Argomento: GRAZIA CORRADINI


Articoli su questo argomento (20):

MALA IUSTITIA MINORILIS E INCOMPATIBILITA’ DEI MAGISTRATI

Avremmo voluto parlarvi anche stavolta del caso Melis, di quello che verosimilmente pensa Silvia riguardo al ruolo di Lombardini, della cattiva coscienza di suo padre Tito, di franchi svizzeri e di Massoneria deviata; ma ci sarà tempo, non possiamo essere monotematici, dato che i casi e le storie di malagiustizia sono tantissimi, purtroppo non si riducono solo a quella sciagurata indagine giudiziaria che, parrebbe per proteggere alcuni magistrati in malafede, ha cagionato la morte di Lombardini e devastato (ma solo per i creduloni) la reputazione di Nicola Grauso e dell’avvocato Antonio Piras, anche lui massone, ma regolare e sicuramente pulito.
Vogliamo invece parlarvi di una storia per commentare la quale non ci vogliono molte parole, poiché possiamo direttamente passare a riportarvi integralmente (con le dovute cautele) la e-mail struggente che una nostra visitatrice ci ha spedito qualche giorno fa, uno scritto che ci ha al tempo stesso commossi e indignati: (altro…)

CASO SANTONA: DOTTOR PIANA, LEI NON HA VISTO NIENTE?

Il suicidio di Paolo Santona, per gli interrogativi che sta suscitando (beninteso non per quelli de L’UNIONE SARDA che continuano a occuparsi di sciocchezze) rischia di entrare da vicino in competizione col padre di tutti i suicidi, quello di Luigi Lombardini, un delitto quest’ultimo, quanto meno di istigazione al suicidio, per cui nonostante le difficoltà di giustificare una simile tesi c’è ancora, e non solo in Sardegna, chi ritiene si sia trattato in realtà di un omicidio, di una vera e propria “esecuzione”, ispirata dall’esigenza di tappare la bocca a un Lombardini che minacciava di “dire tutto” quel che sapeva ai magistrati di Palermo, ivi comprese circostanze scottanti sull’appartenenza di certe persone di spicco a Gladio e alla Loggia P2 e su certe attività poco pulite loro attribuibili.
Invero, il dubbio sta tornando anche a noi, se pensiamo che abbiamo avuto cognizione da fonte autorevole e diretta su come Lombardini attendesse impazientemente il faccia a faccia con Caselli per “vuotare il sacco” su queste cose compromettenti, e che consta invece dalla lettura dell’interrogatorio come Lombardini, mal consigliato da qualcuno, fece scena muta; quel qualcuno potrebbe avere avuto anche l’interesse a tappargli la bocca per sempre, ma a queste cose non vogliamo neanche pensarci. (altro…)

CONTRO LO SCHIFO DELLE INCOMPATIBILITA’ BATTIAMOCI A COLPI DI “LEGGE CIRAMI”!!!

A quasi quattro anni dalla sua originaria denuncia, ad opera sia de L’UNIONE SARDA – quando era ancora un giornale, e non era ancora tornata la carta con cui i fruttivendoli impacchettano le mele – sia, con un autonomo esposto al Consiglio Superiore della Magistratura, di Nicola Grauso, il problema, anzi il bubbone, delle incompatibilità di ogni genere dei magistrati cagliaritani, sia quelle di natura parentale tra di loro o con avvocati loro coniugi o congiunti, sia quelle, la cui stessa esistenza giuridica è poco nota alle masse, derivante dal divieto che un magistrato stia in uno stesso ufficio per oltre dieci anni, continua ad essere irrisolto, minando la già non eccelsa credibilità della magistratura della Città del Sole.
I nostri cari giudici e PM sembrano quasi non rendersi conto dello scandalo, dell’estrema inopportunità di una situazione che sarebbe intollerabile in molti altri uffici pubblici, e anche in molte aziende private: ti giri, ti rigiri, e dappertutto vedi parentele, sono tutti imparentati. Come puoi avere fiducia nella giustizia, come puoi non pensar male (col che, come dice Andreotti, si commette peccato ma spesso ci si azzecca) e ritenere malignamente che certe delicate questioni di giustizia vengano trattate e risolte in un’alcova o, meno volgarmente, nel corso di un pranzo familiare? (altro…)

BASTA CON LE CHIACCHIERE: TRASFERIRE D’UFFICIO I GIUDICI INCOMPATIBILI!!!

