Argomento: NICOLò COSSU


Articoli su questo argomento (7):

IL SEQUESTRO DI GIUSEPPE VINCI

Giuseppe Vinci, appartenente a una nota famiglia di titolari di supermarket alimentari di Macomer, veniva sequestrato nel 1994, nei dintorni di Borore, e liberato solamente nel 1995, dopo una prigionia durata quasi un anno, dietro pagamento di un ingente riscatto, il cui ammontare non è stato rivelato, ma che si aggirerebbe sui quattro miliardi e mezzo di lire.
Il ritorno a casa di Vinci fu reso possibile dall’autorizzazione, richiesta dal sostituto procuratore Mauro Mura e accordata dal GIP del Tribunale di Cagliari, al pagamento <<controllato>> del riscatto, concessa poiché vi era la certezza, da parte degli inquirenti, di potersi pervenire, tramite il pagamento, all’individuazione e alla cattura dei responsabili del sequestro. (altro…)

IL SEQUESTRO DI FERRUCCIO CHECCHI

Ferruccio Checchi, immobiliarista romano proprietario del villaggio turistico <<Palmasera>> sulla costa di Dorgali, fu sequestrato nel 1994 presso detto villaggio, e ritrovato nel 1995, quasi immediatamente dopo la liberazione di Giuseppe Vinci, in una profonda grotta orizzontale ubicata nell’impervia valle di Lanaittu, in territorio di Oliena, vicino al villaggio nuragico di Tiscali.
Checchi è uno dei pochi sequestrati dei quali si è potuta scoprire con certezza la <<prigione>>: sono stati infatti i Carabinieri a tirare fuori l’ostaggio dall’impervio luogo ove si trovava, abbandonato frettolosamente dai banditi, a quanto pare, a seguito dell’arresto di quattro persone imputate del sequestro Vinci [Nicolò Cossu, Antonio Crissantu, Nicolò Liberato Succu, Nicola Dettori] in qualche modo contigui alla banda come banditi a tutti gli effetti o come emissari. (altro…)

IL SEQUESTRO DI VANNA LICHERI

Il sequestro di Vanna Licheri, anziana possidente di Abbasanta, nell’alto Oristanese, è quello che ha avuto la conclusione maggiormente drammatica tra i sequestri consumati negli ultimi dieci anni, poiché, a differenza che per altri casi, qui c’è quasi la certezza che la rapita sia stata soppressa dai suoi sequestratori, verosimilmente a colpi di mitra; e purtroppo, come vedremo, alle causali della fine dell’imprenditrice non paiono essere estranee autentiche cretinaggini investigative e operative degli inquirenti, seguite poi da arresti e condanne di ben dubbio fondamento.
Vanna Licheri fu prelevata agli inizi del ’95 dall’azienda agricola che possedeva, col marito Gino Leone, nelle campagne di Abbasanta; pare questo, fin dall’inizio, un sequestro anomalo, o quanto meno mal mirato, poiché la famiglia Leone-Licheri non ha notevoli disponibilità economiche, e in particolare ha contratto un consistente debito [circa 400.000 euro attuali] per la ristrutturazione della propria proprietà agricola. (altro…)

Giuseppe VINCI

Giovane imprenditore di Macomer, appartenente a una famiglia titolare di una notissima catena di market alimentari diffusi in tutta la Sardegna, nel 1994 viene sequestrato all’altezza di Borore, per venir liberato solamente nel 1995 dopo quasi un anno di prigionia, e col pagamento di un riscatto di ammontare mai divulgato, ma pare tra i quattro e i cinque miliardi.
La liberazione di Giuseppe Vinci fu resa possibile dall’autorizzazione al pagamento controllato del riscatto, accordata dal GIP presso il Tribunale di Cagliari su richiesta del PM Mauro Mura, che permise di superare il blocco dei beni, e immediatamente dopo il pagamento del riscatto, furono arrestate quattro persone, tutte orgolesi [Nicolò Cossu, noto <<Cioccolato>>, Antonio Crissantu, Nicolò Liberato Succu, Nicola Dettori, ritenuti facenti parte della banda che perpetrò il sequestro, ma la cui posizione non fu mai completamente chiarita, rimanendo a cavallo tra quella dei <<banditi>> e quella degli emissari. (altro…)

Nicolò COSSU (Cioccolato)

Allevatore orgolese, conosciuto col soprannome di <<Cioccolato>>, Nicolò Cossu è sempre stato soprattutto un mediatore <<di professione>> nei sequestri di persona, in virtù dei suoi ottimi rapporti con l’avvocato Antonio Piras, mediati dal fratello Totoni Cossu, parroco a Gavoi.
Nel 1995 è stato tratto in arresto poiché accusato di far parte della banda che aveva sequestrato Giuseppe Vinci, e successivamente accusato anche di aver partecipato al sequestro Checchi. (altro…)

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Francesco MACIS

Cagliaritano, ultrasessantenne, valido avvocato penalista, Francesco Macis, noto Ciccio, è stato per anni parlamentare del PCI e, soprattutto, responsabile nazionale giustizia del Partito, carica che gli ha consentito di tessere fitti legami con numerosi esponenti di rilievo della magistratura, soprattutto quelli aderenti a Magistratura Democratica
Reputato persona onesta, Macis non rinuncia, comunque, ad esercitare il suo potere, ed ha probabilmente avuto un ruolo nella nomina a procuratore capo di Cagliari di Carlo Piana, avutasi col benestare politico del PDS cagliaritano. (altro…)

GADDONE E MELIS: DUE INNOCENTI?

Tra le tante storie non concluse di cui Luigi Lombardini, prima dei tragici eventi di quel maledetto 11 agosto 1998, si stava occupando, c’è quella relativa a due giovani allevatori della provincia di Nuoro, Giovanni Gaddone da Loculi e Pietro Paolo Melis da Mamoiada, sepolti in galera da separate sentenze di condanna a 30 anni di reclusione per il sequestro e l’omicidio di Vanna Licheri.
Anonimi allevatori, proprio come quell’Agostino Mallocci la cui causa viene tanto energicamente perorata da Giampaolo Cassitta nel libro “La zona grigia”, e che però non condividono con questi la sorte di essere stato, peraltro secondo le vedute del Cassitta di cui egli risponde, accusato ingiustamente in base a un “romanzo” o un “teorema” di Lombardini: ebbero invece la sorte di essere accusati e condannati, forse ingiustamente, da giudici ed inquirenti che di Lombardini erano nemici, e di avere avuto proprio Lombardini quale massimo peroratore, sia pure coi suoi metodi, della loro innocenza. (altro…)