Argomento: MAURO PILI


Articoli su questo argomento (20):

LA LIBERTA’ DEGLI IRACHENI E QUELLA NOSTRA

La nostra opinione sulla guerra è nota e non ce ne pentiamo, ma a cose fatte occorre guardare soprattutto ai risultati, e ciò che emerge è che gli USA sono riusciti a portare a termine le operazioni militari riducendo al massimo il numero di vittime civili, che un regime odioso è caduto e che tutti abbiamo visto le commoventi scene degli iracheni pieni di gioia per aver riacquistato una libertà pur difficile da gestire.
Questo è ciò che alla fine conta, la libertà; sarebbe stato infinitamente meglio se gli iracheni, come i serbi, fossero stati messi in grado di effettuare il ricambio con gli strumenti della democrazia, e che quindi avessero potuto cacciare Saddam Hussein sconfiggendolo alle elezioni come i serbi hanno sconfitto Milosevic. Ma, come diceva Rousseau, l’uomo nasce libero e dappertutto è in catene, è nella natura dell’uomo il poter fare ciò che vuole, il poter dire tutto ciò che pensa, e se non condividiamo i mezzi adoperati dagli americani è sommamente condivisibile il fine perseguito, anche se bisognerà stare attenti a certe tentazioni affaristiche. (altro…)

DOVE VA LA REGIONE?

A guardare alle vicende della Regione c’è veramente da rimanerci sconcertati, se non schifati.
Un presidente di AN, Italo Masala, viene dapprima eletto unitariamente da tutto il centro-destra (esclusi i tre ex di AN del Movimento, capitanati da Cesare Corda), in funzione evidente di soddisfare alle condizioni poste dall’UDR di Mario Floris e di molti centristi, di farla finita con Mauro Pili, a cui si imputa non si è capito bene che, forse di non amare i riti della vecchia politica, forse il peccato originale di essere stato designato direttamente da Silvio Berlusconi cooptandolo in Forza Italia, alla quale non era neppure iscritto.
Sembrerebbe dover essere, quella di Masala, una navigazione tranquilla, sia pur con una maggioranza risicata, ma ecco che arriva il signor Romano Comincioli, uno “straniero” che obiettivamente non ha neppure un buon curriculum (è stato latitante in Francia per una vicenda giudiziaria), a imporre una serie di diktat: cinque assessorati a FI e fuori dai piedi l’UDR. (altro…)

FORZA RENATO, SPAZZA VIA IL MARCIUME! (parziale)

Non sappiamo se voteremo per Renato Soru presidente della Regione, non tanto per diversità ideologiche (da liberali, in noi potete trovare tanta destra ma anche tanta sinistra insieme), quanto perché resta il dubbio che il centrodestra possa recuperare un po’ di raziocinio e candidare nuovamente Mauro Pili, per il quale nutriamo incondizionata stima.
Tuttavia, non può che rientrare negli auspici di ogni sincero democratico che abbia davvero a cuore il bene della Sardegna che un personaggio come lui, che dal profondo del Campidano, da quella Sanluri che in passato era oggetto delle barzellette dei vecchi cagliaritani dalla feroce ironia, ha diffuso Internet con un logo indelebilmente sardo in tutta Europa – ben coltivando un terreno già arato da Nichi Grauso – che da garanzia di saper fare le cose se solo gliele lasciano fare – garanzia che già ci da Mauro Pili – possa essere un probabile presidente di questa martoriata Regione Sardegna, oggi costretta dalle continue crisi di bottega ad affidarsi al volenteroso ma politicamente debolissimo “Nonno Libero” Masala, ma soprattutto l’uomo che farà uscire la sinistra regionale e cagliaritana dal limbo del puro affarismo e della preoccupante contiguità con la parte marcia della magistratura della Città del Sole e la proietterà finalmente verso un futuro di efficienza e di onestà, soprattutto di onestà. (altro…)

MAGISTRATI E MOBBING

Il mobbing è un problema grave e diffuso, ne risente anche la magistratura dato che il CSM è intasato di esposti di magistrati al riguardo; ma quando sono intere schiere di magistrati a mobbizzare dei singoli, come accaduto per Lombardini, per Pintus, per Cordova, piuttosto che di mobbing non si dovrebbe parlare di complotti?