Non c’è peggior sordo di quello che non vuol sentire, e così sono nella pressoché totalità i magistrati cagliaritani sul problema delle incompatibilità parentali (e di quello, che però ha minor rilievo numerico, delle incompatibilità per permanenza ultradecennale in uno stesso ufficio), sia quelli direttamente e personalmente interessati (sono molti) che talora fanno semplicemente gli gnorri e talora hanno, come la dottoressa Corradini, la faccia tosta di difendersi attaccando e propiziando mozioni di censura nei confronti de L’UNIONE SARDA di Grauso e Liori quando parlava quotidianamente del problema, sia quelli che dal problema sarebbero estranei, ma per il solito sciagurato corporativismo tendono a difendere i colleghi solo in quanto colleghi; e certo non si concorre ad attenuare la loro sordità, se anche l’ordine degli avvocati si occupa del problema solo sporadicamente, magari per interessi individuali, e se LA NUOVA SARDEGNA, organo neanche troppo ufficioso della Procura (pare soprattutto di De Angelis per interposto Mauro Lissia), e l’UNIONE SARDA di oggi, quotidiano che affronta i problemi scottanti semplicemente non parlandone (quando ne parla è solo per “far fuori” gli avversari, come per il presidente Balletto e l’assessore Zirone, avversari di chi sta dietro il buon Zuncheddu), tengono sulla questione un silenzio di tomba.
E del resto, tutto ciò è umanamente comprensibile: credete forse che il dottor Carlo Piana, additato per la sua incompatibilità col figlio Paolo, che per qualche mese è stato addirittura suo sostituto, il dottor Guido Pani, anch’egli in una situazione poco opportuna quanto al suo rapporto con l’ex GIP e attuale presidente di sezione penale Michele Jacono (suo zio, o suo cugino come si è detto al Consiglio Superiore della Magistratura?), il dottor Vincenzo Amato, poco compatibile con la sorella Daniela già giudice di sezione penale e oggi GIP, e il dottor Ignazio Tamponi, cugino di altra giudice civile che non ricordiamo se fosse Maria Sechi (moglie del PM Alessandro Pili) o Donatella Satta, abbiano fatto il diavolo a quattro col famigerato art. 2409 del codice civile, per sfilare via a Nicola Grauso L’UNIONE SARDA rimanendo del tutto asettici rispetto alle brutte figure che il quotidiano allora diretto dal rimpianto Antonangelo Liori faceva fare loro per la storia delle incompatibilità? (altro…)

EMANUELE SANNA HA LA CODA DI PAGLIA

Che Emanuele Sanna non sia certo una persona adusa ad agire con la massima trasparenza, e che sia invece un vero e proprio reuccio del complotto da corridoio lo sapevamo e risapevamo da parecchio tempo, visto l’elevato numero di militanti ed ex militanti del PCI/PDS/DS, parliamo di gente onesta e lavoratrice estranea agli oscuri affari delle Cooperative rosse e parimenti ad inciuci con Magistratura Democratica, che di lui ne hanno sempre dette di tutti i colori, dal numero un po’ troppo elevato di gente del partito che dall’oggi al domani entrava stranamente, a fare gli infermieri, all’ospedale Brotzu alla sospetta affiliazione alla Massoneria (per carità, noi non abbiamo niente in contrario, ma ci pare che lo statuto del PDS lo vietasse), voce che, nonostante le smentite di Armandino Corona (e sappiamo quanto certe smentite siano in realtà delle conferme), ci è stata fondatamente confermata da fonte assolutamente autorevole e diretta, che rimanda ai tempi in cui il pediatra di Samugheo era solo un giovane medico qualunque e non faceva neppure politica.
Ma una cosa sono queste voci, sottolineiamo voci, e un altro paio di maniche è se un PM, pur accanitamente innocentista (almeno nei confronti di Carlo Piana, Guido Pani e Gian Giacomo Pisotti) come la dottoressa Marzia Sabella della Procura di Palermo, definisce come “niente affatto cristallina” una vicenda di cui Emanuele Sanna è protagonista principale, ossia quella di come costui si sia adoperato per convincere (o costringere) Nicola Grauso a cedere L’UNIONE SARDA esposta alla spada di Damocle del “controllo giudiziario” ex art. 2409 del Codice Civile richiesto dal suo amico Piana (Sanna ha detto, anche al PM, di non frequentare magistrati, ma noi ci crediamo poco, e abbiamo fondati motivi per dirlo …) in sodalizio col PM ANTIGRAUSO Guido Pani dai segreti d’ufficio prima da Mauro Lissia che in cancelleria, e attivato dal Tribunale civile formato dal comunista Pisotti e dall’incompatibile Amato (confermato in appello da un collegio in cui c’era sicuramente Enrico Dessì, sodale di altro boss del PDS, Andrea Raggio, in una nota fondazione politico-culturale, e forse la Corradini). (altro…)

