Argomento: MAMOIADA


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E SE RIPRENDESSERO I SEQUESTRI?

Il “caso Orune”, col fatto inaudito di Carabinieri costretti da una folla inferocita e con l’anomala mediazione del sindaco comunista del paese a rimangiarsi l’arresto di due facinorosi che era stato già comunicato alla magistratura, fatto per cui, pare, lo zelante procuratore di Nuoro, il siciliano Roberto Saieva (anche lui, come Caselli, nominato al posto di un collega ben più anziano in nome delle solite squallide logiche politiche del CSM) procederà per omissione di atti di ufficio nei confronti degli stessi Carabinieri, costituisce solo l’ultima avvisaglia del gravissimo stato di malessere in cui le periferie per eccellenza di questa nostra isola, la Barbagia e l’Ogliastra, versano da diversi anni; stato di malessere di cui sono sintomatici: enorme incremento delle rapine alle banche e agli uffici postali, sequestri di persona non denunciati (si dice … ma anche Tito Melis l’aveva raccomandato), sequestri lampo, innumerevoli attentati incendiari e dinamitardi, anche sacrileghi come quello di domenica scorsa alla chiesetta del Monte Ortobene a Nuoro, truculenti e numerosi omicidi che non risparmiano neanche preti e disabili.
L’aveva detto, quel misterioso e ovviamente anonimo agente del Sisde che quasi quattro anni fa si era fatto intervistare dalla NUOVA SARDEGNA, l’aveva preannunciato che, morto Luigi Lombardini e venuta meno l’ipotetica struttura con cui era fissato Caselli che questi avrebbe costituito, gli stati maggiori della criminalità nuorese, che Lombardini e il suo “giro” in qualche modo tenevano a freno, si sarebbero scatenati. (altro…)

PROCEDIMENTI PER SEQUESTRO DI PERSONA ISTRUITI DA LOMBARDINI

Elenco procedimenti

Elenco completo dei procedimenti di istruzione formale relativi ad episodi di sequestro di persona a scopo di estorsione trattati dal giudice istruttore Luigi LOMBARDINI, presso gli uffici Istruzione dei Tribunali di Cagliari, Oristano e Tempio Pausania.

  • Sequestro ed omicidio di Mannatzu Antonio, in Cagliari il 15.11.1968;

 

  • Sequestro di BOSCHETTI Enzo, in Siluis (CA) l’1.9.1969;

     

  • Tentato sequestro e omicidio dei fratelli MANCA di Villahermosa Mario e Paolo, in Sarroch, (CA) il 17.4.1971:

     

  • Tentato sequestro e cinque omicidi in danno di LODDO Vincenzo e suoi familiari (“strage di Lanusei”), in Lanusei (NU) il 15.8.1972;

     

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ELENCO DEI LATITANTI COSTITUITISI A LOMBARDINI

Elenco dei latitanti

Elenco dei latitanti costituitisi al Giudice Istruttore Lombardini unitamente ad elementi della Polizia di Stato o dell’Arma dei Carabinieri:
1.-PIRAS Piero, nato ad Arzana imputato tentato sequestro e plurimo omicidio Loddo, sequestro avv. Saba, sequestro ed omicidio Bussi; 25.4
2.- SCANO Salvatore, da Orani, imputato del sequestro SCHILDJ, maggio 1980;
3.- COINU Salvatore, da Fonni, imputato sequestro Casa, 8.11.1980;
4.- CASSI Salvatore, da Oristano, imputato del sequestro- omicidio di Puccio Carta e sequestro Troffa; 28.12.1980;
5.- DEIANA Antonio Ignazio, da Orune, imputato di omicidio 17.2.1981;
6.- POTCU Salvatore noto “Perdinzano”, da Sarile, imputato del sequestro Shild, aprile 1988; (altro…)

IL SEQUESTRO DI VANNA LICHERI

Il sequestro di Vanna Licheri, anziana possidente di Abbasanta, nell’alto Oristanese, è quello che ha avuto la conclusione maggiormente drammatica tra i sequestri consumati negli ultimi dieci anni, poiché, a differenza che per altri casi, qui c’è quasi la certezza che la rapita sia stata soppressa dai suoi sequestratori, verosimilmente a colpi di mitra; e purtroppo, come vedremo, alle causali della fine dell’imprenditrice non paiono essere estranee autentiche cretinaggini investigative e operative degli inquirenti, seguite poi da arresti e condanne di ben dubbio fondamento.
Vanna Licheri fu prelevata agli inizi del ’95 dall’azienda agricola che possedeva, col marito Gino Leone, nelle campagne di Abbasanta; pare questo, fin dall’inizio, un sequestro anomalo, o quanto meno mal mirato, poiché la famiglia Leone-Licheri non ha notevoli disponibilità economiche, e in particolare ha contratto un consistente debito [circa 400.000 euro attuali] per la ristrutturazione della propria proprietà agricola. (altro…)