Non si sa che fine abbiano fatto le famose indagini parallele del SISDE sulla vicenda Lombardini, non se ne parla più, eppure sappiamo che sono state fatte e che i risultanti sono agghiaccianti; probabile che qualcuno cerchi di insabbiare tutto o addirittura di far apporre il segreto di Stato, magari per non rovinare la campagna elettorale a qualcuno che non sta certo nel centrodestra. (altro…)

PROCEDIMENTI CONTRO ESPONENTI DELLA DC E DEL PSI

Mentre, come si illustra altrove, la magistratura cagliaritana si è mostrata alquanto generosa in materia di procedimenti penali a carico delle cooperative rosse o di esponenti del PCI/PDS, avviati verso la prescrizione quanto del tutto non avviati, altrettanto non può certo dirsi per il trattamento riservato ai due maggiori partiti di governo della <<prima Repubblica>>, la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista. Seppure non letteralmente falcidiati come altrove, i due partiti si sono visti significativamente colpiti in esponenti di spicco.
Quanto agli esponenti della Democrazia Cristiana, l’esponente di maggior spicco sottoposto ad indagini è stato BRUNO RANDAZZO, già consigliere regionale e deputato, da tempo Presidente dell’Associazione Italiana Assistenza Spastici (AIAS), che è stato arrestato e incriminato, dal PM Paolo De Angelis, proprio in relazione ad irregolarità asseritamente commesse nella gestione dell’AIAS. Il procedimento a carico di Randazzo, fondato su presupposti assai discutibili e, a quanto si asserisce in ambienti vicini all’imputato, determinato da precise e mirate pressioni di un notissimo esponente del PDS, ha determinato una lunga e vivace diatriba tra lo stesso De Angelis e il Procuratore Generale Francesco Pintus, che ha avocato il procedimento chiedendone l’archiviazione, negata dal GUP Leonardo Bonsignore che ha disposto il rinvio a giudizio; il processo si è allo stato concluso in primo grado con la condanna di Randazzo, col rito abbreviato, a due anni e sei mesi di reclusione. (altro…)

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QUEI COMPAGNI CHE REMANO CONTRO SORU

Nel 1994, incazzati neri per l’appoggio di Grauso a Berlusconi, alcuni maggiorenti comunisti pensarono di attuare un’operazione per realizzare un’edizione cagliaritana della NUOVA SARDEGNA coi necrologi di Cagliari, di modo che i compagni non fossero costretti a leggere L’UNIONE SARDA.
Stranamente, oggi che L’UNIONE zuncheddiana appoggia neanche troppo sotterraneamente Mauro Pili a discapito di Renato Soru, i comunisti, ahem i diessini, non s’incazzano neanche un po’, o sperano neanche troppo segretamente che Renato perda e lasci i Sanna, Raggio e compagnia cantante delle Cooperative a gestire il potere al solito modo, anche dall’opposizione, oppure è con Grauso in persona che ce l’hanno, non con la sua linea politica. (altro…)