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INCOMPATIBILI RAUS!

Il ministro Castelli, dopo un lungo periodo di apprendistato, sta forse finalmente inquadrando nella loro vera luce, spesso fosca, i problemi del pianeta giustizia, ed ha avuto modo di cozzare contro la resistenza corporativa del Consiglio Superiore della Magistratura in ordine al tentativo del suddetto organo di autosgoverno dei giudici e dei PM di designare alla carica di procuratore della repubblica di Bergamo il magistrato Galizzi, nonostante l’esistenza di una smaccata incompatibilità parentale di costui con un fratello, che è già presidente di sezione presso il tribunale orobico.
Castelli ha tentato di ricondurre la lettera degli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario, che regolano i casi di incompatibilità di magistrati prossimi congiunti all’interno di uno stesso ufficio giudiziario e di magistrati con avvocati che esercitino presso lo stesso foro, a ciò che essa realmente dice, al di là di interpretazioni arbitrariamente estensive: non conta se i magistrati, o magistrato e avvocato, tra loro imparentati, facciano penale o civile, il parametro di riferimento è il singolo ufficio giudiziario nella sua interezza, e deroghe non sono ammissibili se non in casi eccezionali. (altro…)

MA VE NE VOLETE ANDARE O NO?

Il quotidiano milanese IL GIORNALE, trattando oggi della problematica delle incompatibilità parentali tra magistrati e tra magistrati e avvocati, ha ritenuto naturale citare per primo, come esempio emblematico delle degenerazioni esistenti al riguardo, il caso di Cagliari, dove di casi analoghi a quelli dei fratelli Galizzi, l’uno presidente di sezione del Tribunale di Bergamo e l’altro designato dal Consiglio Superiore della Magistratura alla carica di procuratore capo di quella città, ce ne sono almeno una ventina, tutti irrisolti da quasi quattro anni, nonostante le puntuali denunce de L’UNIONE SARDA, quando era ancora un giornale e non l’odierna cartaccia da pacchi zuncheddiana, e di Nicola Grauso.
Il Palazzaccio di piazza Repubblica continua a fare scuola in senso negativo ben oltre i confini dell’isola, laddove il problema delle incompatibilità si rivela tanto odioso da smuovere perfino coscienze che si ritenevano sopite, come quelle di Magistratura Democratica, che ha preso una posizione molto netta contro il fenomeno, e dello stesso C.S.M., dove il consigliere Spangher ha evidenziato con chiarezza che sono imminenti verifiche a tappeto, e che il presente Consiglio superiore non intende addossarsi responsabilità non proprie, con ciò prendendo, neppur troppo velatamente, le distanze dalla scorsa, sciagurata consiliatura, nel corso della quale gli esposti sui magistrati cagliaritani incompatibili furono archiviati in modo vergognosamente sbrigativo. (altro…)

