Argomento: IL GIORNALE DI NAPOLI
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Lino Jannuzzi, oggi deputato di Forza Italia e nella legislatura 1968-1972 deputato socialista, è un giornalista che non ha mai guardato in faccia nessuno e che perciò ha sempre patito le pene dell’inferno sotto ogni regime, dalla severa condanna per diffamazione inflittagli nel 1968 unitamente a un Eugenio Scalfari ancora libertario per aver detto la verità sul “Piano Solo”, al ridicolo tentativo di qualche PM persecutore della Procura di Napoli – capiamo perché Agostino Cordova fosse incompatibile, con certa gente “antropologicamente diversa” – di sbatterlo in galera per qualche ridicola condanna per diffamazione – la storia si ripete – rimediata con la direzione de “Il Giornale di Napoli”.
Sull’ultimo numero di un noto settimanale italiano, di cui è abitualmente opinionista, Jannuzzi prende spunto dalla recente assoluzione dell’avvocato Antonio Piras dalla farneticante, strampalata, bizzarra accusa di aver estorto o tentato di estorcere denaro al signor Tito Melis, per trarne la conclusione dell’inevitabile assoluzione anche di Nicola Grauso (e diremmo, a maggior ragione, di Liori, Garau e Carboni) nel Processone di Palermo che procede con lentissimo rito ordinario, inutile per far maturare termini di prescrizione, utile solo a mantenere per gli imputati uno stressante stato di incertezza, ma, soprattutto, per riepilogare la sequenza, che ha qualcosa di squallidamente simile a ciò che avviene nei regimi totalitari, che portò quella tragica sera del torrido 11 agosto 1998 al “suicidio” (virgolette doverose) di Luigi Lombardini. (altro…)
JANNUZZI? IN GALERA, IN GALERA!!! IL FASCISMO CHE AVANZA
Si è appreso oggi che il Tribunale di Sorveglianza di Napoli, presieduto da tale Angelica Di Giovanni, ha respinto una richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali avanzata da Lino Jannuzzi, decano dei giornalisti di cronaca politica e giudiziaria italiani e senatore di Forza Italia, in relazione a vecchie condanne per diffamazione, accumulate quando dirigeva IL GIORNALE DI NAPOLI, per un totale di due anni e cinque mesi di reclusione.
Il risultato è che Jannuzzi dovrà andare in carcere, e ci andrà non per aver ucciso qualcuno, non per aver stuprato una ragazzina, non per aver rapinato una banca, ma per aver scritto ed espresso la sua opinione, esercitato un diritto di cronaca. (altro…)