Argomento: MICHELE SCHIRò


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4. LA GUERRA CONTRO IL PG FRANCESCO PINTUS E LA NOMINA “POLITICA” DI CARLO PIANA

Lo strapotere di Magistratura Democratica all’interno del Palazzo di Giustizia di Cagliari, oltre che dalle sempre crescenti adesioni, è ulteriormente accresciuto, negli anni a cavallo tra il 1993 e il 1994, dalla scissione all’interno della corrente di Magistratura Indipendente, di cui all’epoca era segretario Mario Marchetti, ma il cui leader carismatico era sempre stato considerato Luigi Lombardini.
La scissione fu capeggiata da Paolo De Angelis, il quale, candidato per MI al Consiglio Superiore della Magistratura, clamorosamente invitò gli elettori all’astensione, determinando la perdita di un seggio al CSM per la corrente: all’origine dell’inusitato comportamento di De Angelis, a quanto pare, dissapori con Lombardini. Anche Marchetti, nel 1996, abbandonerà con clamore la corrente, motivando l’abbandono con <<divergenze politiche>>, evidentemente riferite a Lombardini. (altro…)

BASTA CON LE CHIACCHIERE: TRASFERIRE D’UFFICIO I GIUDICI INCOMPATIBILI!!!

Non c’è peggior sordo di quello che non vuol sentire, e così sono nella pressoché totalità i magistrati cagliaritani sul problema delle incompatibilità parentali (e di quello, che però ha minor rilievo numerico, delle incompatibilità per permanenza ultradecennale in uno stesso ufficio), sia quelli direttamente e personalmente interessati (sono molti) che talora fanno semplicemente gli gnorri e talora hanno, come la dottoressa Corradini, la faccia tosta di difendersi attaccando e propiziando mozioni di censura nei confronti de L’UNIONE SARDA di Grauso e Liori quando parlava quotidianamente del problema, sia quelli che dal problema sarebbero estranei, ma per il solito sciagurato corporativismo tendono a difendere i colleghi solo in quanto colleghi; e certo non si concorre ad attenuare la loro sordità, se anche l’ordine degli avvocati si occupa del problema solo sporadicamente, magari per interessi individuali, e se LA NUOVA SARDEGNA, organo neanche troppo ufficioso della Procura (pare soprattutto di De Angelis per interposto Mauro Lissia), e l’UNIONE SARDA di oggi, quotidiano che affronta i problemi scottanti semplicemente non parlandone (quando ne parla è solo per “far fuori” gli avversari, come per il presidente Balletto e l’assessore Zirone, avversari di chi sta dietro il buon Zuncheddu), tengono sulla questione un silenzio di tomba.
E del resto, tutto ciò è umanamente comprensibile: credete forse che il dottor Carlo Piana, additato per la sua incompatibilità col figlio Paolo, che per qualche mese è stato addirittura suo sostituto, il dottor Guido Pani, anch’egli in una situazione poco opportuna quanto al suo rapporto con l’ex GIP e attuale presidente di sezione penale Michele Jacono (suo zio, o suo cugino come si è detto al Consiglio Superiore della Magistratura?), il dottor Vincenzo Amato, poco compatibile con la sorella Daniela già giudice di sezione penale e oggi GIP, e il dottor Ignazio Tamponi, cugino di altra giudice civile che non ricordiamo se fosse Maria Sechi (moglie del PM Alessandro Pili) o Donatella Satta, abbiano fatto il diavolo a quattro col famigerato art. 2409 del codice civile, per sfilare via a Nicola Grauso L’UNIONE SARDA rimanendo del tutto asettici rispetto alle brutte figure che il quotidiano allora diretto dal rimpianto Antonangelo Liori faceva fare loro per la storia delle incompatibilità? (altro…)

IL CASO CELLINO

Massimo Cellino, presidente del Cagliari Calcio e imprenditore <<di peso>> del settore granario con la società SEM Molini Sardi, nel 1996 fu, con clamore, tratto in arresto unitamente alla sorella Lucina, anch’essa amministratrice della società, per ordine del GIP del Tribunale di Cagliari su richiesta del PM Valerio Cicalò, in relazione a una pretesa maxitruffa di 40 miliardi di lire all’Unione Europea, ritenuta consumata attraverso dichiarazioni di esportazione, dall’Algeria, di quantitativi di grano notevolmente superiori a quelli effettivamente esportati.
Gli arresti fecero scalpore, non solo per lo spessore imprenditoriale di Cellino, ma anche per l’esistenza di possibili, recondite implicazioni politiche, dato che Cellino, avente anche interessi edilizi in alcune aree della città di Cagliari, non aveva esitato a dichiararsi pubblicamente <<di destra>> e simpatizzante per il <<Polo delle Libertà>>, tanto è vero che il suo nome fu uno di quelli presi in esame per la candidatura, per il Polo, a sindaco di Cagliari nel 1994. (altro…)

