Argomento: NO GLOBAL


Articoli su questo argomento (22):

LA CARRIERA DI CASELLI, LO STRABISMO DEL CSM

Da un nostro appassionato lettore abbiamo ricevuto la segnalazione, che avremmo forse avuto prima se avessimo letto i quotidiani con maggiore attenzione, per cui i più prossimi congiunti in vita di Luigi Lombardini, ossia il fratello Carlo e la sorella Maria Teresa, prima che venisse formalizzata dal Consiglio Superiore della Magistratura, nella sua vecchia composizione insozzata e intasata di magistrati apertamente politicizzati, la nomina di Giancarlo Caselli a Procuratore Generale di Torino, avevano provveduto a segnalare sia al vice presidente del Consiglio sia al consigliere giuridico del Presidente della Repubblica la pendenza di un esposto che essi a suo tempo inviarono riguardo al comportamento del nostro eroe, all’epoca Procuratore della Repubblca presso il Tribunale di Palermo, in occasione del ben noto interrogatorio dell’11 agosto 1998 e successivi mai chiariti “atti conseguenti” che scaturirono nel tragico suicidio di Luigi Lombardini.
Caro amico, che dobbiamo dire? Ci ricordiamo tutti del fatto che la nomina di Luigi Lombardini a Procuratore presso il Tribunale di Cagliari fu intralciata, tra l’altro, grazie alle accuse del magistrato sassarese Gaetano Cau di pressioni nei suoi confronti per il dissequestro di un assegno internazionale, mentre quando si è trattato di discutere della nomina dell’eroe Caselli (ci sono tanti che lo reputano tale, parliamo sul serio) si passa tranquillamente sui cadaveri, dovendosi ricordare che su quanto è successo soprattutto tra l’interrogatorio e il suicidio di Lombardini non si è mai fatta chiarezza, non potendo certo bastare al riguardo la sbrigativa “assoluzione” decisa dal CSM nei confronti di Caselli, a cadavere caldo, a fine agosto 1998. (altro…)

DIETRO IL BLITZ DI COSENZA IL GOVERNO DI UNITA’ NAZIONALE DELLA FORCA?

Non siamo particolarmente vicini, nelle idee politiche e nei metodi, ai No Global, ma il nostro DNA ci suggerisce che la libertà, come valore assoluto, va difeso sempre e comunque e senza discriminazioni, e che quindi si deve evidenziare senza reticenza alcuna come l’iniziativa della Procura di Cosenza, che avrebbe ben altro da fare tra ‘ndrangheta e omicidi, di impacchettare 20 appartenenti ai movimenti No Global sotto le accuse di associazione sovversiva ed altri titoli di reato previsti dalla parte più genuinamente fascista del Codice Rocco (che nessuno, compreso Bossi che ne ha ripetutamente chiesto l’abrogazione, ha mai toccato confidando nel buon senso della magistratura, evidentemente sbagliando), sia un’evidente bufala.
A nostro modesto avviso, non c’è neppure bisogno di vedere gli atti, che del resto saranno costituiti in massima parte da teoremi polizieschi alla De Gennaro, che “Radio No Global” indica come il vero ispiratore del blitz, per comprendere come l’accusa sia del tutto campata per aria e strumentale: quei ragazzi, turbolenti si, ma che hanno dimostrato ampiamente di avere delle idee e di non perseguire solo lo scontro fine a sé stesso, agiscono del tutto alla luce del sole, e se ci sono stati scontri di piazza, rientrano nei rischi connessi all’esercizio del diritto di manifestare, non certo in preordinati piani terroristici o di aggressione alla polizia. Ma vogliamo scherzare? Il terrorismo è quello delle Brigate Rosse, quello di Bin Laden, non certo quello dei No Global!!! (altro…)

BASTA CON GLI ABUSI DELLA CUSTODIA CAUTELARE!!!

