Argomento: PAOLO MARRAS
Articoli su questo argomento (7):
LE BOMBE DEGLI ANARCHICI, LA CATTIVA COSCIENZA DI QUALCUNO
IL FALLIMENTO ARBATAX 2000 / MARSILVA
Paolo MARRAS
MAFIA E ‘NDRANGHETA ALL’ASSALTO DELLA SARDEGNA
PIRODDI DEFINITIVAMENTE ERGASTOLANA … MA E’ SOLO L’INIZIO!
DALLA PARTE DI MARIA AUSILIA … C’ERANO ANCHE ALTRI CATTIVI!!!
SOTTO SILENZIO: OGNI TANTO ANCHE GRAUSO VIENE ASSOLTO
LE BOMBE DEGLI ANARCHICI, LA CATTIVA COSCIENZA DI QUALCUNO
Non vorremmo certo essere nei panni dei gestori di distributori di carburante, che paiono essere diventati – magari per motivi analoghi a quelli per cui taluni pacifisti durante la guerra in Iraq esortavano a boicottare la Esso – il target preferito di questi misteriosi terroristi che si trincerano dietro sigle anarchiche, e al contempo traiamo ancor maggiore motivo di preoccupazione dal fatto che questi anarchici o pseudo tali, decisisi a colpire degli uomini politici, si siano accaniti contro Ignazio Manunza e Mario Diana, due politici che non hanno mai particolarmente brillato ma neppure hanno mai commesso nefandezze, contro i quali nessuno dovrebbe avercela tanto a morte da destinare loro le bombe.
Purtroppo, la pazienza ha un limite per tutti, e questo vale anche per chi ha una visione del mondo improntata a valori di onestà, di giustizia, di solidarietà e di equità, che, magari dopo una vita o svariati anni di impegno nei movimenti studenteschi, nei partiti politici democratici, nei sindacati, per cercare di cambiare o quanto meno migliorare gli aspetti più schifosi di questa società, in particolare per come essi si presentano a Cagliari, non si piega al disincanto del “tanto non cambia niente” e magari mette in conto anche l’opzione di ricorrere a misure estreme, l’opzione terroristica appunto. (altro…)
IL FALLIMENTO ARBATAX 2000 / MARSILVA
Nel 1994, Nichi Grauso, oltre a gettare le basi di VIDEO ON LINE nel settore di Internet, si offrirà di promuovere la rinascita della Cartiera di Arbatax, la più grande cartiera d’Italia, già appartenente al gruppo Burgo e da tempo in crisi.

Grauso chiederà e otterrà dalla Regione la concessione in affitto con riserva di acquisto della Cartiera, e si riproporrà di conseguirne il rilancio legando la ripresa della sua attività produttiva al rilancio su vasta scala della collaterale, a fini di approvvigionamento, attività di forestazione, da promuoversi attraverso la società MARSILVA, diretta da tempo dall’ingegnere Paolo Marras, che divenne azionariamente incrociata con la società costituita ad hoc per la Cartiera, denominata ARBATAX 2000, nella quale assunse ruoli dirigenziali di rilievo il direttore dell’UNIONE SARDA, Antonangelo Liori.
Grauso, tuttavia, non aveva piena autonomia gestionale della Cartiera, poiché la stessa si trovava in amministrazione controllata, e i commissari straordinari all’uopo nominati tennero sovente un comportamento sconcertante, quasi denotante l’intento di affossare la Cartiera piuttosto che rilanciarla: come, ad esempio, nel negare caparbiamente a Grauso la facoltà di porre in produzione la seconda linea produttiva della Cartiera, che, con una sola linea produttiva in funzione, diveniva antieconomica da gestirsi. (altro…)
Paolo MARRAS
Ingegnere, già presidente del Cagliari calcio ai tempi di Gigi Riva, Paolo Marras è soprattutto lo storico presidente di MARSILVA, società creata per lo sfruttamento economico del patrimonio forestale sardo.
In occasione del tentativo di Nichi Grauso, con la costituzione della società ARBATAX 2000, di rilanciare la Cartiera di Arbatax, detta società si incrocia azionariamente con la MARSILVA, in armonia con l’intendimento di Grauso di coniugare rilancio della Cartiera e rilancio della forestazione. (altro…)
MAFIA E ‘NDRANGHETA ALL’ASSALTO DELLA SARDEGNA
Nel sonno profondo e nel silenzio assordante di molti inquirenti sardi, la ‘ndrangheta di Reggio Calabria e di Lamezia Terme e i catanesi del clan di Nitto Santapaola (nella foto) hanno dato l’assalto alla Sardegna e, forti dei loro ingenti capitali derivanti dal traffico di droga e di armi, rischiano di impadronirsene definitivamente, se non se ne sono già impadroniti.
