Argomento: IRAQ
Articoli su questo argomento (23):
INCOMPATIBILITA’, NON ABBASSIAMO LA GUARDIA: VOGLIAMO UNA MAGISTRATURA PIU [..]
QUANDO VIENE L’ORA DI ANDARSENE
QUEL CONSERVATORE CHE NON VUOLE LA GUERRA
LA LIBERTA’ DEGLI IRACHENI E QUELLA NOSTRA
MA VERAMENTE HA VINTO LA LIBERTA’?
ALMENO GLI AMERICANI FANNO SEMPRE GIUSTIZIA
LE BOMBE DEGLI ANARCHICI, LA CATTIVA COSCIENZA DI QUALCUNO
NUOVO ATTENTATO A DECIMOMANNU, NUOVA CAZZATA A ROMA
VOLPE 132: UN’ALTRA VERGOGNA DELLA GIUSTIZIA CAGLIARITANA
GLI ANARCHICI, QUESTI CONOSCIUTI …
TERRORISTI FUORI DI TESTA …
BOMBA A FRONGIA, CSM SOLITA TESTA DURA
VIGNA IN SARDEGNA
IRAQ, COME PRIMA, PEGGIO DI PRIMA …
LA P2, USTICA, L’ELICOTTERO E ALTRE STORIE
EUROPEE: GLI ITALIANI RIDIMENSIONANO BERLUSCONI, MA NON SI FIDANO DI PRODI
LA GUERRA DI BUSH VALE UNA SOLA GOCCIA DI SANGUE ITALIANO?
IL GRANDE INTRIGO
VOLPE 132 – LUCINA – ALGERIA: LA CINA E’ VICINA, PIU’ DI [..]
STOP AMERICA, STOP ITALIA!
INCOMPATIBILITA’, NON ABBASSIAMO LA GUARDIA: VOGLIAMO UNA MAGISTRATURA PIU’ CREDIBILE!
In Italia vi è l’eterna tendenza, alimentata dalle esigenze di marketing dei giornali, per cui di determinati problemi, pur gravi e scottanti, ma che non sarebbero naturalmente all’ordine del giorno come i venti di guerra in Iraq, si tende a parlare per qualche giorno, e poi si accantona l’informazione al riguardo, lasciando la memoria dei fiumi d’inchiostro scritti agli archivi.
Non vorremmo accadesse così anche per il problema delle innumerevoli e incancrenite incompatibilità parentali esistenti nel Palazzaccio di piazza Repubblica, che la capintesta della A.N.M. sarda e dei magistrati comunisti di Magistratura Democratica, Fiorella Pilato, ha asserito, con un discorso arrogante ai limiti del patetico, non sussistere o non creare problemi, ma che un giornale come LA PADANIA, che pure non ha lettori in Sardegna, ha ritenuto talmente grave da soffermarcisi sopra per un’intera settimana, scoprendo che la situazione giustizia in Sardegna è talmente degenerata dal sentirsi in dovere di dare la parola, come editorialista esterno, a uno come Nicola Grauso, non sospettabile di simpatie bossiane ma che da tempo in Sardegna, dopo essere stato editore quasi monopolista di giornali e televisioni, non riesce più ad avere voce grazie alle note imprese in suo danno, e prima ancora in danno della libertà di informazione, del mitico trio Piana-Pani-Pisotti, sul quale pende ancora a Palermo un procedimento penale che ci auguriamo vivamente non venga archiviato sulla sola base della reticenza di tanti Don Abbondio fifoni. (altro…)
QUANDO VIENE L’ORA DI ANDARSENE
Che abbia ragione o no, e i precedenti non depongono certo a suo favore, Saddam Hussein sa bene che l’unica soluzione adeguata per evitare una seconda guerra del Golfo, da cui, nonostante ogni buona e umanitaria volontà statunitense, deriverebbe un nuovo bagno di sangue per il suo martoriato Paese – dato che la superiorità americana è schiacciante – è abbandonare il potere e andare volontariamente in esilio, magari protetto (e verosimilmente dorato), come ha proposto Marco Pannella, e senza strascichi davanti al Tribunale Penale Internazionale, di cui, specie poiché la procuratrice è una svizzera accanita seguace degli eroici PM di Mani Pulite, con permesso ci fidiamo poco.