Napoli, 16 nov. – (Adnkronos) – ”Come liberale credo dell’indipendenza della magistratura, se adotta dei provvedimenti devo supporre abbia delle motivazioni”. Lo ha detto, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di una cerimonia militare a Napoli, il ministro della Difesa Antonio Martino commentando l’arresto di alcuni esponenti No global. ”Sono contrario, sempre come liberale -ha aggiunto Martino- alla custodia cautelare, se non in casi eccezionali. Sono contrario sia quando la cosa riguarda avversari, che quanto riguarda persone potenzialmente amiche perche’ la custodia cautelare -ha aggiunto il ministro- significa tenere in galera una persona che per la Costituzione e’ innocente fino a che non sara’ dimostrato il contrario”.
Le parole del ministro Martino, uno dei rari politici italiani, con Vittorio Sgarbi e pochi altri, a cui nessuna appartenenza di schieramento toglierà mai l’autonomia di giudizio, sono veramente da incorniciare, ed evidenziano, al di là di anticipazioni di giudizio sulle iniziative della Procura di Cosenza prima di conoscere appieno gli atti dell’inchiesta (sulla quale, comunque, le nostre perplessità sono enormi, specie per l’applicazione di norme di stampo fascista): l’abuso della custodia cautelare, vizio duro a morire della magistratura italiana.
Per quanto ci riguarda, quando leggiamo sul Televideo o sui vari organi di informazione di tutti questi eclatanti blitz, qualunque reato riguardino, con immancabile attuazione di raffiche di arresti contro decine di persone, ci viene il mal di stomaco, e il paragone che ci nasce spontaneo è quello con le indistinte retate dei nazisti quando acchiappavano masse di partigiani per attuare la rappresaglia di rigore, in proporzione di dieci a uno, ogni qualvolta qualche soldato o ufficiale tedesco veniva accoppato. (altro…)

COSENZA CHIAMA CAGLIARI: MUSICA NUOVA IN PROCURA!

C’era un bellissimo slogan del Maggio francese che recitava più o meno “la fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà”: ebbene è proprio quello che è avvenuto ieri a Cosenza, una delle tante città del Sud dove da tempo l’unica realtà palpabile, l’unico potere palpabile, sembrava essere quello delle tante Superprocure intente a gestire una criticabile antimafia i cui effetti sono paragonabili al voler svuotare il mare con un secchiello.
La manifestazione dei No Global, con la quale, oltre alla liberazione di tutti i “compagni” arrestati (peccato rovinare con queste accentuazioni una lotta sacrosanta: diciamo liberazione dei cittadini arrestati senza prove …), si chiedevano le dimissioni del capo della Polizia De Gennario, cosa su cui per motivi in parte diversi in parte uguali siamo D’ACCORDISSIMO, è stata, grazie anche all’ormai sperimentata abilità del ministro dell’interno Beppe Pisanu (che sembra aver convinto i poliziotti che la devono finire di comportarsi come teppisti), più che una manifestazione pacifica: è stata una festa, con un’intera città, dove certo non manca l’elettorato di centrodestra, che si è stretta intorno ai propri ragazzi, sbattuti ingiustamente in galera da una Procura che agisce come una scheggia impazzita e deviata del sistema, e poi il Procuratore di Cosenza ha pure la faccia tosta di lagnarsi per essere stato isolato … meglio farebbe a dimettersi, dato che ha perso ogni legittimazione agli occhi dell’opinione pubblica! (altro…)

PIANA, PANI E PISOTTI LIBERI? ALLORA LIBERI TUTTI!

Oggi il Tribunale della Libertà di Catanzaro, come prevedevamo, ha scarcerato tutti i No Global accusati di associazione sovversiva dalla Procura di Cosenza, ma anche se ne siamo lieti per ora non vogliamo commentare questa decisione: non si conoscono ancora le motivazioni della decisione e ogni discettazione sarebbe prematura.
Dobbiamo invece tornare ad occuparci della ponderosa richiesta di archiviazione, oltre cento pagine fitte fitte, proposta dalla PM della Procura di Palermo Marzia Sabella (parente di Alfonso Sabella, uno dei “cocchi” di Giancarlo Caselli?) riguardo all’inchiesta sul “caso Unione Sarda” e tante altre amene vicende simili che interessarono Nicola Grauso, scaturita da documentati esposti dell’ex editore, assistito in qualità di persona offesa dal professor Carlo Taormina. (altro…)

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TERRORISMO, A CHI GIOVA MINACCIARE IL PM?