INCOMPATIBILITA’, L’UNIONE SARDA TACE, LA PADANIA DA LA PAROLA A GRAUSO

Dopo che tanti personaggi autorevoli, tra cui da ultimo l’ex ministro della giustizia Filippo Mancuso e il consigliere laico del C.S.M. Giorgio Spangher, hanno preso posizioni favorevoli alle iniziative del ministro della giustizia Roberto Castelli sul tema delle incompatibilità parentali dei magistrati, e tra magistrati ed avvocati, “LA PADANIA”, il quotidiano della Lega Nord, partito del ministro, ospita oggi nelle sue colonne un intervento di Nicola Grauso sul tema delle incompatibilità negli uffici giudiziari di Cagliari, già trattato ieri alla pagina 3 del quotidiano milanese “IL GIORNALE”.
Nel suo breve intervento, Grauso rievoca lo sfortunato esito delle sue iniziative di quasi quattro anni fa, quando inoltrò al C.S.M. un corposo esposto inerente alle situazioni di incompatibilità, oltre venti, esistenti a Cagliari, che fu rigettato in blocco con motivazioni pretestuose, ricorda la proditoria iniziativa della dottoressa Corradini intesa a ottenere dal C.S.M. la “censura” de L’UNIONE SARDA nell’epoca in cui la stessa sollevava la questione delle incompatibilità e si sofferma diffusamente sull’argomento. (altro…)

INCOMPATIBILITA’, IN PRINCIPIO FU VIOLANTE

Il ministro della giustizia Roberto Castelli, al quale l’essere un ingegnere ha stavolta giovato ispirandogli precisione e rigore di argomenti, ha decisamente colto nel segno, traendo spunto dallo scontro istituzionale che lo ha contrapposto al Consiglio Superiore della Magistratura sulla nomina a procuratore di Bergamo dell'”incompatibile” dottor Galizzi, ed evidenziando che, dietro quella che si voleva dipingere come una contrapposizione di natura politica, si celava invece la doverosa opposizione dello stesso ministro al tentativo di nomina di quel magistrato nonostante la smaccata incompatibilità parentale col fratello, presidente di sezione presso il Tribunale di Bergamo; come è noto, Castelli ha puntualizzato che conta ben poco che dei due fratelli uno svolga funzioni civili e l’altro sia destinato a funzioni penali, poiché deve essere rispettata la lettera della legge, che fa riferimento, quanto all’incompatibilità a sedi e uffici giudiziari nel loro complesso, senza distinzioni, poiché le interferenze tra civile e penale sono, in realtà sistematiche.
Consensi sono giunti a Castelli, spiace constatarlo, solo da esponenti della Casa delle Libertà da Gaetano Pecorella e Luigi Bobbio, rispettivamente di Forza Italia e di AN e rispettivamente presidenti della commissione giustizia alla Camera e al Senato, e da Nicola Buccico, consigliere “laico” del Consiglio Superiore della Magistratura in quota AN, già destinato alla presidenza del parlamentino dei magistrati poi “bruciato” dall’inciucio trasversale tra i “togati”, compresi quelli di Magistratura Indipendente, e i laici del centrosinistra per eleggere Virginio Rognoni. (altro…)

IL SEQUESTRO DI FERRUCCIO CHECCHI

Ferruccio Checchi, immobiliarista romano proprietario del villaggio turistico <<Palmasera>> sulla costa di Dorgali, fu sequestrato nel 1994 presso detto villaggio, e ritrovato nel 1995, quasi immediatamente dopo la liberazione di Giuseppe Vinci, in una profonda grotta orizzontale ubicata nell’impervia valle di Lanaittu, in territorio di Oliena, vicino al villaggio nuragico di Tiscali.
Checchi è uno dei pochi sequestrati dei quali si è potuta scoprire con certezza la <<prigione>>: sono stati infatti i Carabinieri a tirare fuori l’ostaggio dall’impervio luogo ove si trovava, abbandonato frettolosamente dai banditi, a quanto pare, a seguito dell’arresto di quattro persone imputate del sequestro Vinci [Nicolò Cossu, Antonio Crissantu, Nicolò Liberato Succu, Nicola Dettori] in qualche modo contigui alla banda come banditi a tutti gli effetti o come emissari. (altro…)

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PRIMA RICHIESTA DI RIMESSIONE DI GRAUSO NEL PROCESSO ALIQUO’

