il ………………….. e res.te a …………in Via ……………. espone:
premesso che
In data 11/8/98, come è risaputo per l’ampia diffusione data alla notizia dagli organi di informazione, subito dopo l’interrogatorio svolto dai PM presso il tribunale di Palermo Dott. Caselli, Dott. ……………., Dott. …………….. Dott……………….. e Dott. ……………… nell’ambito del procedimento penale in corso contro lo stesso, il Dott. Nicola Grauso e l’Avv. Antonio Piras per la vicenda relativa al sequestro di Silvia Melis, il Dott. Luigi Lombardi si suicidava nei propri uffici.
La morte del detto magistrato colpiva profondamente l’opinione pubblica soprattutto per le modalità che l’avevano caratterizzata.
Dal 12/8 e sino ad oggi, l’opinione pubblica è stata fortemente colpita dal violento contrasto, che gli organi di informazione hanno ampliato a
dismisura, insorto tra i magistrati di Palermo e di Cagliari, il difensore del Dott. Lombardini, gli altri coimputati e le forze politiche di ogni schieramento in ordine alla reale modalità di svolgimento del fatto alle ragioni che lo avevano provocato e alle conseguenti responsabilità.
Infatti, per il cittadino, che poco conosce dei fatti a monte della vicenda e di quelli che la precedettero, e assai difficile interpretare tale gesto, che ha indotto e induce tutti in approfondite riflessioni. (altro…)
Luigi LOMBARDINI
Classe 1935, originario di Villacidro, entra giovanissimo in Magistratura e, dopo un periodo di <<apprendistato>> in Preture di provincia, passa ben presto all’Ufficio Istruzione del Tribunale di Cagliari, dapprima come semplice Giudice Istruttore, quindi come Capo, dove si occupa pressoché esclusivamente di sequestri di persona con mirabolanti risultati: svolgerà quasi cento istruttorie, perlopiù conclusesi con l’individuazione e la cattura dei colpevoli dei sequestri, e riuscirà ad assicurare alla giustizia ben 37 latitanti, ottenendo il plauso e collaborando strettamente con vari uomini politici e di Governo, quali il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il Ministro dell’Interno Vincenzo Scotti, il Capo della Polizia Vincenzo Parisi e, verosimilmente, i vertici dei Servizi Segreti.
Una tegola sulla sua carriera è il noto <<Caso Manuella>>, ossia il giallo della scomparsa del giovane penalista cagliaritano Gian Franco Manuella, nel 1981, che vedrà un’istruttoria [condotta dal Giudice Istruttore Fernando Bova, pubblico ministero Enrico Altieri] che porterà all’ingiusta carcerazione di quattro stimati avvocati, tutti assolti in dibattimento. Lombardini era il capo dell’ufficio istruzione e sarà appena sfiorato dallo scandalo, ma magistrati e avvocati di sinistra ne approfitteranno comunque per cercare di sminuirne il ruolo, chiedendo e ottenendo la cessazione della sua applicazione, per seguire i sequestri di persona, ai Tribunali di Oristano e Tempio. (altro…)