Che abbia ragione o no, e i precedenti non depongono certo a suo favore, Carlo Piana, procuratore di Cagliari, sa bene che l’unica soluzione alle piaghe che hanno martoriato la credibilità della giustizia cagliaritana, facendole esercitare ruoli impropri quale addirittura quello di determinare l’assetto dell’informazione, sono le sue immediate dimissioni, magari col trasferimento in una sede prestigiosa, volendo anche Milano – dopo il pensionamento di D’Ambrosio la procura del capoluogo lombardo è ancora scoperta – ma dove non abbia più nulla a che fare, né in termini di influenza né in termini di gestione diretta, con gli affari giudiziari cagliaritani. (altro…)
QUEL CONSERVATORE CHE NON VUOLE LA GUERRA
Ci capita spesso, ultimamente, di andare “off topic”, fuori tema, come si dice nel gergo dei Newsgroups, ma lo stato delle problematiche relative alla giustizia in Sardegna e a Cagliari è talmente deplorevole, con certa magistratura e tutti coloro che le tengono bordone (in particolare la stampa) che rappresenta un vero muro di gomma dinanzi a ogni accusa, pur documentata, e ad ogni spinta al cambiamento.
Non nascondiamo che anche noi ci stiamo un po’ stufando e preferiamo attendere gli eventi, che non potranno essere arginati per l’eternità, sicché pensiamo sia comprensibile che in questo cruciale momento storico ci venga spontaneo soffermarci su altri gravi problemi, quali la situazione irachena e i rischi, sempre più gravi nonostante gli appelli del Papa alla pace, di una replica della Guerra del Golfo. (altro…)
LA LIBERTA’ DEGLI IRACHENI E QUELLA NOSTRA
La nostra opinione sulla guerra è nota e non ce ne pentiamo, ma a cose fatte occorre guardare soprattutto ai risultati, e ciò che emerge è che gli USA sono riusciti a portare a termine le operazioni militari riducendo al massimo il numero di vittime civili, che un regime odioso è caduto e che tutti abbiamo visto le commoventi scene degli iracheni pieni di gioia per aver riacquistato una libertà pur difficile da gestire.
Questo è ciò che alla fine conta, la libertà; sarebbe stato infinitamente meglio se gli iracheni, come i serbi, fossero stati messi in grado di effettuare il ricambio con gli strumenti della democrazia, e che quindi avessero potuto cacciare Saddam Hussein sconfiggendolo alle elezioni come i serbi hanno sconfitto Milosevic. Ma, come diceva Rousseau, l’uomo nasce libero e dappertutto è in catene, è nella natura dell’uomo il poter fare ciò che vuole, il poter dire tutto ciò che pensa, e se non condividiamo i mezzi adoperati dagli americani è sommamente condivisibile il fine perseguito, anche se bisognerà stare attenti a certe tentazioni affaristiche. (altro…)
MA VERAMENTE HA VINTO LA LIBERTA’?