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Sezioni Penali
RICHIESTA DI RIMESSIONE
Il sottoscritto,
• Nicola GRAUSO, nato a Cagliari, il 23 aprile 1942, ed ivi residente alla Via Regina Elena, n. 20, difeso dall’avv. prof. Carlo Taormina con studio in Roma alla Via Federico Cesi, n. 21, qui nominato suo difensore di fiducia ed incaricato di depositare il presente atto, imputato nel processo penale n. 2317/98 RG NR – 60/99 RG GIP pendente dinanzi al Tribunale di Cagliari, nel quale è coimputato anche:
• Antonangelo LIORI, nato a Desulo, il 1 aprile 1964 e domiciliato presso L’Unione Sarda in Cagliari alla Via Regina Elena, n. 14, e nel quale è persona offesa il:
• dott. Vittorio ALIQUÒ, residente in Palermo alla Via U.Giordano n. 234 ed el. dom. c/o avv. Francesco CRESCIMANNO con studio in Palermo alla Via Dante 69,
propone la seguente richiesta di rimessione.
1. Lo scrivente è da alcuni anni fatto oggetto di una morbosa attenzione da parte della magistratura cagliaritana che ha recentemente su di lui scaricato una pioggia di iniziative giudiziarie la cui inusitata severità sembra essere il segno di quella mancanza di libertà di determinazione che il legislatore pone a fondamento della rimessione del processo per legittima suspicione.
Le ragioni di tale atteggiamento non sono immediatamente individuabili ed il sottoscritto, a tale riguardo, non può far altro che limitarsi a formulare alcune ipotesi ricostruttive che, comunque, appaiono le più verosimili sulla base dei fatti obiettivi che verranno qui spiegati e che comunque, al di là della eziologia, sono dimostrativi del fatto che la “giustizia” nei di lui confronti non sia la stessa che si applica per i comuni cittadini. Il sottoscritto, infatti, si vede destinatario di provvedimenti esemplari che hanno coinciso con l’esercizio, da parte sua, dei diritti di libertà politica e di manifestazione del pensiero questi ultimi esercitati attraverso l’attività editoriale, soprattutto quale socio di riferimento del quotidiano L’Unione Sarda. (altro…)

SECONDA RICHIESTA DI RIMESSIONE DI GRAUSO NEL PROCESSO ALIQUO’

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Sezioni Penali

RICHIESTA DI RIMESSIONE
Il sottoscritto,

  • Nicola GRAUSO, nato a Cagliari il 23 aprile 1949 ed ivi residente alla via Regina Elena n° 20, difeso dall’avv. prof. Carlo Taormina, con studio in Roma alla via Federico Cesi n° 21, qui nominato suo difensore di fiducia, imputato nel processo penale n° 2219/98 RGNR + 2317/98 RGNR – 59/99 + 60/99 RG GIP, attualmente pendente dinanzi alla Corte d’Appello di Cagliari (dinanzi alla quale è stata impugnata la sentenza n° 326 pronunziata in data 26/6/96 dal Tribunale di Cagliari – II sezione Penale),

nel quale è coimputato anche:

  • , nato a Desulo il 1 aprile 1964 e domiciliato presso l’Unione Sarda in Cagliari alla via Regina Elena n° 14

e nel quale è persona offesa il:

  • dott. Vittorio ALIQUO’, residente in Palermo alla via U. Giordano n° 234, ed elettivamente domiciliato c/o avv. Francesco CRESCIMANNO con studio in Palermo alla via Dante 69,

