Argomento: PAOLO BORSELLINO
Articoli su questo argomento (5):
LA SINISTRA E LOMBARDINI: UN’OCCASIONE PERDUTA
Incredibile, forse, ma vero: stando agli esiti parziali del nostro sondaggio interattivo, nelle intenzioni di voto dei nostri visitatori i DS sono ampiamente il partito di maggioranza relativa, seguiti a una certa distanza dai centristi della Casa della Libertà, e il centrodestra è solo di pochissimo il primo schieramento.
Come abbiamo già detto, la cosa ci fa molto piacere: evidentemente le nostre argomentazioni, sebbene sovente crude, sono almeno in certa misura condivise dalle persone di sinistra, almeno quelle, e crediamo e speriamo che siano tanti, che dinanzi al problema della Mala Iustitia Caralitana non hanno scelto di mettersi le fette di salame sugli occhi, bensì di rifletterci; e questo non ci stupisce perché, conoscendo abbastanza quel mondo politico, sappiamo che la base, nei DS e forse nell’intero centrosinistra, è migliore del vertice. (altro…)
ONORE A CAPONNETTO, UOMO ONESTO
Almeno per un giorno, è per noi doveroso evitare di parlare in questa pagina delle consuete sozzerie di casa nostra di cui ci occupiamo abitualmente, essendo inderogabile onorare, nel nostro piccolo, la memoria di un uomo timido, apparentemente fragile, che ha dato tantissimo alla giustizia e alla Nazione tutta.
Ci riferiamo al giudice Antonino Caponnetto, ideatore del Pool Antimafia di Palermo degli anni ’80, che portò al primo Maxiprocesso contro Cosa Nostra, il quale, da tempo in pensione, è deceduto ieri nella sua Firenze all’età di 82 anni.
Se dovessimo dare in poche parole una definizione del giudice Caponnetto, ci basterebbero tre parole: un uomo onesto. Ossia una di quelle persone con un radicato e inattaccabile senso dell’onestà e della legalità, non portato al protagonismo ma, davanti a certe porcherie, capace di indignarsi e di impegnarsi senza dispendio di energie per ripristinare quella legalità posta a repentaglio, nel caso di specie dal fenomeno mafioso. (altro…)
IL SUICIDIO LOMBARDINI: E SE C’ENTRASSE LA MAFIA?
Da quasi cinque anni continuiamo a interrogarci, arrovellandoci il cervello sulle possibili risposte, sul perché è stato consentito, o voluto, che Luigi Lombardini fosse sottoposto a un’infamante indagine, mediatica prima ancora che giudiziaria (come ben sanno i pennivendoli de LA NUOVA SARDEGNA coi loro sproloqui denigratori), per il reato di estorsione, lui che l’estorsione sotto forma di sequestro di persona la combatté per tutta la vita, perché si è prestato credito senza battere ciglio alle stravaganti accuse, destituite di ogni credibilità, di un bel tipo come Tito Melis che pare pensasse al budget anche quando il rischio che gli uccidessero la figlia era quanto mai attuale.
Sapevamo dei sospetti che Lombardini, ancora in vita, aveva esposto a coloro, magistrati e non, che gli erano più vicini: alcuni alti esponenti della magistratura cagliaritana avrebbero, con metodi piuttosto “informali” (per adoperare un eufemismo), contattato Tito Melis quando già da tempo la sola Procura di Palermo era competente ad indagare sulle vicende riguardanti Lombardini, e l’avrebbero convinto, o indotto, o costretto (gli aggettivi saranno molto importanti quando si indagherà su costoro, probabilmente per concussione) a rendere le note dichiarazioni a carico del magistrato suicida; dopodiché Tito Melis si precipitò a Palermo a ritrattare le dichiarazioni rese prima, in cui di fatti estorsivi non vi era cenno, e Caselli prese il tutto come oro colato. (altro…)
IL CASO VERNESONI: UNA VICENDA DA SEGUIRE CON ATTENZIONE
Il tenente colonnello della Guardia di Finanza Roberto Vernesoni, avendo peraltro lavorato sempre in silenzio, si è rivelato essere uno degli investigatori più intraprendenti e coraggiosi dello spesso triste panorama degli inquirenti sardi, all’altezza dei grandissimi del recente passato come l’ispettore di Polizia Mario Uda e il colonnello dei Carabinieri Enrico Barisone.
Oggi quest’uomo, accusato anche da alcuni commilitoni, e naturalmente dai soliti “pentiti” spesso poco credibili, come tale Littera non molto tempo fa riarrestato per traffico di droga dalla Procura di Vicenza (non da quella di Cagliari … ci mancherebbe!!!), deve oggi rispondere avanti a un Tribunale, a un collegio di quel Tribunale di Cagliari che è da tempo regno di incompatibilità, dell’infamante accusa di aver distratto, per rivenderseli in proprio, due chilogrammi di cocaina da un quantitativo in sequestro. (altro…)
11 agosto 1998 – 11 agosto 2005: GRAZIE LUIGI!
Gli ipocriti, i pavidi, quelli in mala fede che mentono sapendo di mentire, i voltagabbana di ieri e di oggi se ne infischieranno, ma sinceramente di quel che pensano loro, data la scarsa considerazione che ne abbiamo, non ce ne importa niente.
Ad oggi sono sette anni che Luigi Lombardini ci ha lasciato e, senza spendere troppe parole, perché già molto vi abbiamo parlato di lui, dei suoi meriti, anche dei suoi difetti ma senza mai tradire la sua immagine e la sua eredità ricordiamo commossi ancora una volta, come faremo fino alla morte, la figura di un galantuomo, di un eroe, di un autentico servitore dello Stato e della Sardegna, quale sempre quest’isola lo ricorderì indifferente al fango rovesciato e alle calunnie vomitate a mezzo stampa o perfino attraverso atti giudiziari. (altro…)