Argomento: GRAZIANO MUNTONI
Articoli su questo argomento (8):
CASO MELIS, LA FARSA E’ FINITA: GIU’ LA MASCHERA!
I verbali del processone di Palermo, a chi abbia la pazienza di leggerli con attenzione, promanano, quanto a ricostruirne i retroscena delle fasi finali del sequestro di Silvia Melis, di farsa, di messa in scena, di puerili sotterfugi lontano un miglio, e sta naufragando nel ridicolo il patetico tentativo di seri pubblici ministeri, che abbiamo visto con ben altro merito impegnati contro la mafia, di attribuire parvenze di verità a una versione ufficiale alla quale non credono neanche loro, ma forse “devono” credere perché è ormai troppo tardi per un’onorevole ritirata.
Se le pietre potessero parlare, ci direbbero che gli attori che hanno recitato in questa farsa, dei quali tre a suo tempo già impegnati in quell’altra stucchevole farsa che fu il caso Farouk Kassam non stanno riuscendo per niente, complice anche l’atteggiamento degli uomini dei Servizi Segreti – che nel caso Melis non sono mai intervenuti, ma sanno tante cose e ne parlano – a tener completamente nascosta la verità, lasciando in giro tante tessere di un puzzle che, unite insieme, smaschereranno inevitabilmente la grande menzogna. (altro…)
IL SIGNORE DEI SEQUESTRI (NON E’L’AVVOCATO PIRAS)
La D.D.A. di Cagliari starebbe indagando di nuovo addirittura sul sequestro di Cristina Berardi, un crimine dell’era Lombardini morto, sepolto e irrisolto il cui strascico ultimo era stata la beffa di mandare la sequestrata, maestra elementare, a lavorare in Ogliastra praticamente dove l’avevano prelevata, ma non si sa nulla circa la rivitalizzazione di qualche filone d’indagine relativo ai mille misteri irrisolti del sequestro di Silvia Melis.
Si capisce che, magari, gli inquirenti attendino di chiudere la partita con Grazia Marine e compagnia, nella speranza che il nuovo processo, che dovrà svolgersi a Sassari, riconfermi quelle condanne che erano state spazzate via, con motivazione dubitativa, dalla Corte d’Appello di Cagliari, per potersi serenamente addentrare negli altri risvolti di quel misterioso crimine, ma a nostro avviso ci sono ugualmente, almeno per quanto riguarda la fase finale del sequestro, un bel po’ di elementi che gli inquirenti non sembrano valorizzare adeguatamente, per motivi che, esclusa la malafede (che ci sentiamo di escludere a priori), potrebbero identificarsi in pressioni molto dall’alto, nel rischio che si scoprano gli altarini di qualche potente personaggio, nella paura di smascherarlo. (altro…)
IPOTESI PER UN DELITTO ASSURDO
Sono trascorse poco più di 24 ore dal barbaro e assurdo delitto che si è portato via Luisa, la figlia quattordicenne di Matteo Boe e Laura Manfredi, che già i professionisti della fuga di notizie, evidentemente ben introdotti presso la Procura di Nuoro, e presso certi settori delle forze dell’ordine locali, più ancora che in quella di Cagliari, hanno sviscerato tutti gli aspetti delle indagini e delle piste finora vagliate dagli inquirenti sulle pagine dei quotidiani locali; è comprensibile, perché l’opinione pubblica, ma soprattutto la comunità di Lula con la speranza di scacciare dal novero delle infinite possibili dietrologie la tesi di una nuova faida o quella agghiacciante di vendette tra ragazzini (ricorda i ragazzini di Orgosolo che, secondo certe ridicole tesi, sarebbero stati gli assassini di don Graziano Muntoni), che restituirebbero a un paese che bene o male da un anno è uscito dal decennio buio del commissariato prefettizio la nomea di paese principe del malessere nel Nuorese e in Sardegna.
A quanto si legge dagli informatissimi cronisti de L’Unione Sarda, le indagini sarebbero ora indirizzate sul filone di un agguato indirizzato proprio contro la ragazza, o di un avvertimento divenuto tragico omicidio per puro caso, ma sono tesi che ci lasciano entrambe perplessi, la prima perché non si vede a chi avesse mai fatto male quella ragazzina piena di vita a Lula o a Nuoro, a meno che non si voglia credere a una vile vendetta trasversale che non rientra nel codice d’onore dei sardi, la seconda perché chi sbrigativamente sostiene che al buio delle 18:40 non si poteva mirare con precisione alla sagoma umana vista sul balcone di casa Manfredi dimentica l’esistenza di armi di precisione munite di cannocchiali a infrarossi, che possono magari sparare anche tradizionali pallettoni da caccia, il che è magnifico per depistare. (altro…)
IL SEQUESTRO DI FAROUK KASSAM
Farouk Kassam 8 anni, figlio di Fateh Kassam, albergatore franco-egiziano titolare dell’hotel <<Luci di la muntagna>> in Costa Smeralda, viene rapito agli inizi del 1992 nel giardino della villa di famiglia, probabilmente al posto del padre, vittima inizialmente prescelta, che sfugge ai rapitori facendosi passare per il giardiniere.