propone la seguente richiesta di rimessione.
1. Il sottoscritto è attualmente imputato dinanzi alla Corte d’Appello di Cagliari, davanti alla quale ha impugnato la sentenza con la quale è stato condannato alla pena di anni uno e mesi otto di reclusione e lire 1.500.000 di multa per il delitto di cui agli artt. 99, 110, 61 n° 10, 596 commi 1, 3 e 4 cod. pen. in relazione all’art. 13 L. 8 febbraio 1948 n°47.
Tale condanna si riferisce ad alcune dichiarazioni che il sottoscritto aveva rilasciato nel corso di una conferenza stampa e riprese da alcuni quotidiani il 12 agosto 1998. In particolare, la frase ritenuta diffamatoria è la seguente: <<si, complimenti veramente a questi … al dottor Caselli, al dottor di Leo soprattutto, straordinaria persona. Complimenti anche al dottor Mura e al dottor Piana. A questi assassini, che son riusciti nell’intento che avevano dopo nove mesi>>
Si precisa, per quanto dovrebbe essere superfluo, che mentre il dottor Caselli ed il dottor Di Leo sono magistrati presso il Tribunale di Palermo, il dottor Mura e il dottor Piana sono rispettivamente Sostituto e Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari..
2. La celebrazione del processo presso l’autorità giudiziaria di Cagliari si appalesa del tutto inopportuna in quanto, a cagione della grave situazione locale, sono esposte a grave rischio la genuinità dell’assunzione delle prove e la loro valutazione.
L’Autorità cagliaritana, infatti, per una serie di situazioni di carattere ambientale, che qui si descrivono, si presenta come sede fortemente condizionata e non in grado di garantire la serenità di giudizio e l’esplicazione dei fondamentali diritti processuali quali presupposti indispensabili ed indefettibili di ogni giusto processo.
3. Mette subito conto di osservare come anzitutto vi sia alla base della presente richiesta di rimessione quella stessa esigenza che è sottesa al disposto dell’art. 11 coc. proc. pen.:nemo judex in causa propria! (altro…)

ESPOSTO DI GRAUSO RELATIVAMENTE AL PROCEDIMENTO EX ART. 2409 C.C.

TRIBUNALE PENALE DI PALERMO
Procura della Repubblica – pm. dott. PIGNATONE
M E M O R I A

Il sottoscritto,
 Nicola GRAUSO, nato a Cagliari, il 23 aprile 1942, ed ivi residente alla Via Regina Elena, n.20, difeso dall’avv. prof. Carlo Taormina, con studio in Roma alla Via Federico Cesi, n.21 qui nominato suo difensore di fiducia ed incaricato di depositare il presente atto,
espone quanto segue.
1. Lo scrivente è da alcuni anni fatto oggetto di attenzione da parte della magistratura cagliaritana e degli organismi politici locali che hanno recentemente su di lui scaricato una pioggia di iniziative giudiziarie la cui inusitata severità deve essere valutata da Codesta A.G. per accertare se nei fatti esposti siano ravvisabili gli estremi di reato.
Le ragioni di tale subdolo atteggiamento non sono immediatamente individuabili ed il sottoscritto, a tale riguardo, non può far altro che limitarsi a formulare alcune ipotesi ricostruttive che, comunque, appaiono le più verosimili sulla base dei fatti obiettivi che verranno qui spiegati e che hanno coinciso con l’esercizio, da parte sua, dei diritti di libertà politica, di manifestazione del pensiero questi ultimi esercitati attraverso la attività editoriale de L’Unione Sarda nonché dei diritti di libera iniziativa economica.
2. La fondazione di ‘Nuovo Movimento’
In particolare, il sottoscritto intende rappresentare che i fenomeni che si accinge a descrivere si sono verificati in concomitanza con due accadimenti. Anzitutto, con l’iniziativa di creare un nuovo movimento politico con il quale partecipare alle competizioni politiche e, soprattutto, con la sua decisione di candidarsi alle elezioni regionali del 1999 in contrapposizione con gli schieramenti di sinistra fino a quel momento al governo della Sardegna. (altro…)

PROCEDIMENTI PENALI E DISCIPLINARI NEI CONFRONTI DI ANTONANGELO LIORI

Antonangelo Liori, in qualità di direttore dell’UNIONE SARDA, si è da subito contraddistinto per l’utilizzazione del quotidiano cagliaritano – un tempo e, purtroppo ora nuovamente, piuttosto sonnacchioso – come un vero e proprio foglio di battaglia contro gli abusi e le malefatte della classe politica regionale e, da un certo tempo in poi, anche della magistratura cagliaritana e palermitana.
Tale esercizio energico e senza freni della propria professione, condito dalla frequente redazione in prima persona di editoriali al curaro non senza qualità satiriche di rilievo, hanno fatto incorrere Liori in quello che può considerarsi, entro certi limiti, un ordinario <<incidente del mestiere>> per un giornalista, per un professionista che si trova a dover sguazzare nella libertà di manifestazione del pensiero stando sempre attento alle mille remore che all’effettività della stessa sono apposte: circa 110 querele per diffamazione a mezzo stampa, proposte da politici, colleghi giornalisti e magistrati. (altro…)