PRIMA RICHIESTA DI RIMESSIONE DI GRAUSO NEL PROCESSO ALIQUO’

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Sezioni Penali
RICHIESTA DI RIMESSIONE
Il sottoscritto,
• Nicola GRAUSO, nato a Cagliari, il 23 aprile 1942, ed ivi residente alla Via Regina Elena, n. 20, difeso dall’avv. prof. Carlo Taormina con studio in Roma alla Via Federico Cesi, n. 21, qui nominato suo difensore di fiducia ed incaricato di depositare il presente atto, imputato nel processo penale n. 2317/98 RG NR – 60/99 RG GIP pendente dinanzi al Tribunale di Cagliari, nel quale è coimputato anche:
• Antonangelo LIORI, nato a Desulo, il 1 aprile 1964 e domiciliato presso L’Unione Sarda in Cagliari alla Via Regina Elena, n. 14, e nel quale è persona offesa il:
• dott. Vittorio ALIQUÒ, residente in Palermo alla Via U.Giordano n. 234 ed el. dom. c/o avv. Francesco CRESCIMANNO con studio in Palermo alla Via Dante 69,
propone la seguente richiesta di rimessione.
1. Lo scrivente è da alcuni anni fatto oggetto di una morbosa attenzione da parte della magistratura cagliaritana che ha recentemente su di lui scaricato una pioggia di iniziative giudiziarie la cui inusitata severità sembra essere il segno di quella mancanza di libertà di determinazione che il legislatore pone a fondamento della rimessione del processo per legittima suspicione.
Le ragioni di tale atteggiamento non sono immediatamente individuabili ed il sottoscritto, a tale riguardo, non può far altro che limitarsi a formulare alcune ipotesi ricostruttive che, comunque, appaiono le più verosimili sulla base dei fatti obiettivi che verranno qui spiegati e che comunque, al di là della eziologia, sono dimostrativi del fatto che la “giustizia” nei di lui confronti non sia la stessa che si applica per i comuni cittadini. Il sottoscritto, infatti, si vede destinatario di provvedimenti esemplari che hanno coinciso con l’esercizio, da parte sua, dei diritti di libertà politica e di manifestazione del pensiero questi ultimi esercitati attraverso l’attività editoriale, soprattutto quale socio di riferimento del quotidiano L’Unione Sarda. (altro…)

mostra i 2 titoli successivi

Pietro Paolo MELIS

Giovane allevatore di Mamoiada, immune da precedenti penali, viene tirato dentro il processo per il sequestro Licheri praticamente per la sola sua conoscenza di Giovanni Gaddone, in forza di intercettazioni telefoniche dai significato equivoco e di dubbie attestazioni da parte del capo della Criminalpol, Antonello Pagliei.
La sua condanna a trent’anni di reclusione per il sequestro Licheri ha provocato lo sdegno dell’intera comunità mamoiadina; anche su Melis, come su Gaddone, il convincimento di Luigi Lombardini è che fosse innocente. (altro…)

GADDONE E MELIS: DUE INNOCENTI?

Tra le tante storie non concluse di cui Luigi Lombardini, prima dei tragici eventi di quel maledetto 11 agosto 1998, si stava occupando, c’è quella relativa a due giovani allevatori della provincia di Nuoro, Giovanni Gaddone da Loculi e Pietro Paolo Melis da Mamoiada, sepolti in galera da separate sentenze di condanna a 30 anni di reclusione per il sequestro e l’omicidio di Vanna Licheri.
Anonimi allevatori, proprio come quell’Agostino Mallocci la cui causa viene tanto energicamente perorata da Giampaolo Cassitta nel libro “La zona grigia”, e che però non condividono con questi la sorte di essere stato, peraltro secondo le vedute del Cassitta di cui egli risponde, accusato ingiustamente in base a un “romanzo” o un “teorema” di Lombardini: ebbero invece la sorte di essere accusati e condannati, forse ingiustamente, da giudici ed inquirenti che di Lombardini erano nemici, e di avere avuto proprio Lombardini quale massimo peroratore, sia pure coi suoi metodi, della loro innocenza. (altro…)