Gli Abrams americani sono entrati ieri nel centro di Baghdad trovando la città completamente vuota da qualsiasi rappresentante del regime di Saddam Hussein, dal Rais in persona all’ultimo degli impiegatucci pubblici, e in compenso piena dei soliti “cuor di leone” che hanno il coraggio di imprecare contro il dittatore, e di demolirne le statue, solo quando non è più pericoloso farlo, per giunta, a differenza delle pagine gloriose della caduta del comunismo nell’Europa orientale, dovendo ricorrere all’aiuto dei carri armati stranieri; le scene di ieri, tanto enfatizzate dai pennivendoli in cerca di facili emozioni da vendere al pubblico, non ricordavano certo la caduta del Muro di Berlino, propiziata proprio da colui che reggeva l’Impero (Gorbaciov) e riconosceva il suo superamento, ricordavano tremendamente, invece, il pecorume riversatosi sulle strade italiane all’alba del 25 luglio 1943, quando il Re, non loro, cacciò il Duce, e i coraggiosi che avevano avversato Mussolini quando “le masse” erano tutte a belare e a fare “Eia Eia Alalà” per lui erano in esilio, o al confino, o erano stati assassinati.
Non c’è regime totalitario, che dir si voglia, che possa resistere alla collera popolare, e se dev’essere un invasore straniero, per quanto democratico come l’America di Bush o la Gran Bretagna di Blair, a portare la libertà, fuori da un mandato ONU, oltre che dinanzi a una palese violazione della legalità internazionale (atteso che su quello che era il casus belli, ossia il preteso possesso iracheno di armi di distruzione di massa, non è stato fornito uno straccio di prova genuina), la situazione dà adito a sollevare ben più di un dubbio. (altro…)
ALMENO GLI AMERICANI FANNO SEMPRE GIUSTIZIA
Giusta o sbagliata, legale o illegale che sia stata, sul piano del diritto internazionale e dell’opportunità, l’invasione dell’Iraq da parte delle forze angloamericane, ieri la partita con Saddam Hussein, non certo il peggior tiranno della storia, ma comunque un governante abietto e sanguinario, è stata chiusa, e in modo finalmente conforme a quella che è la missione storica, di giustizia e libertà, della grande nazione americana; l’ex rais è stato acchiappato senza colpo ferire nel suo ultimo rifugio, una topaia della sua città natale, Tikrit, e a quanto pare non verrà giustiziato sommariamente, come accadde a Nicolae Ceausescu in Romania e a tanti altri tiranni della stessa risma, bensì subirà un regolare processo, verosimilmente ad opera di un tribunale iracheno o di una corte internazionale da costituirsi ad hoc, visto che gli USA non riconoscono il Tribunale Penale Internazionale.
La guerriglia ancora impazza in Iraq, ma il risultato dell’azione americana nella zona è comunque, anche solo per questo fatto, pienamente positiva, e noi, che abbiamo a suo tempo aspramente criticato la legittimità dell’invasione dell’Iraq, non possiamo che esprimere apprezzamento per il modo in cui è stato posto mano alla problematica irachena, con minimo numero di morti civili e militari, senza alcun abbandonarsi a vendette tanto per vendicarsi – come invece spesso fanno israeliani e palestinesi reciprocamente – nel pieno rispetto dei principi di civiltà e di umanità per quanto ciò sia possibile in occasione di una guerra. (altro…)
LE BOMBE DEGLI ANARCHICI, LA CATTIVA COSCIENZA DI QUALCUNO
Non vorremmo certo essere nei panni dei gestori di distributori di carburante, che paiono essere diventati – magari per motivi analoghi a quelli per cui taluni pacifisti durante la guerra in Iraq esortavano a boicottare la Esso – il target preferito di questi misteriosi terroristi che si trincerano dietro sigle anarchiche, e al contempo traiamo ancor maggiore motivo di preoccupazione dal fatto che questi anarchici o pseudo tali, decisisi a colpire degli uomini politici, si siano accaniti contro Ignazio Manunza e Mario Diana, due politici che non hanno mai particolarmente brillato ma neppure hanno mai commesso nefandezze, contro i quali nessuno dovrebbe avercela tanto a morte da destinare loro le bombe.
