Argomento: ORUNE
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E SE RIPRENDESSERO I SEQUESTRI?
Il “caso Orune”, col fatto inaudito di Carabinieri costretti da una folla inferocita e con l’anomala mediazione del sindaco comunista del paese a rimangiarsi l’arresto di due facinorosi che era stato già comunicato alla magistratura, fatto per cui, pare, lo zelante procuratore di Nuoro, il siciliano Roberto Saieva (anche lui, come Caselli, nominato al posto di un collega ben più anziano in nome delle solite squallide logiche politiche del CSM) procederà per omissione di atti di ufficio nei confronti degli stessi Carabinieri, costituisce solo l’ultima avvisaglia del gravissimo stato di malessere in cui le periferie per eccellenza di questa nostra isola, la Barbagia e l’Ogliastra, versano da diversi anni; stato di malessere di cui sono sintomatici: enorme incremento delle rapine alle banche e agli uffici postali, sequestri di persona non denunciati (si dice … ma anche Tito Melis l’aveva raccomandato), sequestri lampo, innumerevoli attentati incendiari e dinamitardi, anche sacrileghi come quello di domenica scorsa alla chiesetta del Monte Ortobene a Nuoro, truculenti e numerosi omicidi che non risparmiano neanche preti e disabili.
L’aveva detto, quel misterioso e ovviamente anonimo agente del Sisde che quasi quattro anni fa si era fatto intervistare dalla NUOVA SARDEGNA, l’aveva preannunciato che, morto Luigi Lombardini e venuta meno l’ipotetica struttura con cui era fissato Caselli che questi avrebbe costituito, gli stati maggiori della criminalità nuorese, che Lombardini e il suo “giro” in qualche modo tenevano a freno, si sarebbero scatenati. (altro…)
IL SEQUESTRO DI GIUSEPPE VINCI
Giuseppe Vinci, appartenente a una nota famiglia di titolari di supermarket alimentari di Macomer, veniva sequestrato nel 1994, nei dintorni di Borore, e liberato solamente nel 1995, dopo una prigionia durata quasi un anno, dietro pagamento di un ingente riscatto, il cui ammontare non è stato rivelato, ma che si aggirerebbe sui quattro miliardi e mezzo di lire.
Il ritorno a casa di Vinci fu reso possibile dall’autorizzazione, richiesta dal sostituto procuratore Mauro Mura e accordata dal GIP del Tribunale di Cagliari, al pagamento <<controllato>> del riscatto, concessa poiché vi era la certezza, da parte degli inquirenti, di potersi pervenire, tramite il pagamento, all’individuazione e alla cattura dei responsabili del sequestro. (altro…)
ELENCO DEI LATITANTI COSTITUITISI A LOMBARDINI
Elenco dei latitanti
Elenco dei latitanti costituitisi al Giudice Istruttore Lombardini unitamente ad elementi della Polizia di Stato o dell’Arma dei Carabinieri:
1.-PIRAS Piero, nato ad Arzana imputato tentato sequestro e plurimo omicidio Loddo, sequestro avv. Saba, sequestro ed omicidio Bussi; 25.4
2.- SCANO Salvatore, da Orani, imputato del sequestro SCHILDJ, maggio 1980;
3.- COINU Salvatore, da Fonni, imputato sequestro Casa, 8.11.1980;
4.- CASSI Salvatore, da Oristano, imputato del sequestro- omicidio di Puccio Carta e sequestro Troffa; 28.12.1980;
5.- DEIANA Antonio Ignazio, da Orune, imputato di omicidio 17.2.1981;
6.- POTCU Salvatore noto “Perdinzano”, da Sarile, imputato del sequestro Shild, aprile 1988; (altro…)
IL MEMORIALE SEGRETO DI LOMBARDINI
Al Ministero di Grazia e Giustizia
Al Ministro dell’Interno
Per sapere – premesso che