LE INCOMPATIBILITA’ PARENTALI TRA MAGISTRATI E TRA MAGISTRATI ED AVVOCATI

Nel febbraio 1999 l’UNIONE SARDA, nel quadro della furibonda campagna da tempo condotta dal direttore Antonangelo Liori per stigmatizzare le maggiori malefatte della magistratura cagliaritana, pubblicò, per due giorni di seguito, un corposo elenco di magistrati circa i quali vi era motivo di ritenere la sussistenza di una delle cause di incompatibilità contemplate dagli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario, relativamente alla sussistenza di parentele tra loro, ovvero di parentele con avvocati del Foro di Cagliari.
L’iniziativa suscitò un certo clamore, poiché emergeva che praticamente la metà dei magistrati in servizio nel Palazzo di Giustizia di Cagliari erano potenzialmente incompatibili; anche larghi settori dell’opinione pubblica rimasero sdegnati.
Sulla base di questi dati, un’autonoma iniziativa fu intrapresa nell’ottobre 1999 da Nichi Grauso, che propose al riguardo un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura, dopo aver già riportato i suddetti dati tra gli elementi a supporto di una richiesta di rimessione, avanzata in relazione al processo che lo vedeva imputato, a Cagliari, di diffamazione per aver dato dell'<<assassino>> al PM palermitano Vittorio Aliquò. (altro…)

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L’IRRESISTIBILE ASCESA DI GRAZIA CORRADINI

Grazia Corradini, per anni presidente la Sezione Minori della Corte d’Appello di Cagliari e oggi presidente del Tribunale dei Minorenni di Cagliari, è un magistrato alquanto anomalo dal punto di vista del credo politico-associativo, poiché, sebbene iscritta a Magistratura Indipendente, parrebbe essere di fede politica comunista, ed è sicuramente in rapporti molto stretti col capo di Magistratura Democratica, Enrico Dessì, e col Procuratore capo di Cagliari, Carlo Piana.
La Corradini soleva disertare le riunioni di Magistratura Indipendente fin quando era in vita Luigi Lombardini, nei confronti del quale provava un rancore ben ricambiato: Lombardini, in particolare, pur non citando mai episodi specifici, la accusava ricorrentemente di <<disonestà>>
Morto Lombardini, Grazia Corradini tornò a farsi vedere alle riunioni di Magistratura Indipendente, e fu designata, in sede di applicazione, quale giudice incaricato della presidenza, presso il Tribunale di Nuoro, del processo contro i presunti sequestratori di Ferruccio Checchi; processo che, tra le proteste degli avvocati per la pretesa illegittimità dell’applicazione di un magistrato cagliaritano, fu gestito dalla Corradini con evidentissimo furore filo-inquisitorio, e si concluse con molte condanne. (altro…)

Nicolò COSSU (Cioccolato)

Allevatore orgolese, conosciuto col soprannome di <<Cioccolato>>, Nicolò Cossu è sempre stato soprattutto un mediatore <<di professione>> nei sequestri di persona, in virtù dei suoi ottimi rapporti con l’avvocato Antonio Piras, mediati dal fratello Totoni Cossu, parroco a Gavoi.
Nel 1995 è stato tratto in arresto poiché accusato di far parte della banda che aveva sequestrato Giuseppe Vinci, e successivamente accusato anche di aver partecipato al sequestro Checchi. (altro…)