RESTIAMO NOI STESSI, MA VOTIAMO SORU

Chi ci segue, dal lontano 2001 o da epoca più recente, sa bene che MALA IUSTITIA CARALITANA, pur sforzandosi di mantenere un atteggiamento apolitico e non fiancheggiatore necessario di questo o quello schieramento, non ha nascosto la sua simpatia non tanto per Silvio Berlusconi come politico e per il centrodestra come schieramento, quanto per certe proposte programmatiche del centrodestra come quelle maggiormente confacente alle istanze che abbiamo sempre perorato sulle problematiche della giustizia, quelle che sono specifiche nel tema del nostro sito, e che riguardano si la richiesta di accertare la verità su certi fattacci e punirne i responsabili, ma anche il patrocinio di talune riforme necessarie per rendere la nostra giustizia più seria, più umana, meno marziana.
Sapete anche come sia un dato incancellabile la nostra avversione al “comunismo”, intesa non dal punto di vista degli ideali esternati o del portare il nome “comunista” (ad esempio per molti esponenti del PRC, Bertinotti compreso, nutriamo molta stima), ma come atteggiamento mentale di intendere la lotta politica, con le propaggini giudiziarie, come annientamento dell’avversario al di fuori della normale e democratica dialettica; insomma, il comunismo di Stalin e, per molti versi, di D’Alema e Violante.
Ciononostante abbiamo preso la nostra decisione e, alle elezioni regionali prossime venture, pur turandoci il naso se nelle liste vi saranno alcuni personaggi che non ci piacciono, voteremo Renato Soru.
Perché questa scelta? (altro…)

GRAZIANO FUORI, QUELLI LI’ AL RIMBOSCHIMENTO!

A Graziano Mesina dovrebbero fargli un monumento, altro che lasciarlo in galera a oltranza: la gente non ha mai creduto a ciò che è stato orchestrato contro di lui, compresa la buffonata estrema dell’accusa di favoreggiamento per il sequestro Kassam (per cui mancava un coimputato importante: lo Stato), per gli orgolesi onesti, che sono la stragrande maggioranza, lui era stato il simbolo di come si possa uscire dalla spirale del crimine per il ravvedimento.

Oggi che Mesina è tornato in galera, e che tarda l’esame della sua domanda di grazia, cosa può pensare l’orgolese medio, il barbaricino medio in genere, constatando come Grazianeddu è stato ricompensato per aver collaborato lealmente con lo Stato, reo solo di non essersi ritenuto vincolato, a differenza del signor Boe, da certi torbidi segreti? (altro…)

MAURO PILI VISCONTE DIMEZZATO

Per come conosciamo Mauro Pili, siamo sicuri che non ha voluto essere ricandidato alla guida della Regione solo per bramosia di potere, bensì perché ritiene ancora di essere titolare di una investitura a leader datagli direttamente dai sardi, che certi giochetti della partitocrazia non gli hanno consentito di mettere a frutto appieno.
Caro Mauro, ti stimiamo, non è la prima volta che lo diciamo, e siamo sicuri della tua buona fede, ma ti rendi conto però in che razza di combriccola ti sei andato a imbarcare nuovamente? Partitocrazia pura, si sono già spartiti tutti gli enti vendendo la pelle dell’orso prima di averlo ucciso, hanno tradito la lezione di Berlusconi, degli uomini che vengono dalla professione e si “prestano” alla politica, per diventare gioiosamente politici di professione, né più né meno di un Emanuele Sanna che un ospedale, come medico, l’avrà visto l’ultima volta 25 anni fa. (altro…)

CELLINO E IL CENTRODESTRA, MATRIMONIO DI CONVENIENZA

Ha destato sorpresa il fatto che Massimo Cellino, dopo le dichiarazioni a favore di Renato Soru e la disputa con l’inutile sindaco di Cagliari, il barone della sanità privata Emilio Floris, sul problema del Sant’Elia, abbia alfine accettato la candidatura col centrodestra.
Ufficialmente, Cellino sostiene di essere rimasto lusingato da un colloquio con Silvio Berlusconi, di essersi sentito importante per la sua terra e da questo spinto a impegnarsi in prima persona, e ha anche velatamente “bacchettato” Soru affermando che devono essere i politici a guidare le coalizioni. (altro…)

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CENTRODESTRA, LA COERENZA STA A ZERO

