Argomento: POOL MANI PULITE


Articoli su questo argomento (6):

4. LA GUERRA CONTRO IL PG FRANCESCO PINTUS E LA NOMINA “POLITICA” DI CARLO PIANA

Lo strapotere di Magistratura Democratica all’interno del Palazzo di Giustizia di Cagliari, oltre che dalle sempre crescenti adesioni, è ulteriormente accresciuto, negli anni a cavallo tra il 1993 e il 1994, dalla scissione all’interno della corrente di Magistratura Indipendente, di cui all’epoca era segretario Mario Marchetti, ma il cui leader carismatico era sempre stato considerato Luigi Lombardini.
La scissione fu capeggiata da Paolo De Angelis, il quale, candidato per MI al Consiglio Superiore della Magistratura, clamorosamente invitò gli elettori all’astensione, determinando la perdita di un seggio al CSM per la corrente: all’origine dell’inusitato comportamento di De Angelis, a quanto pare, dissapori con Lombardini. Anche Marchetti, nel 1996, abbandonerà con clamore la corrente, motivando l’abbandono con <<divergenze politiche>>, evidentemente riferite a Lombardini. (altro…)

IL CASO CERCIELLO – MARCELLO MELIS – ORANI

Giuseppe Cerciello, generale della Guardia di Finanza già comandante della Regione di Milano, sposato con la figlia della cagliaritana Liliana Caricato – moglie del noto commerciante Tonio Orani – è stato processato e condannato a Brescia per la nota vicenda delle tangenti percepite da numerosi ufficiali ed agenti della GdF per ammorbidire i controlli fiscali.
Il procedimento, originariamente, pendeva avanti al Tribunale di Milano, istruito dal Pool Mani Pulite, ma l’avvocato Carlo Taormina, difensore di Cerciello, sollevando fruttuosamente la legitima suspicione nei confronti dei giudici milanesi, ha ottenuto dalla Corte di Cassazione il trasferimento del processo a Brescia.
Non contenti, i magistrati del Pool, e in particolare il sostituto Piercamillo Davigo, hanno ritenuto di rincorrere le tracce del riciclaggio dei supposti guadagni illeciti percepiti dal generale Cerciello con le tangenti, e di rincorrerli in Sardegna, con l’accanita e servile collaborazione del sostituto cagliaritano Valerio Cicalò. (altro…)

Giuseppe CERCIELLO

Di origine napoletana, alto ufficiale della Guardia di Finanza, si trova al comando del GICO di Milano quando viene arrestato dal Pool Mani Pulite, con l’accusa di corruzione relativamente a pretese tangenti intascate per ammorbidire i controlli fiscali su varie imprese, tra cui il Gruppo Fininvest di Silvio Berlusconi.
Assiduo frequentatore di Cagliari in quanto coniugato con la figlia di Liliana Caricato, moglie del noto commerciante cagliaritano Tonio Orani, cadrà anche sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Cagliari, che accuserà di riciclaggio in suo favore, oltre a Orani, un suo conoscente, il commerciante all’ingrosso di abbigliamento Marcello Melis; le accuse cadranno nel vuoto. In relazione alla condanna subita per i processi milanesi, Cerciello ha ottenuto l’affidamento al servizio sociale, che sta eseguendo a Cagliari, città di sua moglie. (altro…)

IL CASO PINTUS

La vicenda di Francesco Pintus è emblematica di come un magistrato serio, animato solamente dall’intento di fare il suo dovere fino in fondo, debba talora, suo malgrado, trasformarsi in un Masaniello, subendo i relativi, inevitabili strali.
Francesco Pintus, di origine sassarese, perviene alla carica di Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Cagliari nel 1992, prendendo il posto di Giovanni Viarengo.
Pintus ha un pedigree che non può non considerarsi di sinistra: tra i fondatori di Magistratura Democratica, è stato anche senatore per una legislatura, in un collegio della Lombardia – risiede a Varese – quale indipendente nelle file del PCI. Tuttavia, dopo il mandato parlamentare, prenderà servizio alla Corte di Cassazione, e sarà assegnato alla Prima Sezione Penale, presieduta da quel Corrado Carnevale diffamato per anni dai teoremi dei comunisti come il <<giudice ammazzasentenze>>, oggi prosciolto da tutte le imputazioni dai Tribunali di Napoli e di Palermo. (altro…)

Franco MELIS

Ormai ottantenne, di origine nuorese, è stato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari dal 1990 al 1996; politicamente orientato a destra, ha tuttavia mostrato, da procuratore capo, una certa propensione a favorire i politici di sinistra al governo della Regione, in particolare – secondo quanto ricostruito da Luigi Lombardini in uno dei suoi memoriali – omettendo di svolgere adeguate istruttorie in relazione alle possibili irregolarità relative alle nomine dei managers delle Aziende Sanitarie Locali; il tutto con grosso favoritismo nei confronti della giunta di sinistra e in particolare del suo collega presidente Federico Palomba, che infatti manovrò, non riuscendoci, per far ottenere a Melis, una volta pensionato, l’incarico di Difensore Civico presso la Regione. (altro…)

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Francesco PINTUS

72 anni, sassarese, magistrato vecchio stampo ma dal carattere sanguigno, Francesco Pintus, dopo l’apprendistato come sostituto procuratore a Varese – città ove tuttora risiede – ha percorso la parte più significativa della propria prestigiosa carriera presso la Corte di Cassazione, ove ha lavorato a lungo nella Prima Sezione Penale quando questa era presieduta da Corrado Carnevale [poi notoriamente diffamato dalla sinistra militante come il <<giudice ammazzasentenze>> e alfine assolto dal Tribunale di Palermo da ogni accusa].
Dopo la giubilazione di Carnevale a seguito della campagna di linciaggio intrapresa nei suoi confronti dai comunisti, Pintus – che si vanta di essere uno dei pochi giudici arrivati in Cassazione dopo aver superato gli esami – sceglie di tornare nella natia Sardegna, e viene nominato Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Cagliari. (altro…)