Grazia CORRADINI

Di origine padovana, è stata per anni presidente della sezione minori della Corte d’Appello di Cagliari, ma il suo nome è balzato alla ribalta quando ha presieduto, applicata al Tribunale di Nuoro, il processo contro i presunti sequestratori di Ferruccio Checchi, con estremo favoritismo per l’accusa.
Un anno e mezzo fa è stata nominata Presidente del Tribunale dei Minorenni di Cagliari.
Benché appartenente a Magistratura Indipendente, è di orientamento politico filocomunista e intrattiene stretti rapporti col capo di Magistratura Democratica Enrico Dessì e col procuratore capo di Cagliari Carlo Piana; ha personalmente sottoscritto l’esposto che indusse il Consiglio Superiore della Magistratura, nel luglio 1999, a votare una risoluzione a difesa dei magistrati sardi contro i pretesi attacchi dell’UNIONE SARDA. (altro…)

VERBALE PLENUM CSM 18 MAGGIO 2005 (CASO ZAGARDO)

CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA SEDUTA ANTIMERIDIANA DELL?ASSEMBLEA PLENARIA DEL 18 MAGGIO 2005 Sono intervenuti alla seduta: VICE PRESIDENTE Prof. Avv. Virginio ROGNONI COMPONENTI DI DIRITTO Dott. Nicola MARVULLI Dott. Francesco FAVARA COMPONENTI ELETTI DAI MAGISTRATI E DAL PARLAMENTO Prof. Giuseppe DI FEDERICO Prof. Luigi BERLINGUER Avv. Mariella VENTURA SARNO Avv. Emilio Nicola BUCCICO Dott. Paolo ARBASINO Dott. Wladimiro DE NUNZIO Dott. Giuseppe SALME? Prof. Giorgio SPANGHER Dott. Carmine STABILE Avv. Antonio MAROTTA Dott. Giovanni MAMMONE Avv. Gian Franco SCHIETROMA Dott. Giovanni SALVI Dott. Leonida PRIMICERIO Dott. Luigi MARINI Dott. Ernesto AGHINA Dott. Luigi RIELLO Dott. Francesco MENDITTO Dott.ssa Maria Giuliana CIVININI Dott. Giuseppe MELIADO? Dott. Giuseppe FICI Dott. Francesco LO VOI Dott. Lanfranco Maria TENAGLIA S E G R E T A R I O Dott. Giuseppe FUOCHI TINARELLI L?anno duemilacinque, il giorno 18 del mese di maggio alle ore 10,50 in Roma, Piazza Indipendenza n. 6, si è riunito il Consiglio Superiore della Magistratura. Assume la Presidenza il Vice Presidente prof. Virginio ROGNONI. Svolge le funzioni di Segretario il dott. Giuseppe FUOCHI TINARELLI. [OMISSIS] Il Consiglio procede quindi all?esame delle pratiche della QUINTA COMMISSIONE, iniziando dalla seguente: Copertura di un posto di Presidente di sezione della Corte di appello di Cagliari pubblicato con telefax n.10320 del 23 maggio 2003. La Commissione, sottopone al plenum le seguenti proposte: Proposta di maggioranza ? dott. BIDDAU ? Relatore: dott. MENDITTO La Commissione, esaminate le domande presentate per la copertura di un posto di Presidente di sezione della Corte di appello di Cagliari pubblicato con telefax n.10320 del 23 maggio 2003, di cui all?allegato parametro (All. n. 2); rilevato che hanno presentato domanda i dottori Paolo CANEPA, Paolo ZAGARDO, Mario BIDDAU e Grazia CORRADINI; (altro…)

OLTRE TREDICI ANNI DI FALLIMENTI

Oltre tredici anni fa, entrò in vigore una legge, a suo tempo osteggiata dai comunisti, che istituiva la “Direzione Distrettuale Antimafia”, e per la sua prima composizione l’allora procuratore capo di Cagliari, Franco Melis, procedette burocraticamente mettendoci dentro i più anziani per servizio, ossia Mauro Mura e Mario Marchetti (ai quali si aggiunse, più tardi, Valerio Cicalò).
Niente da dire su Marchetti, pur con molti dubbi sui “pentiti” e sulla loro gestione, il suo onesto lavoro nel settore della lotta alla droga lo ha fatto, con risultati lusinghieri, ma quanto al dottor Mura, ci sarebbe da stendere un velo pietoso, ma non lo stendiamo, perché è giusto che il popolo sappia da chi viene amministrata in suo nome la giustizia. (altro…)