Questi presunti terroristi dei “Nuclei Proletari per il Comunismo” si sono scatenati alla grande con l’inizio del nuovo anno, con l’invio in serie delle loro letterine, tutte uguali, tutte con mittente un inesistente studio legale sassarese intestato a Walter Alasia, storico militante BR ucciso in un conflitto a fuoco eponimo di una temutissima colonna milanese di quell’organizzazione terroristica, tutte contenenti un paio di proiettili di Kalashnikov; dopo il Pm Mario Marchetti, che da investigatore competente è forse giudicato “reo” di aver capito su questa strategia già troppo per i gusti di chi la sta attuando, come è noto i bersagli privilegiati sono diventati i sindacalisti “moderati” della CISL e della UIL, con inquietante coincidenza del target con quello classico delle BR dagli anni Ottanta in poi.
Ciò che non torna, tuttavia, è l’uso da parte dei terroristi, o pretesi terroristi, dello strumento della minaccia nei confronti di un PM, che non appartiene al campionario tradizionale dei brigatisti, che casomai, quando hanno considerato dei magistrati pericolosi od obiettivi da colpire, hanno sempre colpito direttamente, senza preavviso, al limite firmando l’assassinio a posteriori col solito comunicato farneticante, come avvenne ad esempio nel 1979 con Emilio Alessandrini. (altro…)

TERRORISMO, ATTENTI ALLE PROVOCAZIONI!!!

La fifa rischia di essere cattiva consigliera, oggi che le colpevoli sottovalutazioni degli allarmi lanciati dal professor Biagi prima del suo barbaro assassinio ad opera delle BR inducono a non sottovalutare niente, in particolare a non prendere sottogamba i macabri messaggi conditi con proiettili di Kalashnikov di questi giorni, ma pare stiano inducendo la Direzione distrettuale antiterrorismo, colpita in prima persona con le minacce al magistrato Mario Marchetti, a “fare di tutta l’erba un fascio”, a indagare su tutte le manifestazioni di “ribellismo” degli ultimi due-tre anni, dai blitz contro i negozi della via Garibaldi e la Rinascente di Cagliari perfino alle scritte anti-Berlusconi sui muri e sui cavalcavia, ritenendo che vadano collocate in un unico calderone di attività eversive.
Attenzione! Certamente queste iniziative fanno parte più della scarsa civiltà che della libera manifestazione del pensiero (in questo paese, chiunque è libero di sparlare di Berlusconi senza imbrattare i muri), ma è assai improbabile che possano essere ascritte a un filone genuinamente “eversivo” anziché, piuttosto, a certi gruppuscoli anarcoidi giovanili da sempre insediati a Cagliari e Sassari e oggi sicuramente convergenti con l’area No Global, la cui azione è però sempre stata a metà strada tra contestazione radicale del “sistema” e goliardia pura, ma non potrà mai convergere con le BR od organizzazioni simili perché, in fondo, si tratta di bravi ragazzi; se la DIGOS di oggi avesse l’esperienza di quella di ieri, degli anni Ottanta, che non diede un peso immeritato a ripetuti episodi di minacce portati a segno da gruppi che si richiamavano al fascismo e al nazismo, si eviterebbero oggi questi inutili allarmismi. (altro…)

IL TERRORISMO NON SIA UN ALIBI

Sarà sicuramente una coincidenza, ce lo auguriamo proprio, ma questa nuova escalation terroristica, che speravamo fosse robaccia degli anni Settanta gettata nella pattumiera della storia, arriva proprio in un momento in cui la giustizia sarda, e quella cagliaritana in particolare, stavano, e stanno, toccando il fondo in termini di legittimazione e di credibilità, con molti nodi che stavano e che stanno venendo al pettine, dalla vergogna del caso Melis all’inquietante caso Santona alle spaventose vicende di stampo sudamericano del caso Unione Sarda.
Prima ancora che arrivassero le letterine con pallottole di Kalashnikov e poi il tritolo, in verità, L’UNIONE SARDA aveva fatto di tutto per minimizzare la situazione, censurando tutto il censurabile, coi lettori costretti ad acquistare un quotidiano milanese per saperne di più sul caso Santona o a consultare il nostro sito per saperne di più su tutto … il loro massimo l’hanno raggiunto sul caso Melis, ne hanno parlato lo stretto necessario e improvvisando astrusi teoremi, basati su un mero dispositivo di sentenza, per cui, in ogni caso, Silvia Melis è ancora attendibile. (altro…)

TERRORISMO: BRIGATE ROSSE O COSA NOSTRA?