Siamo ormai arrivati alla chiusura delle liste e all’inizio ufficiale della campagna elettorale, quella vera, quella senza esclusione di colpi, e ancora niente da fare quanto a quel guizzo di coerenza che ci attendevamo dal centrodestra quanto all’impegno concreto, non in termini di massimi sistemi bensì di situazioni concrete e incancrenite, sul problema della giustizia a Cagliari e in Sardegna, che negli ultimi anni, quanto a determinare gli indirizzi della politica e dell’informazione, ha avuto un impatto soverchiante e debordante.
Coerenza avrebbe imposto che uno come Nicola Grauso, il solo che ha avuto il coraggio di opporsi apertamente a una consorteria politico-giudiziario-giornalistica che ha voluto dettar legge a tutti i livelli a Cagliari, e che, da editore, è stato esposto a un procedimento giudiziario funzionale a portagli via giornali e televisioni assolutamente senza precedenti e con prove pregnanti di contaminazioni tra i magistrati che se ne sono occupati e l’ala più scopertamente affaristica dei DS, venisse difeso fino alla morte, allo stesso modo in cui Berlusconi difende Previti sul quale, peraltro, abbiamo seri dubbi. (altro…)

LA SPORCA GUERRA MEDIATICA CONTRO SORU

Il gruppo UNIONE EDITORIALE, santuario del potere massmediatico sardo a fatica contrastato da LA NUOVA SARDEGNA e da SARDEGNA UNO, ben affiancato da una certa lobby trasversale in giornalisti maestri nel farsi servi del padrone di turno, ha deciso inderogabilmente: Mauro Pili (nella foto), benché capo di una coalizione che ha già fatto rissa sulle spartizioni dei posti prima di tirar fuori alcuna idea, benché irredimibilmente vassallo di un Berlusconi autore di imprese neroniane a Villa Certosa, deve assolutamente vincere queste elezioni regionali, e pazienza se, come appare probabile in tal caso, rimedieremmo un’altra legislatura squallida di inazione, di ricatti e di nullafacenza come quella appena spirata.
E deve vincere, Mauro Pili, proprio perché ormai abbiamo imparato a conoscerlo, il ragazzo parlerà pure bene, esternerà pure buoni propositi, ma è assolutamente inadatto a far navigare su mari rassicuranti una barca quale quella della Regione Sardegna affollata di marpioni e di gente che pensa solo a spartirsi il potere, che nell’esistenza di una presidenza che non governi, all’insegna del laissez faire, vede proprio la condicio sine qua non per cui certi potentati, tra cui quello editoriale-edilizio-commerciale di Zuncheddu, ma anche quello non certo meno potente e meno ammanicato delle Cooperative Rosse, continuino a fare i loro porci comodi. (altro…)

RIGURGITI DI FASCISMO IN CAMPAGNA ELETTORALE

Quando mai è successo che in campagna elettorale un editore di testate giornalistiche, televisive o della carta stampata, e dei giornalisti si mettessero a querelare un candidato alle elezioni, dimostrando, ad onta di tutti i diritti che spesso i giornalisti e gli editori si arrogano, di non sapere cosa sia il diritto di critica, e oltre tutto di fatto violando la par condicio e appalesando indebitamente una discesa in campo, che peraltro era già abbastanza chiara, a favore di un altro candidato?

Bene, Zuncheddu e i solerti giornalisti di Videolina, che si sono espressi ieri per bocca del direttore Bepi Anziani, sono arrivati anche a questo, annunciando per giunta la replica del duello tra Mauro Pili e Renato Soru a “Bucce di Banana” per dimostrare la loro pretesa correttezza e, quindi, sputtanare ancor di più il leader di Progetto Sardegna. (altro…)

