Argomento: MONICA ASCHIERI


Articoli su questo argomento (3):

IL MEMORIALE SEGRETO DI LOMBARDINI

Al Ministero di Grazia e Giustizia

Al Ministro dell’Interno

Per sapere – premesso che
dato lo strapotere acquisito da diverse Procure d’Italia, si sono creati dei veri e propri centri di potere che, in una situazione di totale indipendenza, tendono a strabordare, spesso, i limiti stabiliti dalla stessa legge, con metodi che assumono i toni dell’arroganza e della strafottenza, utilizzando gli enormi poteri che la stessa legge attribuisce ai P.M. per scopi che spesso hanno poco a che fare con la ricerca dei presunti colpevoli e l’accertamento della verità, ma in cui si è costretti a ritenere di trovarsi di fronte a vere e proprie persecuzioni a senso unico, “alla faccia” del principio dell’”obbligatorietà dell’azione penale”, per cui tutte le azioni penali dovrebbero essere esercitate a prescindere da ogni implicazione politica, di parte, di comodo, od altro; ritenuto che esempio evidente e ormai noto palesemente a chiunque si prenda la briga di aprire, suo malgrado, un qualsiasi giornale o un qualunque schermo televisivo, è, fra le altre, la Procura della Repubblica di Milano, i cui componenti, sia come singoli, sia riuniti in “POOL”, paiono ritenersi, ormai, al di sopra di qualsiasi potere, non solo giudiziario, ma anche degli altri riconosciuti dalla Costituzione (vedi quello politico, che trova la sua espressione nel Parlamento, unico organo sovrano nel legiferare), arrogandosi il diritto di “veto” e di aperta contestazione, appunto, nei confronti del Parlamento riguardo a proposte di legge dallo stesso formulate e, per vari motivi, non gradite. Gli stessi componenti tale Procura, nel loro delirio di onnipotenza (qualcuno è giunto al punto di formulare l’intenzione di “voler rivoltare tutta l’Italia come un calzino”) hanno usato del loro potere a proprio, esclusivo, piacimento, intestardendosi nell’aprire un’infinità di inchieste nei confronti di un membro del Parlamento, colpendolo in modo subdolo e, nello stesso tempo, tracotante e proditorio, raggiungendolo, quando era Presidente del Consiglio, con un “avviso di garanzia” (simile ad una freccia, vero e proprio “CORRIERE di morte”, scagliato alle cinque DELLA SERA), mentre presiedeva, a Napoli, quale massimo esponente e rappresentante dell’Italia, un congresso internazionale contro la criminalità, alla presenza dei rappresentanti delle nazioni di gran parte dell’intero pianeta, solo perché appartenente ad una parte politica, evidentemente non gradita dai P.M. di tale Procura, mentre ben altro trattamento (o meglio totale assenza di trattamento) è stato, e continua ad essere, riservato nei riguardi di esponenti della parte politica opposta, evidentemente più “gradita” agli stessi P.M., con una tale singolare diversità di atteggiamento persecutorio, da una parte, e di “riguardo” (se non addirittura “di rispetto”) nei confronti dell’altra parte da non potere balzare evidente agli occhi di tutti. (altro…)

ALESSANDRO PILI E LE SUE “RELAZIONI PERICOLOSE” CON MONICA ASCHIERI

Alessandro Pili, PM di medio-basso profilo della Procura di Cagliari, nel 1995 intraprese l’azione penale, con relativi arresti, nei confronti di un’asserita banda di spacciatori di droga, nell’ambito della quale i principali imputati erano Monica Aschieri, donna bella e provocante, figlia del noto biologo ed esponente politico del PSDI Luigi Aschieri, e il di lei convivente; anche Luigi Aschieri fu indagato per un’imputazione minore.
Pili, tuttavia, non era certo privo di scheletri nell’armadio quanto alla Aschieri e al giro che questa frequentava; Monica Aschieri fu infatti in grado di produrre una serie di filmati, finora mai pubblicizzati, in cui il magistrato figurava in compagnia sua e di altre donne, in un contesto in cui si faceva uso di cocaina. (altro…)

Alessandro PILI

45 anni, originario di Villaputzu, Alessandro Pili esordisce in magistratura come giudice di sorveglianza a Nuoro, dopodiché si trasferisce alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari; PM abbastanza flessibile e comprensivo, non avrebbe un buon rapporto col Procuratore capo Carlo Piana.
Nel 1996, è tra i firmatari dell’esposto, sottoscritto da quasi tutti i magistrati della Procura, contro il Procuratore Generale Francesco Pintus, che determinerà la mancata nomina di questi a Procuratore Generale di Milano. (altro…)