Da non capirci più niente.
I terroristi di questi non meglio identificati “Nuclei Proletari per il Comunismo”, una sigla che a dire il vero puzza di falso lontano un miglio, stanno colpendo a 360 gradi, all’indirizzo praticamente di tutti i rappresentanti delle istituzioni, dalla stampa alla magistratura, al sindacalismo moderato al presidente e ad assessori regionali, alla dirigenza della Confindustria sarda. (altro…)

IL NOSTRO SONDAGGIO SUL TERRORISMO: NO GLOBAL NELL’OCCHIO DEL CICLONE

Concluso il nostro sondaggio sul terrorismo, che è già stato online per un po’ di tempo, e che sconta, nel numero limitato delle risposte, la tradizionale ritrosia della gente a rispondere su questo argomento.
La maggioranza dei votanti ritiene che dietro i recenti gravi fenomeni di stampo eversivo vi siano gruppi legati all’area degli anarchici e dei No Global, mentre una percentuale inferiore ritiene che si tratti delle Brigate Rosse o di gruppi ad esse legati; non è trascurabile neppure la percentuale di chi ritiene che si tratti di una provocazione dei “servizi segreti deviati” finalizzata ad instaurare la strategia della tensione, ed è questa, evidentemente, una risposta di sinistra, anzi di estrema sinistra, propria di chi paventa che il nuovo antiterrorismo sia un pretesto per avviare iniziative repressive nei confronti delle sinistre extraparlamentari (come si diceva un tempo) tra cui i protagonisti principali sono, oggi, proprio i No Global. (altro…)

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CHECCHE’ NE DICA LISSIA, CI SONO E SONO TORNATI

Si sono rifatti vivi subito, raccogliendo appieno la provocazione, chissà quanto disinteressata, del signor Lissia Mauro, che su LA NUOVA SARDEGNA, strumentalizzando le parole del procuratore generale Antonini, si è azzardato ad asserire che il terrorismo, in Sardegna, non esiste e che coloro che azzardano ipotesi sullo stesso sono dei venditori di fumo.
Nuovo ordigno esplosivo a Nuoro, ancora presso la sede della locale Confindustria, che poteva uccidere, dato che nell’edificio vi erano dei ragazzi che stavano effettuando un corso di informatica cogestito da Confindustria e dai sindacati. (altro…)

E POI DICONO CHE LA CIRAMI SERVE SOLO A BERLUSCONI…

Da ieri ha grande risonanza su tutti gli organi di informazione l’annuncio del ministro della giustizia Roberto Castelli che il suo ufficio ha avviato numerose azioni disciplinari nei confronti di magistrati di cui è stata ritenuta comprovata la politicizzazione; noi diciamo che fa bene, anche se per quanto ci riguarda non ci scandalizza affatto che un PM si faccia vedere a un corteo dei No Global, al massimo se occorrerà ne chiederemo l’astensione o attiveremo la Legge Cirami, fin che ovviamente non strumentalizzi le proprie delicate funzioni al servizio delle proprie idee, il che vale, ovviamente, anche se fossero idee di centro o di destra, posto che le ideologie e la politica devono rimanere fuori dall’esercizio della giurisdizione.
Ci scandalizza molto di più, invece, che sempre più PM, lungi dall’essere organi impersonali di giustizia, e divenendo scandalosamente “parti” molto più degli avvocati privati, ossia con una totale immedesimazione con gli obiettivi della causa – gli avvocati, almeno quelli più professionali, tendono invece a creare un certo distacco tra il loro compito di difesa tecnica e le immediate esigenze del cliente – tendano a personalizzare il loro coinvolgimento in causa fino al punto dal voler mantenere i processi, costi quel che costi, anche quando sussistono evidenti ragioni di incompatibilità o di inopportunità. (altro…)

MAGISTRATI POLITICIZZATI? ALLORA MAGISTRATI ELETTIVI!