AND THE WINNER IS …

.. RENATO SORU, naturalmente!!!
Come ci si aspettava ampiamente e nonostante la scaramanzia, i sardi a grande maggioranza hanno consacrato Renato Soru quale primo governatore della Sardegna, non vi è alcun dubbio perché, per quanto gli exit poll possano essere opinabili, la forbice tra Renato e Mauro Pili si mantiene sempre nell’amplissimo margine di dieci punti.
E’ stata una batosta annunciata per il centrodestra, che si è proposto, dietro il volto apparentemente rassicurante di un Mauro Pili che in realtà non conta niente, in tutte le sue fattezze di accrocchio di logge massoniche, di comitati d’affari federati, di smania lottizzatrice della pelle dell’orso non ancora accoppato, ma è stata soprattutto una grande vittoria dei sardi, che finalmente hanno trovato un leader capace di parlare direttamente con loro, al di lādegli schieramenti e dei riti della vecchia politica, e gli hanno dato fiducia. (altro…)

GRANDE VITTORIA DI SORU, BRUCIANTE BATOSTA PER I DS (E CI VOLEVA…)

Esaminando più analiticamente i dati di queste elezioni regionali, per quanto consentono i risultati dello spoglio che giungono con lentezza indiana, emerge un dato chiaro, ossia che Renato Soru, col suo netto 50 per cento di preferenze quale governatore, vale cinque punti in più della coalizione di centrosinistra, ferma al 45 per cento, mentre Mauro Pili, bloccato sul 40 per cento, vale quattro punti in meno del centrodestra, attestato al 44 per cento.
Significa, forse, che molti elettori, facendo uso della facoltà del “voto disgiunto”, pur esprimendo un voto di centrodestra hanno inteso premiare Soru in quanto ritenuto più capace di Pili? Noi non crediamo, una simile valutazione sarebbe ingiuriosa per il valore politico e umano di Mauro che è uno che vale molto di più della sua coalizione, anche se è possibile che quella parte dell’elettorato di centrodestra più sensibile a quelle istanze di cambiamento più trasversali e avvertite da tutti abbia inteso premiare Soru presidente ad onta dell’evidente conservatorismo del centrodestra rispetto a una vicenda governativa, quella della legislatura appena morta, tutt’altro che encomiabile. (altro…)

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CONSIGLIO REGIONALE: RINNOVAMENTO E “TROMBATI” ECCELLENTI

E’ un Consiglio Regionale profondamente rinnovato quello che scaturisce dalla tornata elettorale del 12 e 13 giugno scorso, con 46 volti nuovi su 85, quindi con una robusta ventata di rinnovamento, effetto del vento di Renato Soru, e con moltissimi “trombati” eccellenti.
Non hanno convinto gli elettori GIAN MARIO SELIS e FEDERICO PALOMBA, le colonne della triste legislatura 1994-1999, ambedue divenuti forti sostenitori di Soru, ma evidentemente fuori tempo massimo: Selis, clamorosamente, non è stato rieletto, mentre Palomba, che ha tentato di riaffacciarsi in Consiglio dopo 5 anni di assenza, è stato sorpassato dall’ex sindaco comunista di Settimo San Pietro, Adriano Salis.
Di contro, in Forza Italia e in Alleanza Nazionale, è un’autentica falcidie: massacrata l’ala massonica, con GIORGIO CORONA che non viene rieletto ed è sorpassato dal giovane Carlo Sanjust, uomo di Emilio Floris, e restando fuori anche GIORGIO BALLETTO, AN perde per strada un fedelissimo di Anedda, EDOARDO USAI, già vicesindaco di Cagliari e discusso gestore dei “grandi eventi”. (altro…)

ORA BASTA: PIANA SE NE VADA!!!