Purtroppo, la pazienza ha un limite per tutti, e questo vale anche per chi ha una visione del mondo improntata a valori di onestà, di giustizia, di solidarietà e di equità, che, magari dopo una vita o svariati anni di impegno nei movimenti studenteschi, nei partiti politici democratici, nei sindacati, per cercare di cambiare o quanto meno migliorare gli aspetti più schifosi di questa società, in particolare per come essi si presentano a Cagliari, non si piega al disincanto del “tanto non cambia niente” e magari mette in conto anche l’opzione di ricorrere a misure estreme, l’opzione terroristica appunto. (altro…)
NUOVO ATTENTATO A DECIMOMANNU, NUOVA CAZZATA A ROMA
Ieri c’è stato l’ennesimo attentato, rivendicato dai soliti anarchici, a un distributore di benzina di Decimomannu, di proprietà di Pietro Melis, già vittima di analogo attentato a un altro distributore di sua proprietà ad Assemini.
Nella sua follia, la strategia di questi attentati sembra chiara: si colpisce la distribuzione di benzina, e quindi dei derivati del petrolio, in chiave di attacco contro chi, secondo le tesi di certi pacifisti, avrebbe voluto la guerra in Iraq esclusivamente per il petrolio, per mettere le mani sulle enormi risorse petrolifere del paese già tiranneggiato da Saddam Hussein; un filone motivazionale che rimanda, quindi, a problematiche internazionali piuttosto che interne, sul solco dell’asse portante delle rivendicazioni dei No Global, nei quali da tempo molti analisti e un largo settore dell’opinione pubblica individuano il brodo di coltura del nuovo terrorismo. (altro…)
VOLPE 132: UN’ALTRA VERGOGNA DELLA GIUSTIZIA CAGLIARITANA
Nella notte tra il 3 e il 4 marzo 1994, un elicottero della Guardia di Finanza, sigla Volpe 132, con a bordo due bravissimi elicotteristi, Gianfranco Deriu e Fabrizio Sedda, era in volo sopra il braccio di mare tra Capo Carbonara e Feraxi, rovinava misteriosamente in mare, disintegrandosi; ovviamente, i piloti rimasero dispersi.
L’elicottero pare fosse impegnato in un ordinario servizio di pattugliamento, allorquando ebbe a imbattersi in una nave sospetta, tipo mercantile, che navigava misteriosamente sottocosta, sulla quale vi era il forte dubbio che stesse trasportando armi verso un qualche paese arabo.
Ed effettivamente, gli addetti ai lavori ben sapevano che da ambedue i flussi di trasporti marittimi di armi clandestine del Mediterraneo, quello che partiva dalla Spagna e quello che partiva da La Spezia, la Sardegna era prediletta, come terra da navigare comodamente sottocosta, in direzione dell’Algeria e della Libia, senza il rischio di navigare in mare aperto imbattendosi, magari, in qualche nave da guerra americana o francese, ben poco propense, specie queste ultime, nei confronti di chi portava armi a Gheddafi o agli integralisti algerini. (altro…)
GLI ANARCHICI, QUESTI CONOSCIUTI …
Sembra che siano spuntati fuori dal nulla, questi anarchici, perlopiù giovani (qualcuno in verità vicino agli “anta”) che per ora sembrano solo giocare a fare i bombaroli, senza ferire nessuno, al massimo cagionando pur fastidiosi danni materiali a distributori di benzina, McDonald’s e simili, quanto meno se ci riferiamo non tanto agli anarchici “storici”, quelli tutti più o meno cinquantenni che fanno riferimento a un anarchismo coltivato in termini culturali piuttosto che politici e fanno capo ad istituzioni storiche e gloriose come l’Anarkiviu di Guasila, quanto agli anarchici appunto più giovani e “giocosi”, seppure ormai molto temuti da polizia e servizi segreti, le cui parole d’ordine sono un fritto misto di rivendicazioni storicamente veterocomuniste, ma che si scagliano anche contro esponenti del centrosinistra.
