Argomento: GIOVANNI FARINA
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CASO LOMBARDINI, LE “SPARATE” DI FARINA
Ha fatto sensazione, a margine della condanna di Giovanni Farina a 28 anni di reclusione quale responsabile del sequestro di Giuseppe Soffiantini decretata il 29 marzo dalla Corte d’Assise di Roma, la divulgazione di un memoriale manoscritto del “bandito-poeta” che, oltre a menzionare gli onnipresenti servizi segreti, tira pesantemente in ballo Luigi Lombardini, quale presunto capo di un’associazione parallela dedita tra l’altro ad organizzare evasioni di detenuti e a favorire il compimento di sequestri di persona e la consumazione di faide; Farina ascrive gran parte dei propri guai al proprio rifiuto di essere entrato a far parte della struttura.
Forte il sospetto che il tutto costituisca parte di una sgangherata strategia difensiva, scontato il dubbio che dietro questi ennesimi, pesanti attacchi post mortem a Lombardini vi sia l’ombra di un suggeritore. (altro…)
SENATORE DELOGU, CI CADE UN MITO!
Ci preoccupa molto che un uomo come Mariano Delogu, che, nonostante certi suoi modi di fare non ci piacciano affatto, continuiamo a stimare parecchio, che è sempre stato un uomo indipendente che non ha mai aderito ad alcun partito a pieno titolo, che ha tenuto lontani, finché ha potuto, i partiti dalla giunta comunale di Cagliari e, anche per questo, è riuscito a passare già alla storia come il miglior sindaco che la città abbia avuto dal dopoguerra, e che casomai è sempre stato legato a un politico come l’onorevole (anche lui avvocato) Gianfranco Anedda, che non ha mai avuto problemi a dire quel che pensava, si sia dovuto comportare così, ossia nel modo che emerge dal raffronto tra le affermazioni di Nicola Grauso, le dichiarazioni da lui (Delogu) rese al PM di Palermo Marzia Sabella e le diverse consapevolezze in suo possesso che emergono dai suoi colloqui con Grauso (tutto il materiale è reperibile nella nostra sezione MATERIALI).
Diciamo non casualmente “si sia dovuto comportare”, perché il senatore avvocato Delogu è uomo che ha sempre mostrato di non aver paura di niente e di nessuno, che coraggiosamente scendeva di persona nel Largo Carlo Felice a trattare coi turbolenti sfrattati cagliaritani, risolvendo da solo la crisi che si era determinata sulle case popolari, e rispondeva con giusto sprezzo a qualcuno che dai banchi del Consiglio comunale faceva il “Pierino” sul suo modo di fare che non accettava simili critiche, perché lui il sindaco lo faceva così; e non è un caso che godesse dell’incondizionata stima di Luigi Lombardini, non certo dovuta a meri motivi di assonanze politiche, ma al fatto che Lombardini, in questo uomo di altri tempi, forse perfino medievali, considerava degni interlocutori solo i “veri uomini”, e Delogu è uno di questi. (altro…)