Flavio CARBONI

Notissimo faccendiere, amico di Ciriaco De Mita e del principe Carlo Caracciolo, legato a Licio Gelli e Umberto Ortolani, è stato coinvolto in varie vicende criminose tra cui il mistero inerente alla morte di Roberto Calvi e, da ultimo, operazioni di riciclaggio di denaro sporco in Costa Smeralda in concorso col camorrista Pasquale Centore.
A metà anni ’80 diviene socio di minoranza del principe Caracciolo nel giornale sassarese LA NUOVA SARDEGNA, nel quale manterrà le sue quote fino al 1998.
Nel gennaio 1999 viene processato per il risalente crack di TUTTOQUOTIDIANO, un effimero giornale cagliaritano alternativo all’UNIONE SARDA edito dalla società a capitale libico EDITAR; pubblico ministero titolare dell’inchiesta era Paolo De Angelis, e al contempo avvocato difensore di Carboni era Michele Schirò, socio di studio del fratello di De Angelis, Luca. Il procedimento, in appello, perverrà ai comodi lidi della prescrizione. (altro…)

PAOLO DE ANGELIS E LE TANGENTI ROSSE

Paolo De Angelis, giovane rampante della Procura cagliaritana, agli inizi degli anni ’90 si trovò, inizialmente assieme a Mauro Mura, poi da solo, ad occuparsi in via praticamente esclusiva dei reati contro la Pubblica Amministrazione, in un periodo, coincidente con lo scoppo di <<Tangentopoli>> a Milano, che era quanto mai propizio per svelare piccole e grandi disonestà di politici, imprenditori e amministratori pubblici.
Tuttavia, evidentemente De Angelis, sebbene aderente a Magistratura Indipendente, pur essendo notoriamente un magistrato preparato e scrupoloso, risultava un po’ daltonico quanto a vedere le tangenti di qualsiasi colore, le tangenti rosse; ciò in singolare coincidenza con la presenza del fratello nello studio dell’avvocato Michele Schirò, legale di punta del PCI/PCS, nonché delle numerose amicizie in casa comunista. (altro…)

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ALTRI EPISODI “SCANDALOSI” RIGUARDANTI PAOLO DE ANGELIS

Nel gennaio 1998, Paolo De Angelis ebbe un violento scontro nel garage del Palazzo di Giustizia di Cagliari con Luigi Lombardini, il quale gli rinfacciò di aver fatto compiere intercettazioni telefoniche illegali a suo carico. Secondo la versione di De Angelis, Lombardini l’avrebbe minacciato agitando il pugno, mentre secondo la versione di Lombardini, quest’ultimo avrebbe solo tentato di parlare al collega, ricevendone in cambio scomposte minacce di morte.
Sulla vicenda, si è tenuto un procedimento disciplinare a carico di De Angelis presso la sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura, che si è concluso, nel maggio 2000, con la sua assoluzione. (altro…)

VIOLAZIONE SISTEMATICA DEL SEGRETO D’UFFICIO

La trattazione, da parte della Procura di Cagliari e anche della Procura di Palermo, dei procedimenti penali riguardanti Nichi Grauso, Antonangelo Liori o loro collaboratori o coimputati, o comunque persone <<scomode>>, è stata contraddistinta, alla faccia di ciò che dispone il Codice di Procedura Penale, dalla più sistematica e plateale violazione del segreto d’ufficio.
L’art. 329 del Codice di Procedura Penale, come regola generale, dispone che gli atti non possono essere divulgati fin quando l’imputato non ne abbia conoscenza: tuttavia, qualcuno all’interno della Procura cagliaritana ha ritenuto, si ignora in forza di quale autorizzazione, che a detta regola si potesse derogare, quando ciò fosse necessario per agevolare i giornalisti amici e distruggere la reputazione degli imputati con l'<<effetto annuncio>> di un’inchiesta, stabilendo una diversa norma: quella secondo cui, nei confronti di Grauso, di Liori ed altri, gli atti processuali si depositano a mezzo edicola. (altro…)

Paolo DE ANGELIS

Classe 1960, di origine napoletana, Paolo De Angelis è entrato nel palazzo di giustizia cagliaritano come un vero e proprio enfant prodige; laureato in giurisprudenza a 22 anni, a lungo assistente di diritto privato all’università, entra in magistratura a 26 anni, e viene subito assegnato alla Procura della Repubblica, ove rimane tuttora.
Inizialmente, aderisce alla corrente di Magistratura Indipendente e intrattiene rapporti di amicizia e solidarietà con Luigi Lombardini, ciò nonostante da studente gli si conoscano simpatie politiche orientate a sinistra, verosimilmente verso il PCI. (altro…)

CSM: NEANCHE QUESTA VOLTA CI SIAMO!!!

Pare che il Consiglio Superiore della Magistratura stia perdendo, per l’ennesima volta, una buona occasione per metter mano al problema annoso e incancrenito delle incompatibilità parentali tra magistrati e tra magistrati ed avvocati a Cagliari.
Secondo indiscrezioni, la prima commissione dell’organo di autogoverno dei magistrati, presieduta dall’esponente di Magistratura Democratica Giovanni Salvi, si appresterebbe ad archiviare l’ennesimo esposto proposto al riguardo, inoltrato da un cittadino imputato in un procedimento presso il Tribunale di Cagliari nei confronti del sostituto procuratore Paolo De Angelis, con cui si denunciava, tra l’altro, la vicenda, già nota da tempo, inerente all’operatività nello stesso Foro di Cagliari dell’avvocato Luca De Angelis, fratello di quel pubblico ministero, nonostante l’incompatibilità sancita dall’articolo 19 dell’ordinamento giudiziario. (altro…)