Fin dagli anni Ottanta ci si ricorda che in tutti i cortei dei vari movimenti pacifisti, studenteschi ed universitari, come anche nelle file degli ultras del Cagliari (che allora si chiamavano UCCN, fin quando non verranno fuori i mitici Sconvolts e i Furiosi) vi era costantemente una nutrita presenza di giovanotti di vedute anarchiche, che in genere andavano d’accordo coi comunisti e coi giovani di sinistra in generale e li rispettavano, ma talvolta non risparmiavano le intemperanze, come avveniva nei cortei contro il presidente Cossiga ove costoro, gli anarchici, inneggiavano goliardicamente alla sua impiccagione (“Cossiga sospeso a una funicella”, con riferimento alla minaccia di autosospensione del presidente) e cantavano allegramente “Dimissioni dello Stato” sull’aria di una nota canzoncina di Renato Rascel, facendo imbestialire non poco certi comunisti ortodossi che, benché amici di questi giovani anarchici, erano costretti dalla disciplina di partito ad affermare affranti: “Però … dire che lo Stato non serve proprio a niente …”. (altro…)
TERRORISTI FUORI DI TESTA …
Singolari questi terroristi iracheni, che liberassero Stefio, Cupertino e Agliana senza fare inutili ricatti, che il popolo italiano è contro la guerra si sa, che Berlusconi debba mantenere un rapporto stretto con Bush per mancanza di alleati in Europa (a parte, paradossalmente, uno come Blair che dovrebbe essere più vicino ai DS) è un altro problema; casomai, che gruppi islamici che erano i primi a dover essere liberati dal tiranno anticlericale Saddam Hussein siano così ostili all’occidente deve far riflettere.
Ascoltando le cronache dall’Iraq di Franco Di Mare, pensiamo che di giornalisti come lui, che non prendono parte per nessuno ma non fanno sconti a nessuno, ce ne vorrebbero molti di più: un raro pezzo di BBC (per giunta senza l’aplomb spesso fastidioso degli inglesi) dentro una Rai dove è combattimento tra galli tra presidente e direttore generale. (altro…)
BOMBA A FRONGIA, CSM SOLITA TESTA DURA
Ennesima bomba, stavolta non anarchica ma dei NPC, contro l’assessore regionale Roberto Frongia, a Iglesias: pare che gli pseudoterroristi siano contrari al cemento in Costa Smeralda, ma se non cerchiamo almeno di sfruttare il turismo, l’ultima risorsa che ci è rimasta, abbiamo poche alternative al ritorno dell’emigrazione di massa.
Il CSM non ritorna mai indietro sulle proprie decisioni, anche le più sbagliate, costi quel che costi, ma dovrebbe rendersi conto che questa cieca ostinazione, anziché rafforzare la sua autorevolezza, la indebolisce facendo fare agli autorevoli consiglieri la figura di bambini capricciosi, come sta accadendo per il caso Cordova, magistrato di cui tutti conoscono e lodano il valore (compresi esponenti di Forza Italia, partito col quale non fu tanto delicato) salvo il CSM e un po’ di fannulloni e politicizzati PM napoletani. Su Lombardini, purtroppo, non possono più tornarci indietro e, salvo adeguati provvedimenti, dovremo tenerci Piana, anche affiliato alla Fondazione Luca Raggio, addirittura fino al 2009! (altro…)
VIGNA IN SARDEGNA
Era da molto tempo che Pierluigi Vigna non veniva in Sardegna, da ieri è venuto per una tre giorni per le procure della Sardegna e ha mostrato un’ottima conoscenza del quadro generale della criminalità sarda; peccato che sul tema del riciclaggio, su cui si è pure mostrato molto informato, non abbia chiesto ai procuratori sardi che caspita stiano facendo, e se corrisponda al vero che la ‘ndrangheta ha riciclato proventi del traffico di droga a Oristano e in Ogliastra.
