Argomento: NANNI MORETTI
Articoli su questo argomento (5):
SECONDO APPUNTO PER I COMPAGNI GIROTONDISTI (E PER I LORO AMICI IN TOGA)
Le lagne della magistratura associata, che si associano a quelle dei vari girotondisti forcaioli alla Nanni Moretti, tendono a criticare la c.d. “Legge Cirami” sul legittimo sospetto, i cui effetti saranno sicuramente mirabolanti a Cagliari, sostenendo che così si intenderebbe costituire, per Berlusconi, Previti e chi più ne ha più ne metta, un’area di esenzione dalla giurisdizione.
Giustissimo, cari compagni, che nessuno debba andare esente dalla giurisdizione, che la legge debba essere uguale per tutti: ma non trovate, però, che ciò che asserite con violenza debba valere per Silvio Berlusconi non debba valere per gli stessi magistrati, che vestano ancora la toga o che siedano, o abbiano seduto, nel Consiglio Superiore della Magistratura? (altro…)
GANASSI, DATTI UNA CALMATA: COMIZIO AL PROCESSO MELIS
Non c’è mai limite al peggio, ma da Gilberto Ganassi non ce l’aspettavamo, ed è stupefacente constatare come un magistrato come lui, giunto a Cagliari con una posizione di estraneità alle camarille locali, si sia, in poco tempo, totalmente omologato ai modi di fare dei suoi degni colleghi, dimostrandosi addirittura più realista del re.
Ci riferiamo, ovviamente, al suo becero intervento al processo d’appello contro i pretesi sequestratori di Silvia Melis, ossia i soli che hanno voluto acchiappare e sempre che abbiano preso parte all’odioso reato, laddove il signor Ganassi non si è limitato, come ogni buon magistrato dovrebbe fare, ad esporre civilmente e pacatamente gli elementi a sostegno delle proprie insostenibili argomentazioni a ribadire la pretesa verosimiglianza del castello di bugie costruito intorno al sequestro Melis (particolarmente patetica e ridicola l’insistenza sulla pretesa “fuga” di Silvia Melis, lo ribadiamo con la famosa tenda di Locoe mai vista da alcuno fino all’11 novembre, la strana scelta da parte dei pretesi “banditi” di tende militari e catene nuove di zecca), bensì, credendosi forse sul palco della Festa dell’Unità o a un raduno di girotondini, si è sentito in dovere, pur senza fare nomi, di fare un comiziaccio che neppure Nanni Moretti, inveendo contro tutti i soggetti estranei al rapporto processuale che hanno osato mettere in dubbio la verità processuale, o come crediamo noi la falsità processuale, abilmente costruita a Lanusei, dove la Procura Distrettuale ha, naturalmente, portato e valorizzato solo gli elementi che le convenivano, aiutata dal dottor Lo Curto, personaggio in bilico tra magistratura (sempre e comunque militante) e Polizia, che col pretesto di ribadire a ogni istante che a quel processo non si doveva parlare di Lombardini, ha estromesso l’80 per cento degli elementi utili a ricostruire la verità. (altro…)
CHI NON E’ D’ACCORDO CON PILIA O E’ UN LADRO O E’ UNA SPIA
Pare proprio una guerra, il processo Melis, anche nella più ovattata sede della Corte d’Appello di Cagliari.
Dopo il comiziaccio da girotondini del dottor Ganassi, che pare Nanni Moretti voglia ingaggiare per il prossimo evento, e il più misurato intervento del dottor Mura, cui l’età matura ha ispirato anche un comportamento più maturo, è tornato il turno dei comiziacci, stavolta ad operadel difensore di parte civile, o meglio il difensore-fidanzato di Silvietta Melis la sequestrata libera e bella, l’avvocato Paolo Pilia, il quale, rifacendosi a quanto già detto da Ganassi, ha in sostanza chiesto alla Corte d’Appello di voler costruire un fossato infestato dai coccodrilli intorno alla discutibile verità processuale derivante dalle deposizioni della stessa Silvietta, unica sequestrata al mondo in grado di poter udire Lilli Gruber leggere il TG durante la prigionia (e di amenità simili nelle sue deposizioni ne trovate altre), attaccando a testa bassa i difensori di Grazia Marine &Company, forse colpevoli, o forse solo rei di essere stati incastrati dentromeccanismi più grandi di loro da chi, avendo fallito totalmente lapropria opera, avendo dovuto elargire ai veri custodi di Silvietta l’impunità oltre che denaro di Stato, aveva assoluto bisogno di consegnare dei colpevoli all’opinione pubblica, specie perché dopo la morte di Luigi Lombardini sarebbero stati facili i raffronti. (altro…)
CHECCHE’ NE DICA LISSIA, CI SONO E SONO TORNATI
Si sono rifatti vivi subito, raccogliendo appieno la provocazione, chissà quanto disinteressata, del signor Lissia Mauro, che su LA NUOVA SARDEGNA, strumentalizzando le parole del procuratore generale Antonini, si è azzardato ad asserire che il terrorismo, in Sardegna, non esiste e che coloro che azzardano ipotesi sullo stesso sono dei venditori di fumo.
Nuovo ordigno esplosivo a Nuoro, ancora presso la sede della locale Confindustria, che poteva uccidere, dato che nell’edificio vi erano dei ragazzi che stavano effettuando un corso di informatica cogestito da Confindustria e dai sindacati. (altro…)
MAGISTRATI POLITICIZZATI? ALLORA MAGISTRATI ELETTIVI!
Silvio Berlusconi, forse, ha fatto un’analisi un po’ sbrigativa nel riproporre, pur non senza fondamento, la consueta tesi della sinistra che usa la magistratura per ribaltare il verdetto delle urne, dato che, nel rapporto tra magistratura e politica, si sta invece delineando una situazione che rischia di essere ingovernabile anche per i Rutelli e i Fassino, che infatti, dopo la nota sentenza della Cassazione, si sono affrettati a dichiarare che, in caso di condanna di Berlusconi a Milano, non ne chiederebbero le dimissioni.
Si sta venendo a formare, infatti, una inquietante sinergia tra l’ala avanzata della magistratura militante, quella di cui, essendo divenuti Borrelli e D’Ambrosio illustri pensionati, i più insigni rappresentanti sono divenuti il Procuratore Generale di Torino Giancarlo Caselli e il Procuratore Aggiunto di Milano, ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura, Armando Spataro, e i movimenti che nel panorama politico italiano più stanno nell’ambito di coloro che propongono soluzioni barricadiere e disconoscono la legittimità di Berlusconi e della Casa delle Libertà a governare, non disdegnando all’uopo la soluzione giudiziaria o peggio, speriamo proprio di no, quella degli scontri di piazza. (altro…)