Silvio Berlusconi, forse, ha fatto un’analisi un po’ sbrigativa nel riproporre, pur non senza fondamento, la consueta tesi della sinistra che usa la magistratura per ribaltare il verdetto delle urne, dato che, nel rapporto tra magistratura e politica, si sta invece delineando una situazione che rischia di essere ingovernabile anche per i Rutelli e i Fassino, che infatti, dopo la nota sentenza della Cassazione, si sono affrettati a dichiarare che, in caso di condanna di Berlusconi a Milano, non ne chiederebbero le dimissioni.
Si sta venendo a formare, infatti, una inquietante sinergia tra l’ala avanzata della magistratura militante, quella di cui, essendo divenuti Borrelli e D’Ambrosio illustri pensionati, i più insigni rappresentanti sono divenuti il Procuratore Generale di Torino Giancarlo Caselli e il Procuratore Aggiunto di Milano, ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura, Armando Spataro, e i movimenti che nel panorama politico italiano più stanno nell’ambito di coloro che propongono soluzioni barricadiere e disconoscono la legittimità di Berlusconi e della Casa delle Libertà a governare, non disdegnando all’uopo la soluzione giudiziaria o peggio, speriamo proprio di no, quella degli scontri di piazza. (altro…)

NEL CUORE DI CAGLIARI UN PALAZZO ESTRANEO

Cagliari, lo sappiamo bene, è sempre stata una città politicamente di centro o di centro-destra, il cui faro illuminante è stata la Democrazia Cristiana, spesso in alleanza coi liberali (quando questi stavano parecchio a destra), e che al massimo ha tollerato, forse anche apprezzato, sindaci socialisti, e che oggi ha sostituito la defunta DC con Forza Italia e con Alleanza Nazionale, partito quest’ultimo che ha direttamente appoggiato il miglior sindaco che la città abbia mai avuto, l’attuale senatore Mariano Delogu, al quale, al di là delle schermaglie per le sue dichiarazioni ai PM di Palermo, nessuno potrà mai disconoscere questo titolo.
Ma se si entra a palazzo di giustizia, anche questo lo sappiamo bene, si disvela una palpabile autonomia, poiché a livello di simpatie politico-associative dei giudici e dei PM che popolano il Palazzaccio, la maggioranza assoluta di essi è schierata con Magistratura “Democratica”, corrente che non si identifica banalmente coi DS, bensì al limite con la sua ala sinistra (detta il “correntone”), coi girotondini, coi no global, coi comunisti puri e duri e con tutto quanto sta a sinistra di ciò, esclusi, lo speriamo, i brigatisti, con una minima presenza dei “rincalzi” di Unità Per la Costituzione, anch’essi comunisti e postcomunisti appena più moderati di Magistratura “Democratica”, e dei cosiddetti “Verdi”, in realtà anch’essi dei rossi con un’accentuata tendenza movimentista; mentre rimane notevolmente minoritaria la corrente di centro-destra, Magistratura Indipendente, che in realtà comprende anche magistrati che non amano Berlusconi e Fini. (altro…)

LO STALINISMO, MALATTIA SENILE DEI MAGISTRATI ROSSI

La storia del comunismo, e in particolare la storia settantennale della terribile dittatura sovietica, paradigma dei regimi totalitari di stampo marxista che negano la stessa dignità di esistere all’avversario politico e non conoscono altro metodo per combatterlo che eliminarlo (fisicamente, come ai tempi di Stalin, o utilizzando la psichiatria collusa, come ai tempi di Breznev, metodo questo gradito anche al nostro Consiglio Superiore della Magistratura) dimostra come questa ideologia, forse giusta nelle premesse, visionaria e sballata nelle previsioni, violenta e antipacifista nei metodi, finisca, inevitabilmente e fatalmente, qualunque forma-partito assuma, per trasformarsi in qualcosa di molto simile alla giustificazione di sodalizi di tipo mafioso, dove pochi boss dettano legge, la massa dei “picciotti” esegue i loro voleri, il popolo è intimidito e chi osa ribellarsi dovrà pentirsene amaramente.
La storia della magistratura italiana ci insegna che un gruppo di magistrati comunisti, apparso negli anni ’60 e datosi la sigla di Magistratura Democratica (perché, un tempo, i comunisti si credevano i monopolisti della parola democratico), dapprima minoritari, sono riusciti, sfruttando il legittimo malcontento della massa della magistratura per i metodi disinvolti dei vertici nell’insabbiare inchieste scottanti e nel propugnare una giustizia forte coi deboli e debole coi forti, e non secondariamente facendo reclutare le nuove leve attraverso percorsi di formazione universitari e post-universitari controllati dal PCI e dintorni, a guadagnarsi una posizione assolutamente dominante, in termini di consensi numerici e soprattutto di attivismo, nella Associazione Nazionale Magistrati e nel C.S.M.. (altro…)

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MUSICA NUOVA IN CUCINA!

