Argomento: GIUSEPPE DELLA VECCHIA
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IL MAXIPESTAGGIO DI SAN SEBASTIANO: CONDANNE MITI E MOLTISSIME ASSOLUZIONI
Il processo per rito abbreviato a carico degli agenti di polizia penitenziaria accusati del maxipestaggio di detenuti perpetrato nell’aprile 2000 nel carcere sassarese di San Sebastiano si è concluso in una sostanziale bolla di sapone, rispetto all’enorme clamore che avevano suscitato, a suo tempo, i provvedimenti richiesti dal procuratore capo di Sassari Giuseppe Porqueddu e dal sostituto procuratore Gianni Caria, e adottati dal GIP Mariano Brianda, di area comunista, a carico di oltre 80 agenti di polizia penitenziaria, nonché di Giuseppe Della Vecchia, Cristina Di Marzio ed Ettore Tomassi, all’epoca rispettivamente provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria della Sardegna, direttrice di San Sebastiano e comandante degli agenti dello stesso carcere.
Costoro sono stati tutti condannati a pene miti, entro i limiti della sospensione condizionale, e altri imputati minori, semplici agenti di polizia penitenziaria, a pene modestissime, dell’ordine di qualche mese, ma sono fioccate le assoluzioni, quasi 30. (altro…)
SAN SEBASTIANO, L’OBBLIGO DI VEDERCI CHIARO
La sentenza del GUP Demuro di Sassari sui fatti di San Sebastiano, che infligge condanne lievi a quelli che furono reputati i massimi responsabili del maxipestaggio di detenuti (Giuseppe Della Vecchia, Cristina Di Marzio, Ettore Tomassi), condanne assai miti ad altri imputati, e assolve o proscioglie la gran massa degli agenti di polizia penitenziaria, ben lungi dal chiudere la fosca vicenda, suscita nuovi e inquietanti interrogativi.
Un avvocato di parte lesa, conversando con un cronista de L’UNIONE SARDA, si è chiesto ironicamente che attenderà la motivazione per capire come 24 persone possano aver malmenato un centinaio di detenuti, e l’interrogativo ci pare quanto mai pertinente. (altro…)
IL MAXIPESTAGGIO DEL CARCERE DI SAN SEBASTIANO
Nel marzo 1999 Giancarlo Caselli, dopo sette anni alla guida della Procura di Palermo, si trasferisce al Ministero di Grazia e Giustizia, ove assume l’incarico di Direttore generale del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria [DAP], chiamato per espresso volere del ministro comunista Oliviero Diliberto a sostituire il troppo garantista Alessandro Margara.
Caselli porta nel DAP la sua impronta giustizialista, con la costituzione, nell’ambito della Polizia Penitenziaria, dell’UGAP [Ufficio Garanzie Amministrazione Penitenziaria] e dei GOM [Gruppi Operativi Mobili]; il primo è un organo che assume le caratteristiche di un vero e proprio servizio segreto penitenziario, mentre i secondi sono gruppi operativi da impiegarsi nelle situazioni <<difficili>>, come ad esempio una rivolta in carcere. (altro…)