Oggi a Roma c’è la manifestazione organizzata dai familiari degli ostaggi italiani in Iraq, è assolutamente apolitica e sarebbe una gran bella cosa se avesse successo; ma il fratello di Cupertino parlava davanti a una bandiera arcobaleno della pace, già perché si è capito che in Italia la pace la vogliono tutti, e che anche quei ragazzi, come è emerso dal racconto dei familiari e della fidanzata del povero Fabrizio Quattrocchi, non sono certo andati in Iraq per spirito bellicista, ma per conseguire quei guadagni dignitosi che in Italia sono negati quasi a tutti da un circuito del lavoro infame, chissà perché le società americane di security non riescono a mandarci i loro compatrioti laggiù! (altro…)
IRAQ, COME PRIMA, PEGGIO DI PRIMA …
Dopo le agghiaccianti denunce sulle torture praticate da personale militare americano e inglese su prigionieri iracheni, circa le quali Bush e Blair, cascando dal pero, hanno preso le distanze con compunta ipocrisia, è ora la commissione ONU sulle detenzioni illegittime a sollevare seri dubbi sul fatto che l’amministrazione americana in Iraq non rispetti il patto ONU, non consentendo a prigionieri iracheni, spesso prelevati direttamente nelle loro case, di poter comparire davanti a un tribunale per scaricarsi delle accuse.
Insomma, starebbero violando il più essenziale dei diritti, lo habeas corpus, ciò che gli anglosassoni secolarmente hanno inteso voler insegnare a noi “latini” spesso più inclini alle dittatore per poi smentirsi clamorosamente. (altro…)
LA P2, USTICA, L’ELICOTTERO E ALTRE STORIE
Nelle indagini sulla strage di Ustica, che hanno impegnato la procura di Roma e in particolare il giudice Rosario Priore per quasi un quarto di secolo tra infiniti depistaggi, una delle tesi formulate fin dall’inizio, e che si rivelerà poi la più congruente ad una verosimile ricostruzione dei fatti, fu quella per cui dietro la caduta del DC9, che si tentò di far passare per cedimento strutturale e che emerse poi doversi verosimilmente all’essere stato l’aereo colpito da un missile, vi sarebbero stati intrighi internazionali, giocati nel nostro Paese, coinvolgenti interessi libici.
Al riguardo, l’ex magistrato Carlo Palermo, in un suo libello molto documentato, formulò la tesi per cui il DC9 dell’Itavia abbattuto sarebbe servito, come lo squalo col pesce pilota, per occultare il volo di un aereo fantasma, probabilmente del SISMI, che stava trasportando dalla Svizzera verso la Libia il noto terrorista palestinese Abu Abbas, già mandante del sequestro della Achille Lauro, a lungo foraggiato da Gheddafi e quindi da Saddam Hussein, tanto è vero che dopo l’invasione americana dell’Iraq verrà arrestato a Baghdad, ulteriormente scortato da due MIG libici; il DC9, e con esso uno dei MIG che fu poi trovato sui monti della Sila, secondo Palermo sarebbe stato verosimilmente abbattuto da forze alleate, americane o francesi, che sapevano che sull’aereo fantasma si sarebbe trovato quel terrorista. (altro…)
EUROPEE: GLI ITALIANI RIDIMENSIONANO BERLUSCONI, MA NON SI FIDANO DI PRODI
Se i sardi aderiscono entusiasticamente alle idee e ai programmi di Renato Soru, facendo vincere un centrosinistra che, altrimenti, avrebbe rimediato una sonora batosta, gli italiani, in generale, hanno dato col voto espresso per le elezioni europee un colpo al cerchio e uno alla botte: se Silvio Berlusconi viene ridimensionato per la guerra in Iraq e per il disastroso andamento dell’economia e dello stato sociale, il popolo non si fida per nulla di Romano Prodi e del suo Ulivo.