La grande vittoria di Renato Soru, alla faccia di quanti lo detestano più a sinistra che a destra, e il crollo della vecchia classe politica che ha coinciso con questo evento epocale per la storia della Sardegna democratica, non deve far dimenticare ai cagliaritani e ai sardi l’esigenza di continuare a lavorare perché, assieme al ramo politico, crollino definitivamente gli altri rami della lobby che negli ultimi cinque anni almeno, ma anche prima, ha paralizzato lo sviluppo civile, economico e sociale della città, ossia il ramo editoriale e quello giudiziario.
Quanto al ramo editoriale, lo abbiamo già detto, esso è rappresentato principalmente da Sergio Zuncheddu, la cui posizione preminente è comunque destinata a durare ben poco, e la cui attuale linea, forse già mutata, di sostegno incondizionato alla lobby dovrà ora fare i conti, specie dopo la batosta elettorale, coi bilanci, essendo destinata inevitabilmente a mutare. (altro…)

1999-2004: DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Il 1 ottobre, stando ai manifesti che campeggiano in tutta Cagliari, i sardi troveranno finalmente in edicola una grossa novità: IL GIORNALE DI SARDEGNA, che segna il ritorno all’editoria dopo cinque lunghissimi anni di Nicola Grauso, con una testata di sapore antico abbinata a un progetto grafico ed editoriale modernissimo, quale solo chi ha portato Internet nelle case di tutti gli italiani poteva realizzare.
Il nuovo quotidiano finalmente verrà a colmare il vuoto, profondo come la Fossa delle Marianne, che ha lasciato ciò che era L’UNIONE SARDA allorquando Grauso fu costretto a cederla a Zuncheddu: un giornale che colpiva a 360 gradi, tendenzialmente più benevolo con la destra che con la sinistra (ma si ricorderà come Antonangelo Liori non risparmiasse invettive anche a certi esponenti di Forza Italia) e implacabilmente critico nei confronti della magistratura politicizzata e organica a certe lobbies di potere, dalla parte del cittadino vessato dai potenti e assolutamente libero. (altro…)

GIU’ IL CAPPUCCIO …. QUESTA VOLTA TREMANO PER DAVVERO!!!

Siamo finalmente giunti al punto più basso, al punto di non ritorno per la massoneria cagliaritana che, scampata alla bufera Cordova grazie all’atteggiamento omissivo della magistratura e delle forze dell’ordine cittadine (parliamo del periodo 1992-1994, quando non c’erano né Piana né Arangino), stavolta rischia davvero grosso sul terreno che più le preme, non tanto quello delle indagini giudiziarie, che pure hanno lambito numerosi suoi esponenti, quanto quello del potere e dell’influenza.
In principio fu Renato Soru, uomo di solide radici cattoliche e, coerentemente con tale impostazione, profondamente antimassonico, che, malvisto dagli Emanuele Sanna e dagli Andrea Raggio, che, dicono, qualche rapporto con l’esoterismo l’avrebbero avuto, è stato accolto come il Messia dalle masse cattolico-democratiche, socialiste e comuniste sarde che non ne potevano più dello strapotere dei grembiulini ad ogni livello; a parte il valore oggettivo del personaggio Soru, in questo sta e cade il dieci per cento che ha inflitto a Mauro Pili (che non è massone, almeno non risulta, ma capeggiava liste stracolme di grembiulini). (altro…)

PROFESSOR LOY, NON DEMORDA!!!

Abbiamo appreso, come tutti, dalla lettura dei giornali del clamoroso infortunio di Renato Soru che, forse dovendo pagare qualche cambiale politica a chi gli da manforte nel resistere alle “talpe” della maggioranza (leggasi Renato Cugini e soci, che sembrano all’opposizione più di Mauro Pili) avrebbe lanciato la candidatura a sindaco di Cagliari, per il centrosinistra, di un rappresentante della vecchia politica per antonomasia.
Si tratta, ovviamente, del signor Gian Mario Selis, che, pur con tutto il rispetto per la sua esperienza amministrativa e politica, è un ex democristiano di pura estrazione cattocomunista (ossia quella peggiore) che ricorda tristemente una delle stagioni più buie per la Regione, quella dell’epoca Palomba, e che oggi ha il solo merito di essere saltato per tempo, con quasi tutta la Margherita, sul carro del vincitore, quello di Soru appunto, non riuscendo, tuttavia, ad essere rieletto. (altro…)