dato lo strapotere acquisito da diverse Procure d’Italia, si sono creati dei veri e propri centri di potere che, in una situazione di totale indipendenza, tendono a strabordare, spesso, i limiti stabiliti dalla stessa legge, con metodi che assumono i toni dell’arroganza e della strafottenza, utilizzando gli enormi poteri che la stessa legge attribuisce ai P.M. per scopi che spesso hanno poco a che fare con la ricerca dei presunti colpevoli e l’accertamento della verità, ma in cui si è costretti a ritenere di trovarsi di fronte a vere e proprie persecuzioni a senso unico, “alla faccia” del principio dell’”obbligatorietà dell’azione penale”, per cui tutte le azioni penali dovrebbero essere esercitate a prescindere da ogni implicazione politica, di parte, di comodo, od altro; ritenuto che esempio evidente e ormai noto palesemente a chiunque si prenda la briga di aprire, suo malgrado, un qualsiasi giornale o un qualunque schermo televisivo, è, fra le altre, la Procura della Repubblica di Milano, i cui componenti, sia come singoli, sia riuniti in “POOL”, paiono ritenersi, ormai, al di sopra di qualsiasi potere, non solo giudiziario, ma anche degli altri riconosciuti dalla Costituzione (vedi quello politico, che trova la sua espressione nel Parlamento, unico organo sovrano nel legiferare), arrogandosi il diritto di “veto” e di aperta contestazione, appunto, nei confronti del Parlamento riguardo a proposte di legge dallo stesso formulate e, per vari motivi, non gradite. Gli stessi componenti tale Procura, nel loro delirio di onnipotenza (qualcuno è giunto al punto di formulare l’intenzione di “voler rivoltare tutta l’Italia come un calzino”) hanno usato del loro potere a proprio, esclusivo, piacimento, intestardendosi nell’aprire un’infinità di inchieste nei confronti di un membro del Parlamento, colpendolo in modo subdolo e, nello stesso tempo, tracotante e proditorio, raggiungendolo, quando era Presidente del Consiglio, con un “avviso di garanzia” (simile ad una freccia, vero e proprio “CORRIERE di morte”, scagliato alle cinque DELLA SERA), mentre presiedeva, a Napoli, quale massimo esponente e rappresentante dell’Italia, un congresso internazionale contro la criminalità, alla presenza dei rappresentanti delle nazioni di gran parte dell’intero pianeta, solo perché appartenente ad una parte politica, evidentemente non gradita dai P.M. di tale Procura, mentre ben altro trattamento (o meglio totale assenza di trattamento) è stato, e continua ad essere, riservato nei riguardi di esponenti della parte politica opposta, evidentemente più “gradita” agli stessi P.M., con una tale singolare diversità di atteggiamento persecutorio, da una parte, e di “riguardo” (se non addirittura “di rispetto”) nei confronti dell’altra parte da non potere balzare evidente agli occhi di tutti. (altro…)
SEQUESTRATI MAI TORNATI A CASA
L’elenco sarebbe lunghissimo per gli anni che ci hanno preceduto, per gli anni più recenti ci limitiamo a due nomi: Paolo Ruiu e Giuseppe Sircana.
Paolo Ruiu era un giovane farmacista di Orune, stimato e benvoluto da tutti. E’ stato rapito nel 1994, e i banditi non hanno mai dato notizie sul suo conto. Il tempo trascorso senza notizie fa ritenere a tutti che sia ormai morto, e la comunità di Orune, pur abituata all’asprezza del sequestro di persona soprattutto per la frequente condanna di persone del luogo, non ha ancora dimenticato questa perdita. (altro…)
Giuseppe VINCI
Giovane imprenditore di Macomer, appartenente a una famiglia titolare di una notissima catena di market alimentari diffusi in tutta la Sardegna, nel 1994 viene sequestrato all’altezza di Borore, per venir liberato solamente nel 1995 dopo quasi un anno di prigionia, e col pagamento di un riscatto di ammontare mai divulgato, ma pare tra i quattro e i cinque miliardi.
La liberazione di Giuseppe Vinci fu resa possibile dall’autorizzazione al pagamento controllato del riscatto, accordata dal GIP presso il Tribunale di Cagliari su richiesta del PM Mauro Mura, che permise di superare il blocco dei beni, e immediatamente dopo il pagamento del riscatto, furono arrestate quattro persone, tutte orgolesi [Nicolò Cossu, noto <<Cioccolato>>, Antonio Crissantu, Nicolò Liberato Succu, Nicola Dettori, ritenuti facenti parte della banda che perpetrò il sequestro, ma la cui posizione non fu mai completamente chiarita, rimanendo a cavallo tra quella dei <<banditi>> e quella degli emissari. (altro…)