Forza Italia, infatti, scende agli stessi livelli elettorali di quando stava all’opposizione, compensata nella maggioranza dai buoni risultati di AN e, soprattutto, dell’UDC e della Lega (quei “partiti piccoli” che secondo il Cavaliere non andavano votati), ma di contro la lista Uniti nell’Ulivo, che ai tempi della Prima Repubblica avrebbe ottenuto tranquillamente, con la sommatoria delle sue componenti, non meno del 40-45 per cento dei consensi, risica un miserabile 31-32 per cento, di ben poco compensata dai buoni risultati di Diliberto, dei Verdi e soprattutto di Rifondazione. (altro…)
LA GUERRA DI BUSH VALE UNA SOLA GOCCIA DI SANGUE ITALIANO?
Questo è un delitto davvero odioso, abominevole, che lascia sgomenti, non tanto perché hanno fatto fuori un italiano, ma per QUALE italiano hanno fatto fuori: Enzo Baldoni, ottimo free lance di DIARIO – bel periodico diretto da Enrico Deaglio impegnato a 360? sul giornalismo d’inchiesta – pacifista, amico del popolo iracheno, persona simpatica e spiritosa.
Siamo tutti terribilmente tristi per l’ingiusta, tragica fine di Enzo Baldoni, Pino Scaccia, sul suo blog (La Torre di Babele costellato di centinaia di commenti tristi e indignati, si rattrista per aver perso un amico e le poche testimonianze su Baldoni che chi non lo conosceva ha potuto ricostruire da internet e dalle ricostruzioni giornalistiche di questi giorni ci porta a credere sulla parola al grande inviato RAI: Baldoni era una persona speciale e lascia un enorme vuoto. (altro…)
IL GRANDE INTRIGO
Fin dal 1991, dopo la dissoluzione del regime di Siad Barre, si è giocata in Somalia, spostandosi ultimamente nel Sudan, una complicata partita a scacchi tra gli Stati Uniti, allora governati da Bill Clinton, la Gran Bretagna, mossa da una politica del denaro invariata dal governo conservatore di John Major a quello laburista di Tony Blair, e la Cina, che col pretesto di fornire aiuti umanitari (ad esempio la costruzione di un ospedale per bambini a Bosaso) e col fine visibile di occuparsi di petrolio, ha costituito nella zona una propria consolidata presenza paramilitare, in nessun modo contrastata dagli americani, e men che meno dai britannici.
In tutta questa vicenda l’Italia, che pure fu, insieme con la stessa Gran Bretagna, paese colonizzatore della Somalia, e che, tramite il SISMI, ha da sempre una notevole presenza nella zona, ha assistito come paese colonizzato. (altro…)
VOLPE 132 – LUCINA – ALGERIA: LA CINA E’ VICINA, PIU’ DI QUANTO SI POSSA CREDERE
I rapporti di cooperazione tra l’Algeria, resasi indipendente dalla Francia negli anni ’60, e la Repubblica Popolare Cinese sono molto più antichi e organici di quanto la distanza culturale tra questi due mondi potrebbe far pensare.
Fin dalle origini e dal regime di Ben Bella rapidamente sostituito da quello di Houarì Boumedien, la Cina si è contraddistinta, con Cuba e l’Unione Sovietica, per l’offerta al “popolo algerino” di materia prima alimentare, in particolare grano e zucchero, a prezzi “politici”, in ausilio a una “rivoluzione” che tutti questi Paesi comunisti intendevano incoraggiare, non senza un atteggiamento molto sornione della Francia di De Gaulle che praticava una politica estera molto articolata e proprio in quegli anni usciva dalla NATO. (altro…)
STOP AMERICA, STOP ITALIA!
E’ davvero una brutta storia quella dell’imam arabo operante a Milano, supposto esponente di Al Qaeda o comunque del terrorismo islamico, rapito da agenti della CIA – sui quali ora indaga la Procura milanese – portato in Egitto e lì, a quanto pare, torturato perché dicesse ciò che sapeva, il tutto senza che il Governo, almeno stando alle odierne dichiarazioni in Parlamento del ministro Giovanardi, ne sapesse nulla.