La vicenda Volpe 132, e le dichiarazioni di Gianni Zirottu (il “pentito” che ha pensato bene di eclissarsi forse fidandosi poco della giustizia) hanno già evidenziato come i catanesi fossero coinvolti fino al collo nel traffico d’armi diretto principalmente in Libia che vedeva la Sardegna come fondamentale base strategica per navigare sottocosta senza rischio di incappare in navi da guerra francesi o americane, e del resto Catania è epicentro di interessi libici, giacché a Catania c’era l’avvocato Michele Papa, equivoco rappresentante degli interessi di Gheddafi in Italia, del Catania calcio è presidente Luciano Gaucci, colui che ha schierato il figliolo del colonnello nell’altra sua squadra (Perugia) e che è legatissimo da sempre al più filolibico dei politici italiani (Andreotti), Catania negli anni ’80 pullulava di studenti palestinesi, stranamente proprio come Cagliari, città prossima a quelle basi NATO dove si è sempre mormorato dell’esistenza di maneggi su armi non proprio trasparenti con libici e iracheni. (altro…)
PIRODDI DEFINITIVAMENTE ERGASTOLANA … MA E’ SOLO L’INIZIO!
Come c’era da attendersi, la Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna a quattro ergastoli inflitta in primo grado dalla Corte di Assise di Cagliari, confermata in appello, nei confronti di Maria Ausilia Piroddi, la “zarina” di Barisardo, in relazione agli omicidi di alcune persone nel trucido contesto della faida interna alla CGIL ogliastrina dei primi anni ’90 e della successiva campagna di attentati a Barisardo, con particolare riguardo agli omicidi dei sindacalisti Sandro Demurtas e Franco Pintus, nonché dell’ex carabiniere Giovanni Tangianu.
L’impostazione dell’accusa, sostenuta a suo tempo dall’allora procuratore di Lanusei Fabrizio Tragnone, ha retto ad ogni verifica, rivelandosi solidissima, a differenza di altro connesso processo, quello per “associazione mafiosa” intentato contro la Piroddi e il suo clan, nel cui contesto si contraddistingueva la figura del suo amico fidato (secondo alcuni, amante) Adriano Pischedda, laddove il Tribunale di Nuoro, per l’occasione applicato a Lanusei, assolse la Piroddi, pur infliggendo condanne a svariati anni di galera per gli attentati a Barisardo. (altro…)
DALLA PARTE DI MARIA AUSILIA … C’ERANO ANCHE ALTRI CATTIVI!!!
Intendiamoci da subito, qui non si intende affatto contestare le sentenze emesse dalla magistratura di Cagliari e Lanusei, confermate dalla Cassazione, con cui Maria Ausilia Piroddi e i componenti di quella “banda” che andava nota col suo nome sono stati condannati alla galera a vita o comunque a pene severe per omicidi, attentati e quant’altro: le prove a carico della Piroddi, di Pischedda e soci erano granitiche, e poco spostava sul piano processuale la contestazione sulla credibilità della “pentita” Donatella Concas, forse a maggior ragione credibile se solo si immagina quanto sia difficile rastrellare “pentiti” in Ogliastra, non in questa città un po’ sfessata che è Cagliari.
Tuttavia, una cosa è chiara, ossia che Maria Ausilia Piroddi e Adriano Pischedda criminali e assassini lo sono di sicuro diventati, almeno tenendo fede alle sentenze consacrate dalla Cassazione, ma non lo sono nati, e nelle loro nefaste scelte che hanno terrorizzato per anni Barisardo e anche Tortolì, se ha pesato un’ambizione sfrenata, ha pesato non di meno anche lo scotto per certe ingiustizie che i due hanno personalmente subito o di cui sono stati testimoni. (altro…)
SOTTO SILENZIO: OGNI TANTO ANCHE GRAUSO VIENE ASSOLTO
E’ stata data per dovere di cronaca dalla stampa locale, poi rapidamente passata sotto silenzio, la notizia che Nicola Grauso, così come Andreano Madeddu e, ad eccezione di Antonangelo Liori, tutti gli altri ex amministratori di Arbatax 2000, la società che l’editore aveva creato per il rilancio e la gestione della moribonda Cartiera di Arbatax, è stato assolto dalle accuse di gravissimi fatti di bancarotta fraudolenta ed altro che gli erano state rivolte dalla Procura di Lanusei.
Il collegio presieduto dal dottor Claudio Lo Curto, averne tanti magistrati così rigorosi ed imparziali, ha accolto la richiesta di condanna solamente per Liori che, a quanto pare, è stato chiamato in causa solamente per pretese confusioni patrimoniali tra Arbatax 2000 e sue società personali, estranee al suo rapporto di lavoro con Grauso, mentre l’ha respinta in tronco nei confronti di Grauso, riguardo al quale è stato accertato che giammai, come pretendeva di comprovare la pubblica accusa, fece confluire alcuna posta patrimoniale di Arbatax 2000 nel patrimonio de “L’Unione Sarda”. (altro…)