Non c’è che dire, il signor Zuncheddu Sergio da Burcei il mestiere di censore di regime lo sa fare proprio bene, poiché, con L’UNIONE SARDA o meglio con ciò a cui ha ridotto il quotidiano di Cagliari, non ha avuto difficoltà, all’unisono con LA NUOVA SARDEGNA, a passare quasi sotto silenzio la sentenza, e le relative motivazioni, con cui la Corte d’Appello di Cagliari ha di fatto gettato nel cestino, con la fallimentare e scriteriata indagine della Procura distrettuale di Cagliari sui pretesi rapitori di Silvia Melis, anche il parallelo processo palermitano, gestito stancamente da una locale Procura che ha cose ben più importanti e fondate di cui occuparsi.
E’ quasi ovvio e scontato dire che, con questo scempio giudiziario favorito dalla disinvoltura di una sequestrata e di suo padre e dall’incredibile condotta degli inquirenti, magistrati e organi di polizia, si è di fatto cagionata la morte di un magistrato come Luigi Lombardini (si potrà poi disquisire tra omicidio volontario, preterintenzionale, colposo, istigazione o aiuto al suicidio o semplice mobbing, ma la sostanza è questa), si è demolita la credibilità di un imprenditore, Nicola Grauso, che era ammirato da tutti in Sardegna per quanto aveva saputo costruire dal nulla, mettendocisi di traverso alle sue iniziative politiche non proprio favorevoli alle nomenklature di sinistra ma anche di destra, si sono determinati tanti, indefiniti “effetti collaterali” in danno di magistrati, avvocati, semplici cittadini. (altro…)

NUOVO ATTENTATO A DECIMOMANNU, NUOVA CAZZATA A ROMA

Ieri c’è stato l’ennesimo attentato, rivendicato dai soliti anarchici, a un distributore di benzina di Decimomannu, di proprietà di Pietro Melis, già vittima di analogo attentato a un altro distributore di sua proprietà ad Assemini.
Nella sua follia, la strategia di questi attentati sembra chiara: si colpisce la distribuzione di benzina, e quindi dei derivati del petrolio, in chiave di attacco contro chi, secondo le tesi di certi pacifisti, avrebbe voluto la guerra in Iraq esclusivamente per il petrolio, per mettere le mani sulle enormi risorse petrolifere del paese già tiranneggiato da Saddam Hussein; un filone motivazionale che rimanda, quindi, a problematiche internazionali piuttosto che interne, sul solco dell’asse portante delle rivendicazioni dei No Global, nei quali da tempo molti analisti e un largo settore dell’opinione pubblica individuano il brodo di coltura del nuovo terrorismo. (altro…)

BERLUSCONI REGALA IL GOVERNO AL CENTROSINISTRA

Silvio Berlusconi dovrebbe sapere bene, visto che ne ha almeno due eletti al Parlamento nelle file di Forza Italia (Francesco Nitto Palma e Roberto Centaro, quest’ultimo, peraltro, accanito giustizialista) che la magistratura è una cosa ben diversa e composita da quella che lui, forse mal consigliato da certi cattivi consiglieri, spesso dipinge, non è esclusivamente un’accozzaglia di comunisti intenti a perseguire, in sinergia con la sinistra politica, l’eliminazione per via giudiziaria degli avversari moderati e conservatori.
Una intera corrente della magistratura associata, Magistratura Indipendente, è composta prevalentemente da magistrati le cui simpatie politiche, se ne hanno, vanno al centrodestra (non a caso era la corrente di Luigi Lombardini), e un’altra corrente ancora, Unicost, benché folta di moderati di sinistra (alla Carlo Piana, per intenderci), annovera persone autenticamente di centro e moderate; è vero, esistono anche correnti fortemente politicizzate a sinistra, come quelle di Magistratura Democratica e dei Verdi, dove allignano con maggior frequenza coloro che strumentalizzano le funzioni giudiziarie per scopi politici, ma così come è sacrosanto esigere che non vi sia alcun dominio comunista sulla magistratura, neppure si può pretendere che le intelligenze di sinistra ne rimangano escluse, come d’altra parte che un magistrato abbia un convincimento politico non è in sé cosa grave, è cosa grave solo se piega l’esercizio delle proprie funzioni alla vittoria della propria dottrina politica. (altro…)