C’è da dire che dubitiamo forte che questa ignoranza possa estendersi ai servizi segreti, in particolare al SISMI, a meno che questi non abbiano dato un’ennesima plateale dimostrazione di inefficienza, tesi “innocentista” per non dover ipotizzare una loro connivenza con l’illegale azione americana, attuata in violazione della nostra sovranità nazionale. (altro…)
LA TRAGEDIA
[ADNKRONOS] ”Il popolo italiano e’ a fianco del popolo britannico nella esecrazione per l’attentato, nella condanna del terrorismo, nella umana pieta’ nei confronti delle vittime innocenti”. Con queste parole, Carlo Azeglio Ciampi ha espresso il cordoglio alla Regina Elisabetta. ”La perdita di tante vite umane e la devastazione causate dalla barbarie del terrorismo suscitano in tutti gli italiani ripugnanza e sdegno”, ha sottolineato con forza Ciampi.
Crediamo che le parole del presidente Ciampi siano esaustive sul sentimento che si prova, in queste ore, circa i tragici fatti di Londra; non vogliamo esprimere opinioni, che in questo momento sarebbero fuori luogo, gradendo piuttosto che i nostri visitatori utilizzino lo spazio dei commenti per dire la loro. (altro…)
NON NE VALE LA PENA!!! VIA DALL’IRAQ!!!
La tragedia di Londra, che mai era stata colpita al cuore così gravemente dai tempi della Seconda guerra mondiale, e le risposte dei politici, per primo il premier britannico Blair, che insistono sulla “fermezza” senza dare rassicurazioni che non vi saranno più perdite di vite umane, militari e civili, pongono ormai l’imperativo categorico di una immediata riconsiderazione dell’opportunità della presenza occidentale in Iraq.
E’ inutile girarci intorno, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna sono giunti in armi in Iraq senza l’avallo di risoluzioni dell’ONU, né della NATO, con la contrarietà risoluta di ben tre membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – Francia, Russia e Cina – in buona sostanza come una forza di occupazione, e si ha un bel dire che il fine giustificava i mezzi, che vi era da abbattere l’odiosa tirannide di Saddam Hussein, giacché, ragionando su questo terreno, si fa esattamente il gioco di Al Qaeda, per la quale il fine giustifica i mezzi nel contrastare con questo infame terrorismo le forze occidentali che ritiene solamente “crociate”, e che si sente in diritto di alzare il tiro “giustiziando” perfino l’ambasciatore di un paese arabo moderato come l’Egitto, colpevole di dialogare con l’Occidente. (altro…)
CIAMPI GUIDI LA RESISTENZA CONTRO IL TERRORISMO
Questo sito non è certo monarchico, né in Italia né in Inghilterra, ma abbiamo ammirato molto la fermezza con cui Sua Maestà la regina Elisabetta II, ha risposto ai terroristi che hanno insanguinato Londra, quasi sfidandoli, con un fermo richiamo alle tradizioni democratiche ed umanitarie della Gran Bretagna, affermando con forza che i terroristi “non cambieranno il nostro modo di vivere”.
Sono parole che pesano, se si ricorda che la madre dell’attuale sovrana, la mitica Regina Madre, durante la seconda guerra mondiale fu definita da Adolf Hitler “la donna più pericolosa d’Europa”, con la sua netta e intransigente opposizione ai nazisti, col suo esempio di restarsene a Londra, con il re, mentre infuriavano i bombardamenti tedeschi, che l’Inghilterra, grazie a persone così, fu il bastione morale, prima ancora che militare, della resistenza contro i nazisti; e oggi la figlia di quella donna, alla veneranda età di 79 anni, si candida a buon diritto a imitarne l’esempio, dimostrando, nonostante gli infiniti gossips, quanto sia ancora forte l’autorità morale della monarchia in Gran Bretagna. (altro…)