La famiglia Kassam, pur non molto provvista di liquidità, è fornita, secondo i <<si dice>>, di conoscenze molto importanti in Francia e nel mondo arabo, tanto è vero che ben presto si parla di un intervento dei servizi segreti francesi e che quando il sequestro prenderà una brutta piega, con la grave recrudescenza rappresentata dal recapito ai familiari di un lembo di un orecchio del bimbo, interverranno, per cercare di favorire la salvezza e il ritorno a casa di Farouk, le massime autorità dello Stato, dall’allora Capo della Polizia Vincenzo Parisi, al SISDE, all’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga; ciò nell’inconcludenza delle indagini, condotte dal sostituto procuratore della DDA di Cagliari Mauro Mura e, a livello strettamente investigativo, dal Capo della Squadra Mobile della Questura di Sassari Antonello Pagliei, futuro capo della Criminalpol Sardegna, con la cura di emarginare tutti gli investigatori considerati legati a Luigi Lombardini – come l’allora capo della Criminalpol ed ex agente del SISDE Silla Lissia, proditoriamente trasferito alla Polizia Ferroviaria – privandosi così di un inestimabile patrimonio di conoscenze e capacità professionale. (altro…)
don Graziano MUNTONI
Originario di Fonni, don Graziano Muntoni è stato per anni apprezzatissimo viceparroco della Chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista di Orgosolo.
Assieme a un altro prete orgolese, don Luigino Monni, don Muntoni ha avuto un ruolo mai ben precisato nella risoluzione del sequestro di Farouk Kassam, e in particolare, nella pasquetta del 1992, organizzò un incontro in chiesa, a Orgosolo, tra Graziano Mesina e la madre di Farouk. (altro…)
LA GIUNTA CHE VORREMMO …
Siamo sicuri che uno come Renato Soru, che dal niente ha saputo costruire tanto, saprà scegliersi bene gli uomini e quindi non avrà bisogno di suggerimenti, salvo qualcuno che, obtorto collo, dovrà forse accogliere dai partitocrati.
Tuttavia, l’euforia ancora incessata per la grandissima vittoria del patron di Tiscali ci porta ad immaginare, proiettandoci ancora nel futuro, quale sarebbe la giunta regionale che vorremmo e che gradiremmo.
Alcuni nomi:
LUIGI COGODI, un uomo di grinta ed entusiasmo come lui serve sempre per dare anima e vigore ai progetti politici ambizioni, quale quello di Soru; ottimo all’urbanistica o al lavoro.
PIER SANDRO SCANO, è stato il miglior assessore alla programmazione della storia dell’Autonomia regionale, forse merita di essere rimesso al lavoro. (altro…)
MA LO VOLETE PROPRIO FAR MORIRE IN GALERA?
E’ stata incredibilmente respinta la domanda di grazia che Graziano Mesina, facendo violenza al suo orgoglio ancor più grande di quello di Adriano Sofri, si era determinato a presentare, in un clima, peraltro, di misteri, dato che, a quanto risulta, la decisione negativa era stata già adottata quando invece un portavoce del Ministero della Giustizia aveva affermato che la pratica era ancora in corso di istruttoria.
Grazianeddu è oggi, probabilmente, l’unico detenuto italiano ad aver complessivamente scontato oltre trenta anni di reclusione, a trovarsi a scontare l’ergastolo, vale a dire la condanna a morte – inutile nascondersi dietro un dito – per l’applicazione ferrea di un meccanismo di stampo fascista chiamato “cumulo delle pene”, il tutto con un peso spropositato, piuttosto che delle vicissitudini dei tempi in cui era la primula rossa del Supramonte e delle innumerevoli evasioni, dell’ultima vicenda che lo vide coinvolto, quella del misterioso ritrovamento di armi nel casolare dell’Astigiano ove viveva in regime di libertà condizionale, stranamente quando Mesina si era ben determinato a non starsi zitto sulle porcherie del sequestro Kassam e di affermare chiaramente, accusando il PM Mauro Mura – ma sbagliando bersaglio, perché se una tale decisione ci fu, sicuramente fu presa a livelli ben più alti di quello rappresentato dal rosso procuratore aggiunto di Cagliari – di aver fatto pagare il riscatto coi soldi dello Stato. (altro…)
AD ORGOSOLO, PENSIERI DI LIBERTA’ (by ELEONORA)
Era una giornata incredibilmente bella, a Su Gologone avevamo pranzato con le specialità più golose, con noi molte personalità del cinema e qualche giornalista di Cagliari. La grande terra dei profumi intorno e il panorama dei famosi monti teatro di tante fughe, grotte nascoste, leggende e le crudeli realtà dei sequestri. Tante storie e tanti racconti che ci hanno accompagnato lungo la strada per Orgosolo e in lontananza i cavalli al galoppo,nella cornice di una natura unica e splendida nel suo genere.
Non è facile descrivere le forti sensazioni che ti regala un paese così famoso; sulle porte la grazia delle donne di casa, attente,silenziose e composte. Indovinavo la loro curiosità celata,ed i commenti mormorati sui gradini e sulle soglie. (altro…)