LA MAGISTRATURA PRETENDE RISPETTO MA NON RISPETTA SE’ STESSA

La magistratura pretende rispetto, ma è arduo ritenere che ne sia davvero degna, al di là dell’ipocrisia di rito dei discorsi istituzionali, se si guarda al modo allucinante con cui “fa fuori” quei singoli magistrati che non sono allineati a certo stomachevole “pensiero unico” che si va sempre più consolidando tra le toghe, e vi sono tante vicende che lo riprovano, ad iniziare da quella di Agostino Cordova, recentemente sbattuto fuori con la famigerata procedura dell’articolo 2.
Agostino Cordova, originario di Reggio Calabria, politicamente orientato a destra, nei primi anni novanta era a capo della Procura di Palmi, una cittadina della provincia reggina al centro di una zona ad altissima densità mafiosa (con centri quali Gioia Tauro e Taurianova), e a un certo punto, a causa del “pentimento” di alcuni massoni calabresi eccellenti incarcerati per sospetta affiliazione alla ‘ndrangheta, si trovò tra le mani una dirompente inchiesta che si estese alla Massoneria come istituzione e a livello nazionale, dove Cordova, coi suoi sostituti, fece quello che riteneva di dover fare, non senza atti clamorosi – quale il sequestro delle liste degli iscritti a Forza Italia due giorni prima delle elezioni politiche del 1994 e “beccandosi” ripetutamente con l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, da sempre molto vicino alla Massoneria nonostante la sua origine democristiana. (altro…)

JANNUZZI? IN GALERA, IN GALERA!!! IL FASCISMO CHE AVANZA

Si è appreso oggi che il Tribunale di Sorveglianza di Napoli, presieduto da tale Angelica Di Giovanni, ha respinto una richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali avanzata da Lino Jannuzzi, decano dei giornalisti di cronaca politica e giudiziaria italiani e senatore di Forza Italia, in relazione a vecchie condanne per diffamazione, accumulate quando dirigeva IL GIORNALE DI NAPOLI, per un totale di due anni e cinque mesi di reclusione.
Il risultato è che Jannuzzi dovrà andare in carcere, e ci andrà non per aver ucciso qualcuno, non per aver stuprato una ragazzina, non per aver rapinato una banca, ma per aver scritto ed espresso la sua opinione, esercitato un diritto di cronaca. (altro…)

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1999-2004: DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Il 1 ottobre, stando ai manifesti che campeggiano in tutta Cagliari, i sardi troveranno finalmente in edicola una grossa novità: IL GIORNALE DI SARDEGNA, che segna il ritorno all’editoria dopo cinque lunghissimi anni di Nicola Grauso, con una testata di sapore antico abbinata a un progetto grafico ed editoriale modernissimo, quale solo chi ha portato Internet nelle case di tutti gli italiani poteva realizzare.
Il nuovo quotidiano finalmente verrà a colmare il vuoto, profondo come la Fossa delle Marianne, che ha lasciato ciò che era L’UNIONE SARDA allorquando Grauso fu costretto a cederla a Zuncheddu: un giornale che colpiva a 360 gradi, tendenzialmente più benevolo con la destra che con la sinistra (ma si ricorderà come Antonangelo Liori non risparmiasse invettive anche a certi esponenti di Forza Italia) e implacabilmente critico nei confronti della magistratura politicizzata e organica a certe lobbies di potere, dalla parte del cittadino vessato dai potenti e assolutamente libero. (altro…)

STOP AMERICA, STOP ITALIA!

E’ davvero una brutta storia quella dell’imam arabo operante a Milano, supposto esponente di Al Qaeda o comunque del terrorismo islamico, rapito da agenti della CIA – sui quali ora indaga la Procura milanese – portato in Egitto e lì, a quanto pare, torturato perché dicesse ciò che sapeva, il tutto senza che il Governo, almeno stando alle odierne dichiarazioni in Parlamento del ministro Giovanardi, ne sapesse nulla.
C’è da dire che dubitiamo forte che questa ignoranza possa estendersi ai servizi segreti, in particolare al SISMI, a meno che questi non abbiano dato un’ennesima plateale dimostrazione di inefficienza, tesi “innocentista” per non dover ipotizzare una loro connivenza con l’illegale azione americana, attuata in violazione della nostra sovranità nazionale. (altro…)